Sembra che i nostri politici vogliano fare di tutto per perdere le prossime elezioni. Non bastava l’autogol del nucleare, che nessuno vuole. Non bastava la chiusura dell’accesso al lavoro per i tanti docenti precari. Non bastava la fiacca politica di respingimento dei Tunisini, con cedimenti a ricatti e taglieggiamenti (tanto paghiamo noi…). Non bastava nemmeno una riforma della giustizia che non interessa a nessuno, e quel processo breve salvadelinquenti che si presenta come il contrario di cio’ che vuole il popolo.
I nostri politici vanno anche a rompere le uova proprio al loro migliore ettorato, i ceti produttivi, a quei tantissimi liberi professionisti che LIBERI vogliono continuare a essere.
La rivolta generalizzata degli avvocati, dei praticanti avvocati e degli studenti di giurisprudenza contro la medioevale e assurda riforma forense ammazzavvocati di Alfano e del CNF, la riforma pro casta, pro baroni, dimostra che il suicidio elettorale sembra essere lo sport preferito dei nostri politici, e che forse e’ il caso di SOSTITUIRLI con altri che portino avanti la nostra volonta’ e non i loro interessi e quelli delle lobby baronali.
OBBLIGHI DIVIETI TASSE CONTRIBUTI E… FORMAZIONE!
RIFORMISMO CONTRO IL POPOLO
Oggi il termine “riformare” è divenuto sinonimo di “depredare”, ovvero imporre al popolo nuovi obblighi, divieti, tasse, contributi, pagamenti: si cambia in peggio per meglio asservire il popolo.
Alcuni tipici strumenti di questo riformismo antipopolare sono:
- gli obblighi di assicurazione: servono a impoverire il popolo e ad arricchire le grandi multinazionali assicurative;
- gli obblighi di formazione, sia prima che dopo l’accesso all’attività lavorativa: servono a foraggiare i parassitari enti, istituti, associazioni ecc., sia pubblici che privati, che esercitano una pseudo attività di formazione, e nello stesso tempo servono anche ad abituare gli obbligati a obbedire;
- le illiberali barriere e i numeri chiusi per l’accesso sia all’istruzione che ad arti, professioni e mestieri, ivi compresi i vari esami di stato: servono a riservare le attività piu’ comode e lucrative solo alle famiglie padrone o ai loro lacchè piu’ fidati;
- le soffocanti e inattuabili normative in tema di lavoro, di infortuni, di standard qualitativi di macchinari, edifici, impianti, ivi compresi gli obblighi di revisioni e collaudi periodici: servono a impoverire il contenuto del diritto di prorpietà privata e a strangolare l’iniziativa e l’attività economica di chi si pone in concorrenza con le imprese delle famiglie padrone;
- i soffocanti obblighi e controlli fiscali, ivi compreso l’obbligo di aprire quei conti correnti dedicati che vanno ad arricchire le grandi banche…
Come disse Berlusconi: “SE TU NON TI OCCUPI DI POLITICA, LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE”.
credo che ben capite COME…
era ovvio che l’obbligo di formazione continua era il primo passo:
serviva a saggiare le nostre divisioni, la nostra disorganizzazione, il nostro ottuso individualismo, la poca comunicazione tra noi,
serviva ad abituarci ad obbedire, come tanti cagnolini, come tanti scolaretti.
ora passano al sodo, vogliono DEPREDARCI ED ASSERVIRCI.
ADERITE
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_209275772416827
http://www.facebook.com/topic.php?topic=15261&uid=40009317333
La riforma Alfano contro l’avvocatura, contro gli studi medio piccoli, contro i giovani avvocati, contro i praticanti e gli studenti di giurisprudenza, NON DEVE PASSARE!
Facciamo si’ che l’obbligo di formazione continua si trasformi in un boomerang contro chi ce l’ha imposto.
Approfittiamo degli incontri per la formazione permanente , incontri COATTI, AI QUALI CI OBBLIGANO contro la nostra volonta’, per trasformarli in assemblee democratiche CONTRO CHI CI VUOLE DEPREDARE E ASSERVIRE, e contro qualsiasi organo di vertice CHE NON CI RAPPRESENTA E TRADISCE IL NOSTRO MANDATO e la nostra volonta’.
