Commenti a: Fossi irlandese: viva la sterlina! /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/ diretto da Oscar Giannino Fri, 24 Dec 2010 00:30:31 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Sàntolo Cannavale /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10854 Sàntolo Cannavale Sun, 12 Dec 2010 02:49:34 +0000 /?p=7656#comment-10854 Caro Giannino, per lei nutro stima ed ammirazione, ascolto con piacere i suoi interventi in radio e televisione e con interesse leggo i suoi scritti. A proposito della sterlina, però, di recente ho scritto quanto segue. Cordiali saluti. Sàntolo Cannavale Euro al posto della sterlina in Gran Bretagna? Sono tanti gli articoli che trattano delle difficoltà dell’euro a fronteggiare gli scompensi finanziari di alcuni paesi dell’Unione europea. Essi si riferiscono, tra l’altro, agli interventi non sempre tempestivi e convinti da parte delle autorità nazionali e comunitarie ed evidenziano gli attacchi della speculazione internazionale, pronta a sfruttare gli sbandamenti dei mercati, in particolare quelli obbligazionari e valutari, e le conseguenti ghiotte occasioni di guadagni. Uno degli ultimi articoli pubblicati è quello della redazione londinese dell’Economist del 2 dicembre 2010, dal titolo eloquente: Il futuro dell’euro. Non facciamo sciocchezze. (The future of the euro. Don't do it). In premessa asserisce: “Il fatto che i cittadini europei non riescano più a vivere sotto il giogo dell'euro non depone a favore della moneta unica. Nella periferia d'Europa molti vorrebbero evitare l'opprimente rigore che potrebbe essere necessario per far tornare competitivi stipendi e prezzi. Nel centro, dominato dalla Germania, i cittadini sono convinti di pagare per l'irresponsabilità di altri paesi e temono che come creditori saranno penalizzati se la Banca centrale europea ridurrà il debito dei paesi più lenti ricorrendo all'inflazione. Nel profondo alberga il cupo sospetto che si tratti di un dramma che l'eurozona sarà costretta a rivivere di volta in volta. E allora, perché non mollare adesso?” Lo stesso articolo prefigura anche uno scenario possibile a breve: “La rottura potrebbe avvenire in uno o due modi. Uno o più stati membri deboli (Grecia, Irlanda, Portogallo e forse Spagna) potrebbero abbandonare la moneta unica, probabilmente per svalutare la loro nuova moneta. Oppure una Germania stufa di pagare, probabilmente seguita da Paesi Bassi e Austria, potrebbe decidere di disfarsi dell'euro e riportare in vita il marco tedesco, che si rivaluterebbe.” Non mancano considerazioni paternalistiche che invitano a cautela: “Se le conseguenze economiche della caduta dell'euro sono problematiche, i rischi politici potrebbero addirittura innescare una catena di eventi tale da mettere a repentaglio il mercato unico e persino la stessa Unione europea. L'Ue e l'euro sono stati l'ancora della Germania post bellica. Se Berlino dovesse abbandonare la moneta unica, pagandone gli enormi costi e lasciando il resto d'Europa a badare a sé stesso, l'impegno tedesco nell'Unione europea sarebbe seriamente messo in dubbio.” Infine la stoccata finale improntata a insano pessimismo: “Anche se molti paesi oggi potrebbero pentirsi di aver adottato la moneta unica, abbandonarla adesso non avrebbe senso. Ma il fatto che l'euro deve sopravvivere non significa che ci riuscirà. E a meno che i leader europei non agiranno tempestivamente e con coraggio, potrebbe non farcela.” Queste considerazioni poco costruttive - sovente giustificate da errate scelte economiche e finanziarie dei governi, più spesso da cattiva gestione delle risorse nazionali - si ritrovano in moltissimi articoli pubblicati nei lunghi mesi che, a partire dal fallimento dell’americana Lehman Brothers e dalle file di clienti davanti agli sportelli londinesi di Northern Rock, sono pervenuti al collasso dell’economia greca e poi di quella irlandese. Avanzo una proposta disdegnata dalla comunità britannica nel decennio trascorso. La Gran Bretagna dovrebbe e potrebbe contribuire a ripristinare tranquillità nel mondo monetario e finanziario dell’Unione europea adottando da subito l'euro come moneta nazionale al posto della lira sterlina. E’ il minimo che la Gran Bretagna dovrebbe e potrebbe fare in questo momento della storia per ricambiare il grande favore ricevuto dai partner europei mediante il salvataggio delle banche irlandesi nelle quali la finanza inglese è fortemente impegnata ed esposta. E’ la scelta che rafforzerebbe l’Unione monetaria strutturata intorno all’euro e darebbe vigore e tranquillità alla stessa economia britannica, fiaccata anch’essa, forse più delle altre, dalla crisi finanziaria ed economica in atto. L’adozione dell’euro da parte della Gran Bretagna sarebbe un messaggio incontrovertibile al mondo della finanza internazionale ed un grande monito alle forze agguerrite della speculazione. Indubbiamente la rinuncia alla sterlina sarebbe un grosso sacrificio per l’orgoglioso popolo inglese che da sempre ha fatto della propria moneta un punto di forza ed autonomia ed un momento identificativo di una intera e prestigiosa comunità. Le peculiarità inglesi ed i punti di forza acclarati nei campi della finanza e del commercio internazionale avrebbero modo ed occasione di perpetuarsi ed esplicare