Commenti a: Prezzi contro tasse 2 a 0 /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/ diretto da Oscar Giannino Sat, 26 Feb 2011 17:01:45 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.4 Di: Marista /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12870 Marista Wed, 23 Feb 2011 20:04:24 +0000 /?p=8401#comment-12870 Concorrenza? Se qualcuno mi saprà seriamente indicare ditte, servizi ,settori, nei quali si realizza questa sconosciuta entità: concorrenza, allora potro' considerare simili articoli qualcosa di più che bellissimi scritti di fantascienza. Sognare si può, poi si scende sulla terra e si deve giocare con le carte che si stringono realmente in mano. Le teorie stanno bene sui libri, e più appaiono belle e meno trovano realizzazione nella realtà, specie in un Paese in cui la densità mafiosa è altissima, tanto che nemmeno più si distingue cosa è mafia e cosa non lo è. Concorrenza? Se qualcuno mi saprà seriamente indicare ditte, servizi ,settori, nei quali si realizza questa sconosciuta entità: concorrenza, allora potro’ considerare simili articoli qualcosa di più che bellissimi scritti di fantascienza.
Sognare si può, poi si scende sulla terra e si deve giocare con le carte che si stringono realmente in mano. Le teorie stanno bene sui libri, e più appaiono belle e meno trovano realizzazione nella realtà, specie in un Paese in cui la densità mafiosa è altissima, tanto che nemmeno più si distingue cosa è mafia e cosa non lo è.

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Di: ennio /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12837 ennio Tue, 22 Feb 2011 17:12:02 +0000 /?p=8401#comment-12837 Nell'articolo si auspica che anche alcuni settori attualmente gestiti dal Pubblico possano passare al libero mercato, con miglioramenti di costi e del servizio. Tale assunto tuttavia rimane valido solo dal punto di vista teorico, nella pratica purtroppo dobbiamo constatare che in Italia il libero mercato non esiste, in quanto le lobby che costituiscono il mercato ne impediscono il normale funzionamento dell'incontro tra domanda e offerta alterando pertanto il sistema dei prezzi che alla fine rimane condizionato solo dalla speculazione. Alcuni esempi di settori dove dovrebbe funzionare il libero mercato, ma di fatto non esiste dovendo i consumatori assoggettarsi al cartello dei prezzi imposti dalle lobby del mercato: -settore energia (prezzi di carburanti) -settore intermediazione immobiliare (percentuali fissate in modo inderogabile dalle associazioni di settore, tra l'altro anche multate dall'antitrust) -settore farmaceutico (prezzi medicinali tra i più alti nella UE)........ e si potrebbe continuare l'elenco con mille altri settori dove la concorrenza e il libero mercato rimangono solo un miraggio. Pertanto non bisogna illudersi che passando al privato alcuni servizi come la sanità si abbia un servizio migliore a minor prezzo. Piuttosto facciamo che il pubblico funzioni meglio introducendo la responsabilità civile dei dirigenti, che la selezione di questi avvenga in modo trasparente e non per scelta di partito, che ci sia un maggior controllo e trasparenza su tutte le spese che vengono fatte e che ci sia un severa legge contro la corruzione e le truffe ai danni dello stato e delle aziende pubbliche. Nell’articolo si auspica che anche alcuni settori attualmente gestiti dal Pubblico possano passare al libero mercato, con miglioramenti di costi e del servizio.
Tale assunto tuttavia rimane valido solo dal punto di vista teorico, nella pratica purtroppo dobbiamo constatare che in Italia il libero mercato non esiste, in quanto le lobby che costituiscono il mercato ne impediscono il normale funzionamento dell’incontro tra domanda e offerta alterando pertanto il sistema dei prezzi che alla fine rimane condizionato solo dalla speculazione.
Alcuni esempi di settori dove dovrebbe funzionare il libero mercato, ma di fatto non esiste dovendo i consumatori assoggettarsi al cartello dei prezzi imposti dalle lobby del mercato: -settore energia (prezzi di carburanti) -settore intermediazione immobiliare (percentuali fissate in modo inderogabile dalle associazioni di settore, tra l’altro anche multate dall’antitrust) -settore farmaceutico (prezzi medicinali tra i più alti nella UE)…….. e si potrebbe continuare l’elenco con mille altri settori dove la concorrenza e il libero mercato rimangono solo un miraggio.
Pertanto non bisogna illudersi che passando al privato alcuni servizi come la sanità si abbia un servizio migliore a minor prezzo.
Piuttosto facciamo che il pubblico funzioni meglio introducendo la responsabilità civile dei dirigenti, che la selezione di questi avvenga in modo trasparente e non per scelta di partito, che ci sia un maggior controllo e trasparenza su tutte le spese che vengono fatte e che ci sia un severa legge contro la corruzione e le truffe ai danni dello stato e delle aziende pubbliche.

