Commenti a: Il G20 di Sarkò: Tobin tax resta fumo, Cina blandita, ma c’è un assist all’Italia /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/ diretto da Oscar Giannino Sat, 26 Feb 2011 22:09:42 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.4 Di: Marco /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12940 Marco Sat, 26 Feb 2011 17:01:45 +0000 /?p=8399#comment-12940 Il Giappone e diventato terzo a giugno ma e' stato secondo per 30 anni, e tutti lo hanno accettato come affidabile, il giorno ormai vicino che un 40% esce di scena per incapienza ed un 20% si indebita (fasce giovanili) e un altro 20% non ha margini tali da consentirsi investimenti "sicuri" ma infruttiferi suona una sveglia di quelle che assomigliano ai terremoti. Il Giappone e diventato terzo a giugno ma e’ stato secondo per 30 anni, e tutti lo hanno accettato come affidabile, il giorno ormai vicino che un 40% esce di scena per incapienza ed un 20% si indebita (fasce giovanili) e un altro 20% non ha margini tali da consentirsi investimenti “sicuri” ma infruttiferi suona una sveglia di quelle che assomigliano ai terremoti.

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Di: Marco /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12939 Marco Sat, 26 Feb 2011 16:56:34 +0000 /?p=8399#comment-12939 Non trovo particolarmente emozionante che il G20 formalizzi in qualche modo una cosa accertata e acclarata da almeno un paio di decenni visto che la seconda economia del pianeta ha una struttura ben piu solida ma simile all'Italia. Giappone e Italia infatti costituiscono un basso problema per l'FMI un loro eventuale default infatti infastidisce soltanto i mercati finanziari visto che il loro debito e' acquistato in gran parte dai loro cittadini ed e' questo l'insopportabile di chi gestisce con tanta leggerezza i nostri soldi perche la nostra penalizzazione e' duplice COME CONTRIBUENTI una schifezza COME SOTTOSCRITTORI DEL NOSTRO DEBITO un'infamia sull'informativa del rischio dell'investimento Non trovo particolarmente emozionante che il G20 formalizzi in qualche modo una cosa accertata e acclarata da almeno un paio di decenni visto che la seconda economia del pianeta ha una struttura ben piu solida ma simile all’Italia. Giappone e Italia infatti costituiscono un basso problema per l’FMI un loro eventuale default infatti infastidisce soltanto i mercati finanziari visto che il loro debito e’ acquistato in gran parte dai loro cittadini ed e’ questo l’insopportabile di chi gestisce con tanta leggerezza i nostri soldi perche la nostra penalizzazione e’ duplice
COME CONTRIBUENTI una schifezza
COME SOTTOSCRITTORI DEL NOSTRO DEBITO un’infamia sull’informativa del rischio dell’investimento

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Di: Andrea_CR /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12826 Andrea_CR Tue, 22 Feb 2011 13:41:10 +0000 /?p=8399#comment-12826 Al Dott. Gainnino: lei, a sostegno della tesi enunciata nell'articolo ha fornito una analisi internazionale (l'Italia vista dall'estero nella sua complessità). La mia opinione e, mi pare di capire, anche quella di molti altri lettori, e che se la classe politica italiana dovesse arrivare a prendere coscienza che la situazione della nostra finanza pubblica non è poi così grave ne approfitterebbe senza remore per ritornare ad una politica di "spesa" (la storia di accumulo del debito pubblico insegna). Oggi ciò che principalmente frena la curva del debito pubblico non siamo noi elettori (non illudiamoci), ma gli altri paesi dell'area euro con la Germania capofila. Se la questa "opera di persuasione" dovesse venire a mancare (e non sarà perchè l'Italia ha rimesso in ordine il proprio bilancio), l'esperienza ci insegna che i nostri amministratori ne approfitterebbero per diminuire i controlli sulla spesa. A questo punto alla prima crisi seria (rivolte del nord africa, crisi finanziaria di banche, default sovrani, aumento dei prezzi di materie prime, ed altro ancora) in cui si renderebbero necessari rigore ed un miglioramento dei conti, sarebbe non dico automatica ma quasi una bella tassa patrimoniale. Questi sono i principali motivi che mi portano a giudicare negativamente il D.I.L.. Al Dott. Gainnino: lei, a sostegno della tesi enunciata nell’articolo ha fornito una analisi internazionale (l’Italia vista dall’estero nella sua complessità). La mia opinione e, mi pare di capire, anche quella di molti altri lettori, e che se la classe politica italiana dovesse arrivare a prendere coscienza che la situazione della nostra finanza pubblica non è poi così grave ne approfitterebbe senza remore per ritornare ad una politica di “spesa” (la storia di accumulo del debito pubblico insegna).
