Il sisma e il nucleare
Quando ancora eravamo alle prime notizie del tremendo sisma che si è abbattuto sulla costa nordorientale del Giappone, ecco che i siti e le agenzie italiane hanno iniziato a diffondere notizie sull’allarme nucleare. Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambiente e popolazione proprio l’impatto di eventi terribilmente fuori scala, quale quello verificatosi e come prescrivono appunto le norme nel cui rispetto si costruiscono oggi centrali atomiche. Eppure, in Italia la speculazione è partita subito.
Il Giappone ha 54 centrali in esercizio secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, centrali che coprono un quarto del fabbisogno elettrico del Paese. Come si può regolarmente verificare dai report del sito dell’Agenzia stessa, il Giappone è uno dei Paesi da sempre più impegnato nella piena trasparenza di quanto avviene nei suoi impianti. Proprio per l’elevatissimo rischio sismico di una parte rilevante de suo territorio, prossimo o attraversato da linee di faglia di zolle tettoniche oceaniche e continentali, ha realizzato i suoi impianti adottando criteri antisismici sempre più alti nei decenni.
Ed è questo il motivo per il quale le procedure automatiche di arresto dei reattori si sono subitaneamente attivate in quattro centrali nell’area nordorientale colpita dal sisma a epicentro oceanico, in altre due più distanti comunque entro 7 minuti è stato disposto il blocco, e in altre cinque ancora più lontane comunque entro 20 minuti le autorità giapponesi hanno disposto il fermo di sicurezza, per una completa verifica della tenuta di ogni parte degli impianti. Nella centrale di Onagawa, tra le quattro in cui il fermo è stato automatico, è stato subito estinto un incendio dovuto a cortocircuiti elettrici in una turbina non interna al circuito di raffreddamento del materiale fissile, e dunque senza nessun rilascio di scorie pericolose. Per un’altra centrale, quella di Fukushima, la più vicina a Sendai su cui si è abbattuto lo tsunami, è stata comunque disposta l’evacuazione della popolazione entro i due chilometri di raggio, come previsto dalle procedure nel caso in cui sia consigliabile prima pensare alla piena incolumità dei residenti e poi raddoppiare la piena verifica dell’assoluta tenuta degli impianti. Fino a ieri sera, i giapponesi hanno continuato a confermare all’AIEA che nessun rilascio di materiale pericoloso radioattività risultava segnalato
I media internazionali hanno, in altre parole, amplificato senza troppo comprendere la prima notizia rilanciata da Tokyo, relativa allo stato di emergenza nucleare proclamato dal governo di Tokyo prima che fosse trascorsa un’ora dall’evento. E’ una procedura standard di sicurezza, per eventi sismici superiori all’intensità 5 della scala Richter, e qui siamo in presenza di un’intensità 8,9, di energia letteralmente spaventosa come documentano le immagini che tutti abbiamo visto.
Stiamo parlando del settimo evento tellurico che mai abbia colpito il mondo dacché abbiamo strumenti e serie storiche per rilevarli, eppure le centrali hanno tenuto. Si sono rivelate molto utili le lezioni apprese alla maggiore centrale atomica operante al mondo, quella di Kashiwazaki-Karima che ha una potenza superiore agli 8 mila Mw, che il 16 luglio 2007 venne colpita da un sisma di magnitudo 6,6. L’impianto tenne, ma in quel caso furono i violentissimi movimenti oscillatori a determinare lo sversamento di 1,2 metri cubi di acqua da una piscina per il combustibile esausto di uno dei reattori. Il rilascio di radioattività per questo evento, e per il rilascio di alcuni radioisotopi dall’impianto di ventilazione, fu rilevato subito e monitorato nel tempo delle autorità giapponesi, ed è documentato nel sito AIEA come corrispondente a 10 milionesimi della dose ammessa in Giappone. Per conseguenza, l’incidente con nessun danno ambientale e sanitario venne classificato al livello zero della scala INES, che misura la gravità degli imprevisti atomici.
Possiamo trarre tre prime conclusioni. Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto, è proprio la sicurezza,: ma come si vede sono soldi ben spesi. Secondo: le norme di sicurezza vigenti in Europa sono altrettanto ferree di quelle giapponesi. Terzo, l’Italia ha vaste zone sismiche ma i fenomeni non sono della magnitudo di quelli giapponesi. Assistere, ieri, su molti siti italiani antinuclearisti, a come si sovrapponevano sulla cartina dell’Italia le aree a rischio sismico e quelle addirittura a rischio incendi per tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo, è solo una dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica..




Scusi caro direttore, ma si rende conto di quanto è stato ingenuo, stupido e superficiale quello che ha scritto? Almeno sia furbo e non faccia capire di essere al soldo del partito, folle, dell’italico nucleare…
Mamma mia che figura “barbina” che ha fatto, ma si documenti prima di scrivere, e lasciamo la palla ai tecnici una volta tanto, al posto di fare discorsi avulsi dalle vere problematiche pensati e scritti da ignoranti nella materia (lei è un ignorante in fisica ed ingegneria nucleare).
Mi aspetto da lei un articolo di scuse e una ammissione della sua “leggerezza”….
Non sono del tutto d’accordo con quanto scrive. Se da una parte è vero, come è vero, che ancora non sappiamo cosa esattamente sia successo e cosa possa ancora accadere alle centrali nucleari coinvolte dal disastro (non certo un’esplosione nucleare, come solo gli incompetenti possono sostenere), questo farebbe ritenere le sue considerazioni non ben fondate in quanto premature. Le mie osservazioni sono di natura logica e vanno ben a monte del fatto contingente. Sarò più breve possibile.
Un’analisi, intendo un’analisi seria, dei rischi connessi a una qualsiasi attività non possono prescindere ne’ dagli eventi che determinano i rischi ne’ da un confronto con l’incidenza del rischio di altre attività esposte agli stessi eventi. Cose che invece, quando si parla di nucleare, chissà perchè non vengono mai considerate. Così come, parimenti, non viene mai considerato il beneficio che può essere tratto da una specifica attività in rapporto ai costi/rischi a essa connessi. Il che permette ai luddisti nucleari di esprimere le più assurde corbellerie in relazione a questa forma di energia.
Se i danni, fossero anche catastrofici, prodotti da un sisma di 9 gradi della scala Richter (un evento assolutamente abnorme) su una centrale nucleare fossero sufficienti a non farle utilizzare allora, secondo lo stesso identico ragionamento, non dovrebbero essere realizzati palazzi, non potrebbero essere abitate regioni al di sotto della quota di 25 metri, non potrebbero essere realizzati porti, non potrebbero essere realizzati insediamanti industriali, raffinerie, condotte per il gas e via impazzendo. Eppure sono tutte attività o realizzazioni che al verificarsi di un evento come questo inducono un numero di decessi tanto in via assoluta che, più correttamente, in termini di incidenza percentuale rispetto alla popolazione esposta assolutamente superiore, non lievemente ma per più ordini di grandezza.
Se, viceversa, si analizzassero i dati relativi all’approvvigionamento energetico con un minimo di obiettività , vale a dire e solo tanto per dire senza commettere l’assurdo scientifico di considerare eolico e fotovoltaico come alternative al nucleare (non lo sono e non possono esserlo, almeno per quella che è la tecnologia attuale e presumibile a breve e medio termine), si valuterebbe, correttamente, l’energia nucleare come alternativa al carbone e all’olio combustibile e solo a quelle. Con conseguenze, in particolare dal punto di vista ambientale, che piaccia o no, sono sotto ogni aspetto a tutto vantaggio del nucleare.
Ancora. Solo qualche giorno fa proprio lei ha spiegato con fondatezza la composizione del prezzo della benzina. E’ mai evidenziato con la dovuta pubblicità che la mancata adozione del nucleare in Italia ha comportato un sovraccosto assai notevole per le tasche di tutti noi, per la competitività del nostro sistema paese e, in ultima analisi, per il benessere (misurabile, quantificabile e dimostrabile), di tutti quanti noi, compresi buona parte di quelli che sono oggi privi di occupazione e che non lo sarebbero senza lo sciagurato referendum del 1987?
Per non dire della differenziazione strategica tra le fonti di approvvigionamento energetico, regola fondamentale per qualsiasi paese, tranne ovviamente l’Italia. A meno che non venga considerato vantaggioso per il sistema paese essere esposti, più di ogni altro paese al mondo, alle oscillazioni di prezzo di gas e petrolio e a qualsivoglia ricatto da parte dei paesi produttori che, in linea generale è piuttosto ardito definire democratici.