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Di: Giovanni Cincinnato /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12831 Giovanni Cincinnato Tue, 22 Feb 2011 15:03:27 +0000 /?p=8401#comment-12831 <blockquote cite="#commentbody-12808"> <strong><a href="#comment-12808" rel="nofollow">Franco Tomassini</a> :</strong> Dato che la mia vita passata ha sempre visto lo Stato come grande Regolatore (vedi un esempio per tutti, l’INPS), mi domando come, nella realtà, si potrebbe passare a un sistema pensionistico esclusivamente privato. Nel quale, ovviamente, si tenesse anche conto degli incapienti. Subito si dovrebbe, forse, mettere in piedi un Ufficio per la verifica dei reali incapienti, con la nascita, immediatamente, di un’altra burocrazia. Sono abituato ai trasporti pubblici, gestiti dalle Ferrovie dello Stato. Qeull’Azienda è oggi in pareggio, ma, se si vuol viaggiare, anche su Eurostar, bisogna munirsi di pannolone, poiché, ormai è noto anche al Ministro Tremonti, i servizi igienici sono troppo sepsso inavvicinabili. </blockquote> Lo Stato Repubblicano così come lo abbiamo vissuto, ha assunto nel tempo diversi ruoli con finalità divergenti: Infatti se da un lato il settore Pubblico si è adoperato gestendo servizi che difficilmente possono essere allocati ai privati e la cui fruizione corrisponde spesso ad un diritto della cittadinanza (Sanità, Difesa...), dall'altro ha anche influito pesantemente sull'economia entrando direttamente nelle partecipazioni di società private, comandando (spesso male) interi comparti industriali, distribuendo fondi e dispiegando ammortizzatori sociali per sorreggere realtà economiche non funzionali, creando enti che gestiscono servizi non essenziali senza che questi seguano un qualsiasi criterio di economicità. Dunque la funzione regolatrice è stata espletata, fra le altre cose e con qualche "peripezia". In questo breve arco temporale il polimorfismo dello stato italiano non può che lasciare perplessi; A prima vista, potrebbe sembrare che ci siano una grande quantità e varietà di servizi erogati e che questo giustificherebbe il "prezzo del biglietto" (pressione fiscale) ma ad un'analisi approfondita emerge chiaramente che la qualità, l'omogeneità ed il livello di spreco sono molto alti, troppo alti rispetto a quanto ricevuto. Quello che credo, in base alla mia personale visione, è che non sia di alcuna utilità uno stato "poliedrico" che faccia 10.000 cose diverse alla meno peggio subissando di tasse e tributi la cittadinanza. Sarebbe auspicabile invece avere una pubblica amministrazione che gestisca i servizi più importanti in maniera eccellente e che lasci spazio all'iniziativa privata ove sia più indicato, il tutto accompagnato da una normativa chiara,snella,dura che lasci rapidamente intendere cosa si può fare, cosa non si può fare e che cosa rischia chi infrange le regole. Per quanto riguarda il sistema pensionistico, credo che il passaggio verso un modello sempre più "privato" sia una cosa doverosa, anche considerando la composizione demografica della nostra nazione e le nuove realtà del mercato del lavoro. Per l'accertamento degli incapienti, se si volesse per un attimo andare oltre la cultura burocratica di basso profilo che ha caratterizzato la nostra nazione e si volesse anche dare un seguito all'utilizzo di infrastrutture digitali di livello, potremmo gestire molti servizi e controlli con routines automatiche che lascerebbero poco spazio agli "artifizi" che oggi sono possibili a causa dell'incompetenza del personale, della frammentarietà di documenti e della mole di dati abnorme che andrebbe controllata per lo più a mano. Tutto alla fine riconduce nella scelta di un modello "semplice e funzionale" e nella sua applicazione utilizzando un buon catalizzatore (l'informatica), cosa che nella realtà non trova seguito dato che la Pubblica Amministrazione è solo un guazzabuglio di enti e norme sconnesse che faticano perfino a darsi una definizione codicistica chiara e l'informatica è praticamente lettera morta nelle scuole figuriamoci se può essere assimilata da burocrati che appartengono per mentalità e metodi al secolo scorso.

