Home > ambiente, energia > Il sisma e il nucleare

Il sisma e il nucleare

Quando ancora eravamo alle prime notizie del tremendo sisma che si è abbattuto sulla costa nordorientale del Giappone, ecco che i siti e le agenzie italiane hanno iniziato a diffondere notizie sull’allarme nucleare. Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambiente e popolazione proprio l’impatto di eventi terribilmente fuori scala, quale quello verificatosi e come prescrivono appunto le norme nel cui rispetto si costruiscono oggi centrali atomiche. Eppure, in Italia la speculazione è partita subito.

Il Giappone ha 54 centrali in esercizio secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, centrali che coprono un quarto del fabbisogno elettrico del Paese. Come si può regolarmente verificare dai report del sito dell’Agenzia stessa, il Giappone è uno dei Paesi da sempre più impegnato nella piena trasparenza di quanto avviene nei suoi impianti. Proprio per l’elevatissimo rischio sismico di una parte rilevante de suo territorio, prossimo o attraversato da linee di faglia di zolle tettoniche oceaniche e continentali, ha realizzato i suoi impianti adottando criteri antisismici sempre più alti nei decenni.

Ed è questo il motivo per il quale le procedure automatiche di arresto dei reattori si sono subitaneamente attivate in quattro centrali nell’area nordorientale colpita dal sisma a epicentro oceanico, in altre due più distanti comunque entro 7 minuti è stato disposto il blocco, e in altre cinque ancora più lontane comunque entro 20 minuti le autorità giapponesi hanno disposto il fermo di sicurezza, per una completa verifica della tenuta di ogni parte degli impianti. Nella centrale di Onagawa, tra le quattro in cui il fermo è stato automatico, è stato subito estinto un incendio dovuto a cortocircuiti elettrici in una turbina non interna al circuito di raffreddamento del materiale fissile, e dunque senza nessun rilascio di scorie pericolose. Per un’altra centrale, quella di Fukushima, la più vicina a Sendai su cui si è abbattuto lo tsunami, è stata comunque disposta l’evacuazione della popolazione entro i due chilometri di raggio, come previsto dalle procedure nel caso in cui sia consigliabile prima pensare alla piena incolumità dei residenti e poi raddoppiare la piena verifica dell’assoluta tenuta degli impianti. Fino a ieri sera, i giapponesi hanno continuato a confermare all’AIEA che nessun rilascio di materiale pericoloso radioattività risultava segnalato

I media internazionali hanno, in altre parole, amplificato senza troppo comprendere la prima notizia rilanciata da Tokyo, relativa allo stato di emergenza nucleare proclamato dal governo di Tokyo prima che fosse trascorsa un’ora dall’evento. E’ una procedura standard di sicurezza, per eventi sismici superiori all’intensità 5 della scala Richter, e qui siamo in presenza di un’intensità 8,9, di energia letteralmente spaventosa come documentano le immagini che tutti abbiamo visto.

Stiamo parlando del settimo evento tellurico che mai abbia colpito il mondo dacché abbiamo strumenti e serie storiche per rilevarli, eppure le centrali hanno tenuto. Si sono rivelate molto utili le lezioni apprese alla maggiore centrale atomica operante al mondo, quella di Kashiwazaki-Karima che ha una potenza superiore agli 8 mila Mw, che il 16 luglio 2007 venne colpita da un sisma di magnitudo 6,6. L’impianto tenne, ma in quel caso furono i violentissimi movimenti oscillatori a determinare lo sversamento di 1,2 metri cubi di acqua da una piscina per il combustibile esausto di uno dei reattori. Il rilascio di radioattività per questo evento, e per il rilascio di alcuni radioisotopi dall’impianto di ventilazione, fu rilevato subito e monitorato nel tempo delle autorità giapponesi, ed è documentato nel sito AIEA come corrispondente a 10 milionesimi della dose ammessa in Giappone. Per conseguenza, l’incidente con nessun danno ambientale e sanitario venne classificato al livello zero della scala INES, che misura la gravità degli imprevisti atomici.

Possiamo trarre tre prime conclusioni. Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto, è proprio la sicurezza,: ma come si vede sono soldi ben spesi. Secondo: le norme di sicurezza vigenti in Europa sono altrettanto ferree di quelle giapponesi. Terzo, l’Italia ha vaste zone sismiche ma i fenomeni non sono della magnitudo di quelli giapponesi. Assistere, ieri, su molti siti italiani antinuclearisti, a come si sovrapponevano sulla cartina dell’Italia le aree a rischio sismico e quelle addirittura a rischio incendi per tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo, è solo una dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica..

11 marzo 2011 ambiente, energia

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (46 voti, media voti: 3,02 di 5)
Loading ... Loading ...
  1. Massimo
    14 marzo 2011 a 22:44 | #1

