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Il sisma e il nucleare

Quando ancora eravamo alle prime notizie del tremendo sisma che si è abbattuto sulla costa nordorientale del Giappone, ecco che i siti e le agenzie italiane hanno iniziato a diffondere notizie sull’allarme nucleare. Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambiente e popolazione proprio l’impatto di eventi terribilmente fuori scala, quale quello verificatosi e come prescrivono appunto le norme nel cui rispetto si costruiscono oggi centrali atomiche. Eppure, in Italia la speculazione è partita subito.

Il Giappone ha 54 centrali in esercizio secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, centrali che coprono un quarto del fabbisogno elettrico del Paese. Come si può regolarmente verificare dai report del sito dell’Agenzia stessa, il Giappone è uno dei Paesi da sempre più impegnato nella piena trasparenza di quanto avviene nei suoi impianti. Proprio per l’elevatissimo rischio sismico di una parte rilevante de suo territorio, prossimo o attraversato da linee di faglia di zolle tettoniche oceaniche e continentali, ha realizzato i suoi impianti adottando criteri antisismici sempre più alti nei decenni.

Ed è questo il motivo per il quale le procedure automatiche di arresto dei reattori si sono subitaneamente attivate in quattro centrali nell’area nordorientale colpita dal sisma a epicentro oceanico, in altre due più distanti comunque entro 7 minuti è stato disposto il blocco, e in altre cinque ancora più lontane comunque entro 20 minuti le autorità giapponesi hanno disposto il fermo di sicurezza, per una completa verifica della tenuta di ogni parte degli impianti. Nella centrale di Onagawa, tra le quattro in cui il fermo è stato automatico, è stato subito estinto un incendio dovuto a cortocircuiti elettrici in una turbina non interna al circuito di raffreddamento del materiale fissile, e dunque senza nessun rilascio di scorie pericolose. Per un’altra centrale, quella di Fukushima, la più vicina a Sendai su cui si è abbattuto lo tsunami, è stata comunque disposta l’evacuazione della popolazione entro i due chilometri di raggio, come previsto dalle procedure nel caso in cui sia consigliabile prima pensare alla piena incolumità dei residenti e poi raddoppiare la piena verifica dell’assoluta tenuta degli impianti. Fino a ieri sera, i giapponesi hanno continuato a confermare all’AIEA che nessun rilascio di materiale pericoloso radioattività risultava segnalato

I media internazionali hanno, in altre parole, amplificato senza troppo comprendere la prima notizia rilanciata da Tokyo, relativa allo stato di emergenza nucleare proclamato dal governo di Tokyo prima che fosse trascorsa un’ora dall’evento. E’ una procedura standard di sicurezza, per eventi sismici superiori all’intensità 5 della scala Richter, e qui siamo in presenza di un’intensità 8,9, di energia letteralmente spaventosa come documentano le immagini che tutti abbiamo visto.

Stiamo parlando del settimo evento tellurico che mai abbia colpito il mondo dacché abbiamo strumenti e serie storiche per rilevarli, eppure le centrali hanno tenuto. Si sono rivelate molto utili le lezioni apprese alla maggiore centrale atomica operante al mondo, quella di Kashiwazaki-Karima che ha una potenza superiore agli 8 mila Mw, che il 16 luglio 2007 venne colpita da un sisma di magnitudo 6,6. L’impianto tenne, ma in quel caso furono i violentissimi movimenti oscillatori a determinare lo sversamento di 1,2 metri cubi di acqua da una piscina per il combustibile esausto di uno dei reattori. Il rilascio di radioattività per questo evento, e per il rilascio di alcuni radioisotopi dall’impianto di ventilazione, fu rilevato subito e monitorato nel tempo delle autorità giapponesi, ed è documentato nel sito AIEA come corrispondente a 10 milionesimi della dose ammessa in Giappone. Per conseguenza, l’incidente con nessun danno ambientale e sanitario venne classificato al livello zero della scala INES, che misura la gravità degli imprevisti atomici.

Possiamo trarre tre prime conclusioni. Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto, è proprio la sicurezza,: ma come si vede sono soldi ben spesi. Secondo: le norme di sicurezza vigenti in Europa sono altrettanto ferree di quelle giapponesi. Terzo, l’Italia ha vaste zone sismiche ma i fenomeni non sono della magnitudo di quelli giapponesi. Assistere, ieri, su molti siti italiani antinuclearisti, a come si sovrapponevano sulla cartina dell’Italia le aree a rischio sismico e quelle addirittura a rischio incendi per tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo, è solo una dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica..

11 marzo 2011 ambiente, energia

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  1. ennio
    12 marzo 2011 a 19:06 | #1

    Temo che abbia preso una bella cantonata sig. Giannino!!
    Tanta fretta a sparare a zero contro gli antinuclearisti, mi ha fatto un po ricredere su una sua obiettività di analisi.
    Mi immagino in Italia (dove si risparmia su tutto a partire dal cemento annacquato e depotenziato con cui si realizzano le opere pubbliche) un evento, non dico come quello odierno in Giappone, ma come come quello dell’Aquila quale disastro avrebbe potuto creare ad una ipotetica centrale nucleare !!

  2. 12 marzo 2011 a 20:00 | #2

    a tutti coloro che scrivono insulti: liberi, ma non replico

    a tutti coloro che credono che il risk assessment si faccia solo a settimane e mesi di distanza e non a cominciare da subito, e dunque ieri a mezza giornata di distanza dall’evento per cominciare: ci mancherebbe solo che le valutazioni di fronte a sismi di questa portata si facciano aspettando giorni

    a tutti coloro che pensano che si tratti di mistificazione per interessi: sbagliate, ma quali interessi avrei, su per favore..

    ho detto e ripeto che la strmentalizzazione è partita ieri sin dalle prime edizioni gr e tg e dalle dirette, non certo di qui

    ho detto e ripeto che per un evento di quella intensità la tenuta degli impianti è stata incredibilmente – per gli scettici, naturalmente – buona

    il problema in corso al raffreddamento di uno di reattori di Fukushima riguarda uno dei due coi quali la centrale fu inaugurata, 40 anni fa

    è ovvio che oggi siamo in presenza di un incidente stimato a livello 4 dei 7 della scala internazionale, e di conseguenza il tono sarebbe diverso, ma ribadisco – in attesa di capire e degli sviluppi – che la sicurezza è il più del costo nucleare e gli impianti odierni non sono quelli di 40 anni fa

    ribadisco altresì che da nucleare anche una sola eventuale vittima fa più notizia dei 30 mila che ogni anno muoiono solo nell’industria estrattiva e di trasformazione del carbone, ma che ciò è del tutto improprio

    quanto poi a dire che tanto in Italia non si può far nulla, perché il nucleare è sostenuto da idioti in malafede come me e che in ogni caso sarebbero al servizio delle potenze del male, e che in ogni caso tutti ruberebbero sul cemento delle centrali e consimili argomenti, accomodatevi nell’inferno che descrivete perché a mio modesto giudizio è a furia di pensarla così e di ergersi a maestri di virtù su tutti gli altri, che l’Italia sta messa come sta messa

    quanto poi a chi dice che non sarebbe venuto qui se non per insultare, resti a casa sua e saremo contenti tutti

  3. Arturo
    12 marzo 2011 a 20:09 | #3

    Non è sciocco, non è venduto, è intelligente, informato e colto. Ma allora cos’è questa voglia di segnare un punto, rischiando di perderne dieci ?