Con sincera umilta’ mi permetto di dire qualcosa in questa materia:
1)sono un Fisico, ho studiato a lungo Fisica Nucleare, forse so di che parlo. L’ignoranza, non solo in Italia, su questa materia e’ leggendaria; quando ho cercato di spiegare ad amici laureati cosa sia la trasmutazione neutronica, mi guardavano sogghignando e con aria saputa…..naturalmente non capendo un acca;
2)I comunisti sono stati tra i primi “supporters” dell’energia atomica negli anni 60-70 (c’era qualche residuo d’intelligenza in qualcuno di loro allora, fanatismo religioso a parte) quando le centrali erano lontane dall’essere sicure come oggi (la sicurezza totale non esista nell’universo), ma adesso guai a chi la nomina; siamo alla generazione 3+ e speriamo si vada verso la generazione 4, di gran lunga piu’ sicura di quelle attuali.
Alla domanda ovvia dei miei amici: vivresti accanto ad una centrale nucleare la risposta e’ SI, ci vivrei senza esitare. Vivrei con apprensione vicino a pale rumorosissime di 80 metri di altezza e ad inquietanti mega-dighe.
Siamo arrivati alla indecenza di far vedere come un incubo gli sbuffi bianchi che escono dalle centrali per spacciare l’idea che trattasi del mitico/letale “stronzio” o altri spauracchi, quando anche i bambini sanno che si tratta di vapore acqueo.
Non solo:amici laureati mi hanno recentemente contestato: ma lo sai o non lo sai che ci sono “sostanze” (sic!) che decadono dopo milioni di anni? Ecco, gli intelligentoni non capiscono che le sostanze che sono piu’ rischiose sono quelle a decadenza rapidissima!
La radioattivita’ e’ il modo in cui un isotopo radioattivo cerca di raggiungere lo “stato stabile”; la radioattivita’ viene dalle stelle, dalle esplosioni di supernove, ecc.
Se l’ “half life” di un isotopo e’ molto lungo, cosa che terrorizza i cervelloni, quel tipo di elemento, es. l’Uranio 238, non “si dimezza” prima di qualche miliardo di anni a distanza dall’esplosione della supernova che l’ha generato, ma questo significa che la radiazione che emette e’ molto basso, cioe’ non e’ di certo molto radioattivo!!
Se il tempo di decadenza e’ rapidissimo, quell’elemento togliera’ il disturbo rapidamente ma…..meglio non passargli accanto. Se il tempo e’ infinito e’ perche’ l’elemento e’ “stabile” e non radioattivo.
Ci rinuncio…da ora in poi.
3)le migliaia di vittime in Giappone sono state provocate da “madre natura”, leggi terremoti/tsunami, non (finora almeno) da perdite radioattive. I peggiori disastri sono stati causati sempre da eventi naturali, o errori umani (diga del Vajont, Chernobil, dighe rotte in Cina…, esplosioni vulcaniche da brivido), ed e’ per questo che una centrale progetttata per spegnersi al minimo allarme mi da’ piu’ sicurezza di qualsiasi altra cosa
4)la tecnologia, anche nucleare, si, anche quella…non ci crederete, va avanti come tutte le altre tecnologie, che qualche talebano voglia o no. Io non sono ciecamente a favore del nucleare, dico che il mix energetico e’ una necessita’ per un paese come l’Italia che altrimenti dipende in toto dai Gheddafi, Putin, e sceicchi vari. E’ una questione di necessita’;
5)le centrali in futuro non useranno solo Uranio 235 ma anche Torio e forse altro (anche adesso e’ cosi’) e non ci sara’ penuria di carburante. L’energia fossile, oltre ad essere inquinante, costera’ sempre di piu’, e l’estrazione sara’ sempre piu’ difficile e costosa, e in aree non tranquille del mondo; l’Italia deve diversificare l’approvvigionamento se vuole sopravvivere.
6)paesi consapevoli ecologicamente come la Svizzera, la Finlandia, il Canada, molto piu’ consapevoli dell’Italia e non in balia delle eco-mafie hanno investito nel nucleare; non sono cretini o distruttori del pianeta e gli Italiani non sono piu’ intelligenti di loro;
7)c’e’ ancora chi crede che una centrale sia una “bomba atomica” potenziale; chi lo crede non capisce un acca di come funzioni una centrale
8)al tempo degli ominidi gli uomini usavano solo energia solare e poco altro; morivano di fame, stenti, e malattie e a 30 anni erano decrepiti
9)continuiamo ad “ospitare centrali atomiche a 10 km dai nostri confini di Stato ma dormiamo ASSOLUTAMENTE TRANQUILLI! Se questa e’ razionalita’, ributto la spugna.
10) ci si preoccupa tanto (a chiacchiere) di global warming e poi si continua beatamente a “cibarsi” di energia fossile; si straparla di protocollo di Kyoto e l’Italia e’ il primo paese a violarlo perche’ si sa bene che e’ una follia se non si diversifica col nucleare!
Potrei continuare ma e’ inutile perche’ l’Italia e’ il paesino del Bar Sport; continuiamo a deprimere la nostra economia svenandoci per comprare la puzzolente energia fossile, sperando di evitare quello che e’ successo nel Golfo del Messico…..altrimenti addio “chiappe al sole”.
“Giappone, ora il terrore nucleare
Oltre mille morti, ma diecimila dispersi”
Questo è il titolo “obiettivo” di Repubblica…!!!!
@Fabio Cenci
Vorrei avere da lei alcune delucidazioni in proposito:
se gi sbuffi di cui parla lei è semplice vapore acqueo mi potrebbe spiegare perchè è sata disposta l’evaquazione della zona attorno alla centrale dopo l’allarme nucleare lanciato dalle autorità giapponesi?
Lei pensa che la vasca di acciaio costruita per assicurare la tenuta stagna di tutta la struttura sia ancora perfettamente in grado di fare il suo dovere?
Se per disgrazia la vasca di acciaio fosse stata daneggiata con conseguente fuoriuscita di materiale radioattivo, mi potrebbe stimare i danni che potrebbe aver arrecato al terreno e a tutto l’ecosistema?
Mi permetto solo di fare una considerazione sul consumo di energia fossile spesso al centro dell’inquinamento che colpisce le nostre città e responsabile della bolletta energetica che per il nostro paese risulta essere salata. Rinunciare al nucleare non significa rinunciare a una seria politica di risparmio energetico, e soprattutto, a una seria politica di investimenti in fonti rinnovabili. Come dice lei, nel paese del bar sport abbiamo rinunciato ad entrambe le cose e solo adesso ci siamo accorti che il sole, ogni tanto presente ne nostri cieli, è una fonte di energia da utilizzare. Sul fatto che i paesi confinanti con l’Italia abbiano le centrali nucleari, questo è vero, non c’è dubbio, così come nelle nostre città c’è lo smog ma questo non penso sia una sorta di incentivo per le persone a non preoccuparsi per la loro salute. La mia città è inquinata ma non per questo mi metto a fumare un pacchetto di sigarette al giorno. Lei cita la serietà di altri paesi come la Svizzera e il Canada, anche su questo concordo, così come ho ben viva nella memoria il Vajont che come lei mi insegna è stata una catastrofe causata dall’uomo e guarda caso è avvenuta in Italia. Mi pare che all’epoca furono molti a prevedere il pericolo che i cittadini di quella zona correvano a causa della diga. Mi pare di ricordare che pochi diedero ascolto a queste preoccupazioni e sappiamo come come è andata. La diga ha retto ma le persone sono state spazzate via. I morti del Giappone sono stati causati da madre natura? Lei è sicuro anche di questo? Leggo oggi sul giornale che in Giappone per il futuro, stanno pensando di costruire a non meno di 10 km dalla costa. Forse mio caro amico se l’uomo fosse un po’ lungimirante potrebbe evitare di realizzare i presupposti per le stragi che madre natura causa alla nostra specie e comunque in un paese come il nostro, vista la maturità con la quale gestiamo il nostro terriorio, si veda la Campania come esempio o le stragi a seguito di due o tre giorni di pioggia, meno centrali nucleari abbiamo meglio è per tutti.
Egregio dottor Giannino,ho letto il suo pensiero sul nucleare, e le risposte che ha scaturito, dalla mia semplicità di uomo di campagna di fronte ad un problema cosi grande e dalla mia ignoranza sul tema ,ho fatto alcune considerazioni.
1)La forza della natura è incontrollabile ed è superiore alle forze umane .Si può prevenire ma non quantificare e non prevedere.
La natura con le sue manifestazione ridimensiona l’uomo.
2)Merito al popolo giapponese , ha cambiato l’aspetto della natura ma ha saputo farlo con intelligenza,Una furia come quella che è avvenuta in Giappone se fosse venuta in una regione qualsiasi del nostro paese cosa sarebbe successo?
3)Il problema nucleare in questa circostanza ,se fatto bene e con serietà ha dato dimostrazione di essere quello che ha resistito meglio di tutte le altre strutture. Un medico mi diceva che i reparti più sicuri erano quelli delle malattie infettive, si era più protetti,Esempio , in questo caso mi sembra abbiano dimostrato le centrali nucleari. Le centrali nucleari Giapponesi ad oggi sono quelle che hanno creato meno vittime di tutto il resto.