Franco Tomassini :
Dato che la mia vita passata ha sempre visto lo Stato come grande Regolatore (vedi un esempio per tutti, l’INPS), mi domando come, nella realtà, si potrebbe passare a un sistema pensionistico esclusivamente privato. Nel quale, ovviamente, si tenesse anche conto degli incapienti. Subito si dovrebbe, forse, mettere in piedi un Ufficio per la verifica dei reali incapienti, con la nascita, immediatamente, di un’altra burocrazia.
Sono abituato ai trasporti pubblici, gestiti dalle Ferrovie dello Stato. Qeull’Azienda è oggi in pareggio, ma, se si vuol viaggiare, anche su Eurostar, bisogna munirsi di pannolone, poiché, ormai è noto anche al Ministro Tremonti, i servizi igienici sono troppo sepsso inavvicinabili.

Lo Stato Repubblicano così come lo abbiamo vissuto, ha assunto nel tempo diversi ruoli con finalità divergenti: Infatti se da un lato il settore Pubblico si è adoperato gestendo servizi che difficilmente possono essere allocati ai privati e la cui fruizione corrisponde spesso ad un diritto della cittadinanza (Sanità, Difesa…), dall’altro ha anche influito pesantemente sull’economia entrando direttamente nelle partecipazioni di società private, comandando (spesso male) interi comparti industriali, distribuendo fondi e dispiegando ammortizzatori sociali per sorreggere realtà economiche non funzionali, creando enti che gestiscono servizi non essenziali senza che questi seguano un qualsiasi criterio di economicità. Dunque la funzione regolatrice è stata espletata, fra le altre cose e con qualche “peripezia”. In questo breve arco temporale il polimorfismo dello stato italiano non può che lasciare perplessi; A prima vista, potrebbe sembrare che ci siano una grande quantità e varietà di servizi erogati e che questo giustificherebbe il “prezzo del biglietto” (pressione fiscale) ma ad un’analisi approfondita emerge chiaramente che la qualità, l’omogeneità ed il livello di spreco sono molto alti, troppo alti rispetto a quanto ricevuto.

Quello che credo, in base alla mia personale visione, è che non sia di alcuna utilità uno stato “poliedrico” che faccia 10.000 cose diverse alla meno peggio subissando di tasse e tributi la cittadinanza. Sarebbe auspicabile invece avere una pubblica amministrazione che gestisca i servizi più importanti in maniera eccellente e che lasci spazio all’iniziativa privata ove sia più indicato, il tutto accompagnato da una normativa chiara,snella,dura che lasci rapidamente intendere cosa si può fare, cosa non si può fare e che cosa rischia chi infrange le regole.