  4. Giuseppe Savo
    12 marzo 2011 a 20:20 | #4

    Leggendo questo articolo, mi è tornata in mente una signora sposata con un mio compaesano ed originaria di Kiev, che nel 1986 alle prime notizie sull’incidente nucleare di Chernobyl, commentava “le centrali nucleari sono sicure, altrimenti il governo non ne avrebbe costruite!”
    Senza voler paragonare il Giappone alla decadente Unione Sovietica della fine degli anni ’80 del secolo scorso, trovo lo spirito di questo editoriale trionfalistico come certi proclami sovietici, soprattutto alla luce delle ultime notizie che piano piano stanno arrivando.

    In Giappone negli ultimi 20 anni sono morte SICURAMENTE delle persone per radiazioni fuoriuscite dalle sicurissime centrali nucleari: gli eroici pompieri che nel 1995 andarono a morire ordinati in fila indiana per spegnere la centrale nucleare di Kobe, dopo il terremoto che aveva colpito quella cittadina.

    Il nucleare non è sicuro. Se si amplia la scala temporale, il risk assessment è ancora più svantaggioso, perché il rischio notoriamente aumenta proporzionalmente all’esposizione.

  5. bottazzi eros
    12 marzo 2011 a 20:34 | #5

    SIGN.GIANNINO,
    MA PERCHE DOPO 3 ANNI DALL’UFFICIALITA DEL NUCLEARE,QUESTO GOVERNO NON HA ANCORA FATTO UN PASSO O DETTO UNA PAROLA SU DOVE VERRANNO FATTE LE CENTRALI E COO CHE RITORNI ALLA POPOLAZIONE CHE SI DOVRA SOBBARCARE L’INCUBO?????
    FACCIO UNA PREVISIONE (PER ME SICURA AL 100%):QUESTO GOVERNO (PAROLA FORTE) NON DICHIARERA’ MAI-DICO-MAI DOVE VERRANNO COSTRUITE QUESTE CENTRALI!!! SA PERCHE? PERCHE SOTTO ELEZIONI FARE I NOMI DELLE ZONE PREDESTINATE VUOL DIRE PERDEREAL 100% LE ELEZIONI.
    E BADI BENE….IO L’HO OFFESA…. SONO LE SUE IDEE CHE MERITANO SOLO UN PO D’IRONIA.

    BOTTAZZI EROS (RE)

  6. bottazzi eros
    12 marzo 2011 a 20:38 | #6

    RETTIFICA AL COMMENTO PRECEDENTE:
    VOLEVO DIRE “IO NON L’HO OFFESA”; NON MI PERMETTEREI MAI,SE COSI LEI PENSA LE CHIEDO SCUSA.
    MA SAPPIA CHE C’E MEZZA ITALIA CHE MI DOVREBBE CHIEDERE SCUSA, ESSENDO IO UN COMUNISTA EMILIANO.
    B.E.

  7. MauroLib
    12 marzo 2011 a 20:48 | #7

    Caro Giannino,
    mi delizio (e mi imbufalisco) delle sue analisi che radiografano le componenti che formano il prezzo delle bollette che ci tocca pagare. Ne manca sempre una però, la tassa sull’ignoranza che nel nostro paese è una materia prima virtualmente illimitata.
    Com’è possibile difendere la nostra libertà e il frutto del nostro lavoro se tutto ciò che sappiamo opporre è un’insopportabile ignoranza e superficialità che trova, nel coro dei ragli contro il nucleare, forse il palcoscenico di elezione?
    Perchè i mentecatti militanti che popolano questo disgraziato paese, dotati di sviluppatissime corde vocali, ancorchè attivate dall’unico neurone del loro cervello, ci ‘sperano’ in una catastrofe nucleare. In subordine, vedrà che si acconteteranno, Dio non voglia, di qualche centinaio di morti ‘nucleari’ perfettamente in grado di nascondere le migliaia, forse centinaia di migliaia di morti (e ancor di più, Dio non voglia) causate da un evento la cui intensità non è mai stata vista da essere umano.
    Un evento inferiore solo alla caduta di un asteroide per quanto ne sappiamo.
    Io le invidio il suo aplomb da Scuola Austriaca e quindi mi permetta di insultare questi idioti bastardi che davanti a un evento del genere accedono a questo blog di cui non potrebbero capire un’acca solo per venire a parlare di centrali nucleari e insultari chi ha ancora il dono dell’intelletto.
    Non li insulto a nome suo che mi pare maggiorenne e vaccinato e perfettamente in grado di scegliere come comunicare, lo faccio a nome mio perchè mi danno il voltastomaco.
    Con stima … austriaca.

  8. paolo
    12 marzo 2011 a 20:48 | #8

    ma perfavore il livello 4 su 7 … posso dirle, con un eufemismo, che sono un pò diffidente? ma lei pensa veramente che dovrei fidarmi di una centrale nucleare costruita in Italia? ripeto vada in Giappone a Fukushima e mi confermi che è tutto tranquillo. Vede si pensa che queste cose succedano sempre agli altri…. ma non sempre è vero

  9. Carlo
    12 marzo 2011 a 20:49 | #9

    Caro Giannino, è molto meglio che faccia l’economista anzichè scrivere simili difese nei confronti di chi vuole erigere nuove centrali nucleari sul nostro territorio…
    Sta a vedere che le fonti governative giapponesi sono improvvisamente diventate stupide…
    http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/12/news/fukushima_incubo_nucleare_1700_morti_e_diecimila_dispersi-13524587/

  10. stefano
    12 marzo 2011 a 21:23 | #10

    @Oscar Giannino
    Il confronto è il sale della democrazia e aiuta a crescere. Rimango perplesso sull’utilità di parlare imediatamente dopo il terremoto del prolema del nucleare ma è ovvio che la tenuta del sistema va fatta nell’immediatezza dell’ebvento tellurico, tuttavia la centrale dove si è verificata l’ esplosione pur essendo stata realizzata all’inzio degli anni ’70, era considerata tra le più sicure. Il punto secondo me è un altro, di fronte a calamità di qesto tipo parlare di tenuta del sistema delle centrali nucleari a conferma della loro sicurezza strutturale e quindi della bontà della scelta di realizzare centrali, mi sembra azzardato. Ci sono eventi che non sono facilmente prevedibili, si sa che possono accadere, ma l’entità dell’evento va verificata caso per caso e a mio avviso, la stessa cosa avviene per la tenuta del sistema delle centrali.
    Ad ogni buon conto credo che un paese come il nostro a forte rischio idrogeologico e fortemente in deficit dal punto di vista energetico, dovrebbe riflettere senza steccati idelogici se la soluzione del nucleae sia l’unica strada percorribile per essere autonomi sotto il profilo energetico o se invece non valga la pena di investire su risorse alternative e sulle politiche di risparmio energetico che lei mi perdonerà, ma a memoria non ricordo siano mai state indicate nei programmi di nessun schieramento politico. Ritengo intollerabile che un governo sostenuto da più forze politiche sia favorevole al nucleare e un governatore che appartiene a una di queste forze politiche affermi che nella sua regione non verranno relizzate centrali nucleari. Trovo illiberale essere a favore delle centrali e affermare che nelle regioni governate dal centro destra non verranno realizzate le centrali. Mi permetterà di dire che personaggi del genere non sono certamente una buona garanzia per una discussione seria sul nucleare in Italia.