Oggi ciò che principalmente frena la curva del debito pubblico non siamo noi elettori (non illudiamoci), ma gli altri paesi dell’area euro con la Germania capofila.
Se la questa “opera di persuasione” dovesse venire a mancare (e non sarà perchè l’Italia ha rimesso in ordine il proprio bilancio), l’esperienza ci insegna che i nostri amministratori ne approfitterebbero per diminuire i controlli sulla spesa.
A questo punto alla prima crisi seria (rivolte del nord africa, crisi finanziaria di banche, default sovrani, aumento dei prezzi di materie prime, ed altro ancora) in cui si renderebbero necessari rigore ed un miglioramento dei conti, sarebbe non dico automatica ma quasi una bella tassa patrimoniale.
Questi sono i principali motivi che mi portano a giudicare negativamente il D.I.L..

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Di: LucaS /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12809 LucaS Tue, 22 Feb 2011 10:21:43 +0000 /?p=8399#comment-12809 via, dott. Giannino, lo sa bene anche Lei che sommare debiti privati e pubblici e dire che tutto va bene è un bluf che scoprirebbe anche un neo-laureato!)? Infatti sono proprio un neo-laureato! via, dott. Giannino, lo sa bene anche Lei che sommare debiti privati e pubblici e dire che tutto va bene è un bluf che scoprirebbe anche un neo-laureato!)?

Infatti sono proprio un neo-laureato!

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Di: roberto /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12800 roberto Mon, 21 Feb 2011 21:43:57 +0000 /?p=8399#comment-12800 Caro sig. Lucas, pur non essendo un liberista "puro e duro" come Lei, le faccio i complimenti per la lucidità con la quale ha argomentato il suo disaccordo con il prfo. Giannino. Dovendo, per professione gestire i risparmi dei miei clienti, sono, anche mio malgrado, "costretto" a guardare i numeri macro che "contano" per i mercati (debito/pil, deficit/pil e tasso di crescita reale del pil) e questi, purtroppo, sono proprio quelli che Lei cita (e che Giannino conosce altrettanto bene). I mercati, che poi sono fatti da tanti individui e istitzioni come me, lei, la banca sotto casa, ecc, ragionano con semplicità: danno credito finché pensano che sia meritato, finché il debitore è considerato solvibile. Man mano che questo pensiero si fa più incerto richiedono maggiori garanzie e, ovviamente, maggior interesse per compensare il rischio crescente. Alla fine staccano la spina e.... amen! Questo è quello che sta succedendo all'Italia e che lei, sig Lucas, ha mirabilmente sintetizzato nel suo duplice intervento. Allora, che fare? aspettare che passi la nottata? fidarci delle rassicurazioni, delle alchimie e dei giochi di prestigio del Ministro (via, dott. Giannino, lo sa bene anche Lei che sommare debiti privati e pubblici e dire che tutto va bene è un bluf che scoprirebbe anche un neo-laureato!)? Ed aspettare il verdetto dei mercati che, come Lei dice e che io credo, prima o poi arriverà e sarà spietato? Con le spalle al muro ci siamo stati già 18 anni fà, ed allora si presero decisioni importanti, alcune temporanee, straordinarie e, forse, molto impopolari (patrimoniale), altre meno eclatanti, ma di sicura e duratura efficacia (accordi sui redditi, svlutazione), misure e provvedimenti che ci fecero "svoltare" ad un passo dal baratro (leggi like Argentina) e ci riportarono su un cammino virtuoso, fatto di avanzi di bilancio primario, crescita del pil, avanzi di bilancia dei pagamenti. Come fu possibile tuto questo: credo grazie alla "evaporazione" della classe politica che ci