    Fabio Cenci :
    Con sincera umilta’ mi permetto di dire qualcosa in questa materia:
    1)sono un Fisico, ho studiato a lungo Fisica Nucleare, forse so di che parlo. L’ignoranza, non solo in Italia, su questa materia e’ leggendaria; quando ho cercato di spiegare ad amici laureati cosa sia la trasmutazione neutronica, mi guardavano sogghignando e con aria saputa…..naturalmente non capendo un acca;
    2)I comunisti sono stati tra i primi “supporters†dell’energia atomica negli anni 60-70 (c’era qualche residuo d’intelligenza in qualcuno di loro allora, fanatismo religioso a parte) quando le centrali erano lontane dall’essere sicure come oggi (la sicurezza totale non esista nell’universo), ma adesso guai a chi la nomina; siamo alla generazione 3+ e speriamo si vada verso la generazione 4, di gran lunga piu’ sicura di quelle attuali.
    Alla domanda ovvia dei miei amici: vivresti accanto ad una centrale nucleare la risposta e’ SI, ci vivrei senza esitare. Vivrei con apprensione vicino a pale rumorosissime di 80 metri di altezza e ad inquietanti mega-dighe.
    Siamo arrivati alla indecenza di far vedere come un incubo gli sbuffi bianchi che escono dalle centrali per spacciare l’idea che trattasi del mitico/letale “stronzio†o altri spauracchi, quando anche i bambini sanno che si tratta di vapore acqueo.
    Non solo:amici laureati mi hanno recentemente contestato: ma lo sai o non lo sai che ci sono “sostanze†(sic!) che decadono dopo milioni di anni? Ecco, gli intelligentoni non capiscono che le sostanze che sono piu’ rischiose sono quelle a decadenza rapidissima!
    La radioattivita’ e’ il modo in cui un isotopo radioattivo cerca di raggiungere lo “stato stabileâ€; la radioattivita’ viene dalle stelle, dalle esplosioni di supernove, ecc.
    Se l’ “half life†di un isotopo e’ molto lungo, cosa che terrorizza i cervelloni, quel tipo di elemento, es. l’Uranio 238, non “si dimezza†prima di qualche miliardo di anni a distanza dall’esplosione della supernova che l’ha generato, ma questo significa che la radiazione che emette e’ molto basso, cioe’ non e’ di certo molto radioattivo!!
    Se il tempo di decadenza e’ rapidissimo, quell’elemento togliera’ il disturbo rapidamente ma…..meglio non passargli accanto. Se il tempo e’ infinito e’ perche’ l’elemento e’ “stabile†e non radioattivo.
    Ci rinuncio…da ora in poi.
    3)le migliaia di vittime in Giappone sono state provocate da “madre naturaâ€, leggi terremoti/tsunami, non (finora almeno) da perdite radioattive. I peggiori disastri sono stati causati sempre da eventi naturali, o errori umani (diga del Vajont, Chernobil, dighe rotte in Cina…, esplosioni vulcaniche da brivido), ed e’ per questo che una centrale progetttata per spegnersi al minimo allarme mi da’ piu’ sicurezza di qualsiasi altra cosa
    4)la tecnologia, anche nucleare, si, anche quella…non ci crederete, va avanti come tutte le altre tecnologie, che qualche talebano voglia o no. Io non sono ciecamente a favore del nucleare, dico che il mix energetico e’ una necessita’ per un paese come l’Italia che altrimenti dipende in toto dai Gheddafi, Putin, e sceicchi vari. E’ una questione di necessita’;
    5)le centrali in futuro non useranno solo Uranio 235 ma anche Torio e forse altro (anche adesso e’ cosi’) e non ci sara’ penuria di carburante. L’energia fossile, oltre ad essere inquinante, costera’ sempre di piu’, e l’estrazione sara’ sempre piu’ difficile e costosa, e in aree non tranquille del mondo; l’Italia deve diversificare l’approvvigionamento se vuole sopravvivere.
    6)paesi consapevoli ecologicamente come la Svizzera, la Finlandia, il Canada, molto piu’ consapevoli dell’Italia e non in balia delle eco-mafie hanno investito nel nucleare; non sono cretini o distruttori del pianeta e gli Italiani non sono piu’ intelligenti di loro;
    7)c’e’ ancora chi crede che una centrale sia una “bomba atomica†potenziale; chi lo crede non capisce un acca di come funzioni una centrale
    8)al tempo degli ominidi gli uomini usavano solo energia solare e poco altro; morivano di fame, stenti, e malattie e a 30 anni erano decrepiti
    9)continuiamo ad “ospitare centrali atomiche a 10 km dai nostri confini di Stato ma dormiamo ASSOLUTAMENTE TRANQUILLI! Se questa e’ razionalita’, ributto la spugna.
    10) ci si preoccupa tanto (a chiacchiere) di global warming e poi si continua beatamente a “cibarsi†di energia fossile; si straparla di protocollo di Kyoto e l’Italia e’ il primo paese a violarlo perche’ si sa bene che e’ una follia se non si diversifica col nucleare!
    Potrei continuare ma e’ inutile perche’ l’Italia e’ il paesino del Bar Sport; continuiamo a deprimere la nostra economia svenandoci per comprare la puzzolente energia fossile, sperando di evitare quello che e’ successo nel Golfo del Messico…..altrimenti addio “chiappe al soleâ€.

  2. Massimo
    14 marzo 2011 a 22:47 | #2

    grazie di cuore Fabio, chiaro e diretto. condivido con sincera stima

  3. MauroLib
    14 marzo 2011 a 23:00 | #3

    IBL (istituto Bruno Leoni) Briefing Paper

    http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/BP/IBL_BP_95_Nucleare.pdf

    Se lo legga e non mi secchi oltre. Grazie

  4. riccardo nucleare
    14 marzo 2011 a 23:07 | #4

    @Fabio Cenci:
    - ti ringrazio per avermi illuminato con qualche piccola informazione che ignoravo (quale potrebbe essere un testo divulgativo di introduzione al tema della sicurezza delle centrali nucleari? Qualcosa per cui sia sufficiente una formazione da liceo scientifico, o qualche esame di una facoltà scientifica);

    - Per un attimo sono disposto a valutare la costruzione di centrali in Italia, per questo chiedo: chi allestisce il quadro normativo ? Chi regola l’aggiudicazione degli appalti? In Italia ci blocchiamo per smaltire della spazzatura….

