Infatti sono proprio un neo-laureato!
]]>1-E’ chiaro che gli indacatori chiave restano sempre debito/pil, deficit/pil e tasso di crescita reale del pil. Tutto il resto conta fino a un certo punto. Il fatto che gli italiani siano ricchi e che abbiano pochi debiti, oltre che molto relativo (per es. se lo stato continua ad indebitarsi e l’economia stagna il valore del debiti statali italiani emessi cala e quello dei risparmi pure, idem per gli immobili o ancora se altri paesi hano problemi di bilancio il valore di quei titoli detenuti da italiani calerà..), non serve certo a garantire i creditori dello stato, tranne nell’ipotesi della patrimoniale o di ridurre/bloccare la libera circolazione dei capitali costringendoci forzatamente a finanziare il debito nazionale. In caso contrario i risparmi vanno dove ci sono le opportunità migliori e in questo momento per vari motivi l’Italia non lo è di certo. Il fatto che ci siano paesi con scarsa ricchezza e maggiori debiti privati rende quei paesi più rischiosi, ma certamente non rende NOI meno rischiosi! Il fatto che l’italia pur avendo questi 2 buoni parametri sia stata pesantemente attaccata (spread col bund) nei momenti peggiori della crisi finanziaria lo conferma! E il fatto che non sia ancora caduta non significa affatto che siamo salvi perchè Tremonti ha fatto notare ai fondi che abbiamo più risparmi, ma che siamo più difficili/troppo rischiosi (per ora) da attaccare sui mercati finanziari perchè più grandi! Un conto è shortare il debito greco un conto è farlo con quello italiano: servono 2 potenze di fuoco diverse e il rischio che la BCE trucchi il mercato comprando btp aumenta! Ma è solo questione di tempo!
2-Guarda caso l’Italia ha proprio un altissimo debito pubblico ufficiale (senza contare quello ufficioso/nascosto e quello prospettico per es legato alla previdenza o operazioni in derivati), un deficit cronico e una bassissima crescita, quando non è in recessione. In queste condizioni dubito che Tremonti da mesi sostenga la sua tesi per puro amore accademico: lo fa perchè ha interesse a farlo! Lo fa perchè non vuole/non è capace (per me è lo stesso!) di farlo scendere! Al di là dei tecnicismi il mio messaggio è questo: il governo non ha fatto nulla negli anni passati e non sta facendo nulla ancora oggi per l’economia, ed è ora di muoversi prima che sia troppo tardi! Quante privatizzazioni ha fatto? Quali liberalizzazioni ha fatto? Quale politica per la concorrenza è stata fatta (gas, elettricità, benzina, studi professionali, telecomunicazioni, editoria …..)? Quanto deficit e debito ha accumulato e non ridotto? Di quanto è effettivamente diminuita la pressione fiscale complessiva? Di quanto sono diminuiti i dipendenti pubblici? Quali riforme del mercato del lavoro o del sistema pensionistico sono state fatte? Le continue leggi per ridurre la certezza della pena e scassinare il sistema giudiziario incoraggiano davvero gli investimenti (per es, falso in bilancio)?
La sua teoria è eccellente, ma la realtà è che chi per anni si è comportato in un modo assolutamente antiliberale e antimercato (Tremonti ne era quasi fiero!) in campo economico, oggi non può certo aspettarsi la mia fiducia nè quella dei mercati! Vedrà che questa della ricchezza privata sarà solo l’ultima trovata per continuare a non far nulla delle cose che spesso Lei giustamente propone, pur di non perdere voti e mantere il potere! L’unico modo per cambiare le cose è che i liberali smettano di appoggiarli o quantomeno di lodarli/incensarli, e allora forse le cose cominceranno a cambiare! In USA ad esempio i repubblicani hanno dovuto cambiare registro sul serio se volevano essere rieletti ed ora i risultati cominciano ad esserci, basta vedere cosa sta succedendo in Wisconsin, in Ohio o alla Camera, robe che noi ci sogniamo, e questo è solo l’inizio! Se si accontenta della retorica di Tremonti e di qualche misero taglio qua e là che non cambia niente si acomodi, per me non è sufficiente: let me remind you that moderation in the pursuit of justice is no virtue.