aveva portato a quella situazione (tangentopoli) ed al fatto che il Paese fu affidato a chi non aveva nessuna "velleità" politica, ma, avendone le doti tecniche e la capacità di guida si sentiva, veramente, al servizio dello Stato: Carlo Azelio Ciampi (prima da ministro del Tesoro, poi da Premier). Purtroppo, nei 18 anni succesivi, passata l'emergenza e rimessi in carreggiata i conti, si è tornati allo stesso andazzo. Anzi, mi correggo, con i Governi a guida Berlusconi si è tornati a far crescere il debito (lo ha testimoniato, suo malgrado anche il prof. Arrigo), perché con Prodi 1 e Prodi 2, l'avanzo primario tornava a salire. Con le spalle al muro, oggi, non ci siamo ancora, ma sono pochi i passi che ci separano da questo. Quindi, che fare per evitare il default ce lo ha insegnato la storia: ho solo paura che, qeusta volta, prevalga la logica di Sansone (e ci stiamo incamminando ben bene su quella strada!). Caro sig. Lucas, pur non essendo un liberista “puro e duro” come Lei, le faccio i complimenti per la lucidità con la quale ha argomentato il suo disaccordo con il prfo. Giannino. Dovendo, per professione gestire i risparmi dei miei clienti, sono, anche mio malgrado, “costretto” a guardare i numeri macro che “contano” per i mercati (debito/pil, deficit/pil e tasso di crescita reale del pil) e questi, purtroppo, sono proprio quelli che Lei cita (e che Giannino conosce altrettanto bene).
I mercati, che poi sono fatti da tanti individui e istitzioni come me, lei, la banca sotto casa, ecc, ragionano con semplicità: danno credito finché pensano che sia meritato, finché il debitore è considerato solvibile. Man mano che questo pensiero si fa più incerto richiedono maggiori garanzie e, ovviamente, maggior interesse per compensare il rischio crescente. Alla fine staccano la spina e…. amen!
Questo è quello che sta succedendo all’Italia e che lei, sig Lucas, ha mirabilmente sintetizzato nel suo duplice intervento.
Allora, che fare? aspettare che passi la nottata? fidarci delle rassicurazioni, delle alchimie e dei giochi di prestigio del Ministro (via, dott. Giannino, lo sa bene anche Lei che sommare debiti privati e pubblici e dire che tutto va bene è un bluf che scoprirebbe anche un neo-laureato!)? Ed aspettare il verdetto dei mercati che, come Lei dice e che io credo, prima o poi arriverà e sarà spietato?
Con le spalle al muro ci siamo stati già 18 anni fà, ed allora si presero decisioni importanti, alcune temporanee, straordinarie e, forse, molto impopolari (patrimoniale), altre meno eclatanti, ma di sicura e duratura efficacia (accordi sui redditi, svlutazione), misure e provvedimenti che ci fecero “svoltare” ad un passo dal baratro (leggi like Argentina) e ci riportarono su un cammino virtuoso, fatto di avanzi di bilancio primario, crescita del pil, avanzi di bilancia dei pagamenti.
Come fu possibile tuto questo: credo grazie alla “evaporazione” della classe politica che ci aveva portato a quella situazione (tangentopoli) ed al fatto che il Paese fu affidato a chi non aveva nessuna “velleità” politica, ma, avendone le doti tecniche e la capacità di guida si sentiva, veramente, al servizio dello Stato: Carlo Azelio Ciampi (prima da ministro del Tesoro, poi da Premier).
Purtroppo, nei 18 anni succesivi, passata l’emergenza e rimessi in carreggiata i conti, si è tornati allo stesso andazzo. Anzi, mi correggo, con i Governi a guida Berlusconi si è tornati a far crescere il debito (lo ha testimoniato, suo malgrado anche il prof. Arrigo), perché con Prodi 1 e Prodi 2, l’avanzo primario tornava a salire.