4)L’informazione in generale mette in risalto “il pericolo il nucleare,â€che potrebbe creare,ma ad oggi sono le miglia di morti che si contano ,quante sono le vittime causate da centrali a carbone,da centrali a gas,gasolio,quante da dighe Si parla che il cedimento di una diga ha spazzato via una intera cittadina.
5)Insegnamento e che dovremmo prendere come esempio,a costo zero,non è vero che si risolve sempre tutto con i soldi,il comportamento del popolo giapponese che in una catastrofe come questa ha saputo controllare l’emozioni e seguire tutte le procedure che ha imparato in caso di calamità ,uscendo dagli stabili in regola senza fare ingorghi ed evitando
calche e altri morti,si immagina se la stessa cosa fosse avvenuta in qualche città delle nostre?
6)Domandiamoci le misure e capacità delle scale dei palazzi Giapponesi e quelle nostre,una volta i vecchi palazzi avevano le scale grandi,ora come sono?
7)Esempio che bisogna prender dal popolo giapponese,cortesemente alla grande offerta di aiuti da tutti hanno saputo,rispondere†prima vediamo di cosa abbiamo bisogno,poi vi chiediamo,prima arrivino aiuti dai più vicini†questo mi fa pensare a tutti quelli che sul momento fremono per partire per mettersi in bella mostra, “ fare due foto e poter dire nei salotti “ lo dici a me io ero li “. Sono molti gli esempi in cui gente fa tre giorni di viaggio uno di permanenza per vantarsi
8)Conclusione stiamo con i pedi per terra,l’uomo può trasformare l’assetto della natura ma con intelligenza,senza polemica , in tutto questa tragedia ad oggi le cose fatte bene come le centrali nucleari,sono quelle che hanno dato prova di maggior sicurezza
9)Uno che sulla emotività del momento erroneamente votò contro il nucleare
@Giovanni Cincinnato
peccato… quasi un bel discorso, fintamente disinteressato, che però si svela con la solita, balla propagandistica e pro nuclearista, finale.
Il nucleare che compriamo dai francesi ci costa assai poco, altro che acquistato a caro prezzo.
Le centrali sono “RIGIDE” e producono 24h su 24 quindi i francesi di notte la svendono l’energia…
Direi di attendere, prima di lasciarsi andare a considerazioni entusiastiche sul nucleare. Oltretutto, in un momento come questo, è davvero di cattivo gusto questo suo articolo. Un saluto.
Da noi si chiama “figura da ciccolataio”, ovvero la magra figura fatta per la fretta di parlare a favore di qualcosa senza neppure avere le corrette informazioni traendo conclusioni false no nsolo sbagliate, ma addirittura false dal momento che no nsi è cercato l’approfoindimento nè la verifica delle fonti.
anche se in Italia questo vezzo è piuttosto diffuso, per un giornalista rimane a mio giudizio una cosa grave che ne fa decadere di colpo la credibilità .
Perchè così tanta fretta nel dire “avete visto che è tutto sicuro?”
Come lei si è comportato solo il sedicente forum nucleare che è un’accolita di soggetti economicamente interessati alla speculazione sul nucleare.
Bando alla ciance, proposta di referendum con una domanda secca: “Vuoi la centrale nel tuo comune’”.
Se il “Si” supera il 50%, il comune che ha la più alta percentuale di “Si” vince la centrale.
si si debito pubblico, tassi, soldi ecc..intanto oggi 13 Marzo su youtube e stato postato questo video…finalmente e iniziata!
http://www.youtube.com/watch?v=7D6neBzTnOQ
@stefano
Non parlavo del Giappone, parlavo in generale. Quando si mostra una fotografia/ripresa di una centrale nucleare, viene ripreso sempre quello sbuffo enorme bianco che fa raggelare il sangue nelle vene. C’e’ una generale disinformazione sul nucleare e una tendenza a essere sempre dalla parte delle cosiddette energie alternative e a mettere in cattiva luce tutto cio’ che non e’ solare, eolico o fotovoltaico (il cui ROI non tornera’ nemmeno fra cinquant’anni).
Cerco di vedere le cose con obiettivita’, senza pregiudizi di parte,
Con il solare non si riesce ancora a far decollare un jet, mi sembra, o no? O a far funzionare aziende che mangiano energia in quantita’ non gestibili con una serie di pannelli…e banalizzo.
Non sono poi certo in grado dall’Italia di valutare il danno alla centrale, ci mancherebbe. So che finora la stragrande maggioranza delle morti accertate sono morte travolte dallo tsunami; se in futuro cambiera’, vedremo. Il Giappone e’ densamente abitato, e una scossa di tale portata (magnitudo 9 e’ spaventosa) puo’ aver causato danni e fuoriscita di materiale radioattivo.
L’alternativa all’energia fossile oggi c’e’ ma si ha paura di farla diventare reale; se vogliamo pagare bollette sempre piu’ care e farci inquinare dal petrolio andiamo avanti cosi’, e perderemo sempre piu’ di competititivita’. E mi chiedo perche’ uno Svizzero o un Australiano o un Finlandese dovrebbe essere meno impaurito degli Italiani, tutto qui. La Svizzera e’ piccola.
E’ ovvio che la maggioranza decidera’; ma puo’ la maggioranza avere coscienza della complessita’ di questa materia?
Se mi invitassero ad esprimere una mia valutazione in materia medica o di architettura costituzionale, mi asterrei perche’ sono totalmente ignorante, non direi cose tipo: “no alla chirurgia laser” per definizione. Magari avrei paura del laser ma non direi no….a prescindere.
Bravo, ben detto. Ottima applicazione della ‘regola del contrappasso’!
Ciaoo
@Roberto 51
concordo con giannino
automobili e sigarette causano migliaia di morti e nessuno parla
bruciare i fossili causa danni incalcolabili all ambiente e lascera i nostri
pronipoti senza materia prima per l industria chimica
gli eventuali morti valgono i 40 anni di energia prodotta
Ci sono diverse inesattezze.
E’ vero che l’evento è il settimo nella storia conosciuta come livello di intensità , ma è molto più indietro in una scala che cataloga gli eventi sismici con epicentro sulla terra ferma proprio perchè questo è stato localizzato nel mare a molta distanza dai centri abitati. Infatti i morti non sono dovuti a crolli o ad altre distruzioni ma quasi solo per il problema alla diga e lo tsunami. Molto diverso sarebbe stato se lo stesso evento sismico avesse avuto come epicentro una città o peggio ancora, una centrale nucleare. Se si è rischiata una catastrofe con questo terremoto, io rischio sarebbe diventato realtà certa nel caso di un terremoto “terrestre”. Altra inesattezza è l’assoluta trasparenza delle autorità giapponesi. Nei precedenti problemi alle centrali, la notizia è arrivata in ritardo e decisamente sottocatalogata rispetto poi a quella che è stata la realtà . Arriviamo al nucleare. Vi pongo una domanda: in un supermarket dovete comprare dei cereali, suigli scaffali ce ne sono diversi tipi, uno più economico ma con una scritta evidente ” potrebbe essere velenoso, probabilità 1 su un miliardo”. Potendo scegliere sono certo che nessuno lo comprerebbe. Con il nucleare è la stessa situazione solo che oltretutto non è la più economica. La più economica poi è solo una: il risparmio energetico e la lotta agli sprechi di energia. Non è vero che noi non produciamo energia elettrica sufficiente per il fabbisogno nazionale mentre è vero che gli impianti sono vecchi e disperdono una buona percentuale di energia. E’ vero che compriamo energia dalla Francia, ma solo perchè il nucleare non consente di variare l’energia prodotto cosicchè i francesi, la notte che il fabbisogno scende notevolmente, si trovano a produrre energia che andrebbe sprecata e per questo la svendono a quei paesi, come l’Italia, che potendo dosare i propri impianti, risparmia notevolmente. Quindi risparmio usando tutti i sistemi per isolare energeticamente le abitazioni le industrie e tutti gli sprechi. Poi produzione dell’energia grazie alle rinnovabili. Non è vero che il fotovoltaico, per esempio, richiede di occupare enormi spazi, la tecnologia si evolve e i pannelli saranno sempre più piccoli a parità di energia prodotta. Poi i pannelli vanno integrati negli edifici, cosa che ancora non avviene. Sfatiamo anche io discorso del basso costo della produzione del nucleare. Altro esempio per capirci: quando si pensa a spostarsi in auto da casa ad una località a 100km di distanza, non si deve calcolare solo il consumo di carburante, ma tutti gli altri consumi la svalutazione dell’auto la manutenzione e persino il costo sociale dell’inquinamento e dello smaltimento quando l’auto verrà rottamata. Ecco questi costi nel nucleare ci sono con l’aggravante del costo di migliaia di anni di conservazione delle scorie. Tutti i costi vanno divisi per la quantità di energia che produrrà la centrale negli anni del suo ciclo di funzionamento con in più l’uranio necessario. Vedrete che in questo modo il nucleare è costoso, molto costoso. Parliamo di nucleare sicuro, mi domando come fare a verificarlo visto che il reattore francese che abbiamo acquistato non è ancora entrato in funzione in francia e nemmeno in finlandia dove anzi sembra vogliano sospenderne la costruzione. Con queste premesse mi domando perchè insistere sul nucleare. Esistono le alternative e noi invece vogliamo imboccare una strada dove sono più i dubbi che le certezze e dove si parla di probabilità . Pensiamoci bene e per favore, non parliamo di ritorno al medioevo, di aziende che chiuderanno o case al buio se non proseguiamo con il nucleare. La sua incidenza sulla produzione di energia sarà solo per quanto riguarda quella elettrica e non più del 10%. E proprio indispensabile?
