Ps: ho dei problemi con il correttore automatico dell’Ipad
]]>Secondo me più se ne parla e meno la si fa.
Amato quando ne ha fatta uan nel ’93 (di modesta entità) la ha comunicata a cose fatte, il prelievo forzoso su i CC era già avvenuto.
]]>@stefano
Beh non proprio. Sono studente, figlio di una partita Iva. Per trovare un dipendente pubblico devo andare a qualche parente di terzo grado. La mia aspirazione non è quella , ma non direi che è un mestiere così disonorevole.
A parte questo potrei essere d’accordo su alcune eccessive tutele, ma forze non pensiamo alle stesse persone. Sinceramente non penso che il problema del mercato del lavoro sia quello degli eccessivi diritti.
Più di un lettore ha messo in croce Amato. Non intendo difenderlo. A mio modesto parere è molto più colpevole chi questo deficit ha creato e scientemente voluto. Ricordo le parole di scherno dei Craxi, dei Cirino Pomicino, dei Formica per quanti dimostravano preoccupazione dinanzi al trend dell’ indebitamento pubblico.
Quando lo Stato scialava pochissimi hanno mostrato la loro contrarietà; anzi più un amministratore pubblico sperperava e prometteva la luna più alto era il consenso che riceveva. Tutti abbiamo beneficiato di questo Stato sprecone che ci ha permesso di vivere al di sopra delle nostre possibilità. Ora che si tratta di pagare il conto tutti si dissociano. Siamo d’accordo che i sacrifici debbano essere fatti ma dagli altri.
Per finire una mia modesta previsione. Un giorno l’Europa o qualche evento drammatico ci obbligherà a ridurre velocemente il nostro debito pubblico. Chi sarà al governo quel giorno (Berlusconi, Bersani o Casini), avendo l’acqua alla gola e non essendo riuscito ad attuare alcun credibile piano di rientro, potrà solo prendere un provvedimento : imporre agli Italiani una pesante patrimoniale “una tantum”.
]]>Per quanto riguarda l’altro tuo post:
se guadagno tot € al mese, sempre che arrivi lavoro, imho è colpa del mercato del lavoro rigido e del fatto che ci sono persone ipertutelate (faccio una congettura: credo tu sia un pubblico dipendente o simili, o che quella sia la tua aspirazione se ancora studi) a scapito di chi tutele non ne ha.
Negli anni ’80, a scuoletta, mi sono preso del “mona” dal prof. di educazione civica nonché preside: se non ricordo male avevamo sforato il bilancio statale di circa 50’000 miliardi di lire. Non una tregedia, se fosse stato un singolo anno, ma alla mia domanda “ma scusi sig. preside, se continuiamo di questo passo, dove andremo a finire? Non si rende conto che è un incubo?”.
L’educata risposta, al tempo purtroppo priva di conseguenze, è stata più o meno: ” Mi rendo solo conto che sei un mona nato ieri e che non capisci niente, studia che è meglio…”.
Io sono forse rimasto il mona di prima, ma ritengo di aver avuto ragione allora come oggi.
Francesco, senza ironia alcuna, ti faccio i miei migliori auguri: spero che tu non ti penta di dove hai riposto la tua fiducia. Perché se andiamo a fondo, ci andiamo tutti assieme.