    - in merito al rischio, come spesso accade in fatto di temi scottanti, vengono tirati in ballo termini privi di una precisa definizione; in questo caso è necessaria anche una definizione di “rischio”, trattandosi di un tema che interessa risvolti di carattere scientifico e tecnico, oltre che sociale. Per poter operare una scelta dovremmo rinunciare un pochino all’uso degli aggettivi, a favore di qualche tabella, tanti grafici e tantissima lucida razionalità.

  5. ltz
    14 marzo 2011 a 23:26 | #5

    Complimenti sig. Gianninno !!

    Aveva proprio ragione sulla sicurezza degli impianti !

    Per fortuna lei non sa come vanno le cose e non si presta a speculazioni fuori luogo !

  6. Giovanni Cincinnato
    15 marzo 2011 a 0:32 | #6

    @the tower

    Non sono fintamente disinteressato, io sono realmente disinteressato, la politica del paese non dioende da me e tantomeno mi compete. Non sapevo che pagassimo a buon mercato l’energia dalla Francia, ma fa sempre piacere “sfatare” un mito.

    Pour parler:

    - Gli aerei cadono ogni giorno ma si continua ad andare avanti.

    - Le petroliere di tanto in tanto riversano tonnellate di greggio in mare, eppure continuano ad essere utilizzate.

    - Le centrali convenzionali ed i depositi di carburante hanno incidenti che lasciano un segno indelebile.

    - La medicina sperimenta nuovi metodi per curare le malattie che inizialmente fanno più danno che bene, inventa farmaci che dopo si rivelano essere fonte di danni per chi li utilizza.

    - L’esplorazione dello spazio ha fatto le sue vittime , ma l’uomo continua a provare.

    e potrei continuare in eterno, il mio è senz’altro cinismo e potete essere liberi di non condividere appellandovi al politically correct, ma nella nostra storia non abbiamo sempre fatto “prove ed errori” ? Non abbiamo sviluppato quasi tutto quello che abbiamo con il sacrificio ed a volte le catastrofi? La sicurezza 100% non esiste e non esisterà mai, bisogna cercare di fare il massimo e prevedere tutto, ma esiste sempre la possibilità di un imprevisto e della casualità sfortunata, che ti coglie di sorpresa, sopratutto quando sei sicuro.

  7. John M
    15 marzo 2011 a 1:30 | #7

    MI piacerebbe non leggere più attacchi tra persone. Tipo ” tu hai detto questo e quindi sei così” e “tu hai risposto quest’altro e quindi sei cosà” ecc ecc.
    La forza di un blog è lo scambio di Idee. Idee e informazioni.
    Se qualcuno ne ha di più ben venga ma non accusi gli altri della loro, vera o presunta, ignoranza.
    IO avevo un idea ma mi sono reso conto che forse era un po’ lacunosa.
    Leggendo l’ho affinata ma non ancora ben capito dove sia il nocciolo (per usare un termine nucleare) dellla verità se ne esiste una.
    La polemica sterile non porta da nessuna parte e mi impressiona come sia lo specchio dell’attuale situazione politica italiana (sono tutti comunisti e Berlusconi deve dimettersi sic et…).
    Quindi ben venga chi sa qualcosa in più. Porti la sua esperienza ed il suo parere. Più ne parliamo, più ne sappiamo, più abbiamo informazioni per scegliere.
    Basta attacchi e polemiche. Per piacere.
    Parliamo di fatti, informazioni oggettive dimostrabili o confutabili scentificamente.

    Produrre un analisi economica costi/benefici sui danni del nucleare/tuttoilresto mi sembra uno sforzo immane che dà luogo a soggettività non indifferenti ma il blog deve (dovrebbe) servire proprio a questo. raccogliere il tutto, per estrarre il meglio per tutti.
    La polemica e lo scontro non portano da nessuna parte.

  8. Francesco R.
    15 marzo 2011 a 1:38 | #8

    Complimenti per la capacità di dire stupidità senza sentire imbarazzo.

    veramente notevole

  9. rugantino
    15 marzo 2011 a 6:24 | #9

    Quante scemenze ci propina Giannino. Ma perché non parla di quello che conosce? Economia, non certo tecnologia.

  10. Riccardo
    15 marzo 2011 a 7:18 | #10

    Si può essere a favore o fieramente contro, sarcastici, arrabbiati, straffottenti o accondiscendenti ma quando si arriva al “lei non sa chi sono io” con l’arroganza della verità in tasca, il tutto diventa sterile. Se qualcuno ha una alternativa al bruciare petrolio, qualcosa di valido, non un sistema che i tecnici giudicano inadatto ( anche Carlo Rubbia ha ammesso l’inadeguatezza dell’attuale fotovoltaico), lo proponga con la competenza di cui dispone e magari con un pò di buoneducazione.
    Ma agitare il ditino con la spocchia di chi la sa lunga, e passare dall’argomentazione all’insulto con la rapidita di un deputato, mi pare serva a poco.
    saluti

  11. marco
    15 marzo 2011 a 8:22 | #11

    Penso che un giornalista che scriva queste considerazioni al limite del risibile, in un momento in cui ancora non si sa nulla di certo sulla tenuta delle centrali nucleari dopo il sisma, e che lavora per un editore/costruttore fortemente interessatto al nucleare…dov’ero rimasto? Ah si mettiamola così, a pensar male si fa peccato ma quasi mai si sbaglia.