Con le spalle al muro, oggi, non ci siamo ancora, ma sono pochi i passi che ci separano da questo.
Quindi, che fare per evitare il default ce lo ha insegnato la storia: ho solo paura che, qeusta volta, prevalga la logica di Sansone (e ci stiamo incamminando ben bene su quella strada!).

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Di: ivano /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12798 ivano Mon, 21 Feb 2011 21:08:05 +0000 /?p=8399#comment-12798 basta con le balle,Per i Paesi europei in crisi a causa del debito troppo elevato, il peggio deve ancora arrivare. Lo dice Axel Weber, presidente uscente di Bundesbank e membro del consiglio direttivo della Bce. ''Facendo il paragone con una maratona, i Paesi problematici hanno fatto finora forse i primi 15 km''. Per Weber, le vere difficolta' arriveranno quando i detentori privati del debito pubblico - banche, fondi e aziende - saranno chiamati ad assumersi la propria quota di perdite sul capitale investito. E' uno scenario ben conosciuto dal mercato obbligazionario ma sul quale governi, politici e banche mentono, manipolano, disinformano. basta con le balle,Per i Paesi europei in crisi a causa del debito troppo elevato, il peggio deve ancora arrivare. Lo dice Axel Weber, presidente uscente di Bundesbank e membro del consiglio direttivo della Bce. ”Facendo il paragone con una maratona, i Paesi problematici hanno fatto finora forse i primi 15 km”. Per Weber, le vere difficolta’ arriveranno quando i detentori privati del debito pubblico – banche, fondi e aziende – saranno chiamati ad assumersi la propria quota di perdite sul capitale investito. E’ uno scenario ben conosciuto dal mercato obbligazionario ma sul quale governi, politici e banche mentono, manipolano, disinformano.

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Di: LucaS /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12792 LucaS Mon, 21 Feb 2011 19:45:23 +0000 /?p=8399#comment-12792 Mi ero già scusato per il tono del commento e le confermo la mia stima come giornalista economico. Detto questo, sul contenuto non sono daccordo. Tanto per cominciare un conto è considerare altri indicatori per avere un quadro più completo, un altro è 1-quanta importanza dargli e 2-che politiche o scelte d'investimento trarne. 1-E' chiaro che gli indacatori chiave restano sempre debito/pil, deficit/pil e tasso di crescita reale del pil. Tutto il resto conta fino a un certo punto. Il fatto che gli italiani siano ricchi e che abbiano pochi debiti, oltre che molto relativo (per es. se lo stato continua ad indebitarsi e l'economia stagna il valore del debiti statali italiani emessi cala e quello dei risparmi pure, idem per gli immobili o ancora se altri paesi hano problemi di bilancio il valore di quei titoli detenuti da italiani calerà..), non serve certo a garantire i creditori dello stato, tranne nell'ipotesi della patrimoniale o di ridurre/bloccare la libera circolazione dei capitali costringendoci forzatamente a finanziare il debito nazionale. In caso contrario i risparmi vanno dove ci sono le opportunità migliori e in questo momento per vari motivi l'Italia non lo è di certo. Il fatto che ci siano paesi con scarsa ricchezza e maggiori debiti privati rende quei paesi più rischiosi, ma certamente non rende NOI meno rischiosi! Il fatto che l'italia pur avendo questi 2 buoni parametri sia stata pesantemente attaccata (spread col bund) nei momenti peggiori della crisi finanziaria lo conferma! E il fatto che non sia ancora caduta non significa affatto che siamo salvi perchè Tremonti ha fatto notare ai fondi che abbiamo più risparmi, ma che siamo più difficili/troppo rischiosi (per ora) da attaccare sui mercati finanziari perchè più grandi! Un conto è shortare il debito greco un conto è farlo con quello italiano: servono 2 potenze di fuoco diverse e il rischio che la BCE trucchi il mercato comprando btp aumenta! Ma è solo questione di tempo! 