  11. Nicole Kelly
    12 marzo 2011 a 21:24 | #11

    Scusi, Giannino, da dove le viene la certezza che “i terremoti italiani non hanno la magnitudo di quelli giapponesi”?
    Quando si parla di fenomeni interni alla Terra Il passato non può essere una certezza e lei si accomuna nell’illusione a quegli sciagurati che costruiscono sul Vesuvio e a quelli che costruiscono nei pressi dei fiumi.

  12. mateghen
    12 marzo 2011 a 21:53 | #12

    Nonostante gli anni passati ad oggi non si è riusciti a smantellare le centrali nucleari italiane dismesse nel 1987 in quanto lo smantellamento è un processo costosissimo e lungo che richiede per lo stoccaggio delle scorie l’individuazione di siti geologicamente stabili che l’italia non ha. Pertanto ogni anno gli italiani pagano milioni di euro semplicemente per tenere sotto controllo le centrali nucleari che altro non sono che potenziali “bombe atomicheâ€.
    Non riusciamo neanche a smaltire i rifiuti di Napoli, figurarsi se ci fosse un terremoto….

  13. paolo
    12 marzo 2011 a 22:12 | #13

    comunque i fatti sono
    - nessuno può prevedere incidenti/attentati ad un centrale nucleare
    - in un anno in Italia si è costruila la potenza di una grande centrale nucleare solo con impianti rinnovabili (8gigawatt)
    - si sono creati migliaia di posti di lavoro
    - chi pagherà le tasse sulla corrente se tutti hanno il loro impianto?
    svelato l’arcano?

  14. LucaS
    12 marzo 2011 a 22:58 | #14

    Sul nucleare la penso come Giannino.
    Su cosa è successo in Giappone invece non ho ancora le idee chiare. La cosa migliore è aspettare notizie certe invece che credere ciecamente al governo giapponese o peggio ancora fare congetture. Comunque un eventuale incidente di portata limitata credo sia accettabile… dopotutto si è trattata di un sista incredibilmente distruttivo..se persino in questo caso i danni non sono stati particolarmente gravi e riguardano impianti vecchi, credo si possa concludere che il nucleare moderno è sufficientemente sicuro! Al di là dei tecnicismi penso che Giannino volesse dire principalmente questo.
    Altro discorso è dire che in Italia sarebbe altrettanto sicuro che in Giappone! Considerata la classe politica che abbiamo e il sistema giudiziario direi che è normale essere scettici! Non riusciamo a fare una semplice raccolta differenziata e vogliamo fare il nucleare…. cominciamo dalle cose semplici!

  15. 12 marzo 2011 a 23:06 | #15

    Lo ribadisco anche qua: Di qualcosa bisogna morire.. decidiamo subito (cosa impossibile perchè ogni stato fa quello che gli pare) se di freddo, di fame, di esalazioni tossico nocive (idrocarburi infiammabili) o di radiazioni nucleari.. senza tanta ideologia e politica tra le balle…. io penso che il nucleare sia quello che offre il maggior vantaggio costi/benefici; poi come sempre fanno più notizia 200 morti in un incidente aereo che 50.000 sulle strade…

  16. luciano pontiroli
    12 marzo 2011 a 23:24 | #16

    @Nicole Kelly
    La certezza non si può avere, ma i dati storici possono permettere previsioni dotate di notevole probabilità.
    In ogni caso, il Giappone è collocato sull’anello di fuoco del Pacifico, posizione molto più rischiosa di quella dell’Italia: perciò è fondato ritenere che un sisma di quella magnitudo sia molto improbabile qui. Per questa ragione, non si può sostenere che quanto sta accadendo in Giappone si ripeterà immancabilmente in Italia.
    Costruire sul Vesuvio e nei letti dei fiumi non è una scommessa su un rischio che qualcosa di distruttivo avvenga, ma solo sul tempo che resta per il disastro.

  17. tommaso
    13 marzo 2011 a 0:26 | #17

    Caro Oscar ti voglio bene, ma questa volta hai sbagliato.

  18. francesco
    13 marzo 2011 a 0:39 | #18

    prima di partire in quinta aspettiamo di vedere cosa succede. a far la figura di quelli che parlano di cose che non sanno si fa sempre in tempo…

  19. John M
    13 marzo 2011 a 0:40 | #19

    Sarà ma io prima di far costruire un qualsiasi tipo di congegno nucleare, vicino o lontano da casa mia, da questa classe di “dirigenti” pubblici, ci penserei sopra ben più di una volta.
    Probabilmente il nucleare è veramente necessario e considerando la crescente situazione energetica che ci sta prendendo sempre più lì sotto diventa improcrastinabile.
    Ma Vi fidereste?
    L’Italia non è il Giappone. Ne geologicamente, ne tantomeno politicamente. Da loro basta veramente poco per dimettersi ed inchinarsi fino a rompersi la schiena davanti al pubblico ludibrio.
    E qui? Non so.. ma il paradosso è che forse è meglio continuare a comprare energia da dittatori pazzi e sanguinari.

  20. Giovanni Cincinnato
    13 marzo 2011 a 1:02 | #20

    Cosa è successo in Giappone:

    1) C’è stato un terremoto ed il programma di sicurezza ha “spento” i reattori I II e III. Ironia della sorte il primo è un reattore del 1967 che doveva essere disattivato nel Marzo del 2011.

    2) Purtroppo le centrali nucleari non si possono semplicemente “spegnere”, anche se la fissione è stata fermata il calore continua ad essere generato di conseguenza bisogna continuare a refrigerare il nucleo per far si che il calore venga moderato e le barre di combustibile non fondano.

    3) Se la centrale si spegne anche il circuito di refrigerazione si spegne e dovrebbe intervenire il circuito ausiliario, che nella centrale giapponese era alimentato da propulsori diesel. Questi motori sono entrati in funzione, ma dopo un ora si sono spenti.

    4)Il terremoto non ha causato nessun danno al complesso, però lo Tsunami ha mandato in avaria proprio i motori, ed a quanto pare non c’è un sistema alternativo a parte una specie di “accumulatore temporaneo” di bassa portata che per 8 ore ha fornito elettricità al complesso.

    5) Senza energia elettrica, il circuito del liquido non riesce ad abbassare la temperatura ed il combustibile fonde.