  12. Alberto P
    15 marzo 2011 a 8:39 | #12

    Stavo per rivolgere un appello a Giannino affinchè si esercitasse una moderazione un po’ piu’ selettiva sugli interventi, al fine di evitare l’ingresso ad utenti che tutto hanno per la testa tranne che offrire una collaborazione sincera al lavoro di tutti. Mi ero infatti assai seccato di dovermi leggere (dietro suo minaccioso invito) l’intervento dell’utente JN alla pagina precedente. Me lo sono letto, dicevo, ed ho trovato una serie di slogan, affermazioni apodittiche e link a, udite, udite, articoli del NYT. Ora, va bene tutto, ma se dobbiamo dibattere con un minimo di rigore attorno ad argomenti che richiedono un livello minimo, basico, di conoscenze scientifiche e per fare questo dobbiamo riferirci ad articoli del NYT, bene, credo che tutti quanti potremmo utilizzare molto piu’ proficuamente il ns. tempo. Voglio poi fare presente che questo sito e l’IBL ci offrono una pubblicistica sull’argomento che è di consistenza ben piu’ corposa che non i succitati articoli e vorrei pertanto invitare gli utenti alla “rogantino” poco sopra, alla JN testè citato ed a tutti gli altri che intervengono al solo scopo di lanciare slogan e gridare il loro sdegno, di andarsi quantomeno a leggere questi studi. Ne gioverebbero loro per primi e ne gioverebbe tutta la discussione, ivi compreso uno sdegno piu’ ragionato e meglio motivato (if any …).
    Mentre pensavo questo, ho visto l’intervento di MauroLib e lo ringrazio: risposta ben argomentata e data con signorile fermezza. Forse è giusto cosi’, che anche i piu’ giovani arroganti ed intemperanti possano arricchirsi nel confronto. Forse.

  13. alfonso baroni
    15 marzo 2011 a 9:05 | #13

    La prova del nove è fallita! Oscar ma li sai fare i conticini?

  14. 15 marzo 2011 a 9:26 | #14

    Come al solito, le intelligenti e illuminanti argomentazioni di Oscar Giannino scatenano un putiferio di arroganza , violenza verbale e tanta , tanta ipocrisia e demagogia.
    Vada avanti per la sua strada Giannino, non si curi di tanta dabbenaggine.

  15. Frank
    15 marzo 2011 a 9:35 | #15

    Francamente cancellerei questo post scritto con troppo fretta da una delle menti che considero più brillanti. Sentirsi spiegare quanto è sicuro il nucleare quando ancora non si sa cosa e se è successo mi sembra poco serio e ovviamente si presta a discussioni dello stesso tenore di certi commenti.

  16. Giorgio Gavinel
    15 marzo 2011 a 9:42 | #16

    Stiamo vivendo l’ennesimo esempio di speculazione informativa. La grande forza e dignità dimostrata in questi momenti dal popolo giapponese passa in secondo piano di fronte ad un uso utilitaristico e spesso fazioso delle informazioni che via via giungono relativamente agli incidenti nucleari.
    Apprezzo la sua posizione fuori dal coro e concordo pienamente con le sue considerazioni.
    Vivo in provincia di Trieste ed ho sperimentato sulla mia pelle il disastro di Chernobyl in quanto anche se la notizia non è stata divulgata adeguatamente nella nostra provincia la percentuale di tumori ha avuto un sensibile incremento. E’ difficile stabilire un legame diretto ma il ragionevole dubbio rimane. Lo affermo in quanto sono stato colpito personalmente da un tumore maligno e vivendo la malattia capite di reperire informazioni spesso taciute. Per mia fortuna la terapia ha avuto successo e non porto alcuna conseguenza. Non voglio entrare nei particolari.
    Detto questo personalmente sono favorevole al nucleare in quanto come qualsiasi innovazione deve essere trattato e gestito correttamente. Temo che il bassissimo livello della classe politica europea cederà al populismo e questo potrebbe portare ad una “italianizzazione” (che traduco con immobilismo) di tutta l’UE. Sono rimasto estremamente deluso dalle dichiarazioni di Frau Merkel e da questa politica ostaggio dei sondaggi sempre più debole e priva di indirizzo politico indipendente.

  17. pierluigi
    15 marzo 2011 a 9:49 | #17

    magari chiedere scusa per le cavolate dette le farebbe onore

  18. rugantino
    15 marzo 2011 a 10:00 | #18

    Però a questo punto sarebbe fondamentale che Giannino scrivesse esplicitamente: non prendo soldi dalla lobby nucleare. Altrimenti ogni sospetto qua diventa legittimo. In altre parole, l’incompetenza sul tema ormai è manifesta, ma almeno l’onestà intellettuale deve essere al di sopra di ogni sospetto.

  19. Sergio Donato
    15 marzo 2011 a 10:10 | #19

    “Facciamo brillare il nocciolo?”

    Alcuni dicono che la pericolosità del nucleare si dimostri indirettamente dalle misure di sicurezza o dalla vastità dell’area da evacuare in caso di emergenza.
    Vero.
    Però, interi isolati vengono ancora evacuati in Italia per il brillamento di una bomba inesplosa della Seconda Guerra Mondiale, e che si risolve sempre in un po’ di sabbia sollevata.
    Difendo il nucleare, ho le pezze davanti agli occhi?
    Non proprio, anzi, è il contrario. Vorrei che le decisioni fossero il frutto di riflessioni, non solo dell’istinto, o peggio, della paura.

  20. Marcob
    15 marzo 2011 a 10:11 | #20

    crassa ignoranza tecnologica… appunto… l’hai detto!

