Francesco Nicolai :@Gianni EliaNon sono sicuro che tu abbia letto attentamente. Se vedi il grafico, il trend della disoccupazione sotto Roosevelt è chiaro. Inoltre, se la spesa pubblica fosse il problema , come mai è servita l’enorme domanda pubblica generata dalle necessità belliche?Riguardo al deficit il paper ed il post successivo sono abbastanza chiari sul ruolo della riduzione della tassazione. Comunque se non bastasse dai un’occhiata qua: http://research.stlouisfed.org/fred2/graph/fredgraph.png?bgcolor=%23B3CDE7&chart_type=line&drp=0&fo=ve&graph_bgcolor=%23FFFFFF&height=378&mode=fred&preserve_ratio=checked&recession_bars=On&txtcolor=%23000000&ts=8&width=630&id=FYFSD&scale=Left&range=Custom&cosd=1975-06-30&coed=1995-09-30&line_color=%230000FF&link_values=false&line_style=Solid&mark_type=NONE&mw=4&lw=1&ost=-99999&oet=99999&mma=0&fml=a&fq=Annual%2C+Fiscal+Year&fam=avg&fgst=lin&transformation=lin&vintage_date=2010-12-29&revision_date=2010-12-29
A me pare piuttosto chiaro quello che avevo affermato inizialmente: la disoccupazione con Roosevelt rimase costantemente a 2 cifre e il temporaneo trend cui tu alludi è semplicemente dovuto a un boom (sic!) insostenibile per le ragioni che ho tentato di spiegare un paio di volte.
Concorederai che “la spesa pubblica generata dalle necessità belliche” non è servita a nulla se non a distruggere un ammontare inimmaginabile di risorse che sarebbero potute essere impiegate per soddisfare bisogni ben piu’ importanti. Penso basti questa banale considerazione per capire che la spesa pubblica è il problema, non certo la bassa tassazione. In altre parole la spesa dello stato non è equivalente a quella dei privati
Francesco Nicolai :@Pietro MonsurròNon capisco il legame tra distruzione di moneta e prezzi. O perlomeno vorrei sapere a cosa ti riferisci con “moneta”:BM, M1, M2, M3??Perchè, ad esempio, guarda cosa è successo negli anni ’30 a Base Monetaria e M2 : http://www.princeton.edu/~pkrugman/qe_depression.PNGE comunque non mi sembra che i prezzi non siano calati durante la Depressione: http://research.stlouisfed.org/fred2/graph/fredgraph.png?bgcolor=%23B3CDE7&chart_type=line&drp=0&fo=ve&graph_bgcolor=%23FFFFFF&height=378&mode=fred&preserve_ratio=checked&recession_bars=On&txtcolor=%23000000&ts=8&width=630&id=CPIAUCNS&scale=Left&range=Custom&cosd=1925-01-01&coed=1945-11-01&line_color=%230000FF&link_values=false&line_style=Solid&mark_type=NONE&mw=4&lw=1&ost=-99999&oet=99999&mma=0&fml=a&fq=Monthly&fam=avg&fgst=lin&transformation=lin&vintage_date=2011-01-01&revision_date=2011-01-01
Riguardo alla disoccupazione vorrei sapere dove hai letto che nel 1941 la disoccupazione era del 20%. Al massimo si è toccato un 19% nel 1938, quando FDR si era addormentato.Comunque direi che c’è stata un po’ di ripresa sotto FDR, non proprio solo una normalizzazione della situazione, oppure no?!
Non è che Roosevelt si era addormentato è che non lavoriamo tanto per passare il tempo. O per lo meno questo non è lavoro produttivo. Roosevelt ando’ avanti per 5-6 anni distorcendo l’allocazione di lavoro e fattori produttivi sino a quando fu presentato il conto. Cioè la spesa pubblica non si finanzia certo da sè (forse da italiani dovremmo saperlo)
Se non erro in “Rethinking the great depression” Powell nelle pagine finali presenta un po’ di statistiche in cui mostra che tenendo conto dei soldati coscritti o al fronte la disccupazione era comunque a due cifre anche nei primi anni di guerra
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Francesco Nicolai :@Gianni EliaSulla disoccupazione: http://ingrimayne.com/econ/EconomicCatastrophe/Figure5.4.gifTra l’altro, se non mi sbaglio, nel 29 si calcolava il tasso di disoccupazione in modo diverso. Le statistiche ufficiali del BLS sono iniziate nel ’50.A parità di spesa pubblica,abbassare tasse provoca deficit se la tassazione non è eccessivamente alta ( circa 70%) :http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6VBW-3YN9DR5-4&_user=10&_coverDate=12%2F31%2F1995&_rdoc=1&_fmt=high&_orig=search&_origin=search&_sort=d&_docanchor=&view=c&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=e08079aeea0f3adb8625a55bb56140b9&searchtype=a
http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6VBW-3YN9DR5-4&_user=10&_coverDate=12%2F31%2F1995&_rdoc=1&_fmt=high&_orig=search&_origin=search&_sort=d&_docanchor=&view=c&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=e08079aeea0f3adb8625a55bb56140b9&searchtype=a
Come vedi Roosevelt non riusci’ in nessuna ripresa: la spesa pubblica procrastino’ i problemi occupazionali sino a quando non decise di infilarsi in guerra. Quel grafico dimostra bene che la spesa pubblica non puo’ creare occupazione produttiva, fare il politico e l’imprenditore sono cose ben diverese.
Se ricordiamo la crisi del ’29 e non quella forse piu’ grave del ’21 (oltre a molte altre) mi sa che è solo per la gestione pubblica della prima che la rese
Infine è la spesa pubblica che provoca deficit: lo stato di suo non produce nulla infatti vive di tasse cioè del reddito altrui
]]>Riguardo alla disoccupazione vorrei sapere dove hai letto che nel 1941 la disoccupazione era del 20%. Al massimo si è toccato un 19% nel 1938, quando FDR si era addormentato.
Comunque direi che c’è stata un po’ di ripresa sotto FDR, non proprio solo una normalizzazione della situazione, oppure no?!
http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6VBW-3YN9DR5-4&_user=10&_coverDate=12%2F31%2F1995&_rdoc=1&_fmt=high&_orig=search&_origin=search&_sort=d&_docanchor=&view=c&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=e08079aeea0f3adb8625a55bb56140b9&searchtype=a
]]>Come detto prima, il mercato del lavoro rimase largamente in coma.
La ripresa di Roosevelt, dunque, non ci fu: ci fu una normalizzazione della situazione, e una ripresa della produzione, che però non tornò in linea con quella degli anni ’20 fino alla seconda metà degli anni ’30.
Quello che ha senso è dire che, una volta usciti dal gold standard, era più facile inflazionare e ridurre i salari reali e dunque far riprendere gli investimenti. E questo, in parte, è ciò che è accaduto.
]]>Roosevelt si limitò a perpetuare questo stato di cose, e infatti nel 1941 la disoccupazione – grazie alle sue politiche geniali – era ancora al 20%.
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