Circa il Nucleare, i lunghi tempo sono solo dovuti alle “interferenze” burocratiche e politicanti che dilatano a dismisura i tempi tecnici di costruzione che, dall’ordine all’avviaento potrebbero essere invece dell’ordine di 4-5 anni, come per altri impianti convenzionali. Superiamo allora il pregiudizio e la mistificazione che continuamente sentiamo dai mezzi di comunicazione di massa (TV). Rendiamoci autonomi dall’importazione generata dalla stessa fonte Nucleare d’Oltralpe e circa la disponibilità del combustibile Uranio, non sarebbe male riflettere sulla necessità di smantellamento del Nucleare militare che consentirebbe di disporre di combustibile eliminando quello davvero indesiderato: si chiama Nucleare per la pace!
Molto opportuna invece la riflessione sull’uso, ma anche contabilizzazione (che oggi non avviene!) delle Biomasse legnose per produrre calore, che consentirebbe di raggiungere molto più agevolmente l’obiettivo del 17% da FER sui consumi finali di energia, a costi di un decimo (1/10) di quelli enormi distribuiti a pioggia (prelevandoli dalle Bollette dei Consumatori) a pochi furbi con il Solare Fotovoltaico, che costa carissimo e produce pochissimo, peraltro solo quando il sole brilla, cioe …?
In questi giorni sentiamo strillare che con il Decreto varato dal Governo si mettono sulla “strada” migliaia di lavoratori che hanno approfittato dei lauti incentivi prelevati dalle Bollette per occuparsi di installate i pannelli FV! Ma non è con prelievi forzosi di moneta dalle tasche dei Consumatori che si finanzia un’economia sostenibile, ne tantomeno che si finanzia lo sviluppo di un’industria che sarebbe comunque incapace di competere con i fornitori di tali pannelli (l’80% viene dalla Cina e non solo), quindi non ci potrà mai essere (con le attuali tecnologie, il sorgere di un’industria nazionale. Basti considerare l’esempio della VESTAS (principale produttore di Pale Eoliche Danese) che ha dovuto licenziare 3.000 dipendenti per via della insostenibile concorrenza dei Cinesi che si sono messi a fare l’Eolico a casa loro per l’esportazione.
Tutti quei soldi (nel 2011 sono previsti 5,7 Miliardi di incentivi per le FER !) mettiamoli allora in infrastrutture produttive che consentano alla nostra industria di competere, visto che siamo il 2° Paese manifatturiero d’Europa e forniamo a queste industria l’indispensabile energia di processo con l’elettricità prodotta ai costi più bassi possibili (come fanno Germania, Francia, UK, Giappone, USA, Spagna, Svezia, ecc. ecc.) con Idro, Nucleare e Carbone. Il picco poi lo copriamo con il Gas mentre le altre FER (salvo Idro) servono ad arrotondare il totale perchè faccia … 100!
Tutti folli, illusi, ingenui o disinteressati al loro ambiente ed alle loro condizioni di vita, quei Paesi sviluppati citati sopra? Difficile crederlo, vero?
]]>Il 17% totale è dato da diversi contributi nel settore elettrico, dei trasporti, di riscaldamento/raffrescamento. Per quanto riguarda il comparto elettrico, l’obiettivo al 2020 è quasi il 29% (per compensare il minor risultato atteso negli altri comparti), e la fetta preponderante del totale atteso è data proprio dall’idroelettrico -che purtroppo non potrà crescere ancora molto, essendo ormai quasi tutto sfruttato:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/primopiano/dettaglio_primopiano.php?sezione=primopiano&tema_dir=tema2&id_primopiano=762
Per confronto, i famosi 8000 MW di FV attesi al 2020 contribuiranno per circa il 2.7% del totale di energia.
]]>se nel forno debbo immettere ad es. 3 kwh di calore, posso farlo in loco col gas, ed allora mi occoreranno, credo, al max 4 kwh di gas; oppure metterci la corrente che è stata prodotta in una centrale bruciando gas per almeno 6,5 kwh (perchè ho comunque perdite termodinamiche, elettriche, magnetiche per la generazione e la trasmissione della corrente). Se l’ elettricità mi serve per saldare l’ acciaio, allora non ne posso fare a meno, perchè mi occorre un arco elettrico (a circa 4500°), ma se debbo farci il pane …
]]>Io non sono contrario al nucleare in linea teorica, tutt’altro. Personalmente sono anche contrario all’attuale politica di incentivi sul solare.
I problemi sono implementativi.
Primo, la tecnologia che ci apprestiamo a comprare è quella di 3 generazione, cioè avremo fra 10-15 anni gli impianti che gli altri si stanno costruendo adesso (con problemi). Ergo non sogniamo su reattori al torio o roba del genere.
Secondo la dipendenza non cambia granche’ si compra l’uranio, si debbono stoccare le scorie e noi non possiamo fare ne l’una cosa ne l’altra. Il gestore sara’ francese (si certo col modello Alitalia per carita’)
Terzo la tecnologia e’ d’acquisto.
Quarto il problema e’ programmatico operativo, non teorico. L’Italia al momento non riesce a portare avanti programmi di questo tipo se non decuplicando i costi e dividendo per 10 le garanzie.
Quinto il ritorno sull’investimento sara’ in un tempo lunghissimo, ed in un paese che ha enormi problemi di spesa corrente ed indebitamento mi sembra veramente curioso non tener conto di questi fattori.
]]>- Risparmio energetico
- Riqualificazione energetica di tutte le unità abitative
- Sviluppo in tempi rapidi della rete (qualcuno sa quanta energia disponibile non viene dispacciata per i vincoli che la rete di trasmissione impone, o viene dispacciata a prezzi molto più alti del dovuto a causa dei suddetti vincoli?)