PS: 3 anni fa volevo andar in vacanza in Provenza (dai Francesi che ci venderbbero la tecno), poi uscì allarme x fuoriuscite radioattive, la società negò, ci mandarono gli ispettori che scoprirono non solo che c’era stato quell’incidente (non grave) occultato ma ce ne erano stati in precedenza altri anchessi tutti nascosti… Giappone Francia Russia eccetera… è sempre la stessa storia..
]]>Infatti caro amico, più che delle idiozie di Tremonti sui costi del nucleare, e più ancora delle centrali stesse, mi terrorizza il suo ‘modo di considerare la ricchezza’. Perchè?
1) la ricchezza privata è ‘mia’. L’ho creata ‘io’.
2) il debito pubblico è ‘loro’. L’hanno creato ‘loro’.
Io non voglio garantire i ‘tuoi’ debiti con i ‘miei’ risparmi’. Tu non mi puoi obbligare ma Tremonti può. E può anche fare di più. Può fare altro debito e stampare cartastraccia moneta per pagarne gl’interessi e massacrare (con l’inflazione che ne deriva) i miei miseri risparmiucci di una vita di lavoro. E, dammi retta, prima o poi dovrà farlo.
Chiedo scusa a tutti per l’off topic.
]]>Così come ci ricordava il Ministro, l’Italia non può e non deve essere valutata solo per il debito pubblico (ma è opportuno, nel valutare uno Stato, tenere conto anche della ricchezza privata), egli ha ritenuto (maldestramente, nella circostanza) di speculare sulla tragedia giapponese per far rilevare che, probabilmente, i molti Stati che hanno realizzato centrali nucleari sul proprio territorio, non hanno probabilmente tenuto conto dei costi che dovranno affrontare per il “decommissioning”.
E’ molto probabile che questo sia vero per alcuni Paesi (non sono sicuro che questo riguardi anche la Francia, che ha puntato tutto sul Nucleare), i quali si troverebbero eventualmente a dover affrontare a scadenza un rilevante onere per smantellare le centrali realizzate finora nei rispettivi Paesi.
Ricordiamo infatti il caso inglese, che sembrava inizialmente avesse accantonato un onere per tale scopo ma, a causa di esigenze di bilancio, abbia poi utilizzato quei fondi accantonati per il “decommissioning” per altre esigenze a breve.
Quindi, se così stessero le cose, inopportuna (per il grave momento) la citazione di Tremonti, ma non del tutto errata.
Ora, però (visto che ormai l’inopportuna affermazione è stata “speculata” a sufficienza), la stessa frase potrebbe essere più correttamente interpretata nel senso che è quanto mai opportuno (anche per togliere un’altra delle strumentali argomentazioni a chi ostracizza la ripresa del Nucleare anche nel nostro Paese) ribadire che ogni nuova iniziativa nel settore DEVE includere nei propri costi un piccolo ammontare (non serve di più) per kWh prodotto, necessario per finanziare le opere di “decommissioning” a fine vita impianto. Infatti, probabilmente bastano 0,05 Eurocents per kWh debitamente accantonati in un conto vincolato allo Stato, per far fronte a tale onere.
E’ importante che questo venga ripetuto senza remore nella comunicazione che occorre fare per smantellare le tante speculazioni contrarie che sono abitualmente proposte dai soliti noti.