STA A NOI SAPERCI ORGANIZZARE, ESSERE CAPACI DI FARCI SENTIRE.
Non vogliamo vivere percorrendo dei binari che altri hanno preparato per noi e contro di noi: vogliamo essere padroni della nostra vita, del nostro lavoro, del nostro guadagno, delle tradizioni proprie delle nostre famiglie, del NOSTRO MODO DI PENSARE, DI CONCEPIRE LA SOCIETA’ E LA VITA.
Contro questo stato, contro le famiglie padrone di questo stato.
Filippo Matteucci
COSA PREVEDE LA RIFORMA CONTRO GLI AVVOCATI
- l’ impossibilità all’abilitazione per chi non passa i test d’ingresso e chi non possa frequentare le scuole solo forensi a pagamento e per non meno di 250 ore annue – art . 41 e art 42 Riforma (Ai fini dell’iscrizione nel registro dei praticanti è necessario il superamento di un test di ingresso, da svolgersi periodicamente con modalità informatiche presso la sede dei Consigli degli Ordini Distrettuali” e “Il tirocinio, oltre che nella pratica svolta presso uno studio professionale, consiste altresì nella frequenza obbligatoria e con profitto, per un periodo non inferiore a ventiquattro mesi di corsi di formazione a contenuto professionalizzante tenuti esclusivamente da ordini e associazioni forensi” e “c) la durata minima dei corsi di formazione, prevedendo un carico didattico non inferiore a duecentocinquanta ore per l’intero biennio; d) le modalità e le condizioni per la frequenza dei corsi di formazione da parte del praticante avvocato nonché quelle per le verifiche intermedie e finale del profitto, che dovranno essere affidate ad una commissione composta da avvocati, magistrati e docenti universitari, in modo da garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale)” .
Ad oggi non esiste alcuna barriera per concludere proficuamente la pratica forense essendo solo necessario frequentare uno studio professionale ( senza spese o esami di sorta)
- esami previa preselezione e solo con codici NON commentati Art. 44 (Disposizioni generali) “1. L’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato può essere sostenuto soltanto dal praticante avvocato che abbia effettuato il tirocinio professionale, che non abbia compiuto cinquanta anni alla data di scadenza del termine previsto per la presentazione della domanda di partecipazione e che abbia superato la prova di preselezione informatica di cui all’articolo 45…” e art 46 . “La prova scritta si svolge col solo ausilio dei testi di legge senza commenti e citazioni giurisprudenziali”
Ad oggi non esiste alcuna barriera per arrivare all’esame professionale ed è possibile utilizzare in sede di esami gli indispensabili codici commentati con le sentenze giurisprudenziali
- cancellazione di fatto del patrocinio legale “autonomo” (si potrà solamente sostituire il titolare di studio nelle sua cause) (art 41 Riforma) (“Nel periodo di svolgimento del tirocinio il praticante avvocato, decorso un anno dall’iscrizione nel registro dei praticanti, può esercitare attività professionale solo in sostituzione dell’avvocato presso il quale svolge la pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso, in ambito civile di fronte al Tribunale e ai giudici di pace, e in ambito penale, nei procedimenti che in base alle norme vigenti anteriormente alla legge 16 luglio 1997, n. 254 rientravano nella competenza del Pretore”
Ad oggi dopo un anno è possibile avere il patrocinio legale che dà la possibilità di guadagnare autonomamente con cause proprie per ben sei anni in attesa di superare l’esame professionale
- obbligo di presentare agli orali ordinamento e deontologia forensi e le materie più difficili (oggi solo facoltative) come diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale più due altre materie facoltative (art 46 Riforma “…….. in una prova orale in forma di discussione con la commissione esaminatrice, durante la quale il candidato dovrà illustrare la prova scritta, e dimostrare la conoscenza delle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale; oltre ad altre due materie, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario”)