    Il resto è storia. L’unica cosa importante è che i reattori ad acqua leggera non deflagrano e per di più non possono generare “nubi radioattive” come quella che era uscita dalla centrale moderata a grafite di chernobyl o almeno questo è quello che dicono gli esperti. A quanto pare lo scudo del reattore ha retto. Una cosa è certa, anche i Giapponesi perdono un po di smalto, anche considerando la straordinarietà della situazione, un terremoto 8.9 non capita tutti i giorni, ma gli Tsunami sono di casa, il fatto che il circuito ausiliario sia stato messo KO in meno di un ora e che non ci sia un’altro generatore, lascia perplessi.

    Comunque rassicuriamo tutti, in Italia centrali nucleari non se ne faranno mai; continueremo a bruciare Gas/Carbone/Olio Pesante ed a comprare energia (nucleare) elettrica da Francia/Svizzera/Slovenia a prezzi esorbitanti.

  21. Marisa
    13 marzo 2011 a 1:03 | #21

    Il signor Giannino è innamorato del nucleare e al cuore non si comanda, cosa vuoi che conti l’evidenza?”….in ogni caso tutti ruberebbero sul cemento delle centrali…”Si ruberebbe sul cemento delle centrali come si sta rubando sul cemento di ospedali, autostrade e opere pubbliche in genere che si sgretolano dopo qualche anno anche senza terremoti: cosa le fa pensare che le centrali nucleari farebbero eccezione?”..accomodatevi all’inferno che descrivete….” Non occorre accomodarsi,nell’inferno governato dalla corruzione e dalla mafia ci siamo già,buon per il signor Giannino che vive sull’Isolachenoncè.”…..a furia di pensarla così l’Italia sta messa come sta messa”Veramente, mi sembra più colpevole chi ha governato otto anni sugli ultimi dieci : chi denuncia lo stato delle cose è una vittima, non un colpevole.

  22. Eros
    13 marzo 2011 a 7:20 | #22

    sign.Giannino attendiamo suoi commenti……..c’è posto ,visto che il mio è sparito.
    eros b.

  23. omega
    13 marzo 2011 a 8:22 | #23

    ringrazziamo che la cosa è successa in giappone e con il tempo sapremo la vera entità
    dei danni ……….perchè a sentir di certi a cernobil fu na cosa da poco…..

  24. 13 marzo 2011 a 8:46 | #24

    @luciano pontiroli
    E’ vero che i grandi terremoti possono essere ricondotti principalmente alle placche del pacifico, eccezion fatta per :

    -1755 Terremoto di Lisbona ( 9 Richter ) che coinvolse la Faglia Azzorre-Gibilterra ( prova ad indovinare dove arriva…)

    -365 Creta, terremoto stimato di magnitudo 8 Richter o superiore. Causò anche uno TSUNAMI che rase al suolo tutto il nord africa ( Prova a leggere la descrizione di Ammiano Marcellino )

  25. Alliss
    13 marzo 2011 a 8:57 | #25

    Egregio Giannino forse è stato un po’ troppo precipitoso nello scrivere questo articolo, le notizie di oggi, purtroppo, parlano di allarme rosso

  26. marcor
    13 marzo 2011 a 9:17 | #26

    A Giannino faccio un ragionamento da libero mercato:
    perchè le centrali non sono adeguatamente coperte da assicurazione? i massimali obbligatori sono ridicoli. sui depositi addirittura copertura non c’è.

    Poi faccio un ragionamento geopolitico: se affermiamo in occidente che il nucleare serve contro l’effetto serra, lo dovremo dare a tutti, ovviamente. Lo ha dimostrato la Russia concedendo scelleratamente il know how all’Iran.

    Bene, nel paese più tecnologico e ordinato del mondo si è spento un gruppo elettrogeno, che succederà alle centrali che faranno in rwanda un giorno?
    Cosa succede alle centrali nucleari durante una guerra civile? Cosa succede alle centrali nucleari in caso di infiltrazione di terroristi al suo interno? Sarà forse il Mossad che sta riempiendo di virus i computer di Bushehr? Come valutiamo/quantifichiamo economicamente il rischio che dalla centrale di Bushehr materiale fissile venga fornito a Hezbollah?

    Come valutiamo economicamente il rischio che la mafia gestisca la costruzione delle centrali “al risparmio” e poi il ciclo dei rifiuti.

    concludendo:
    costo ee da eolico: 5-7 €cent/kWh
    costo da solare: 10-20 €cent/kWh
    costo da nucleare: 5-6 €cent/kWh SENZA CONSIDERARE ECONOMICAMENTE ALCUNA ESTERNALITA’

    noto anche che analisti del settore (EDF, Areva) sono molto più ottimisti degli analisiti indipendenti (Citigroup, Moodys)

    considerando anche rozzamente le esternalità, il nucleare COSTA GIA’ OGGI PIU’ DELLE RINNOVABILI.
    inoltre il costo delle rinnovabili cala, mentre quello del nucleare cresce

  27. Nicole Kelly
    13 marzo 2011 a 9:22 | #27

    Riepilogando lo stato delle cose italiane abbiamo:
    1) Ci sono 6 vulcani attivi
    2) 4 di questi possono generare anche tsunami verso le coste di tutto il Tirreno
    3) Le uniche zone non sismiche sono il Salento e la Sardegna
    4) A bassa sismicità c’è solo una stretta fascia della pianura padana a ridosso del PO, il resto è montagna, collina e aree ad altissima sismicità
    5) I reattori hanno bisogno di acqua per essere raffreddati, quindi devono stare vicino a fiumi o al mare
    6) Anche le popolaziooni delle uniche aree dove sarebbe più opportuno costruire centrali sono contrarissimi

    Compitino per Giannino (il sognator, come SB e Mussolini): dati tutti questi vincoli, dove cavolo pensa di mettere le centrali?

  28. ercole
    13 marzo 2011 a 9:28 | #28

    mah… c’è chi sostiene che la situazione non sia proprio rosea…

    http://crisis.blogosfere.it/2011/03/reattore-nucleare-di-fukushima-ci-sono-buone-probabilita-che-il-melt-down-sia-cominciato.html

    si parla di Cesio nell’aria, conseguenza dell’esposizione delle barre di funsione…

  29. Alessandro
    13 marzo 2011 a 9:29 | #29

    A quanto mi risulta la fusione del nucleo risulta ufficialmente confermata:

    http://e.nikkei.com/e/fr/tnks/Nni20110312D12JFF03.htm

    TOKYO (Nikkei)–The Nuclear and Industrial Safety Agency (NISA) said Saturday afternoon the explosion at the Fukushima No. 1 nuclear plant could only have been caused by a meltdown of the reactor core.