2-Guarda caso l'Italia ha proprio un altissimo debito pubblico ufficiale (senza contare quello ufficioso/nascosto e quello prospettico per es legato alla previdenza o operazioni in derivati), un deficit cronico e una bassissima crescita, quando non è in recessione. In queste condizioni dubito che Tremonti da mesi sostenga la sua tesi per puro amore accademico: lo fa perchè ha interesse a farlo! Lo fa perchè non vuole/non è capace (per me è lo stesso!) di farlo scendere! Al di là dei tecnicismi il mio messaggio è questo: il governo non ha fatto nulla negli anni passati e non sta facendo nulla ancora oggi per l'economia, ed è ora di muoversi prima che sia troppo tardi! Quante privatizzazioni ha fatto? Quali liberalizzazioni ha fatto? Quale politica per la concorrenza è stata fatta (gas, elettricità, benzina, studi professionali, telecomunicazioni, editoria .....)? Quanto deficit e debito ha accumulato e non ridotto? Di quanto è effettivamente diminuita la pressione fiscale complessiva? Di quanto sono diminuiti i dipendenti pubblici? Quali riforme del mercato del lavoro o del sistema pensionistico sono state fatte? Le continue leggi per ridurre la certezza della pena e scassinare il sistema giudiziario incoraggiano davvero gli investimenti (per es, falso in bilancio)? La sua teoria è eccellente, ma la realtà è che chi per anni si è comportato in un modo assolutamente antiliberale e antimercato (Tremonti ne era quasi fiero!) in campo economico, oggi non può certo aspettarsi la mia fiducia nè quella dei mercati! Vedrà che questa della ricchezza privata sarà solo l'ultima trovata per continuare a non far nulla delle cose che spesso Lei giustamente propone, pur di non perdere voti e mantere il potere! L'unico modo per cambiare le cose è che i liberali smettano di appoggiarli o quantomeno di lodarli/incensarli, e allora forse le cose cominceranno a cambiare! In USA ad esempio i repubblicani hanno dovuto cambiare registro sul serio se volevano essere rieletti ed ora i risultati cominciano ad esserci, basta vedere cosa sta succedendo in Wisconsin, in Ohio o alla Camera, robe che noi ci sogniamo, e questo è solo l'inizio! Se si accontenta della retorica di Tremonti e di qualche misero taglio qua e là che non cambia niente si acomodi, per me non è sufficiente: let me remind you that moderation in the pursuit of justice is no virtue. Mi ero già scusato per il tono del commento e le confermo la mia stima come giornalista economico. Detto questo, sul contenuto non sono daccordo. Tanto per cominciare un conto è considerare altri indicatori per avere un quadro più completo, un altro è 1-quanta importanza dargli e 2-che politiche o scelte d’investimento trarne.

1-E’ chiaro che gli indacatori chiave restano sempre debito/pil, deficit/pil e tasso di crescita reale del pil. Tutto il resto conta fino a un certo punto. Il fatto che gli italiani siano ricchi e che abbiano pochi debiti, oltre che molto relativo (per es. se lo stato continua ad indebitarsi e l’economia stagna il valore del debiti statali italiani emessi cala e quello dei risparmi pure, idem per gli immobili o ancora se altri paesi hano problemi di bilancio il valore di quei titoli detenuti da italiani calerà..), non serve certo a garantire i creditori dello stato, tranne nell’ipotesi della patrimoniale o di ridurre/bloccare la libera circolazione dei capitali costringendoci forzatamente a finanziare il debito nazionale. In caso contrario i risparmi vanno dove ci sono le opportunità migliori e in questo momento per vari motivi l’Italia non lo è di certo. Il fatto che ci siano paesi con scarsa ricchezza e maggiori debiti privati rende quei paesi più rischiosi, ma certamente non rende NOI meno rischiosi! Il fatto che l’italia pur avendo questi 2 buoni parametri sia stata pesantemente attaccata (spread col bund) nei momenti peggiori della crisi finanziaria lo conferma! E il fatto che non sia ancora caduta non significa affatto che siamo salvi perchè Tremonti ha fatto notare ai fondi che abbiamo più risparmi, ma che siamo più difficili/troppo rischiosi (per ora) da attaccare sui mercati finanziari perchè più grandi! Un conto è shortare il debito greco un conto è farlo con quello italiano: servono 2 potenze di fuoco diverse e il rischio che la BCE trucchi il mercato comprando btp aumenta! Ma è solo questione di tempo!