Ad oggi è possibile presentare solo materie molto semplici come diritto internazionale privato, diritto comunitario etc
- non si potrà sostenere l’esame dopo più di 3 bocciature (Art 43 Riforma) (“Il Consiglio dell’ordine presso il quale è compiuto il biennio di tirocinio rilascia il relativo certificato che consente di partecipare alla prova di preselezione informatica per l’ammissione all’esame di Stato per le tre sessioni immediatamente successive, salvo il diritto di ripetere il biennio di tirocinio al fine del conseguimento di un nuovo certificato di compiuta pratica”)
Ad oggi non esiste alcun limite
- non potrà sostenere l’esame chi ha 50 anni
Ad oggi non esiste alcun limite
Per quelle poche centinaia di fortunatissimi nuovi avvocati l’anno in tutta Italia (ad oggi la percentuale di promossi all’esame forense è già la più bassa tra tutte le “libere” professioni con appena il 35% degli idonei ogni anno) sarà anche previsto che:
-VERRÀ CANCELLATO (CON UNA NORMA EVIDENTEMENTE INCOSTITUZIONALE) DALL’ALBO DEGLI AVVOCATI CHI NON RAGGIUNGERA’ UN LIMITE MINIMO DI REDDITO PROFESSIONALE DECISO DAGLI ORDINI E/O CHI NON VERRA’ DAGLI ORDINI RITENUTO ESERCITANTE LA PROFESSIONE IN MODO CONTINUATIVO (Art 19 riforma).
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Riportiamo anche lo scritto dell’UGAI e ringraziamo.
UNIONE GIOVANI AVVOCATI ITALIANI
AVVOCATI CONTRO LA RIFORMA “ALFANO-CNF”
NO ALL’IMMEDIATA CANCELLAZIONE DALL’ALBO DEGLI AVVOCATI PER REDDITO PROFESSIONALE SOTTO IL MINIMO (Art 19)
NO ALL’ ABOLIZIONE DELL’ABILITAZIONE AUTOMATICA PER LA CASSAZIONE A DANNO DEI GIOVANI AVVOCATI (Art 20)
NO AI CONTROLLI “FISCALI” SUGLI AVVOCATI DA PARTE DEGLI ORDINI D’INTESA CON GLI UFFICI FINANZIARI (Art 19)
NO AI PRATICANTI SOLO “PART TIME” NEGLI STUDI LEGALI DURANTE IL TIROCINIO A CAUSA DELLE SCUOLE POST- LAUREA A PAGAMENTO (ART. 42)
NO ALL’AVVOCATURA POSSIBILE “OSTAGGIO” DELLE COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE CIVILE E DELLE AZIONI DI RISARCIMENTO DEI CLIENTI (Art.11)
NO AD ESAMI E SPESE COATTIVE PER AVERE LE SPECIALIZZAZIONI (Art.
NO ALLA FORMAZIONE COATTIVA “A SPESE” DEGLI AVVOCATI (A
]]>carlo grezio :Quando un popolo ridicolo elegge una classe politica ridicola, tutta lascia presumere che si avranno risultati ridicoli.E tragici.
ineccepibile. purtroppo.
]]>Noto – en passant, per allentare la tensione e badando a non divagare dall’argomento principale – che negli ultimi tempi una importante privatizzazione è stata attuata: quella della Giustizia. Mi diceva una conoscente avvocato che, da qualche tempo, non vede contratto, anche di piccola importanza, che non riporti la clausola di ricorso all’arbitrato in caso di controversie: con arbitro scelto di comune accordo fra i legali delle parti o, in difetto, indicato dal Presidente della Camera di Commercio. E’ il solo modo – mi diceva – che hanno i contraenti per sperare di dirimere le loro questioni in tempi relativamente brevi e con la certezza di affidare la decisione ad un arbitro che si prenda il disturbo di leggere le carte e giudichi al massimo della propria equanimità e competenza professionale, spinto dall’interesse ad essere ritenuto valido dai colleghi avvocati e prescelto per altre simili incombenze.
]]>Dr Giannino, quanto scrive nella prima parte dell’articolo è completamente condivisibile.
Detto questo e assumendo il punto irrinunciabile Le chiedo: cosa fare con gli amici europei, sopratutto francesi, che mi sembra applichino i metodi cari al nostro governo liberalstatalista?