  30. Filippo D’Amico
    13 marzo 2011 a 9:34 | #30

    La peggiore forma di ignoranza e’ la noncuranza.
    L’Italiano se ne fotte di come vanno le cose, si disinteressa. Ma quando viene coinvolto in una discussione, pur di non ammettere di essere colpevolmente ignorante, difende le posizioni che distrattamente ha sentito con piu’ insistenza in TV. Ed e’ cosi’ che anche di fronte ai disastri Atomici, pur di non cadere nell’incoerenza, continua a difendere il Nucleare…

  31. 13 marzo 2011 a 10:10 | #31

    @Stefano Piccioni
    il maggior vantaggio costi benifici? servirebbe qualche dato…

  32. Margherita Timeus
    13 marzo 2011 a 10:17 | #32

    Signor Giannino,
    premettendo che la stimo, e che – anche se non sempre condivido i suoi punti di vista – di solito apprezzo la passione con cui difende le sue idee e la sostanziale correttezza con cui si raffronta con chi la pensa diversamente.
    Ciò nonostante, in questo caso, mi permetta di dissentire non solo sul merito, ma anche nel metodo.
    Io capisco la sua posizione filo-nuclearista, e di certo se ne può parlare. Però in questo caso, me lo consenta, ha peccato di zelo ideologico. Perché – ansioso di difendere la sua tesi – si è lanciato lancia in resta a spiegarci come quanto successo in Giappone sia l’esempio di quanto il nucleare sia sicuro.
    Tesi un po’ ardita, mi permetta, visto che a me sembra l’esatto contrario. Ma, soprattutto, ho trovato parecchio scorretto che si sia messo a tirare conclusioni pro domo la sua tesi, prima ancora di avere un quadro completo e scientificamente confermato dell’effettiva entità dei danni. Che per altro si stanno rivelando più gravi di quanto si poteva supporre all’inizio (ed ancora adesso, comunque, non se ne ha un bilancio concreto, definitivo e comprovato), cosa che evidenzia in pieno come questa volta il suo spesso apprezzabile entusiasmo l’abbia trascinato in una marchiana ingenuità.
    Confido nella suo senso critico e nella sua onestà intellettuale nell’ammettere che, quanto meno, la sua esposizione è stata a dir poco precipitosa.
    Non di meno, cordiali saluti.

  33. Daniele
    13 marzo 2011 a 10:35 | #33

    Buongiorno,
    vorrei far notare che oltre alla centrale nucleare, c’è stato il crollo di una diga (energia idroelettrica) e incendi in raffinerie, quindi energia termoelettrica.
    Davanti a catastrofi di questa portata non c’è nulla da fare, la natura è infinitamente più potente dell’uomo. Tutti i discorsi che ho letto sono teorici e comunque limitati da forze, quelle naturali, incontrollabili e potentissime.
    L’umanità deve andare avanti, con o senza il nucleare, ma a chi non piacerebbe ottenere energia esclusivamente dalle fonti rinnovabili?
    Grazie a tutti e buona Domenica.

  34. luigi
    13 marzo 2011 a 10:41 | #34

    Caro Oscar,

    lasciamo perdere i terremoti e le magnitudo future di cui nulla sappiamo.
    Impegni il suo acume intelletuale a dimostrarci che non esiste alternativa possibile, né ora né mai, all’energia nucleare e che i soldi PUBBLICI che useremo per costruire le future centrali nucleari non possono essere meglio impiegati per la crescita economica del paese.

    Infatti solamente a qs. condizioni si può parlare di ritorno al nucleare.

  35. carlo grezio
    13 marzo 2011 a 10:49 | #35

    caro giannino,
    trentanni fa ero convintamente filonucleare e penso che sia stato un errore enorme non sviluppare l’energia nucleare allora.Trentanni di bassa crescita in Italia trovano una parte di spiegazione anche nell’esorbitante costo dell’energia che il ns sistema ha dovuto subire per colpa di una scelta stupida e demagogica.
    Oggi, in un paese normale, lo sviluppo delle energie rinnovabili deve far riflettere sui costi benefici del nucleare.
    Ma, ora, in questo paese chiamato Italia, con la classe dirigente che si è data, è ancora possibile essere filonucleari? Il nucleare è roba per gente seria, gestita da gente preparata con adeguati schemi e norme di comportamento prima che di sicurezza.
    Ma se lo vede il nucleare che si sviluppa in un sistema psudofederale in cui pseudogovernatori incompetenti ed irresponsabili intralciano un processo che dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto??
    Lei affiderebbe lo sviluppo di un processo come il nucleare a gente come scaiola o romani o berlusconi ?? Affiderebbe lavori a gente che inizierebbe a rubare dagli appalti sul cemento delle strade per portare alla centrale ??? Farebbe fare il nucleare in un paese dove non esiste un minimo di legislazione sul conflitto d’interesse; dove i massmedia non sanno neanche da parte si comincia a fare il cane da guardia della politica?? Ma questo è un paese che non sa far funzionare il turismo…voglio dire un mestiere dovre riescono benissimo gli autodidatti mossi da buonsenso..vogliamo far giocare le istituzioni italiane, assolutamente incompetenti ed inaffidabili con il nucleare…? direi proprio di no.Tra l’altro se alla Comunità Europea ci fosse gente appena prudente, dovrebbero per un semplice principio di precauzione evitare che un paese ridicolo si metta a giocare con il nucleare: è bene che gli stupidi continuino a comprare energia nucleare prodotta alle ns frontiere a 10 volte il suo prezzo, perchè un popolo che elegge lega e berlusconi non è credibile, e quindi non deve giocare con il nucleare.

  36. Antonio
    13 marzo 2011 a 10:52 | #36

    @Oscar,
    ahi ahi caro dr. Giannino,
    Gravissimo errore nel parlare troppo presto e senza la dovuta documentazione.
    Vediamo cosa succede.
    Notizia di oggi:
    Il GOVERNO giapponese dichiara che il nocciolo di 2 centrali è a rischio fusione.
    Il governo giapponese, mica quello italiano.

  37. Marco
    13 marzo 2011 a 11:25 | #37

    Giannino mi permetta di dirle che si è esposto troppo e troppo presto. A distanza di 2 giorni dal suo articolo può senz’altro leggere che purtroppo ci sono state delle perdite di radiazioni e ci sono timori su una possibile esplosione di uno dei reattori.
    Vista la vostra competenza economica vorrei consigliarvi di fare un bell’articolo sui grafici delle materie prime che nell’ultimo anno hanno avuto degli aumenti di prezzo notevoli ed in particolare sul grafico del NATURAL GAS che invece ha subito una variazione negativa di 20 punti percentuali.Quindi mi piacerebbe leggere un bell’articolo sul fatto che il prezzo del gas diminuisce mentre nelle bolletteGAS degli italiani aumentano e perchè non dire(verificandolo se possibile) a tutti che le nostre centrali elettriche funzionano in gran parte con il gas e che quindi sarebbe dovuto diminuire anche il prezzo dell’energiaELETTRICA a valle ??? P.S. UN PAESE CHE COSTRUISCE UNA CENTRALE NUCLEARE SI PONE IN UNA SITUAZIONE ULTRASPECULATIVA IN QUANTO NON CONOSCE A PRIORI IL TEMPO DI COSTRUZIONE DELLA CENTRALE STESSA E SARA’ QUASI SICURAMENTE NELLA SITUAZIONE DI DOVER AUMENTARE I COSTI DI REALIZZAZIONE RICORRENDO A NUOVO DEBITO.