Per quanto riguarda il sistema pensionistico, credo che il passaggio verso un modello sempre più “privato” sia una cosa doverosa, anche considerando la composizione demografica della nostra nazione e le nuove realtà del mercato del lavoro. Per l’accertamento degli incapienti, se si volesse per un attimo andare oltre la cultura burocratica di basso profilo che ha caratterizzato la nostra nazione e si volesse anche dare un seguito all’utilizzo di infrastrutture digitali di livello, potremmo gestire molti servizi e controlli con routines automatiche che lascerebbero poco spazio agli “artifizi” che oggi sono possibili a causa dell’incompetenza del personale, della frammentarietà di documenti e della mole di dati abnorme che andrebbe controllata per lo più a mano. Tutto alla fine riconduce nella scelta di un modello “semplice e funzionale” e nella sua applicazione utilizzando un buon catalizzatore (l’informatica), cosa che nella realtà non trova seguito dato che la Pubblica Amministrazione è solo un guazzabuglio di enti e norme sconnesse che faticano perfino a darsi una definizione codicistica chiara e l’informatica è praticamente lettera morta nelle scuole figuriamoci se può essere assimilata da burocrati che appartengono per mentalità e metodi al secolo scorso.

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Di: Pietro Monsurrò /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12827 Pietro Monsurrò Tue, 22 Feb 2011 13:41:32 +0000 /?p=8401#comment-12827 Si legge nei commenti uno strano paralogismo: il capitalismo va dove si fanno i soldi, dunque va a beneficio... dei ricchi. Immagino che la produzione di massa sia stata un'invenzione degli statalisti, allora. Che la Ford Model-T veniva comprata solo dalla famiglia Rockefeller, che la rivoluzione verde degli anni '70 non abbia sfamato centinaia di migliaia di poveri, ma fatto ingrassare poche centinaia di ricchi. Il capitalismo va dove ci sono i soldi, cioè dove i consumatori decidono che vale la pena spendere: one dollar, one vote. E di certo non vieta a nessuno di fare beneficenza. C'era molta più solidarietà quando era volontaria che oggi che è obbligatoria, così nessuno si sente obbligato a farla. Si legge nei commenti uno strano paralogismo: il capitalismo va dove si fanno i soldi, dunque va a beneficio… dei ricchi. Immagino che la produzione di massa sia stata un’invenzione degli statalisti, allora. Che la Ford Model-T veniva comprata solo dalla famiglia Rockefeller, che la rivoluzione verde degli anni ’70 non abbia sfamato centinaia di migliaia di poveri, ma fatto ingrassare poche centinaia di ricchi.

Il capitalismo va dove ci sono i soldi, cioè dove i consumatori decidono che vale la pena spendere: one dollar, one vote. E di certo non vieta a nessuno di fare beneficenza. C’era molta più solidarietà quando era volontaria che oggi che è obbligatoria, così nessuno si sente obbligato a farla.

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Di: commercianti.... /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12821 commercianti.... Tue, 22 Feb 2011 12:36:11 +0000 /?p=8401#comment-12821 <blockquote cite="#commentbody-12793"> <strong><a href="#comment-12793" rel="nofollow">michela </a> :</strong> Ora i furbi evadono le tasse, dopo scroccheranno i servizi.</blockquote> concordo 1000%.. purtroppo sono parole SACROSANTE :(

michela :
Ora i furbi evadono le tasse, dopo scroccheranno i servizi.