2-Guarda caso l’Italia ha proprio un altissimo debito pubblico ufficiale (senza contare quello ufficioso/nascosto e quello prospettico per es legato alla previdenza o operazioni in derivati), un deficit cronico e una bassissima crescita, quando non è in recessione. In queste condizioni dubito che Tremonti da mesi sostenga la sua tesi per puro amore accademico: lo fa perchè ha interesse a farlo! Lo fa perchè non vuole/non è capace (per me è lo stesso!) di farlo scendere! Al di là dei tecnicismi il mio messaggio è questo: il governo non ha fatto nulla negli anni passati e non sta facendo nulla ancora oggi per l’economia, ed è ora di muoversi prima che sia troppo tardi! Quante privatizzazioni ha fatto? Quali liberalizzazioni ha fatto? Quale politica per la concorrenza è stata fatta (gas, elettricità, benzina, studi professionali, telecomunicazioni, editoria …..)? Quanto deficit e debito ha accumulato e non ridotto? Di quanto è effettivamente diminuita la pressione fiscale complessiva? Di quanto sono diminuiti i dipendenti pubblici? Quali riforme del mercato del lavoro o del sistema pensionistico sono state fatte? Le continue leggi per ridurre la certezza della pena e scassinare il sistema giudiziario incoraggiano davvero gli investimenti (per es, falso in bilancio)?
La sua teoria è eccellente, ma la realtà è che chi per anni si è comportato in un modo assolutamente antiliberale e antimercato (Tremonti ne era quasi fiero!) in campo economico, oggi non può certo aspettarsi la mia fiducia nè quella dei mercati! Vedrà che questa della ricchezza privata sarà solo l’ultima trovata per continuare a non far nulla delle cose che spesso Lei giustamente propone, pur di non perdere voti e mantere il potere! L’unico modo per cambiare le cose è che i liberali smettano di appoggiarli o quantomeno di lodarli/incensarli, e allora forse le cose cominceranno a cambiare! In USA ad esempio i repubblicani hanno dovuto cambiare registro sul serio se volevano essere rieletti ed ora i risultati cominciano ad esserci, basta vedere cosa sta succedendo in Wisconsin, in Ohio o alla Camera, robe che noi ci sogniamo, e questo è solo l’inizio! Se si accontenta della retorica di Tremonti e di qualche misero taglio qua e là che non cambia niente si acomodi, per me non è sufficiente: let me remind you that moderation in the pursuit of justice is no virtue.