  21. Max Ciccio P.
    15 marzo 2011 a 10:26 | #21

    roberto bazzano :
    Da noi si chiama “figura da ciccolataioâ€, ovvero la magra figura fatta per la fretta di parlare a favore di qualcosa senza neppure avere le corrette informazioni traendo conclusioni false, non solo sbagliate, ma addirittura false dal momento che non si è cercato l’approfondimento nè la verifica delle fonti.
    anche se in Italia questo vezzo è piuttosto diffuso, per un giornalista rimane a mio giudizio una cosa grave che ne fa decadere di colpo la credibilità.
    Perchè così tanta fretta nel dire “avete visto che è tutto sicuro?â€
    Come lei si è comportato solo il sedicente forum nucleare che è un’accolita di soggetti economicamente interessati alla speculazione sul nucleare.

  22. Luciano
    15 marzo 2011 a 10:55 | #22

    Concordo pienamente con Frank: post frettoloso. Commentarlo oggi, a quattro giorni dal terremoto/tsunami, con un’ordine di evacuazione nel raggio di 30 km dalla centrale di Fukushima, una sicura fusione parziale del nocciolo e una nube radioattiva che si avvicina a Tokio è come sparare sulla croce rossa. Possiamo trarre tre prime conclusioni: Le centrali nucleari costano molto e forse tutti soldi per la sicurezza non vengono spesi poi così bene come si pensa. forse è il caso di rivedere per bene le norme di sicurezza presenti in Europa, ferree come quelle giapponesi. L’Italia ha vaste zone sismiche i cui fenomeni di magnitudo simili a quelli giapponesi sono più rari ma non escludibili a priori (Messina 1908) e forse la crassa ignoranza tecnologica appartiene anche ai commentatori nuclearisti.

  23. marcello
    15 marzo 2011 a 10:56 | #23

    La strada dell’Istituto Bruno Leoni sembra irta di bucce di banana. Poco più di un mese fà sdoganava il “Rapporto Montford” sul cambiamento climatico.
    Vedi http://ugobardi.blogspot.com/2011/01/il-rapporto-montford-sono-veramente.html.

    Ora IBL si dedica ai costi del nucleare. Un tema sdrucciolevole, perchè il nucleare non è “più economico di ogni forma di produzione energetica detratti i costi di decommissioning, scorte e sicurezza”. A parte che tali costi non possono essere ignorati, comunque la produzione da centrali carbone-gas da noi continuano a costare come, se non meno del nucleare, che risulta sempre meno costoso delle sole fonti rinnovabili.

    Parlare di costo del nucleare in generale è poi vago, poiché rilevano le tecnologie (EPR, OPR,WPR) ed il Paese in cui è realizzato. Il fattore paese è tale per cui il costo del nucleare cinese costerà inevitabilmente 4/5 volte meno del nucleare italiano.
    Vedi: http://www.oecd.org/dataoecd/59/50/45528378.pdf

    Se poi pensiamo che il costo dell’EPR di Olkiluoto sta lievitando come un bigné (parliamo della Finlandia, n.1 nella classifica dell’efficenza dalla PA secondo il rapporto sulla competitività del World Economic Forum, l’Italia gravita intorno al 130° posto…). Si veda la relazione del Prof. Steve Thomas dell’Universita di Greenwich sullo stato dell’arte relativo alla centrale di Olkiluoto
    http://www.aspoitalia.it/attachments/294_EPRincrisi.pdf

  24. Francesco Dose
    15 marzo 2011 a 11:10 | #24

    Beh che dire. Giannino, lei si è riempito la bocca di saccenza e ha disquisito di ciò che non conosceva palesemente.
    Già quando lei scrisse questo articolo, io me la ridetti della grossa, per la sua presunzione di sapere e di prevedere.
    Purtroppo ora non rido, perchè non solo la crassa ignoranza tecnologica dimostra di averla lei, ma magari qualcuno la vede come un una persona di cultura a tutto campo, e speriamo di no, una guida ed un punto di riferimento.
    Poteva parlare di materie di sua competenza, oppure informarsi meglio, come si conviene alle persone di cultura e di intelletto.
    Invece chissà perchè, o per chi, lei ha dovuto giocarsi la faccia sparando queste roboanti cazzate, che ripeto, reputai tali in tempi non sospetti.
    Questo mio post sul suo Blog é per dirle che lei non ha commesso un errore banale, lei ha peccato di superbia culturale.
    E di questo si dovrebbe vergognare moltissimo.

  25. Pietro
    15 marzo 2011 a 11:19 | #25

    @Frank

    Sono d’accordo con chi giudica l’articolo non degno di una mente come Giannino.
    Perché, soprattutto, trovo strano che proprio Giannino, che ben si guarda nel dare giudizi affrettati se prima non ci si e’ ampiamente documentati, cito ad esempio la sua giustissima polemica con i giornalisti per recenti fatti di Roma, qui non abbia aspettato nessuna notizia “certa” prima di esporre le sue opinioni in merito ed ha voluto cavalcare un onda, giusta o sbagliata che sia, prima di conoscere la realtà dei fatti.
    Stimo troppo Giannino per credere nell’interesse di “qualcuno” su questa vicenda, ma trovo questa presa di posizione decisamente poco accorta.

  26. Giovanni
    15 marzo 2011 a 12:18 | #26

    Guardi che è umano dire una fesseria: sarebbe un atto di onestà correggere il tiro sulle centrali nucleari, adesso.

  27. Riccardo
    15 marzo 2011 a 13:07 | #27

    Come proponete di produrre i 30GW di potenza che l’Italia necessita dal tramonto all’alba?

  28. Giovanni Cincinnato
    15 marzo 2011 a 13:12 | #28

    Mamma mia che pessimismo; tutti a predire tragedie, sembra di stare in un “gufaio” .