concordo 1000%.. purtroppo sono parole SACROSANTE :(

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Di: LEONARDO /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12810 LEONARDO Tue, 22 Feb 2011 10:27:39 +0000 /?p=8401#comment-12810 Stiamo vivendo un momento storico nel mediterraneo. E due cose mi colpiscono. due fatti molto diversi tra di loro. Il primo e che dopo molti anni non vedo più bruciare bandiere americane o Israeliane nelle piazze del medioriente e il problema palestinese sembra non essere piu la madre di tutti i problemi di quei luoghi ( che non lo fosse neppure prima !?!). Il secondo fatto è meno "storico", nel senso che ho seguito gli interventi dell'opposizione sul comportamento tenuto dal governo nei rapporti con la Libia. Rimango stupito di come si possano dire sciocchezze in nome del contrasto dell'avversario politico. Bersani avrebbe sicuramente fatto meglio avrebbe evitato di chiudere inutili accordi commerciali, andando ad approvigionarsi di petrolio e gas naturale magari presso la civilissima Svizzera..... Vi ringrazio e vi saluto Stiamo vivendo un momento storico nel mediterraneo. E due cose mi colpiscono. due fatti molto diversi tra di loro.
Il primo e che dopo molti anni non vedo più bruciare bandiere americane o Israeliane nelle piazze del medioriente e il problema palestinese sembra non essere piu la madre di tutti i problemi di quei luoghi ( che non lo fosse neppure prima !?!).
Il secondo fatto è meno “storico”, nel senso che ho seguito gli interventi dell’opposizione sul comportamento tenuto dal governo nei rapporti con la Libia. Rimango stupito di come si possano dire sciocchezze in nome del contrasto dell’avversario politico.
Bersani avrebbe sicuramente fatto meglio avrebbe evitato di chiudere inutili accordi commerciali, andando ad approvigionarsi di petrolio e gas naturale magari presso la civilissima Svizzera…..
Vi ringrazio e vi saluto

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Di: Franco Tomassini /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12808 Franco Tomassini Tue, 22 Feb 2011 09:52:44 +0000 /?p=8401#comment-12808 Dato che la mia vita passata ha sempre visto lo Stato come grande Regolatore (vedi un esempio per tutti, l'INPS), mi domando come, nella realtà, si potrebbe passare a un sistema pensionistico esclusivamente privato. Nel quale, ovviamente, si tenesse anche conto degli incapienti. Subito si dovrebbe, forse, mettere in piedi un Ufficio per la verifica dei reali incapienti, con la nascita, immediatamente, di un'altra burocrazia. Sono abituato ai trasporti pubblici, gestiti dalle Ferrovie dello Stato. Qeull'Azienda è oggi in pareggio, ma, se si vuol viaggiare, anche su Eurostar, bisogna munirsi di pannolone, poiché, ormai è noto anche al Ministro Tremonti, i servizi igienici sono troppo sepsso inavvicinabili. Dato che la mia vita passata ha sempre visto lo Stato come grande Regolatore (vedi un esempio per tutti, l’INPS), mi domando come, nella realtà, si potrebbe passare a un sistema pensionistico esclusivamente privato. Nel quale, ovviamente, si tenesse anche conto degli incapienti. Subito si dovrebbe, forse, mettere in piedi un Ufficio per la verifica dei reali incapienti, con la nascita, immediatamente, di un’altra burocrazia.
Sono abituato ai trasporti pubblici, gestiti dalle Ferrovie dello Stato. Qeull’Azienda è oggi in pareggio, ma, se si vuol viaggiare, anche su Eurostar, bisogna munirsi di pannolone, poiché, ormai è noto anche al Ministro Tremonti, i servizi igienici sono troppo sepsso inavvicinabili.