@Fabio Cenci
Sig Cenci, nemmeno con il nucleare faremo decollare un Jet.
Le aziende non consumano solo elettricità e il nucleare solo elettricità produce.
Lei sa chi decide il prezzo delle bollette? Crede veramente che il prezzo dipenda dal valore del combustibile usato e non dalla tassazione decisa dal governo? E’ proprio sicuro che nel caso nucleare le tasse ci consentiranno di pagare di meno l’energia prodotta dal nucleare? Poi parla di dipendenza dal petrolio e non si chiede da dove proviene l’uranio? E’ vero, molti sono ignoranti in materia, ma è proprio certo che gli esperti parlino chiaro e non dietro dettatura?
Proprio adesso il governo giapponese ha messo in guardia dai rischi di una fusione nucleare nei reattori 1 e 3 della centrale di Fukushima. Le barre del reattore sono state danneggiate e i livelli di radiazione, per ammissione dello stesso governo, sono saliti.
Non trovate che la sola probabilità di una fusione nucleare a causa deli danni del terremoto siano elemento importante per decidere se le centrali nucleari in italia sono o no sicure al 100% ( e si, perchè se permettete io vorrei questa certezza visto che in caso di disgrazia non si parla di piccoli incendi o altro ma di morti orribili)
X quelli che sparano a zero su Giannino (Quando non incensi Tremonti ti difendo volentieri!): forse non capite questi 3 passaggi chiave!
1-Giannino, nonostante sia una persona colta, fondamentalmente è un giornalista, e l’informazione richiede velocità , immediatezza, soprattutto in finanza: i giornali escono tutti i giorni, i tg ci sono ogni tot ore e fanno a gara a chi da per primo le notizie, gli scoop.. Non è che quando succede un terremoto i giornalisti aspettano qualche giorno per parlarne….scrivono subito sulla base delle informazioni disponibili in quel momento! Se poi ci sono da fare rettifiche si faranno. Inoltre non si può chiedere ai giornalisti di prevedere il futuro: l’esplosione alla centrale è avvenuta molto dopo il terremoto e lo tsunami, ed era imprevedibile. Anch’io se scrivo oggi della crisi finanziaria faccio meno errori o imprecisioni rispetto ad uno che ne scriveva appena è scoppiata, però l’informazione serviva allora, oggi sono capaci tutti… Nessuno direbbe che i giornalisti dovevano aspettare a scrivere degli aumenti di capitale delle grandi banche americane tipo Citigroup, perché cosi poi avrebbero scoperto che i bilanci erano truccati e gli aumenti erano dei bidoni: io che pago l’informazione devo decidere ADESSO se comprare, vendere, sottoscrivere o no l’aumento: l’info mi serve ADESSO. DOPO non ha alcun valore per me e quindi non vale la pena di essere pagata, e se non viene pagata nessuno ha interesse a fornirmela …eccetto qualche blogger appassionato che viene maltrattato… questa è la differenza tra un libro di storia e l’informazione! Aggiungerei anche che a posteriori tutti sono capaci di raccontarti una storia, la bravura sta proprio nel raccontarla subito con pochi elementi a disposizione che devi mettere assieme e valutare…e questo solo in pochi sono capaci di farlo!
2-Cmq vi state agitando tanto per niente! Tutto quello che è successo non toglie validità al messaggio principale di Giannino, almeno per come l’ho capito io, e cioè che il nucleare di OGGI, sottolineo di OGGI, è sicuro! infatti nonostante un evento enormemente ditruttivo ha tenuto bene! I problemi ci sono stati in una centrale di 44 anni fa e non in una moderna, di conseguenza non accorre aspettare giorni per vedere cosa succede in tale centrale per dire che quelle moderne non hanno avuto problemi! Se Giannino avesse detto che anche il nucleare vecchio di 44 anni è sicuro allora avreste ragione…al massimo si può dire che le centrali vecchie non erano cosi sicure come si pensava…ma questo è tutto un altro discorso! E’ come parlare delle telecomunicazioni di oggi basandosi su come erano 44 anni fa, se vi sembra una roba logica…
3-Dire che il nucleare moderno è sicuro se fatto come dio comanda, non significa affatto che il nuclere sia più conveniente di altre fonti né che l’Italia debba assolutamente investirci. Giannino non ha detto questo! anche perché nessuno può dirlo in modo assoluto, dipende da molte variabili… per es ci sono varie tecnologie nucleari allo studio non solo la fissione classica come molti credono..
Riguardo al punto 3, la fissione è l’unico processo ad oggi disponibile. La fusione cosiddetta “a freddo” è solo un miraggio per ora. Magari!
Giannino, anche per radio, ha sostenuto più volte la sua opinione pro-nucleare, non credo gli serva l’avvocato difensore
@LucaS
Poi: centrali in Italia!!!! ma stiamo scherzando?? siamo in italia vi ricordate? il paese dove l’alta velocità costa 10 volte tanto al km rispetto alla francia o germania…10 VOLTE!!!
Altra cosa: ma dove le facciamo? lo sapete che l’unica regione non sismica in Italia è la Sardegna?
La riempiamo di centrali, la perla marina del nostro belpaese, per incentivare il turismo???’
Sapete che in Sardegna gia si conoscono i siti dove faranno le centrali, prontamente pre-militarizzati???
non capisco perchè l’italia si debba sempre dividere in tifoserie. Non voglio difendere Giannino, ma possibile che in questo paese ogni volta che qualcuno esprime un’opinione venga dichiarato un venduto? Perchè?
Caro Giannino, come immaginavo il suo articolo ha scatenato una canea di fieri avversari del nucleare, per la più gran parte del tutto privi di argomenti, a meno che non si voglia considerare l’insulto un argomento. Gradirei che costoro esprimessero, fatto il quadro delle esigenze e delle compatibilità sia dal punto di vista dei costi che delle potenzialità prodittive, la loro soluzione per l’approvvigionamento energetico, stante il fatto che per l’Italia esiste la necessità assoluta di dotarsi, quanto prima, di una notevole quantità di centrali produttrici di energia elettrica.
Tenendo ben presente che eolico e fotovoltaico NON possono essere un’alternativa al nucleare, almeno con le attuali tecnologie, come chiunque si occupi anche solo alla lontana di energia sa perfettamente, sempre che sia intellettualmente onesto, e non per i costi. I costi, pur importanti da altri punti di vista, potrebbero infatti essere considerati secondari se, per esempio, ci consentissero di affrancarci da potenziali ricatti di paesi produttori delle fonti energetiche. Solare ed eolico sono, al più, in concorrenza con il solo idroelettrico e con le turbogas. Potrebbero cioè concorrere a fornire l’energia che serve a coprire le punte, ma mai e poi mai a fornire l’energia (la più gran parte del totale), che costituisce il corpo del diagramma di richiesta. Per il semplicissimo motivo che il sole e il vento vengono quando Dio li manda, non quando avviamo le fabbriche o quando abbiamo bisogno di accendere la luce. Per dirla tutta l’eolico e il fotovoltaico non fanno risparmiare un centesimo nemmeno degli investimenti per le centrali idroelettriche e turbogas, vale a dire di quelle che servono a coprire le punte di richiesta, in quanto non potendo dare una produzione garantita nell’istante in cui l’energia viene richiesta il loro contributo alla potenza di cui occorre disporre deve essere posto uguale a zero (più o meno, non è il caso di annoiare con lunghi discorsi la cui conclusione e comunque che valgono praticamente zero in termini di valutazione della potenza disponibile).
Quindi, non dico niente di nuovo o di rivoluzionario, il nucleare può e deve essere confrontato, se si vuole essere seri, con le sue sole fonti concorrenti: carbone e olio combustibile. Il confronto, per poter dare almeno un indirizzo generale, deve essere fatto considerando almeno gli elementi principali, che sono più o meno quelli di qualsiasi impianto industriale: costi di impianto, costi di esercizio, disponibilità di materia prima, paesi fornitori della materia prima, effetti certi sull’ambiente, rischi potenziali, costi di dismissione. Questo è ciò che è stato fatto nel resto del mondo. Il quale produce una quota niente affatto trascurabile dell’energia che gli occorre dal nucleare. Sono tutti pazzi tranne noi o è più facile il contrario?