    Continuo credere che noi italiani non costruiremo le centrali nucleari e se mai lo facessimo, Dio solo sa quanti secoli e miliardi ci costerebbero prima di vedere un 1 MW di energia e poi il mondo ha ancora elevatissime quantità di idrocarburi da utilizzare (per centinaia di anni) fra carbone/gas/petrolio e forse fra 40/50 anni qualcuno costruirà una centrale di fusione nucleare (conveniente). Nel frattempo basta incrociare le dita e sperare che nessuno in europa (che confina con noi) esploda.

  29. alessandro
    15 marzo 2011 a 13:12 | #29

    Caro Giannino, ancora non la sfiora il dubbio di avere preso una cantonata ? Una persona intelligente e in buona fede ha la forza di fare autocritica. Alessandro

  30. luigi de vecchis
    15 marzo 2011 a 13:13 | #30

    Ho letto l’articolo di Giannino che condivido inpieno: ottima analisi del rischio, ed il bellissimo commento di Giorgio Gavinel. Sono Presidente di una società di ricerca avanza sui reattori nucleari di quarta generazione (sono più vicini di quanto i governi che non investono in sicurezza possono immaginare), e che ritengo siano molto complementari alle fonti rinnovabili. Concordo con il fatto che ci siano molte speculazioni sul nucleare e voglio dare il mio contributo per cercare d’informare chi, giustamente, ha paura.
    I reattori giapponesi hanno resistito al devastante terremoto ed hanno, tutti, attivato le procedure di spegnimento. Il calore residuo che era rilevato nel core all’inizio, era dovuto al decadimento dei frammenti della fissione (isotopi prodotti dalla fissione nucleare) che generano ancora un po’ di potenza, circa lo 0,6% di quella del reattore. l’onda anomala (muro di 10-15mt che viaggiava a circa 500km orari) ha causato un guasto ai generatori diesel che alimentavano le pompe per spingere l’acqua di raffreddamento nel reattore. L’operazione di introduzione di acqua di mare con boro (operazione giustissima) è complicata dal fatto che il reattore è di quelli con il circuito primario in pressione.
    Questo dimostra due cose: 1. l’ingegneria di costruzione era giusta visto che il terremoto non ha causato danni, 2. Non era stata affrontata (nella progettazione) la forza devastante dello tsunami. Sarebbe stato sufficiente collocare il reattore 30 mt più in alto e questo brutto incidente sarebbe stato evitato. Non è colpa dei progettisti nè della tecnologia che, è dimostrato dalla resistenza al terremoto, era un buon progetto anche se vecchio.
    Una considerazione: abbiamo imparato molte anche cose da questo brutto incidente e va riconosciuto il merito di un popolo che ha voglia di ricostruire e con la dignità di chi si rende conto delle ripercussioni dell’incidente sul mondo intero e che sta facendo di tutto (con operazioni corrette e con il rischio che queste comportano) per evitare peggiori catastrofi.
    Una informazione: noi abbiamo progettato un reattore (uno tra i 6 progetti selezionati su 100 presentati) di quarta generazione conosciuto a livello internazionale e giudicato tra le innovazioni più importanti di questo secolo. Usa piombo liquido per il raffreddamento e, quando sarà disponibile (nel 2020-2022 se iniziassimo subito a costruire un dimostratore), avrà risolto anche il problema della fusione del nocciolo nel senso che l’uranio, anche se fondesse per le elevate temperature (melt down), avendo peso specifico inferiore al piombo, si disperderebbe sulla superficie di questo senza collassare sul fondo dove, raggiungendo la massa critica, inizierebbe la reazione a catena incontrollata.
    Su questo nuovo reattore sono stati eliminati tutti i componenti che hanno causato problemi nel passato: la grafite come nel reattore di Chernobyl, l’acqua in pressione al primario che non agevola interventi (sono così i reattori in giappone ed il reattore EPR che sta prendendo l’Enel), i sistemi di raffreddamento di emergenza che spingono acqua di raffreddamento nel vessel del reattore con un generatore diesel esterno che alimenta le pompe (sono così i reattori giapponesi ed il reattore EPR scelto da Enel),
    le guaine che contengono il combustibile (zirconio) che reagiscono con il vapore che si riscalda dando luogo a formazione di idrogeno che può esplodere, il sodio come sistema di raffreddamento che reagisce violentemente con acqua ed aria (s’incendia ed esplode).
    Non voglio annoiare, ma al mondo serve tanta energia elettrica e carburante per l’autotrazione, serve azzerare l’emissione di CO2 che avvelena l’ambiente, serve la sicurezza che non siamo riusciti ad avere con le macchine in funzione ed in costruzione:
    Serve tanta energia rinnovabile (natura, sole, vento, maree ed altro), ma non è sufficiente a soddisfare i bisogni del mondo, serve quindi il nucleare diverso da quello di oggi che rispetti l’ambiente non producendo scorie, non producendo plutonio, sicuro per non irradiare veleno e che dia il necessario contributo allo spegnimento delle centrali a petrolio, gas e carbone.

  31. Cesare
    15 marzo 2011 a 13:27 | #31

    Buongiorno, è troppo chiederle di integrare l’autorevolissimo articolo apparso sulla prima pagina del Messaggero di sabato con una semplice postilla? Mi permetto di suggerirgliene il testo: “perdonate la mia crassa arroganza (taccio sulla mia ignoranza tecnologica). Mi sono sbagliato”.
    Sarebbe un gesto da giornalista vero.
    Attendo fiducioso…

  32. Giovanni Cincinnato
    15 marzo 2011 a 13:28 | #32

    @Riccardo
    Ho 3 opzioni tutte egualmente valide:

    A) Potremmo fare grandi centrali piene di cyclette collegate ad una dinamo sparse su tutto il territorio nazionale e poi potremmo fare pedalare per 12 ore il Sud italia e per 12 ore il nord italia. Con questo simpatico stratagemma ridurresti del 50% il consumo elettrico, favoriresti l’abbassamento delle patologie cardiovascolari e dell’obesità, aumenteresti la comunicazione sociale e dulcis in fundo produrresti energia.