  38. Federico
    13 marzo 2011 a 11:53 | #38

    @bottazzi eros
    per evitare di questi problemi, alla ripresa del discorso nucleare, hanno deciso di inserire i luoghi dove si dovrebbero realizzare le centrali nei segreti militari per la sicurezza nazionale, per cui nessuno potrà venirne a conoscenza e forse per evitare manifestazioni, contestazioni e perdite di voti.

  39. pietro
    13 marzo 2011 a 13:05 | #39

    caro Giannino la seguo sempre su radio24, e la reputo una persona fantastica, nonostante io sia un dipendente pubblico e meridionale, condivido spesso il suo punto di vista. Fine premessa, le volevo dire che ieri ha toppato alla grande, si è messo alla pari di chi è contro il nucleare. Non si possono affrettare conclusioni come la sua quando ancora non è tutto finito. Lei ha detto che le centrali hanno passato la prova del nove, falso, ancora non si sa quali siano i danni che le centrali hanno subito e non si sa se ce ne saranno altri. Prima di parlare bisognerebbe aspettare almeno qualche giorno, invece in questo paese sia chi è pro sia chi è contro, parla a sproposito sempre e comunque, e purtroppo in questo caso ci è cascato anche lei. Infine le dico che in Italia il nucleare non si farà MAI!!!
    Io farei un referendum con l’unica domanda “sei d’accordo ad avere sul tuo territorio una centrale nucleare?” sono sicuro che il 90% della popolazione voterebbe contro. Allora di cosa parliamo? inutile continuare a perdere tempo, nucleare Si nucleare NO, solo tempo sprecato che si potrebbe usare per risolvere in maniera seria il problema energetico nel nostro paese.

  40. Matteo
    13 marzo 2011 a 13:08 | #40

    @Stefano Piccioni

    Lol ma ci sei o ci fai? La risposta più creativa di tutto il blog… fossi in te mi butterei sotto un auto in corsa tanto di qualcosa si deve morire

  41. adriano
    13 marzo 2011 a 13:21 | #41

    C’era una volta,tanto tempo fa,un dibattito televisivo sul nucleare.Il vecchio scienziato era favorevole,il giovane no.Alla fine l’anziano concluse:”Lei è un tecnico.Elabori un progetto alternativo fattibile ed analogo.”Non mi risulta siano state date risposte.Intanto Amaldi è morto e Mattioli insegna.Nei confronti con quelle tradizionali ,le centrali nucleari sono attualmente l’unica alternativa per efficienza,concentrazione e continuità.Chi dice il contrario lo dimostri in concreto,non con elaborazioni verbali.Poi,naturalmente,si puo’ decidere di non farle e finchè ci sono i fossili cambia poco.E’ solo una questione economica.Dopo sarà una questione di civiltà e se non verrà realizzata la fusione nucleare controllata,auguri a tutti di una serena regressione.

  42. Roberto Conte
    13 marzo 2011 a 13:25 | #42

    “Eppure, in Italia la speculazione è partita subito”.

    Esattamente quella che ha fatto lei, in modo piuttosto sgangherato, pressapochista e davvero troppo precipitoso. Lasci parlare chi è più informato di lei per favore, ci risparmi queste apologie, e queste misere figuracce.

  43. Claudio Cereda
    13 marzo 2011 a 13:30 | #43

    Un articolo così non poteva non far scatenare una discussione; ad informarsi si fa fatica; un po’ di documentazione tecnico scientifica per chi abbia voglia di documentarsi da un fisico che non è filonucleare ma è molto anti-(antinucleare) e vi ricorda che tutta l’energia (ma proprio tutta) ci viene dalle stelle e cioè dalla fusione nucleare.
    http://www.ceredaclaudio.it/wp/?p=1294

  44. Matteo
    13 marzo 2011 a 13:42 | #44

    Adriano… certo che qui i commenti si sprecano ^^ Il Nucleare ha provate delle controindicazioni riguardanti lo smaltimento delle scorie, la pericolosità messa a nudo da questo fatto recente e quant’altro! Fino a che ci sarà questo problema si sicurezza… il Nucleare è da escludere a priori! Non mi interessa se altre alternative non ci sono… non si deve scegliere quello che fa meno male, ma quello che non fa male! (Oltretutto non ho dati alla mano disponibili sulle risorse alternative, ma esperti affermano di poter produrre comunque energia “pulita” anche senza Nucleare io proverei a chiedermi se il problema non sta d’avvero nelle varie compagnie che producono energia! le quali non hanno interesse a creare un sistema autonomo basato su ogni singolo singolo cittadino come produttore) Detto tutto ciò… la soluzione per ora ammesso che non si trovino alternative e limitare il consumo di energia e far progredire la ricerca in attesa di qualcosa che possa veramente migliorare… (C’è poi il fattore non irrilevante che una Centrale Nucleare in Italia sarebbe un disastro… non paragoniamo nemmeno i tecnici di altri paese ai nostri e non dimentichiamoci che per certe regioni la Raccolta differenziata e un tabù!) Detto tutto ciò spero che non si radichi il pensiero che se devo scegliere di morire lo voglio fare col sorriso sulle labbra

  45. Giacomo
    13 marzo 2011 a 14:01 | #45

    @marcod
    Mi dispiace ma non basta dire laurea in fisica nucleare per risolvere la questione, bisogna far conto con la tecnica e non solo con la teoria, è l’ingegneria che attua impianti e sicurezze, e come lei dovrebbe sapere in genere ogni progettazione non può essere assoluta ma ha in se il concetto di affidabilità e probabilità …..aggiungo inoltre che non è compito ne della fisica e dell’ingegneria scegliere una tecnologia, il compito di queste due scienze è descrivere in modo reale e non menzoniero i rischi del loro operato, in modo tecnico, non ideologico (l’ideologia può essere sfruttata da entrambi i punti di vista per autogiustificarsi). La scelta tecnologica non può che essere frutto di una scelta etica e filosofica responsabile che si fonda infatti su una descrizione vera della tecnica.
    Una cosa che un fisico sa e dovrebbe sapere è che la reazione nucleare fissile non è governabile in modo diretto, il governo della reazione è indiretto ed è qui che sta il nocciolo della questione! Ad oggi nessuna centrale è in grado di governare direttamente la reazione! Ripeto che non è una tecnologia ad oggi dominata dall’uomo, questa domina l’uomo! anche se l’uomo cerca o pensa di dominarla! Arriverà un giorno in cui l’uomo potrà utilizzare l’energia contenuta nella materia in modo più sicuro ed efficace, senza produrre radiazioni, prima durante o dopo, ma pura energia libera e pulita.
    Bisogna conoscere i limiti della tecnica, cosa che solitamente il teorico dimentica.