Qualcuno tra i detrattori del nucleare è convinto che la CO2 sia responsabile dei cambiamenti climatici? Se lo fosse sarebbe in perfetta contraddizione con il suo stesso pensiero.
Attenzione poi a confrontare i danni, certi, tanto acuti che cronici, delle centrali a carbone e a olio combustibile con rischi solo potenziali, perchè sarebbe come sommare pere e mele. Ancora un’ultima cosa. Avete almeno una pallida idea della quantità di scorie che sarebbero prodotte da ipotetiche centrali nucleari che coprissero anche l’intero fabbisogno energetico italiano? Sareste sorpresi del loro volume alquanto modesto e di quanto la sua parte a lento decadimento sia ancora più ridotta rispetto al volume totale, già modesto, delle scorie.
Questi sono elementi che, almeno sommariamente, devono essere considerati prima di potersi fare un’opinione sul nucleare. Certo che se esistesse una centrale alimentata a fiori e che emettesse profumi non esiterei a preferirla a qualsiasi altra, senza discussioni. Ma non esiste.
Mi congratulo con F Baldussi per l’ottima trattazione. Mi limito soltanto a pochissime considerazioni aggiuntive e, secondo me, necessarie per tenere il dibattito nell’ambito di argomenti che siano almeno congruenti tra di loro e non ad minchiam, come diceva simpaticamente il compianto Prof. Franco Scoglio. Parlare di nucleare, come di problemi energetici, dovrebbe implicare un minimo di conoscenze di base per non incorrere in minchiate (per l’appunto) colossali. Bisognerebbe almeno conoscere la differenza che esiste tra energia e potenza. Se io ho una lampadina da 100 W, devo fornirle energia alla potenza di 100 Whr ogni ora. Io potrei anche fornire 30 Whr per un giorno, un anno od un secolo ma, potete starne certi, quella lampadina non si accenderà mai. Ciò che devo semplicemente fare è somministrarle una energia alla Potenza di 100 Whr per un’ora. Brutalizzando, la Potenza è l’energia che riesco a somministrare in un dato tempo. Se devo muovere un treno ad alta velocità , mi occorrono, a spanne, 10 MegaWattHr all’ora, che sono 10 impianti eolici od una superficie di pannelli fotovoltaici pari alla superficie della intera provincia di Milano: ammesso che ci siano vento e sole. Se vento e sole, in quel momento, sono assenti, il treno starà fermo: sic et simpliciter. Il furbetto della situazione potrebbe dire: ok, produco l’energia quando ci sono vento e sole e poi la distribuisco alla potenza richiesta quando ne ho bisogno. Bravo ! E nel frattempo dove la metti ? Lo so cosa state pensando …
A parte ogni considerazione sui fantacosti (ambientali ed economici) di eolico e solare, capiamo tutti che queste forme di produzione energetica non sono la soluzione. Ma si badi bene, nemmeno i combustibili fossili (gas, carbone e olio pesante) sono la soluzione. Questi sono ad esaurimento, piu’ o meno entro i prossimi 60/80 anni (mi pare si chiami curva di Hubbert, basta andarla a vedere) e non si scappa. NON-SI-SCAPPA. Io posso pensare di utilizzare energie alternative (maddechè, poi …) per risparmiare sui combustibili fossili : le uso al posto delle “tradizionali” quando soffia il vento e c’è il sole. Sposterei la curva di 10/20 anni e cosa risolvo ? NULLA.
Le riserve di materiali fissili (fissili con la i), allo stato dell’arte durerebbero 20,000 (ventimila) anni (solo Uranio circa 8,000).
Sul problema sicurezza delle centrali nucleari poi sorvolo bellamente (qui l’ignoranza è ancora piu’ crassa) non senza ricordare però che l’idroelettrico (solare per antonomasia) ci è già costato 3000 morti (Vajont). Cosi’, en passant.
Vedo con dispiacere che si legge solo quello che si vuole leggere e si considerano le cose solo in base all’indottrinamento subito da giornali e televisioni deputate a dare comunicazione del nucleare a senso unico.
Un dato assolutamente incontestabile a chi parla di futuro senza energia se non si ricomincia con il nucleare è la percentuale che il nucleare produrrà di energia.
Sarà tra il 10 e il 15% e solo, ripeto solo, dell’energia elettrica perchè solo quella produce.
Poi bisogna tener conto che solo una piccola parte verrà utilizzata in quanto il nostro picco avviene di giorno e la notte le centrali non si possono spegnere o ridurre di potenza. Pertanto anche i calcoli dei costi sono errati in quanoto si basano sullpenrgia totale prodotta e non su quella che effettivamente verrà usata.
Leggo di centrali sicure perchè moderne , allora vi sfido a indicarmi UNA centrale nucleare in funzione con il reattore uguale a quello che abbiamo comprato dalla francia. Si, perchè dovete sapere che il reattore è già stato scelto ed anche comprato e che la finlandia , che lo aveva acquistato, sta avendo un sacco di guai e rimanda di continuo il completamento dei lavori. Ultima risposta a chi parla di scorie ridottissime per volume ( ma non per pericolosità ) , se così fosse e se fosse facile stoccarle come mai le nostre vecchie scorie sono ancora in inghilterra e in molte nazioni non sanno come fare? Un solo dato è certo: se si investisse nelle rinnovabili gli stessi importi del nucleare, da qui ai 15 anni che ci vorranno prima che il nucleare entri in funzione, la tecnologia farebbe si che si produrrebbe energia a costi sempre inferiori e con fabbisogno di spazzi sempre minori. Ma il produttore maggiore di energia è IL RISPARMIO ENERGETCO che ha un solo grande problema NON ARRICCHISCE I SOLITI NOTI
Caro Franco, lei è un fratello di sventura. Da anni mi sgolo in interventi pubblici, giornali locali, incontri e convegni della mia città , sollecitando il confronto con le menti più alte in materia, come il Prof. Coppi del MIT di Boston o il Prof. Battaglia dell’Uni di Modena.
Non c’è niente da fare, le anime verdi italiane, con una bella fetta di popolazione, non vuole capire l’elementare realtà delle cose.
Allora ho smesso di entrare nei dettagli tecnici e ho iniziato ad usare simiulitudini per assurdo.
Chiedo loro di provare ad asciugarsi i capelli con l’elettricità prodotta dopo le otto di sera dai loro impianti fotovoltaici, o di accendere la lavatrice con l’energia eolica dei giorni di bonaccia.
Ho persino cercato di coinvolgere gli Istituti tecnici della provincia ma i direttori didattici sono molto ideologicizzati e hanno sposato ciecamente la causa rinnovabilista.
Un altro sistema è quello di chiedere come mai siano disposti a credere che, davanti una fonte sicura gratuita e infinita, le menti migliori della fisica mondiale e tutti i paesi industrializzati del mondo, preferiscano una fonte intrinsecamente pericolosa come il nucleare.
Ma raramente vedo smuovere qualche favilla di coscienza. Sembra molto più facile continuare a pensare che chi cerca di aprire gli occhi sulla realtà energetica italiana sia sul libro paga dei costruttori di centrali nucleari. Con lo stesso principio potremmo dire che i fanatici del fotovoltaico potrebbero essere pagati dall’industria petrolifera, visto che il nucleare è il naturale antagonista del petrolio e non delle rinnovabili.
Purtroppo non si può ragionare, nè sulla interrompibilità degli impianti convenzionali, sulle tecniche di stoccaggio energetico, sul Pick Oil, su niente. Solo urlare in piazza con le magliette verdi e poi tornare a casa su propri SUV e accendere tutte le luci del giardino con la serenità di chi pensa che funzionino con l’energia pulita.
Fra una ventina di anni avremo un risveglio molto amaro.
ricordo che è anche crollata una diga idroelettrica, un danno degno del vajont…
quindi che facciamo? un mondo stile medioevo senza nucleare, idroelettico, petrolio e gas?
prego… cominciate prima voi… io poi magari vi seguo…
@fabio cenci: lo stabilimento della Perugina Nestlè a Perugia consuma una quantità di energia pari a quella di una città di 30.000 abitanti, produce 24h al giorno, e l’80% del suo fabbisogno energetico è prodotto dal solare che hanno installato nello stabilimento.
@Franco
Mettiamoci d’accordo su una cosa caro Franco. Nè io nè lei (e forse neanche Giannino) abbiamo, individualmente, ‘tutte’ le competenze necessarie per capire se il nucleare convenga o meno ‘oggi’. Può darsi che non sia conveniente. Di certo la scelta fatta nel 1986 si è rivelata sbagliata. Il motivo è di metodo. Le scelte di pancia sono praticamente ‘sempre’ sbagliate.
La cosa che mi fa imbestialire è che in questo disgraziato Paese prevalgono sempre i ‘pancipensanti’. Anche questo forum, che dovrebbe essere un luogo di pacatezza e razionalità , si trasforma immediatamente in un Colosseo dove ci tocca assistere alle solite flatulenze ideologiche invece che a ragionamenti razionali. Il tono del suo intervento è pacato e ragionevole ma non è questo il punto.