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Di: Giovanni Cincinnato /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12807 Giovanni Cincinnato Tue, 22 Feb 2011 09:52:12 +0000 /?p=8401#comment-12807 Riconosco che nell'economia la funzione pubblica è stata capace di produrre solo voragini come il nostro contatore, arrivato a 1TeraMln€, può facilmente testimoniare. Effettivamente credo che l'idea di uno stato più "controllante e regolatore" strutturato con pochi ministeri fondamentali e con agenzie funzionali possa rappresentare una soluzione all'involuzione sistemica del paese. Purtroppo, questa via è ampiamente incompatibile con due fattori presenti nel nostro paese: A) Il complesso delle norme giuridiche (Costituzionali - Civili - Penali - Procedurali) che traccia un' idea di Stato, a mio modo di vedere, del tutto obsoleta e non compatibile con delle riforme funzionali di tale livello. B) Il capitalismo italiano, la società civile ed i maggiori esponenti politici, hanno verso lo stato un rapporto degno di essere considerato un "Disturbo bipolare": Infatti, se da un lato tutti si lamentano per le inefficienze, le spese eccessive, la mancanza di autorevolezza, la cattiva amministrazione, dall'altro lato TUTTI contribuiscono ed accrescono volontariamente l'entità di tali fenomeni cercando di "strappare" vantaggi per la propria parte sociale indipendentemente se ciò causerà danni ingenti alla collettività o se per fare questo sia necessario violare sistematicamente delle norme giuridiche. In poche parole, i nostri problemi sociali e strutturali non permettono che una vera e propria fase di sviluppo possa partire dalle condizione attuali facendo dei semplici correttivi economici o delle operazioni di redistribuzione di risorse. Purtroppo una vera e propria svolta liberale è impensabile, infatti senza la modifica PROFONDA della normativa e della struttura statale ogni accenno di riforma che potrebbe essere introdotto avrà lo stesso effetto del gettare i chicchi di grano fra i rovi ; "...Uscì il seminatore, prese una manciata [di semi] e li seminò.[...] Alcuni caddero fra i rovi e i rovi soffocarono i semi e i vermi li divorarono..." Più chiaro di così. Riconosco che nell’economia la funzione pubblica è stata capace di produrre solo voragini come il nostro contatore, arrivato a 1TeraMln€, può facilmente testimoniare. Effettivamente credo che l’idea di uno stato più “controllante e regolatore” strutturato con pochi ministeri fondamentali e con agenzie funzionali possa rappresentare una soluzione all’involuzione sistemica del paese.

Purtroppo, questa via è ampiamente incompatibile con due fattori presenti nel nostro paese:

A) Il complesso delle norme giuridiche (Costituzionali – Civili – Penali – Procedurali) che traccia un’ idea di Stato, a mio modo di vedere, del tutto obsoleta e non compatibile con delle riforme funzionali di tale livello.

B) Il capitalismo italiano, la società civile ed i maggiori esponenti politici, hanno verso lo stato un rapporto degno di essere considerato un “Disturbo bipolare”: Infatti, se da un lato tutti si lamentano per le inefficienze, le spese eccessive, la mancanza di autorevolezza, la cattiva amministrazione, dall’altro lato TUTTI contribuiscono ed accrescono volontariamente l’entità di tali fenomeni cercando di “strappare” vantaggi per la propria parte sociale indipendentemente se ciò causerà danni ingenti alla collettività o se per fare questo sia necessario violare sistematicamente delle norme giuridiche.

In poche parole, i nostri problemi sociali e strutturali non permettono che una vera e propria fase di sviluppo possa partire dalle condizione attuali facendo dei semplici correttivi economici o delle operazioni di redistribuzione di risorse. Purtroppo una vera e propria svolta liberale è impensabile, infatti senza la modifica PROFONDA della normativa e della struttura statale ogni accenno di riforma che potrebbe essere introdotto avrà lo stesso effetto del gettare i chicchi di grano fra i rovi ;

“…Uscì il seminatore, prese una manciata [di semi] e li seminò.[...] Alcuni caddero fra i rovi e i rovi soffocarono i semi e i vermi li divorarono…”

Più chiaro di così.

