Sergio :
@ Federico: amo il professionismo americano, mi piace il prodotto nfl e quello mlb (meno quello NBA) e mi piace una lega chiusa. sul fatto che il modello sia esportabile in eutopa … non so. molti dicono che non è possibile. io dico che non conoscono a fondo il modello americano che combina sport e spettacolo in un modo che disorienta le anime belle ma io ritengo molto creativo. forse ci vorrebbero le famose regole (a cominciare di quelle che propone Platini. infatti è con ironia che parlavo del libero mercato europeo: è un mercato senza regole (tutelato in verità dall’UE a partire della famosa sentenza, il che è una vergogna), che porta alle conseguenze che lei dice. sui Packers … ritengo sempre che l’articolo della nostra camilla è fuorviante se non prende in considerazione il prodotto NFL nel suo complesso. e comunque meglio i Packers che gli Steelers. saluti
Ok, tutto molto più chiaro ora, ho certamente frainteso il senso tra le righe. Giusto certamente parlare della NFL nel suo complesso, non solo dei Packers. E meno male che siamo decisamente d’accordo nel vedere niente di accomunabile ad un mercato libero in Europa!
]]>@ Sergio: discordo profondamente dalla conclusione per cui il libero mercato nello sport professionistico di alto livello si trova in Europa e in Italia. Quello del calcio europeo è un mercato oligopolista, drogato dai governi, avulso da ogni regola. Se non ci piace una lega chiusa è un discorso, ma non dipingiamo quadri così palesemente non veri. Tasse non pagate e decreti spalmatasse, debiti non saldati e prestiti bancari da centinaia di milioni di euro, leggi speciali per ridurre il prelievo fiscale su calciatori stranieri…ma questo sarebbe libero mercato? E ovviamente tutto ciò a protezione dei club più grandi? Ma per favore…speriamo piuttosto di avere una lega europea come la NFL o l’NBA…viva il professionismo americano! E viva anche la possibilità di avere una franchigia sostenuta da azionariato popolare come i Packers…ma non alla maniera del Real o del Barcellona, vincenti sì ma con investimenti e indebitamenti da capogiro e in virtù di leggi profondamente ingiuste e discriminatorie nei confronti dei cittadini medi dei propri paesi.
]]>Whose broad stripes and bright stars, through the perilous fight,
O’er the ramparts we watched, were so gallantly streaming?
Diventa
Whose broad stripes and bright stars, through the perilous fight,
what so proudly we watched, at the twilight’s last gleaming
—————- ossia ————————–
Le cui larghe striscie e brillanti stelle, nella battaglia pericolosa,
sui bastioni che guardavamo, sventolavano gagliardamente?
Diventa
Le cui larghe striscie e brillanti stelle, nella battaglia pericolosa,
quello che guardavamo con tanto orgoglio, all’ultimo raggio del crepuscolo
Nota: Guardavamo con tanto orgoglio volutamente al passato, segno che ora
c’è chi non è più orgoglioso delle stelle e striscie.
Tutto questo annunciato al superbowl con l’odiens al massimo.
Guardate l’inno su sky
http://mag.sky.it/mag/musica/2011/02/07/christina_aguilera_stona_superbowl.html
al 0:26 del video inizia la strofa incriminata. Sky afferma solo che la cantante stona
ma sinceramente canta meglio degli amici della de PiPPi’s.