    B) Costruiamo selve di pale eoliche e pannelli solari, se occupassimo circa il 60/65% del territorio nazionale, potremmo essere quasi del tutto indipendenti energeticamente, certo bisognerà cancellare qualche città, ma non si può volere tutto dalla vita, le persone possono abitare in bellissimi bungalow “sotto” i pannelli.

    C) Continuiamo a bruciare idrocarburi ed acquistare energia dall’estero. Non è originale come le altre 2 ma di sicuro funziona e non ci espone al rischio delle radiazioni, se le centrali termoelettriche odierne esplodono o rilasciano in atmosfera veleni, chi ne risente sono solo le popolazioni locai ed i loro figli, dunque, secondo la legge del male minore, meglio un sicuro danno “localizzato” che un ipotetico danno generale.

    Quale preferisci?

  33. Riccardo
    15 marzo 2011 a 13:38 | #33

    Coraggio amici. Giovanni l’ha messa sul divertente (la penso come lui) ma è una sfida semplice semplice.
    Come proponete di produrre quei 30 miliardi di watt di potenza erogata (non installata) che ci servono tra il tramonto e l’alba del giorno successivo?

  34. Luciano
    15 marzo 2011 a 14:23 | #34

    @Riccardo
    Esattamente come stiamo facendo ora, in questo stesso momento: comprando all’estero tutto quello che non riusciamo a produrre in proprio; anche perché quando e SE riusciremo a costruire nuove centrali nucleari in Italia, esse riusciranno a coprire al massimo il 4% del fabbisogno nazionale. Ditemi voi se è il caso di scannarsi per un misero 4%! In ogni caso anche l’uranio per alimentare le centrali stesse dovremo comprarlo all’estero. Ho l’impressione, e so di ripetermi, che, quando si parla di nucleare, i “nuclearisti” siano altrettanto catastrofisti degli “anti-nuclearisti”: a sentir loro sembra che, improvvisamente, senza le centrali atomiche, gli italiani saranno destinati al medioevo o all’estinzione. State tranquilli amici miei esisterà sempre una domanda di energia e un’offerta, e quindi il relativo mercato europeo e mondiali al quale attingere. Pagheremo il relativo prezzo, come abbiamo pagato fino ad oggi e che continueremo a pagare anche domani con o senza centrali a energia nucleare.

  35. Riccardo
    15 marzo 2011 a 14:33 | #35

    No no, Luciano , io non ho chiesto dove pensiamo di comprarlo ma come pensiamo di produrlo, non prenda scorciatoie. All’estero come produrranno ciò che ci vendono per usarlo quando non c’è sole?
    La domanda è ancora lì.

  36. francesco
    15 marzo 2011 a 14:51 | #36

    Io non ho specifiche tecnico-economiche in merito, però una cosa posso dirla. Giustificare il nucleare dicendo che “anche un aereo comporta un rischio” è banale e qualunquista. Come dire che un camion è come una bomba, entrambi possono uccidere e fare molti danni no?
    Pensa un po’, la stessa motivazione che danno le lobby al commercio di armi…

    Tutto questo per dire, e lo dico da ricercatore, che la superiorità scientifica-informativa-tecnica se produce finte argomentazioni banalizzanti….non serve proprio a nulla. E, anzi, rischia di essere controproducente.

  37. francesco
    15 marzo 2011 a 14:54 | #37

    Luciano la risposta ti è stata data mi sembra.
    Credo che a questo punto sei tu che dovresti spiegarci per quale motivo vuoi per forza l’autarchia energetica. In molti ambiti la nostra bilancia commerciale è negativa.
    Magari hai ragione eh, ma se poni semplicemente domande da “Signor Perfettini” non potrai mai avere ragione.

  38. francesco
    15 marzo 2011 a 14:55 | #38

    *scusate volevo dire riccardo…

  39. Sergio Donato
    15 marzo 2011 a 15:02 | #39

    È però curioso vole comprare all’estero l’energia prodotta dal nucleare (come stiamo facendo, vedi Francia e Svizzera) correndo gli stessi rischi che se avessimo centrali nella penisola.
    Insomma, compriamo fuori e siamo soggetti agli stessi “rischi”. Non ha molto senso.

    E il 4% da dove esce? Non è una polemica, è proprio una domanda, perché m’interessa l’argomento.

  40. Sergio Donato
    15 marzo 2011 a 15:05 | #40

    Date un’occhio a questa mappa delle centrali nucleari.
    Vi sentite lo stesso al sicuro, anche se non abbiamo noccioli italiani?
    Tanto vale farci i noccioli nostri.

  41. Sergio Donato
    15 marzo 2011 a 15:05 | #41

    Dimenticato…

    http://www.insc.anl.gov/pwrmaps/map/europe.php

  42. Giovanni Cincinnato
    15 marzo 2011 a 15:28 | #42

    A parte l’idea (geniale dovete ammettere) della centrale “a pedali” :

    Non esiste un modo di produrre energie in grande quantità ed in maniera uniforme che non sia:

    A) TERMOELETTRICA usando gas/carbone/petrolio.

    B) TERMONUCLEARE.