  46. Giacomo
    13 marzo 2011 a 14:09 | #46

    Invito Giannino a leggere bene tutti i commenti cercando di prendere il meglio di ognuno e se possibile approfondire il tema con qualche fisico ed ingegnere esperto in materia, lo invito ad una riflessione non solo economica ma saggia e responsabile, il tema è molto complesso e non è facile conoscere la verità in merito. Certo è grande la responsabilità che hanno i pensatori sulle scelte future.
    Sia consapevole, Dott. Giannino, dell’importanza del suo ruolo, e della responsabilità conseguente.

  47. Norberto
    13 marzo 2011 a 14:26 | #47

    Caro Giannino,
    la seguo sempre su Radio 24 e ovviamente continuerò a farlo, ma… mi scusi, devo dirlo chiaramente e francamente, Lei sta perdendo (in generale) e ha perso (nello specifico) punti a raffica sulla questione del nucleare. Mentre prima dell’incidente giapponese Lei poteva pure argomentare, essendo ogni tesi contraria o favorevole di fatto astratta (Chernobyl non poteva né può contare ai fini di un’argomentazione qualsivoglia, considerata l’obsolescenza dell’impianto ai tempi del disastro e la notoria incapacità di quei paesi a gestire secondo criteri di efficienza), a favore del nucleare, continuare a farlo adesso significa insultare l’intelligenza di chi legge, di chi La segue con stima e attenzione, di chi comunque un cervello ce l’ha e non l’ha mandato all’ammasso.
    Diffiderei della sanità mentale di chiunque difendesse il nucleare dopo quest’ultima tragedia: oppure dovrei necessariamente interrogarmi sulla sua (minuscolo, quindi impersonale) buona fede.
    Un saluto e comunque complimenti per l’acutezza, in generale, del Suo pensiero e per la qualità della Sua trasmissione su Radio24.
    Norberto

  48. 13 marzo 2011 a 14:31 | #48

    @adriano

    Non sono un fisico, posso analizzare l’energia nucleare solo dal punto di vista economico.
    Il costo di un Kwh prodotto col nucleare ha una componente del 70/80% dovuta ai costi di costruzione dell’impianto, ed il restante 30/20% imputabile alle oscillazioni dell’uranio.
    Questo è un punto a favore del nucleare, in quanto l’aumento del prezzo dell’Uranio ( arrivato a 70$/libbra) incide relativamente poco sul costo del Kwh.
    In termini di costi abbiamo che un Kwh prodotto con il nucleare costa 0.08$ ( stima- a mio avviso – molto in difetto, perchè si considera un costo di costruzione della centrale di 4000 $/KW quando l’evidenza empirica mostra costi di circa 7000$/KW), con carbone 0.062 $, con Gas 0.054$, eolico 0.06$, solar farm 0.11$, geotermico 0.067.
    Poi dobbiamo considerare le esternalità prodotte dai diversi tipi di energia: come si quantificano i danni prodotti da uno stoccaggio tipo quello di Asse, oppure come si quantificano i danni prodotti da un qualsiasi incidente?
    Come si risolve il problema delle scorie? Si è sempre detto che in futuro si sarebbe trovato una soluzione, fatto sta che ad oggi non si hanno rimedi e lo stoccaggio diventa sempre più un problema (vedi Yucca Mountain ).
    Ho sentito parlare spesso del problema dell’intermittenza; ho letto degli studi che essenzialmente affermano che un giusto mix di rinnovabili può risolvere il problema (e.g Jacobson&Delucchi,2009), tenendo conto, ad esempio, che la produzione eolica è maggiore durante l’inverno, mentre quella solare durante l’estate.

    @Claudio Cereda

    Trovo incredibile che Lei, da Fisico, confonda fusione e fissione. Da ignorante, mi risulta che non si usi Uranio, bensì idrogeno-escludendo la presenza di sostanze radioattive. Tra l’altro in Gennaio era venuto fuori qualcosa all’Università di Bologna, però non se ne sente più parlare.

  49. jamesnach
    13 marzo 2011 a 15:18 | #49

    Giannino,
    come evidente anche dai commenti negativi di chi la segue e la stima, questo giro ha sbagliato
    E ha sbagliato di brutto.
    Ha preso una cantonata, una cantonata enorme, solo per la voglia di segnare un punto a favore delle sue posizioni. Ovviamente il punto l’ha perso, al posto di segnarlo.

    Il suo amore per il nucleare si basa su informazioni false e/o manipolate.
    Chiunque si occupi di energia, come il sottoscritto, sa che il nucleare non solo non è conveniente economicamente, ma sa anche che il suo costo continua ad aumentare e che la sua “rinascita” è possibile solo tramite soldi pubblici.
    Qualche dato.

    Perchè l’elettricità in Francia costa meno che da noi?
    La risposta comune è “perchè c’è il nucleare!â€
    Il che è vero, ma manca un pezzo; la risposta completa è :â€perchè c’è il nucleare, che è sostenuto dall stato, e lo stato ha deciso di sussidiare l’energia prodotta da centrali nucleari, vendendola sottocostoâ€
    In parole ancora più povere: il prezzo dell’elettricità nucleare è basso perchè la differenza tra costo e prezzo ce la mette lo stato, cioè i cittadini con le tasse.
    Se il nucleare francese fosse sottoposto a leggi di mercato, nessuna centrale verrebbe più costruita, NESSUNA. (quelle in funzione restano in funzione perchè i costi di investimento sono già stati sostenuti e sovvenzionati dallo stato e i costi operativi sono comunque bassi).
    Questo è ESATTAMENTE quello che è successo in USA, dove non si costruisce una centrale nucleare da trent’anni, in pratica, ossia da quando sono cessati gli aiuti governativi.
    Aiuti governativi che infatti sono oggi chiesti ad Obama dalla lobby nuclearista per far ripartire il settore.
    (http://goo.gl/XHvw2)
    E ancora, gli specialisti ritengono i reattori nucleari sostanzialmente impossibili da finanziare, in assenza di sostegno governativo (http://goo.gl/NPIKa)
    E tutto, questo, nota bene, SENZA neanche aver parlato dello smaltimento delle scorie, tema ASSOLUTAMENTE irrisolto sia in termini tecnici che di costi.

