Se questo è vero (e succede in Giappone), lascio a chi legge la facoltà di pensare a ciò che potrebbe succedere in Italia.
]]>sino a quando al potere ci sarà questa classe politica (di tutti gli schieramenti) le centrali nucleari, a mio parere, in Italia non dovranno essere neanche pensate.
Ciò perché:
1) chissà di quanto “sforeranno” i preventivi
2) chissà quando saranno ultimate
3) chissà con quali materiali saranno costruite
4) chissà con quanta professionalità(?) saranno gestite
5) (e quando terminerà il loro ciclo di vita) chissà come e dove saranno scelti i siti per lo stoccaggio dei materiali radioattivi.
Compito delle persone pensanti non è solo parlare di idee e principi, ma anche di tener conto della realtà.
]]>p.s. spesso il 5% che la pensava diversamente lo hanno fatto arrosto. Ma altrettanto spesso le idee che rappresentavano sono state quelle che hanno fatto cambiare il mondo. Non sempre ma…. alle volte
Se chi si oppone al nucleare in italia (chi costruisce? impregilo? magari con cemento molto magro dello stesso tipo dei ponti in sicilia…oppure costruiscono le cosche?) è un grasso ignorante, come possiamo definirlo..????? attendo sua valutazione ……
]]>Erano passate solo poche ore dal terremoto giapponese e lo sguardo di tutti
era rivolto con paura verso quel paese, nel tentativo di capire cosa stesse accadendo.
Che la portata del fenomeno fosse devastante e’ apparso chiaro a tutti fin da subito,
e molti degli osservatori esterni e lontani hanno risposto con una reazione infantile,
forse irrazionale, ma umanissima, di rifiuto verso il nucleare.
Molti, ma non tutti!
All’indomani della tragedia (12/03/2011), era infatti possibile leggere,
un magistrale articolo di orwelliano bispensiero di
Oscar Giannino, la cui posizione era intuibile fin dal titolo
“NUCLEARE SICURO, E’ LA PROVA DEL NOVE”.
Mi domando cosa possa spingere un intellettuale in buona fede degno di questo appellativo
a schierarsi a priori, immediatamente e in maniera miope,
senza neanche attendere lo scorrere tragico degli eventi
a favore di una tesi del genere, se non l’essere al soldo di qualcuno.
Ad Oscar Giannino chiedo, visto che si atteggia ad economista:
In un sistema di libero mercato, quale convenienza economica esiste
in un investimento di orizzonte temporale quasi infinito (come il tempo
di smaltimento delle scorie) e dai risultati cosi incerti (ricavi determinati,
costi imprevedibili)?
Se gli Stati Uniti, con i loro deserti, o la Russia con le sue steppe,
dispongono di canyon o di faglie nelle quali stoccare “in sicurezza”
i prodotti di scarto delle centrali, come provvederemo noi italiani?
Nascondendo le scorie radioattive sotto la spazzatura di Napoli,
gettandole nel Mediterraneo, o individuando i siti
facendo leva sul ricatto occupazionale?
Se il tessuto imprenditoriale e politico del paese Italia e’
permeato da infiltrazioni mafiose e dalla corruzione,
cosa induce a pensare che nella costruzione delle centrali nucleari
avverra’ la svolta verso la legalita’ e che non verra’ impiegato
cemento impoverito misto a sabbia o che il personale della centrale
sara’ selezionato per merito e non per clientelismo?
Una semplice argomentazione filosofica,
un principio di prudenza, in un essere razionale
anche non avverso al rischio, dovrebbe indurre poi a fare questo ragionamento.
Il danno atteso da un incidente e’ pari alla probabilita’
che si verifichi l’evento-incidente moltiplicata per le conseguenze subite
nel caso l’evento-incidente si verifichi.
E’ forse retorico considerare ciascuna vita umana come il mondo intero?
E forse sbagliato affermare che in caso di incidente le conseguenze
in termini di perdita di vite umane, o in termini di
qualita’ della vita dei sopravvissuti o dei nascituri malformati sarebbero
devastanti e incommensurabili in termini di dolore?
Allora e’ evidente che, se anche la probabilita’ di un incidente fosse prossima allo zero,
il danno atteso sarebbe sempre infinito e cio’ dovrebbe bastare a indurci,
basandoci sulla logica, a schierarci contro il nucleare.
Non e’ sufficiente, infine, il fatto che la sicurezza delle centrali sia stata
incrementata in maniera notevole negli ultimi decenni,
e che si sia reso necessario un evento “imprevedibile” di immensa magnitudine
per mettere in crisi il sistema.
Il pericolo e’ troppo grande e la nostra capacita’ di fare previsioni
sulle azioni della natura o dell’uomo stesso, troppo limitata.
Alle domande, non si risponde con altre domande.
A.A.
L’articolo del Giannino puo’ essere letto qui:
]]>PS: freddura… ma non sarà il Silvio che porta sfortuna al Mondo intero ? rilancia a parole (mancano soldi) il Nucleare e succede quel che succede con resurrezione del Referendum poco dopo che lo aveva affossato spostandolo a giugno (100 milioni extra-spreco intanto siamo ricchi).. apre in Tunisia una tv con gli amici Quasi Italiani e Ben ALì e salta.. bacia anelli con Gheddafi x farci pagar nuove tasse nascoste nella benzina e pure lui salta oppure resiste ma fa stragi e vende il petrolio ai Cinesi.. lo zio Mubarak idem senza patate.. bah… meditate gente meditate
qualsiasi attività umana ha i suoi effetti negativi. Le auto causano morti, l’inquinamento causa morti, l’uso di combustibili fossili produce l’effetto serra. Ma sono cause a cui si può e si cerca di porre rimedio.
Ma su una fuga radioattiva non è possibile. La vita che ne viene contaminata, con i suoi discendenti (uomini, animali, piante) ne porta con se il marchio di fuoco per centinaia e centinaia di anni. Ciascuno faccia le propri valutazioni liberamente, ma io non trovo giusto far ricadere sulle generazioni future, pur per quanto siano minimi non sono mai zero e lo abbiamo visto in Giappone, il prezzo della nostra imperfezione.