Sia i nuclearisti che gli antinuclearisti razionali dovrebbero costituire un fronte comune ideale da opporre a chi ragiona usando il tratto digestivo al posto del cervello. Io sono un nuclearista convinto ma, pur faticosamente, non sono riuscito ancora a farmi un’idea chiara sulle convenienze economiche a un quarto di secolo dalla nostra ritirata dal nucleare.
Molti cinici che pensano di aver capito come funziona in Italia, oppongono al ritorno al nucleare l’argomento del cemento con la sabbia e che le nostre centrali farebbero la stessa fine delle case dell’Aquila. Costoro dicono, piuttosto è meglio non far nulla. Forse hanno ragione.
Non far nulla è esattamente ciò che ci viene meglio.
@Riccardo
Lei spaccia una opinione con l’univocità del mondo scientifico sul “SI” a prescindere sul nucleare, cosa smaccatamente FALSA.
Io nel mio piccolo, formazione scientifica di alto livello ma in altro campo, cerco di informarmi e non sono contro aprioristicamente, salvo, come dicevo in un altro messaggio, avere interlocutori aperti al dialogo.
Un atteggiamento come il suo, pensando di poter inculcare la Verità sull’argomento ai poveri mortali, non è affatto comunicativo nè convincente nè apre al dialogo.
Riguardo la semplicità presunta “tecnica” con cui boccia le alternative è sintomo di poca voglia di approfondire il discorso.
Se anche lei, come presumo, ha formazione scientifica, sa benissimo che la ricerca non si ferma in nessun campo e le soluzioni aumentano/mutano continuamente.
Esempio per quanto riguarda il fatto che “di notte come si fa” lo può trovare quì:
http://www.rinnovabili.it/australia-energia-dal-soleanche-di-notte-600021
Certo,mi sarà obiettato ciecamente che questa è l’australia, tanto sole e spazi enormi, ma io ho portato questo solo a mo’ di esempio del fatto che non bisogna semplicisticamente chiudere solo perchè non si “intravede” la soluzione: la soluzione si può trovare, dipende dagli sforzi che si fanno, ovvero da quanto investiamo in RICERCA!!! E intendo Ricerca a tutti i livelli, industriale, ricerca applicata, ricerca di base (quella un po’ invisa a Giannino, diciamola tutta!).
Io sono per il mix energetico, con valutazione anche di “piccoli” contributi nucleari ma dopo ATTENTISSIMA valutazione, e senza questi AUT AUT che non servono a niente. Ma solo se si valuta opportuno, conveniente, necessario, sicuro etc etc.
Ribadisco poi il problema del DOVE farle. E anche , riprendendo il mio messaggio precedente un po’ irato, sottolineando nuovamente che i costi sono imprevedibili in Italia (purtroppo) per opere così mastodontiche.
Invito tutti, infine, a non essere integralisti , in un senso e nell’altro, altrimenti resteremo sempre Italioti e non diventeremo mai Italiani
Carissimo Giannino,
delle sue tre conclusioni non condivido la terza; che esista una vasta area di “crassa ignoranza tecnologica” è vero, ma la sostanza è la delinquenza, meglio la criminalità , che terrorizza l’ignoranza per vendere la TRUFFA dell’eolico e del fotovoltaico.
Pietro Barabaschi
@Riccardo.
Noto con un certo piacere che lei definisce il Prof. Battaglia una delle “menti più alte in materia”.
Non so se ridere o piangere.
Battaglia è una delle figure più screditate del panorama scientifico nazionale: la sua cialtronaggine scientifica è bollata e certificata, per esempio qui:
http://www.climalteranti.it/premio-a-qualcuno-piace-caldo/votazione-premio-a-qualcuno-piace-caldo-2007/
Battaglia è noto per le sua affermazioni provocatorie, ideologicamente schierate e, soprattutto, INFONDATE.
Del resto, caro Riccardo, non posso stupirmi che Battaglia sia il principale punto di riferimento scientifico di uno che scrive “Pick Oil” anzichè “Peak Oil”…
Santocielo che pedanteria…
Invece di badare alla grammatica stiamo alle cose.
Lei ritiene battaglia screditato? Sentiamo che dice l’Associazione Fisica Italiana.
Nel frattempo vediamo se lei riesce a fare sarcasmo anche sulle posizioni del Prof. Bruno Coppi, docente al Mit di Boston e padre del nucleare a fissione (se mai si farà ), che liquida in poche righe l’apporto delle rinnovabili al nostro fabbisogno.
Certo, riprendendo Antonio, che tutto serve e su tutto si deve fare ricerca. Ma io ho sentito con le mie orecchie un funzionario di un grande gruppo bancario italiano che, per cercare di vendere muti ventennali per installazioni fotovoltaiche ad una platea di agricoltori scontenti della rendita del granoturco, sbagliava sistematicamente ogni unità di misura per mezz’ora, terminando l’esposizione con una equivalenza: ! mq di fv= I barile di petrolio.
Non so se questo la faccia ridere o piangere, a me colpisce la sua facilità nell’elargire patenti di ignoranza a chi ha all’attivo decine di pubblicazioni in materia di fisica quantistica.
D’altra parte il suo metodo non mi coglie di sorpresa visto che il suo punto di riferimento scientifico è il sito di climalteranti.
Un saluto cordiale
Caro Riccardo,
il suo caro Battaglia potrà averne anche milioni di pubblicazioni all’attivo, ma se si parla di cambiamenti climatici e politiche energetiche la sua opinione è uno zero assoluto.
Nei suoi fondi per il Giornale e non solo, Battaglia ha scritto una quantità di panzane che sono state puntualmente smascherate da Climalteranti ed altri. Risultato? Battaglia ha strillato e ha fatto l’offeso, per non dover ammettere di aver scritto solenni stupidaggini.
Solenni stupidaggini che climalteranti, ma non solo, ha ampiamente documentato: chiunque può andare sul sito e farsi un’idea. E rendersi conto del patetico livello delle repliche di Battaglia. Deprimente.
Cicola l’erronea convinzione che se uno è esperto di fisica nucleare , allora automaticamente è un esperto di politiche energetiche.
Falso.
Le due cose sono vagamente correlate, e sono nettamente distinte.
Tra l’altro, in un mio post della pagina precedente ho in maniera abbastanza esaustiva elencato una serie di motivi, documentati, per i quali il nucleare, specie quello che si vorrebbe realizzare in Italia, è una sonora truffa.
Ovviamente nessuno mi ha risposto, chissà come mai.
E visto che lei cita il MIT, vada a leggersi lo studio del MIT che ho linkato (http://goo.gl/e5gaB)… è uno dei tanti che confermano quello che in moltissimi sostengono (tranne quei simpatici burloni del Bruno Leoni ed altri neocon): il nucleare non solo non costa meno delle altre fonti, incluse alcune rinnovabili, ma costa sempre di più.
Questi sono fatti, puri e semplici.
Il resto, è whishful thinking di bassissima lega.
E intanto che noi scriviamo su questo forum, la crisi nucleare in Giappone continua a peggiorare.
Ancora complimenti a Giannino…
Saluti,
JN
p.s. pendateria? direi di no… se non si sa nemmeno scrivere correttamente quello di cui si parla (e non stiamo mica parlando di ortgografia, ma di sostanza), figuriamoci che conclusioni si possono trarre…
Very kind of you. By
“Bye”, al massimo
Grazie ad Antonio per il link di cui sopra, è interessante.
ps James,ha abboccato…. vede cosa facciamo quando ci arrabbiamo…
Non si alteri.. lei è certamente una persona interessante ma non ceda alla tentazione della delegittimazione dell’oppositore.
Comunque grazie per il suo fiero punto di vista, tutto ci rende migliori, fuorchè la rabbia.
Anche se non sono un specialista, ma qualcosa di tecnica capisco
(sono ingegnere da tanti anni) sono stato molto colpito da quanto scritto al seguente indirizzo, che ritengo di estremo interesse:
http://www.palmerini.net/blog/?p=1402
Proprio perché non sono un specialista mi permetto di avere seri dubbi sulla scoperta, ma se questa dovesse dimostrarsi fondata (ripeto, se) è difficile immaginare tutte le conseguenze che essa potrebbe avere sull’economia nazionale e la politica internazionale.
Chissà che non sia un primo passo verso un mondo più ricco di energia a bassso costo, e per questo più libero.