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Di: Oscar Giannino /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12789 Oscar Giannino Mon, 21 Feb 2011 16:43:58 +0000 /?p=8399#comment-12789 rispondo solo ora, perché francamente resto basìto quando leggo che secondo per esempio pietro vi considererei con la sveglia al naso e l'anello al collo. qualche bromuro in più farebbe bene a molti! No, cari tutti, non c'è alcuna contraddizione perché io sono e resto contrario alla patrimoniale,ma cercate di capire di che cosa si sta parlando prima di emettere sentenze. Il G20 si occupa di estendere la lista del Washington consensus su come misurare l'instabilità di un Paese, in altre parole su quali parametri tentera ei indirizzare il lending risk su ogni tiopo di flusso di capitalem sul mercato: cercando di esere sintetici e dunque con qulche forzatura tecnica, le componmenti a cui guarda il mercato nelle sue decisioni quotidiane sono essenzialmente tre: il tasso d'interesse ifficiale di un paese o di un'area come nel caso euro dove moneta e tassi ufficiali sono comuni; lo spread che in quel Paese si pratica rispetto al tasso ufficiale, cioè il premio al rischio pubblico da debito pubblico e deficit aggiuntivo pubblico per anno; redditività del capitale (ROE,ROI,ROACE etc) nels ettore specifico e andamenti P/E se si parla di investimenti in imprese o quotate. Rispetto a questi fondamentali, il washingtonj consensu8 degli ultuimi vent'anni non basta più, e dunque nella solvibilità comp0lessiva di un paese occorre anche comprendere l'equilibrio-squilibrio della sua bilancia dei pagamenti )bilancia commeriale e dei flussi fi9nanziari) per capire se non dipenda troppo da estero cioè non cosnuimi più di quanto produce e risparmia, nonché tasso di risparmio e patrimionializzazioen delle componenti private cioè famiglie, imprese e banche. Confndere tutto questo - bussole più affidabili per i mercati e gli intermediari finanziari che operano sui mercati - con una furbata per mettere la patrimoniale è scambiare lucciole per lanterne. Che cosa c'entra e chi ha detto mai qui, come scrive LUcaS, che il DIL dovrebbe "sostituire" gli idndicatori di solvibilità pubblica? Se ci provassero con la patrimoniale, chiunque, destra o sinistra, noi andiamo in piazza, questo è sicuro. Ma cosa c'entra col G20? Capisco che l'Italia sia ridotta per lo più a curva sud contro curva nord, ma qui vi assicuro che non stacchiamo biglietti per lo stadio. Quanto a laura che legittimamente critica per la mia "apparente" eleganza e mi dà del disonesto intellettualmente, libera di farlo e non mi offendo. Nel merito Gramsci sarà pure come scrivi tu "nobile e sempre attuale", ma col pantheon unitario il mio giudizio è e resta che c'entri come il sottoscritto con gli indossatori più belli al mondo. L'unità d'italia col comunismo e l'antifascismio e il fascismo e i loro pensatori non ci azzeca nulla, direbbe Di Pietro. Se poi cara Laura ti sembra inelegante e disonesto che lo dica, la storia non l'ho fatta io ma mi limito a studiarla e a non contraffarla. rispondo solo ora, perché francamente resto basìto quando leggo che secondo per esempio pietro vi considererei con la sveglia al naso e l’anello al collo. qualche bromuro in più farebbe bene a molti!
No, cari tutti, non c’è alcuna contraddizione perché io sono e resto contrario alla patrimoniale,ma cercate di capire di che cosa si sta parlando prima di emettere sentenze. Il G20 si occupa di estendere la lista del Washington consensus su come misurare l’instabilità di un Paese, in altre parole su quali parametri tentera ei indirizzare il lending risk su ogni tiopo di flusso di capitalem sul mercato: cercando di esere sintetici e dunque con qulche forzatura tecnica, le componmenti a cui guarda il mercato nelle sue decisioni quotidiane sono essenzialmente tre: il tasso d’interesse ifficiale di un paese o di un’area come nel caso euro dove moneta e tassi ufficiali sono comuni; lo spread che in quel Paese si pratica rispetto al tasso ufficiale, cioè il premio al rischio pubblico da debito pubblico e deficit aggiuntivo pubblico per anno; redditività del capitale (ROE,ROI,ROACE etc) nels ettore specifico e andamenti P/E se si parla di investimenti in imprese o quotate. Rispetto a questi fondamentali, il washingtonj consensu8 degli ultuimi vent’anni non basta più, e dunque nella solvibilità comp0lessiva di un paese occorre anche comprendere l’equilibrio-squilibrio della sua bilancia dei pagamenti )bilancia commeriale e dei flussi fi9nanziari) per capire se non dipenda troppo da estero cioè non cosnuimi più di quanto produce e risparmia, nonché tasso di risparmio e patrimionializzazioen delle componenti private cioè famiglie, imprese e banche. Confndere tutto questo – bussole più affidabili per i mercati e gli intermediari finanziari che operano sui mercati – con una furbata per mettere la patrimoniale è scambiare lucciole per lanterne. Che cosa c’entra e chi ha detto mai qui, come scrive LUcaS, che il DIL dovrebbe “sostituire” gli idndicatori di solvibilità pubblica? Se ci provassero con la patrimoniale, chiunque, destra o sinistra, noi andiamo in piazza, questo è sicuro. Ma cosa c’entra col G20? Capisco che l’Italia sia ridotta per lo più a curva sud contro curva nord, ma qui vi assicuro che non stacchiamo biglietti per lo stadio.