    Il nucleare è stato sussidiato (anche giustamente, secondo me) perchè si sperava che con il progresso tecnologico i costi sarebbero scesi e sarebbe diventato competitivo con le altre fonti (carbone in primis).
    In realtà, è avvenuto l’esatto opposto, anche in seguito a Chernobyl, quando ci si rese conto che i rischi di un incidente erano reali: dal che, la necessità di spendere ancora più soldi per rendere le centrali più sicure. Conseguenza? Al posto di diminuire, i costi del nucleare sono aumentati, e continuano ad aumentare.
    Per dire: oggi è giusto sussidiare le rinnovabili, perchè – tra le altre cose – si spera che dopo questo periodo iniziale diventeranno competitive con le altre fonti. se non dovesse succedere, diventerà applicabile lo stesso discorso appena fatto per il nucleare.
    Ora: perchè ancora oggi in molti vogliono il nucleare?
    Un gruppo molto folto è semplicemente disinformato/ignorante/disinteressato/ideologicamente schierato
    Un gruppo molto meno numeroso ha interessi diretti nella questione, e orchestra molto bene la campagna di disinformazione pe il grande pubblico.
    I costruttori di impianti e le utility hanno ovvi vantaggi a puntare su una tecnologia sovvenzionata dallo stato.
    Gli industriali hanno ogni interesse a favorire una tecnologia che farebbe abbassare il prezzo (ma NON il costo!) dell’energia: ma come ho spiegato prima, questo abbassamento è del tutto artificiale, ed è in realtà finanziato dai cittadini tramite le tasse.
    In poche parole, gli industrali vogliono farsi pagare l’elettricità dai cittadini: molto semplice e molto vantaggioso. Solo per loro, ovviamente.
    In conclusione: le rinnovabili sono sussidiate da 5 anni, le fonti fossili da sempre e Il nucleare da sessant’anni, e ancora non sta in piedi da solo.
    C’è qualcuno che ci spera ancora? Permettete almeno un po’ di motivato scetticismo.
    Io non sono contro il nucleare a prescindere, ma il nucleare che ci viene venduto oggi come la panacea di tutti i mali energetìci è una evidente truffa per chi ha un minimo spirito critico per valutare.
    E chi ripone fiducia cieca nel nucleare francese, forse è meglio che si vada a leggere quanto ha scritto Francois Roussely, già presidente di EDF, il quale dichiara che “la credibilità del modello EPR e della capacità dell’industria nucleare francese di riuscire a realizzare nuove centrali sono state seriamente incrinate dalle difficoltà incontrate nei cantieri di Olkiluoto in Finlandia e di Flamanville in Franciaâ€.
    Raccomanda inoltre di esaminare criticamente queste esperienze prima di iniziare nuovi cantieri e si propone di ampliare l’offerta nucleare con altre soluzioni di taglia inferiore.
    A Oillkiluoto e Flamanville i tempi di consegna degli impianti sono ignoti, i costi sono raddoppiati, e nessuno ha idea di quando e SE il nucleare di terza generazione funzionerà mai.
    In nucleare non ha senso da un punto di vista economico.

    Inoltre: la domanda di energia elettrica in Italia (e non solo) è crollata e non sono in molti a ritenere che si riprenderà presto, se mai si riprenderà.
    I fattori alla base di questo fenomeno sono due:
    1-delocalizzazione della produzione industriale, accentuata dalla crisi, e considerata dai più irreversibile
    2-progressiva diminuizione dell’intensità elettrica della nostra economia (PIL al kWh, in soldoni)
    Inoltre, sono già autorizzati e finanziati diversi GW di centrali tradizionali.
    In poche parole, è molto probabile che – al netto di ogni considerazione economica – i GW nucleari non ci servano nemmeno.
    Infine, faccio notare che il rinascimento nucleare di cui tanto si parla è di fatto inesistente: gli unici paesi che stanno davvero puntando sul nucleare sono Cina e India, come emsemplificato da questa tabella, e ancor meglio dalla relativa mappa.
    http://www.world-nuclear.org/NuclearDatabase/rdresults.aspx?id=27569&ExampleId=62
    Nei paesi già industrializzati siamo circa a zero.

    Due parole sui costi di installazione.
    I costi di investimento per il nucleare sono molto più elevati non solo di quelli delle tecnologie tradizionali (carbone, gas), ma anche delle rinnovabili.
    Ovviamente le rinnovabili hanno un load factor molto inferiore, per cui il confronto nel costo/kWh si complica, ed è a oggi nella maggior parte dei casi a favore del nucleare (che però, come dicevo, è anch’esso sussidiato).
    Ma il confronto con le tradizionali è perso, e nettamente.
    Per esempio, il rapporto MIT “The future of Nuclear Powerâ€, uno dei più citati, ha raddoppiato la stima dei costi al kW tra 2003 e 2009, passando da 2 mil$/MW a 4 mil$/MW (http://goo.gl/e5gaB).
    Questo è ancora niente rispetto alle stime Novembre 2010 del DOE (US Department of Energy), che prevedono per il nucleare una stima di 5.339 $/kW, contro i 2.271 del carbone, i 1.003 dollari per il gas a ciclo combinato avanzato e 2.844 $/kW per l’eolico.
    E, soprattutto, che vedono in termini di costo finale dell’elettricità un costo per il nucleare del 14,37 centesimi al kWh contro gli 11,32 dell’eolico, i 12,49 del carbone,mentre il gas resta a 8,05. (http://goo.gl/5hkoU)
    Ovviamente, questi numeri dipendono da molte ipotesi, ma le tendenza è chiara: mentre il nucleare aumenta i costi, le rinnovabili continuano a diminuirli.

    In conclusione.
    Possiamo pure speculare sul nucleare di quarta, quinta e sesta generazione, ma la verità è che non si riesce a tirare in piedi un impianto che sia uno di terza generazione.
    E che il motivo non sta nella complessità della fisica alla base del processo, ma risiede principalmente nelle enormi difficoltà di project management che impianti da centinaia di MW(a volte migliaia) comportano, con la loro infinita catena di contractors e subappaltatori e un problema enorme di perdita di controllo della qualità.
    Per intenderci: uno dei motivi principali alla base dei problemi di Oilkiluoto è il cemento. A questo siamo.

    E si noti bene: non ho in pratica nemmeno accennato al tema “sicurezza”.

    Saluti,
    JN

  50. Roberto 51
    13 marzo 2011 a 15:29 | #50

    Caro Oscar,
    come al solito il nucleare scatena gli istinti dei favorevoli e dei contrari che non cambieranno mai idea, qualsiasi argomentazione si porti.
    Per venirne fuori penso dobbiamo usare il buon senso e prendere una decisione basata su un paio di punti su cui penso siano tutti possano essere d’accordo.
    1-Un incidente come quello di Fukushima è capitato e può ricapitare. Supponiamo che avvenga a S.Benedetto PO (uno dei siti possibili), per chi abitasse nel raggio di 20 km (ma al centro della Val Padana potrebbe essere peggio) questo significherebbe: evacuazione, perdita della casa, possibilità gravi malattie, svalutazione totale dei terreni, perdita del posto di lavoro, colpo finale alla produzione del parmigiano reggiano e del salame mantovano.
    2-Oggi come oggi l’energia nucleare, anche perché scarica sulla collettività molti costi di rischio, è probabilmente la soluzione migliore da un punto di vista economico e la sua mancanza implica un aggravio della bolletta elettrica per tutti.
    Detto questo il popolo deve decidere cosa vuole: un oggetto che normalmente non fa danni ma che potrebbe diventare catastrofico per la propria esistenza o una bolletta più cara. A Verona si dive che non si può avere “ovo, galina e cul caldo” contemporaneamente.
    Se si vuole il nucleare si deve coscientemente accettarne i rischi, chi dice che questi non esistono non fa altro che far aumentare il livello di preoccupazione (effetto Titanic).
    Raccontare e far digerire tutto questo agli abitanti di San Benedetto Po e dintorni non sarà facilissimo.

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