Ovviamente questa informazione mi è arrivate per vie traverse, il che può significare o che è una bufala, oppure che ci sono enormi interessi che consigliano di tenerla nascosta: a istinto propendo per la seconda ipotesi…
E’ difficile valutare sulla base della normale informazione.Diffido delle notizie date per spaventare,stupire e confermare tesi.Comunque dopo alcuni giorni dal disastro,le ragioni di Giannino mi sembrano piu’ valide di chi le critica.Di fronte ad una tale catastrofe,la tenuta sostanziale del sistema è miracoloso.Poi,come a Lourdes,per chi crede nessuna prova è necessaria,per chi non crede nessuna prova è sufficiente.Paradossalmente se i danni saranno limitati a cio’ che sembra,si potrebbe concludere che la prova tragica del Giappone autorizzi a ritenere adatto alle centrali tutto il territorio italiano.Una domanda a Giannino, che forse ha fonti informative privilegiate.Nella zona delle centrali danneggiate ci sono impianti tradizionali?Quali danni hanno subito?In generale,sull’intero territorio cosa è successo alle centrali non nucleari?Sulla base del confronto si potrebbe valutare il rischio comparato fra i diversi sistemi,ma nessuno ne parla.Personalmente non avrei difficoltà ad accettare una centrale nucleare nel mio cortile.Per chi è contrario ,in buonafede,una domanda.Dovendo scegliere preferireste vicino a casa una centrale idroelettrica con relativa diga o una centrale nucleare?Come dite?Ah,si’.Nessuna delle due.Buona candela a tutti.
<@Riccardo Santocielo, diglielo Riccardo, che per sapere se il vino è buono la cosa più furba da fare è chiederlo all’oste. Diglielo, tu che sei “sveglio”.
Caro Sig. Giannino,
quindi lei pensa che nella centrale di Fukushima non stia succedendo nulla di particolarmente preoccupante.
Infatti la portaerei Reagan sta lasciando di corsa la zona, per farsi un giretto turistico e le migliaia di persone evacuate le stanno mandando a farsi una vacanzina, tipo Berlusconi con i terremotati all’Aquila.
E i tecnici della centra, visto che si stavano annoiando hanno deciso, per passare il tempo, di tentare di raffreddare le barre di combustibile ormai completamente esposte per evitare la fusione del nocciolo, una cosina da niente, una bazzecola, una pinzillacchera direbbe Totò!
E poi, sarà vero che la diffidenza è il male del nostro paese, ma a me una centrale nucleare costruita in Umbria o nella Sicilia Orientale, relizzata magari dall’IMPREGILO, un pò di ansia me la mette…
Beato lei invece che vive sereno e pieno di certezze!
Ma non pare proprio a nessuno che venir a concionare sulla SICUREZZA, NON dei vantaggi delle centrali nucleari nel momento in cui milioni di persone sono minacciate proprio da queste centrali sia, come minmo, poco tempestivo? Chi è disposto ad andare a bersi un bicchiere d’acqua a Fukushima, adesso?
Buon pomeriggio.
Premetto che, come ingegnere, esprimo un parere esterno al settore nucleare, visto che non me ne occupo.
In primis, vorrei far notare a tutti i presenti qui che le nostre scelte non devono essere figlie della pancia, ma del raziocinio. Nel caso del calcolo del rischio, il signor arienzo, nel suo paragone coi cereali commette un errore, in quanto presuppone che possano esistere prodotti, processi, comportamenti “esenti da rischio”, affermazione palesemente falsa. Quando prendiamo l’auto, automaticamente ci esponiamo a un rischio di incidente che, tuttavia, riteniamo irrisorio al confronto dell’immensa utilità di questo sistema di trasporto rispetto alle nostre gambe, che presenta anch’esso un rischio.
Allo stesso modo, messi di fronte alla scelta delle future fonti di energia, non possiamo ritenere credibile un’alternativa “primitivistica” come operare un downgrading tecnologico, che fortunatamente, nessuno qui ha proposto, in accordo a un malcelato “principio di precauzione”. Piuttosto, cerchiamo di comprendere come un adeguato mix di fonti possa supplire ad eventuali mancanze, presenti o future. E non pensiamo che il risparmio energetico non esista: basti confrontare il consumo di due pari macchine del 1900 e del 2000.
Diverse fonti hanno diversi problemi e vantaggi. Il problema centrale delle rinnovabili è la scarsa densità di potenza e l’aleatorietà dell’approvvigionamento. Qualcuno ha fatto notare che esiste, ad esempio, il solare termodinamico (in australia mi sembra), che opera concentrando energia, che viene immagazzinata in materiali ad alta temperatura di fusioni. Ha ragione, ed eliminare tale opportunità sarebbe da idioti.
Tuttavia essere partigiani per una fonte o per l’altra è anch’esso da idioti, perché nell’ingegneria e nelle realizzazioni umane non esiste mai la soluzione ottimale in assoluto, ma solo quella valida per un caso particolare. Sostenere solo il nucleare o, dualmente, solo le rinnovabili, è come affermare che per andare da casa all’alimentari, così come andare da Parigi a New York, è sufficiente solo l’automobile o solo l’aereo.
Allo stesso modo, in termini di valutazione di rischio, dobbiamo considerare che il nucleare, che comunque offre un elevato grado di sicurezza negli impianti, ha dei rischi potenziali elevati in caso di disastro, al contrario di una cella fotovoltaica. Ma parallelamente non possiamo ignorare che, tecnologie sic stantibus, al momento non possiamo contare su una soddisfazione della domanda di base da parte del fotovoltaico.
Logica del senso comune.
Dice giustamente Giannino:
gli impianti nucleari sono in assoluto i più costosi da costruire perchè sono i più sicuri.
Questo è oggettivo. O sono i più costosi perchè ‘dovunque’ nel mondo ci mangiano sopra, oppure lo sono per la ragione che dice Giannino.
Per cui abbiamo che:
fanno meno morti del combustibile fossile. Sono incomparabilmente più sicuri delle raffinerie, delle industrie chimiche seminate dovunque (ricordate Bophal?) e dei depositi di carburante alle periferie delle nostre città . Non richiedono lo stillicidio di morti nelle miniere (migliaia di vittime). Non minacciano il mare come le centinaia di superpetroliere che lo solcano. E questo è altrettanto oggettivo.
Sono sicuri al 100%? No. C’è la sicurezza al 100% che non avremo mai da noi un terremoto 9.0 Richter? No. E di un asteroide che centri in pieno un reattore nucleare? Neanche. Posso star tranquillo, io che abito a nord di Milano, sapendo che decine e decine d’impianti nucleari stanno al di là delle Alpi? No.
Fine analisi sulla sicurezza.
Analisi economica.
Ci conviene farle ‘attribuendo un costo ai rischi chimici, ambientali, di inquinamento dell’atmosfera menzionati’ ? Boh, parliamone. Ma parliamone bene però. E’ inutile che gli ‘espertoni’ mi citino studi del MIT che mi raccontano quanto è caro produrre elettricità dal nucleare.
Quanto è costato il disastro della Exxon Valdez e le decine simili che sono accaduti e che accadranno? Quanto costano i morti nelle miniere? Quanto costano i polmoni marci degli abitanti della pianura padana? Se sapete rispondere parliamo di analisi economica e, magari di ambientalismo vero, altrimenti consiglio vivamente, al posto degli studi del MIT, la doppio velo Scottex che irrita molto di meno.
“Gli impianti hanno dimostrato di tenere botta, chi trae spunto dalla tragedia del Giappone per dare vita a una polemica politica è uno sciacallo. Vedremo nei prossimi giorni, ma sono fiducioso” Chicco Testa 13 marzo a Otto e mezzo.
Per fortuna che è arrivato MauroLib, così il livello della discussione si eleva.
Uno non dovrebbe nemmeno perdere tempo con certi cafoni, ma siccome oggi sono in giornata di buona gli dedicherò qualche minuto.
“Dice giustamente Giannino:
gli impianti nucleari sono in assoluto i più costosi da costruire perchè sono i più sicuri.
Questo è oggettivo.”
Non è affatto oggettivo, e il vostro “senso comune” fa acqua da tutte le parti, perchè non avete idea di cosa state parlando.
In primis, la necessità di sicurezza è uno solo dei componenti che determina l’elevato costo di impianto del nucleare: e la motivazione è esattamente opposta a quella che sostenete voi.
Gli impianti nucleari non sono i più costosi in quanto i più sicuri, sono i più costosi in quanto i più pericolosi: così non fosse, ovviamente non ci sarebbe alcun bisogno di tutti i sistemi di sicurezza necessari per il loro funzionamento.
Le centrali nucleari necessitano molti più sistemi di sicurezza di qualsiasi altra tecnologia per il semplice motivo che in caso di incidente le conseguenze sono incommensurabilmente più pericolose.
Il che è talmente ovvio che anche alle elementari sarebbero in grado di capirlo.
Su Chicago Blog, evidentemente, si fa un po’ più fatica.
“Analisi economica.
Ci conviene farle ‘attribuendo un costo ai rischi chimici, ambientali, di inquinamento dell’atmosfera menzionati’ ? Boh, parliamone. Ma parliamone bene però.”
Bene, sto aspettando
Sono sicuro che sarai in grado di stupirci, dall’alto del tuo pulpito dal quale, guarda un po’, ti permetti di trattare il MIT con una congrega di ubriaconi.