Quanto a laura che legittimamente critica per la mia “apparente” eleganza e mi dà del disonesto intellettualmente, libera di farlo e non mi offendo. Nel merito Gramsci sarà pure come scrivi tu “nobile e sempre attuale”, ma col pantheon unitario il mio giudizio è e resta che c’entri come il sottoscritto con gli indossatori più belli al mondo. L’unità d’italia col comunismo e l’antifascismio e il fascismo e i loro pensatori non ci azzeca nulla, direbbe Di Pietro. Se poi cara Laura ti sembra inelegante e disonesto che lo dica, la storia non l’ho fatta io ma mi limito a studiarla e a non contraffarla.

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Di: Julijana /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12786 Julijana Mon, 21 Feb 2011 15:07:44 +0000 /?p=8399#comment-12786 Il patrimonio privato degli italiani (quello monetario, finanziario e immobiliare) non è il collaterale del debito pubblico! Perchè se passa il messaggio che lo è, e pare che ci siamo, prossima mossa è l'escussione forzata dello stesso collaterale con una bella patrimoniale straordinaria! Il patrimonio privato degli italiani (quello monetario, finanziario e immobiliare) non è il collaterale del debito pubblico!
Perchè se passa il messaggio che lo è, e pare che ci siamo, prossima mossa è l’escussione forzata dello stesso collaterale con una bella patrimoniale straordinaria!

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Di: Andrea_CR /2011/02/19/il-g20-di-sarko-tobin-tax-resta-fumo-cina-blandita-ma-ce-un-assist-allitalia/comment-page-1/#comment-12785 Andrea_CR Mon, 21 Feb 2011 14:01:48 +0000 /?p=8399#comment-12785 Io non lo considero un successo e non mi rallegro per questo. Considerare anche l'indebitamento privato significa che, in caso di necessità (cosa che diventa ogni giorno più probabile) il risparmio/patrimonio degli italiani sarà utilizzato per ripianare il debito pubblico. Questo non è altro che la privatizzazione del debito, concetto base che stà alla base della tassa patrimoniale. Non comprendo come questo blog da un lato avversi (giustamente) la tassa patrimoniale, e dall'altro lato sostenga convintamente chi getta le fondamenta affinché, in un prossimo futuro, avvenga questa nuova tassazione. Il risparmio/patrimonio del contribuente italiano é proprietà privata! Il risparmio/patrimonio del contribuente italiano è già stato sottoposto ad una più che consistente tassazione! Per questi (non unici) motivi, il risparmio/patrimonio del contribuente italiano non dovrebbe fungere da garanzia per il debito pubblico. Io non lo considero un successo e non mi rallegro per questo. Considerare anche l’indebitamento privato significa che, in caso di necessità (cosa che diventa ogni giorno più probabile) il risparmio/patrimonio degli italiani sarà utilizzato per ripianare il debito pubblico. Questo non è altro che la privatizzazione del debito, concetto base che stà alla base della tassa patrimoniale.
Non comprendo come questo blog da un lato avversi (giustamente) la tassa patrimoniale, e dall’altro lato sostenga convintamente chi getta le fondamenta affinché, in un prossimo futuro, avvenga questa nuova tassazione.
Il risparmio/patrimonio del contribuente italiano é proprietà privata!
Il risparmio/patrimonio del contribuente italiano è già stato sottoposto ad una più che consistente tassazione!
Per questi (non unici) motivi, il risparmio/patrimonio del contribuente italiano non dovrebbe fungere da garanzia per il debito pubblico.

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