Le basta o ne vogliamo ancora di motivazioni per provare a cambiare paradigma?
Mi sembra quindi logico e normale che si resti di stucco di fronte ad un Governo che, a causa di non più rimandabili problemi di bilancio, sa soltanto tagliare i fondi alla Cultura, alla Scuola, così che “si arrangino….” perché con questi “non si mangia”!
Possibile che a nessuno sia venuto in mente che forse, anziché tagliare, potrebbe essere meglio redistribuire, efficentare ed aumentare la produttività?
Faccio un semplice esempio. Togliamo, per decreto, almeno il 15% di dipendenti agli uffici interni della Provincia e della Regione e riconvertiamoli in personale addetto alla custudia per i musei ed i siti culturali così che questi possano aumentare l’orario di apertura a 18 ore al giorno 7 giorni su sette.
Risultato: più ingressi, più ricavi, miglioramento forte dell’immagine, aumento significativo della capacaità di autofinanziamento degli investimenti per mantenere ed innovare servizi e prodotti collegati, maggiori visitatori indotti dal miglioramento dell’immagine e dalle facilitazioni circa orari, servizi aggiuntivi, ecc. ecc.
In altre parole io continuo a credere che lo Stato si possa rendere più efficiente e più efficace, perché, comunque, i Beni Culturali, cosi come la Scuola, la Salute, sono un diritto di tutti, e non possono essere solo affidati a Privati con l’unico fine del profitto.
Perché queste cose non si fanno e si preferisce la strada dei “tagli lineari a tutti imministeri ed i territori” anziché percorrere la via della riforma rigorosa della P.A. così che diminuisca la spesa improduttiva, aumenti l’effiicienza e l’efficacia della gestione di Beni pubblici, liberando risorse per innescare il ciroclo virtuoso dello sviluppo “sano e sostenibile”?
Queste domande fanno fatte a chi ora ci governa o ci rappresenta!