    C) IDROELETTRICO

    Le rinnovabili hanno un buon potenziale e la ricerca deve continuare, per ora non è possibile affidarvisi ad occhi chiusi a causa dela loro intermittenza e disomogeneità, ma è vero che se fossero più diffuse anche ad uso “locale” potrebbero di certo ridurre il carico della rete elettrica nazionale, magari un domani se l’europa (intera) realizzasse il famoso sistema “Super Grid” e riuscisse a non farlo costare un’oscenità le cose potrebbero andare anche meglio.

    Sull’elettricità, che è un bene primario, non si devono avere preconcetti, ogni idea deve essere vagliata ed esaminata.

  43. Giovanni Cincinnato
    15 marzo 2011 a 15:40 | #43

    @francesco

    Non so cosa ricerchi tu, ma la mia considerazione è semplicemente “cruda”; molte delle cose che usiamo hanno effetti collaterali, le centrali nucleari non fanno eccezione, se funzionano tutto OK se non funzionano iniziano i problemi per tutti. Abbiamo due sole strade:

    1) Ci rinunciamo perchè potrebbero esplodere
    2) Accettiamo il rischio e lavori per migliorarle.

    La scienza è piena di questi “bivi”, non c’entrano le armi (quello che dicono le lobbies è che le armi sono un mezzo qualsiasi, non dicono che portano progresso, come lo usi lo usi un carro armato serve ad uccidere) , c’entrano le scelte e la voglia di migliorare, senza la quale oggi non staremmo qui a parlare a migliaia di chilometri di distanza, nonostante gli incerti effetti dell’elettromagnetismo sul corpo umano.

    Pensaci bene.

  44. Davide Pagin
    15 marzo 2011 a 15:44 | #44

    In tutto questa tragedia, umana, sociale e mediatica c’è una cosa positiva da annotare e cioè che sciempiaggini come questo articolo oramai grazie al web possano essere smentite alla velocità della luce; spero arrivi preso il giorno in cui in virtù di questa evoluzione, personaggi come Oscar Giannino possano finire dimenticati, sommersi dalle acque della vergogna e dell’onta professionale.

  45. Borderline Keroro
    15 marzo 2011 a 16:12 | #45

    “Assistere, ieri, su molti siti italiani antinuclearisti, a come si sovrapponevano sulla cartina dell’Italia le aree a rischio sismico e quelle addirittura a rischio incendi per tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo, è solo una dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica.”

    No no, caro Giannino.
    E’ solo una dimostrazione di cattiva fede.

  46. Luciano
    15 marzo 2011 a 16:51 | #46

    @Riccardo.
    Sul pianeta, comunque lo si giri, da qualche parte, c’è SEMPRE il sole.
    In ogni caso, per l’Italia, prodursi in casa 30 GW è semplicemente impossibile. Una centrale nucleare come quelle che ENEL/EDF progettano di costruire in Italia produce 1600 MW quindi i suoi 30 GW / 1600 MW =18,75 centrali atomiche. La sola costruzione di una centrale costa circa 3 miliardi di € che per 18 centrali = 56 miliardi di euro. Con che soldi le finanziamo? Con ulteriore debito pubblico? a Giannino gli prende un colpo. ;)

  47. Riccardo
    15 marzo 2011 a 17:16 | #47

    No Francesco, Il sig. Luciano non ha affatto risposto, e non è, mi creda per fare il pedante ma la rifaccio.
    Come pensiamo di produrre i 30 miliardi di watt di potenza che in Italia servono durante la notte?
    Non è una domanda autarchica…. è un questione di principio e di merito.
    La risposta non può essere “li compro all’estero”, e all’estero come li producono?
    Ammetterà che avere il superphenix a Marsiglia e averlo a Caorso, per i liguri non cambia gran che…
    E’ solo una domanda che tende a far uscire il vero problema.
    Quello di costringerci ad ammettere che una simile potenza, oggi, se escludiamo il nucleare, possiamo produrla solo bruciando petrolio, carbone o gas.
    Mi segue Francesco? Non è per polemismo sciocco e vuoto ma proprio per capire di che ecologia siamo fatti.
    Passo

  48. Giovanni Cincinnato
    15 marzo 2011 a 17:55 | #48

    @Luciano
    “Con la lotta all’evasione fiscale” (e trovando un pozzo di San Patrizio).

    Come dicono tutti i politici :-D !

    PS: ma crediamo veramente che qualcuno costruirà mai una centrale nucleare in italia in meno di 30 anni? Se ci mettiamo 10 anni per un carcere e 15 per un inceneritore (che manco funziona) figuriamoci una centrale nucleare.

  49. Fabio
    15 marzo 2011 a 17:56 | #49

    FATTI NON PAROLE

    http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=150994

    http://www.blogalileo.com/rubbia-il-nucleare-in-italia-non-risolverebbe-il-problema-dei-costi-energetici/

  50. Paolo Tofani
    15 marzo 2011 a 18:37 | #50

    Giannino la tua “prova del nove” come vedi sta fallendo miseramente.
    un reattore o forse due hanno fallito i sistemi di sicurezza…..ops!!
    La natura e’ la forza piu’ devastante e inimmaginabile che ci sia ed il terremoto giapponese ce lo ha dimostrato superando ogni previsione di sicurezza che l’uomo ha immaginato.

    Esistono cosi’ tanti presuntuosi e sparasentenze a questo mondo che non fanno altro che impoverire la conoscenza e creare disordine in virtu’ di qualcosa che solo loro sanno. ad ognuno il suo lavoro e la sua conoscenza!

Pagine dei commenti
Login with Facebook:
Last visitors
Powered by Sociable!