Ma invece dicci, caro MauroLib, quali sono le tue qualifiche?
Quali le tue competenze?
Che esperienza professionale hai nel settore dell’energia?
Quali sono i tuoi studi?
Facci sapere, mi raccomando…
Non esattamente. Si tratta di avere una corretta percezione del rischio. Se le persone sono messe nelle condizioni di comprendere qual’è il rischio insito in ogni tecnologia per la produzione di energia ( produzione?!? ) poi sono libere di decidere cosa vogliono. Ti faccio un parallelo. Si sta facendo esattamente la stessa cosa che facevano le agenzie di rating nel 2008: si da una tripla A ad una tecnologia che, in realtà , è molto più rischiosa di quanto si pensa. Ciò non toglie che, consapevolmente, ci si possa accollare il rischio per avere un rendimento maggiore.
Il problema del nucleare sta proprio qui: a fronte di un rischio superiore, risulta essere meno competitivo rispetto ad altre tecnologie.
@jamesnach
Uno che alza il ditino per sottolineare qualche lettera maldigitata che risposta dovrebbe meritarsi.
Poi dice:
Cicola (ho fatto cut&paste, proprio così, cicola) l’erronea convinzione che se uno è esperto di fisica nucleare , allora automaticamente è un esperto di politiche energetiche.
Ottimo sillogismo. Craxi e i promotori del referendum sul nucleare non capivano una mazza di tecnica ma hanno dimostrato grande saggezza sulle politiche energetiche. Anzi hanno fatto di più, hanno demandato lei e quelli come lei a decidere. La ringrazio del risultato.
Io la mia qualifica non gliela dico, la sua, l’hanno capita in molti qua dentro. Se ne torni ai suoi lidi per cortesia. Solo gli intelligenti hanno dei dubbi. Io sono nuclearista e ne ho, lei no. CVD
Il dibattito sul nucleare è ridotto ad uno scontro tra tifosi. È difficilissimo ascoltare ragionamenti puramente scientifici. Proverò a elencare una serie di punti il più possibile oggettivi, non so con quanto successo.
1. Oggi lampadine e lavastoviglie consumano molta meno elettricità che in passato. Le automobili consumano meno benzina. Benissimo! E speriamo che questa tendenza si confermi. E’ il risparmio energetico.
2. Il welfare, i trasporti, la ricerca, l’industria, la sanità , insomma il “progresso” nel senso più comune del termine, richiede sempre più energia, non fosse altro perché si estende a sempre più persone.
3. Il bilancio tra il punto 1 ed il punto 2 è però molto negativo. Avremo sempre di più bisogno di energia in futuro.
4. Allo stato attuale siamo capaci di produrre energia in tre modi: a) bruciando combustibili fossili; b) convertendo forme di energia già disponibili in natura, le cosiddette fonti rinnovabili; c) sfruttando la fissione nucleare.
5. La combustione di carbone e idrocarburi oggi contribuisce per il 65% del fabbisogno energetico del pianeta. Ma i combustibili fossili sono limitati. Prima o poi finiranno. Magari tra molti anni, ma di sicuro finiranno.
6. Tra le fonti rinnovabili quella idrica è quella che produce più energia, ma non è facile ottenerne di più. Non c’è quasi più “acqua” di facile impiego nel mondo. Rimane quella di difficile impiego, maree e grandi fiumi, il cui sfruttamento richiede pesanti interventi sull’ambiente antropico. Oggi contribuisce per il 16% del totale.
7. Fotovoltaico ed Eolico per ora contribuiscono al fabbisogno mondiale in percentuale irrisoria, ma sono in grande crescita. Non bisogna tuttavia dimenticare che non si può “intercettare” energia (la radiazione solare e il vento) all’infinito senza impatto ambientale. Per esempio il suolo all’ombra dei pannelli solari si scalda molto di meno di prima e, nel caso di superfici molto estese, ciò modifica il micro-clima. E un discorso analogo si può fare per la produzione di energia eolica. Ma, anche se non diventeranno mai una fonte energetica di massa, sicuramente hanno tutti i numeri per diventare la principale sorgente di energia ad uso domestico.
8. Una fonte rinnovabile di energia è anche quella derivante dalla combustione di biomasse coltivate ad hoc o ottenute da scarti industriali. Anche se non trascurabile, il suo contributo non potrà mai essere significativo, se non altro perché non si può ipotizzare una coltivazione estensiva di “combustibile†organico che finirebbe per togliere spazio alle coltivazioni ad uso alimentare,
9. Infine c’è la produzione di energia attraverso la fissione nucleare. Attualmente contribuisce per il 16% del fabbisogno mondiale. Il materiale fissile utilizzato è, esattamente come per i combustibili fossili, “non infinito†e quindi destinato a esaurirsi, ma i tempi si annunciano assai lunghi, sia perché ne serve di gran lunga molto meno (40000 volte di meno del petrolio), sia perché i reattori di nuova generazione potranno usare isotopi fissili diversificati e, in parte, auto-generati.
10. Tralasciamo di proposito le considerazioni sulla sicurezza degli impianti, sull’inquinamento ambientale, sulla produzione di CO2, sullo smaltimento delle scorie etc… Si tratta di un campo in cui ormai c’è una divisione tra guelfi e ghibellini ed è impossibile fare un discorso oggettivo. Supponiamo per semplicità che la tecnologia in un prossimo futuro risolva tutti i problemi legati alla “safetyâ€, sia per le centrali termoelettriche a petrolio, gas e carbone, sia per quelle nucleari.
11. Tralasciamo anche le considerazioni economiche, pure loro diventate oggetto di dispute per partito preso. Diciamo solo che, quando saranno finiti i combustibili fossili, se ci sarà ancora uranio o plutonio o torio, poco importa quanto costerà produrre energia nucleare; essendo l’unica fonte rimasta bisognerà usarla, che ci piaccia o no. E naturalmente vale il ragionamento simmetrico, se a finire prima sarà il combustibile atomico.
12. Rimane il fatto che le energie rinnovabili da sole non basteranno mai.
13. Allora il più elementare buon senso ci dovrebbe far concludere che, finché abbiamo la fortuna di poter ancora contare se entrambe le fonti non rinnovabili di produzione di massa, petrolio e nucleare, bisogna usarle tutte e due, in modo “geo-politicamente intelligenteâ€. Così da non cadere in nessuna trappola o ricatto energetico.
14. Osservazione conclusiva: quando sarà finito sia il combustibile nucleare che quello fossile, rimarremo, se ci va bene, con metà energia di quella che ci serve. Tra quanti anni? 50? 100? Io, da fisico, spero nell’avvento di un nuovo Fermi, che scopra una nuova fonte di energia rinnovabile veramente alternativa (quelle di oggi le potremmo definire “complementariâ€, ma non alternative). Ma quale in università si formerà questo scienziato? Certo non in una università italiana.
MauroLib,
eh già , tra “Pick Oil” e “Peak Oil” ci passa solo qualche “lettera maldigitata”. Come no.
Noi invece siamo tutti in fervente attesa che tu ci faccia una bella analisi economica, “Ma parliamone bene però”!. E che si spieghi un po’ perchè dovremmo dar retta a te e alle tue chiacchiere da bar e non al MIT.
Su tutto il resto, ovvero sulla sostanza, ovviamente sorvoli.
Chissà come mai. Forse perchè non hai la mia idea di ciò di cui stai parlando.
Tipico dei nuclearisti più ideologici (il 90% della specie)
La lascio al suo triste brodo, ma la invito per cortesia a testimoniarci la sua incrollabile fede nell’atomo facendo una bella gita a Fukushima. E ci mandi molte foto, mi raccomando.
Chiudo con una testimonianza diretta dell’acume e dell’onestà intellettuale del noto luminare Franco Battaglia.
Leggete un po’ cosa è riuscito a scrivere sulle colonne del vostro amato Giornale, non più tardi di Sabato:
“”Chernobyl non sarebbe stata alcun inÂcubo se non fosse stato per coloro che hanno scientemente e colpevolmente fatto passare per tale un evento che, anÂcorché il più disgraziato occorso nel settore di produzione elettronucleare, ne ha dimostrato in modo inequivocaÂbile la assoluta sicurezza”
Eh già …
Le agenzie di stampa di ventiquattro ore dopo il suo editoriale la sconfessano: il governo giapponese ha dovuto abbandonare i toni tranquillizzanti, riconoscere che c’è un problema, le radiazioni riscontrate nella prefettura di Fukushima sono 400 volte quella che si registra in un solo giorno, il raggio di pericolosità e di evacuazione è stato aumentato rapidamente.
Le agenzie di stampa di ventiquattro ore dopo il suo editoriale la sconfessano: il governo giapponese ha dovuto abbandonare i toni tranquillizzanti, riconoscere che c’è un problema, le radiazioni riscontrate nella prefettura di Fukushima sono 400 volte quella che si registra in un solo giorno, il raggio di pericolosità e di evacuazione è stato aumentato rapidamente.