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Di: roberto /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12796 roberto Mon, 21 Feb 2011 20:35:50 +0000 /?p=8401#comment-12796 Come il prof. Arrigo ben sa, ogni iniziativa privata si muove solo e soltanto guidata dalla possibilità di fare profitti. In un mondo di concorrenza perfetta, come lui auspica, i capitali vanno dove le prospettive di profitto sono più elevate. Questo implica che (anche) nel settore della sanità, della scuola, dei servizi sociali, l'iniziativa privata vorrebbe dire ricerca del massimo profitto, attraverso la conquista delle quote più interessanti della domanda: quelle di chi può pagare di più per avere il meglio. Avremmo sanità per i ricchi, scuola per i ricchi, ecc. Anche perché, i ricchi sarebbero sempre più ricchi dato che lo Stato, secondo la filosofia dell'autore e di coloro che scrivono sul blog iniziando dal dott. Giannino, avrebbe abdicato alla sua funzione di redistrubutore dei redditi abolendo la progressività della tassazione. Per i meno fortunati perché nati da famiglie di meno abbienti, perché condannati a stipendi reali sempre più contenuti..... pazienza, che si accontentino di qualche aiuto da filantropi o dalla chiesa, ecc, ecc. Saro forse ingenuo, nonostante i miei cinquanta anni e passa, ma continuo a pensare che la strada che produce il meglio per la Collettività è farle funzionare le Istituzioni, renderle efficienti le Organizzazioni pubbliche che forniscono i servizi di base e che, con la loro opera, mettono, questo si in senso liberale, tutti nelle condizioni di giocarsi la vita partendo da una posizione (il più possibile) paritaria. Ricordo infine a tutti i liberisti convinti la lezione dell'America, patria del liberismo sempre invocata (prima che Bush facesse la riforma della tassazione): non è per nascita che si ha il futuro assicurato (vedi tassazione sulle eredità), ma perché ogniuno mette a frutto, nel miglior modo possibile, i propri talenti. Grazie dello spazio che mi è concesso e, ovviamente, accetto ben volentieri contraddittori su questo. Come il prof. Arrigo ben sa, ogni iniziativa privata si muove solo e soltanto guidata dalla possibilità di fare profitti. In un mondo di concorrenza perfetta, come lui auspica, i capitali vanno dove le prospettive di profitto sono più elevate.
Questo implica che (anche) nel settore della sanità, della scuola, dei servizi sociali, l’iniziativa privata vorrebbe dire ricerca del massimo profitto, attraverso la conquista delle quote più interessanti della domanda: quelle di chi può pagare di più per avere il meglio. Avremmo sanità per i ricchi, scuola per i ricchi, ecc. Anche perché, i ricchi sarebbero sempre più ricchi dato che lo Stato, secondo la filosofia dell’autore e di coloro che scrivono sul blog iniziando dal dott. Giannino, avrebbe abdicato alla sua funzione di redistrubutore dei redditi abolendo la progressività della tassazione.
Per i meno fortunati perché nati da famiglie di meno abbienti, perché condannati a stipendi reali sempre più contenuti….. pazienza, che si accontentino di qualche aiuto da filantropi o dalla chiesa, ecc, ecc.
Saro forse ingenuo, nonostante i miei cinquanta anni e passa, ma continuo a pensare che la strada che produce il meglio per la Collettività è farle funzionare le Istituzioni, renderle efficienti le Organizzazioni pubbliche che forniscono i servizi di base e che, con la loro opera, mettono, questo si in senso liberale, tutti nelle condizioni di giocarsi la vita partendo da una posizione (il più possibile) paritaria.
Ricordo infine a tutti i liberisti convinti la lezione dell’America, patria del liberismo sempre invocata (prima che Bush facesse la riforma della tassazione): non è per nascita che si ha il futuro assicurato (vedi tassazione sulle eredità), ma perché ogniuno mette a frutto, nel miglior modo possibile, i propri talenti.
Grazie dello spazio che mi è concesso e, ovviamente, accetto ben volentieri contraddittori su questo.

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Di: michela /2011/02/20/prezzi-contro-tasse-2-a-0/comment-page-1/#comment-12793 michela Mon, 21 Feb 2011 19:47:06 +0000 /?p=8401#comment-12793 concordo sul ragionamento, ma sono sicura che noi italiani troveremmo subito il sistema di rubare anche qui. Ora i furbi evadono le tasse, dopo scroccheranno i servizi. Per quanto riguarda il nostro sistema fiscale mi accontenterei del quoziente familiare: due figlie in età scolare sono costosissime, e dobbiamo pagare anche le stesse tasse di quando eravamo soli! concordo sul ragionamento, ma sono sicura che noi italiani troveremmo subito il sistema di rubare anche qui. Ora i furbi evadono le tasse, dopo scroccheranno i servizi. Per quanto riguarda il nostro sistema fiscale mi accontenterei del quoziente familiare: due figlie in età scolare sono costosissime, e dobbiamo pagare anche le stesse tasse di quando eravamo soli!

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