comunque tutte le loro potenzialità. Il cambio della sterlina con l’euro negli ultimi due anni ha oscillato tra 1,1 e 1,2 euro per sterlina, evidenziando una sostanziale stabilità. L’ultimo valore registrato al 3 dicembre 2010 è pari a 1,1773 euro per una sterlina (0,894 sterline per un euro). Il valore medio del cambio registrato nei ultimi due anni può essere considerato, insieme agli altri elementi di valutazione, una base ragionevole ai fini della unificazione tra le due monete. Alberto Quadrio Curzio, nel suo articolo “L’Irlanda fa paura ma l’Unione ha un modo per aiutarla” pubblicato sul n. 48 (24 novembre 2010) del settimanale Economy, sostiene tra l’altro: “Se chi ha responsabilità politiche ed economiche manda messaggi sbagliati, la speculazione si butta e la situazione può diventare ingestibile anche se è oggettivamente governabile. Innanzitutto Eurolandia ha adesso un potente strumento per fronteggiare queste crisi: lo European financial stability facility (Efsf) dotato di 750 miliardi di euro. Per attivare l’intervento ci vuole un po’ di tempo per valutare la misura dello stesso e le condizioni che lo Stato soccorso dovrà rispettare. Ma questo non cambia la forza dello strumento e della sua deterrenza”. Considerazioni queste da condividere senza alcun dubbio. L’adozione dell’Euro da parte della Gran Bretagna rafforzerebbe in maniera inequivocabile l’Unione intorno ad una moneta unica e solida e moltiplicherebbe il potenziale dell’European financial stability facility. Sàntolo Cannavale www.santolocannavale.it Grafico cambio sterlina/Euro negli ultimi 5 anni. Dal sito internet: it/finance.yahoo.com Caro Giannino, per lei nutro stima ed ammirazione, ascolto con piacere i suoi interventi in radio e televisione e con interesse leggo i suoi scritti. A proposito della sterlina, però, di recente ho scritto quanto segue. Cordiali saluti. Sàntolo Cannavale

Euro al posto della sterlina in Gran Bretagna?

Sono tanti gli articoli che trattano delle difficoltà dell’euro a fronteggiare gli scompensi finanziari di alcuni paesi dell’Unione europea. Essi si riferiscono, tra l’altro, agli interventi non sempre tempestivi e convinti da parte delle autorità nazionali e comunitarie ed evidenziano gli attacchi della speculazione internazionale, pronta a sfruttare gli sbandamenti dei mercati, in particolare quelli obbligazionari e valutari, e le conseguenti ghiotte occasioni di guadagni.
Uno degli ultimi articoli pubblicati è quello della redazione londinese dell’Economist del 2 dicembre 2010, dal titolo eloquente: Il futuro dell’euro. Non facciamo sciocchezze. (The future of the euro. Don’t do it).
In premessa asserisce: “Il fatto che i cittadini europei non riescano più a vivere sotto il giogo dell’euro non depone a favore della moneta unica. Nella periferia d’Europa molti vorrebbero evitare l’opprimente rigore che potrebbe essere necessario per far tornare competitivi stipendi e prezzi.
Nel centro, dominato dalla Germania, i cittadini sono convinti di pagare per l’irresponsabilità di altri paesi e temono che come creditori saranno penalizzati se la Banca centrale europea ridurrà il debito dei paesi più lenti ricorrendo all’inflazione.
Nel profondo alberga il cupo sospetto che si tratti di un dramma che l’eurozona sarà costretta a rivivere di volta in volta. E allora, perché non mollare adesso?”
Lo stesso articolo prefigura anche uno scenario possibile a breve: “La rottura potrebbe avvenire in uno o due modi. Uno o più stati membri deboli (Grecia, Irlanda, Portogallo e forse Spagna) potrebbero abbandonare la moneta unica, probabilmente per svalutare la loro nuova moneta. Oppure una Germania stufa di pagare, probabilmente seguita da Paesi Bassi e Austria, potrebbe decidere di disfarsi dell’euro e riportare in vita il marco tedesco, che si rivaluterebbe.”
Non mancano considerazioni paternalistiche che invitano a cautela: “Se le conseguenze economiche della caduta dell’euro sono problematiche, i rischi politici potrebbero addirittura innescare una catena di eventi tale da mettere a repentaglio il mercato unico e persino la stessa Unione europea. L’Ue e l’euro sono stati l’ancora della Germania post bellica. Se Berlino dovesse abbandonare la moneta unica, pagandone gli enormi costi e lasciando il resto d’Europa a badare a sé stesso, l’impegno tedesco nell’Unione europea sarebbe seriamente messo in dubbio.”
Infine la stoccata finale improntata a insano pessimismo: “Anche se molti paesi oggi potrebbero pentirsi di aver adottato la moneta unica, abbandonarla adesso non avrebbe senso. Ma il fatto che l’euro deve sopravvivere non significa che ci riuscirà. E a meno che i leader europei non agiranno tempestivamente e con coraggio, potrebbe non farcela.”
Queste considerazioni poco costruttive – sovente giustificate da errate scelte economiche e finanziarie dei governi, più spesso da cattiva gestione delle risorse nazionali – si ritrovano in moltissimi articoli pubblicati nei lunghi mesi che, a partire dal fallimento dell’americana Lehman Brothers e dalle file di clienti davanti agli sportelli londinesi di Northern Rock, sono pervenuti al collasso dell’economia greca e poi di quella irlandese.
Avanzo una proposta disdegnata dalla comunità britannica nel decennio trascorso.
La Gran Bretagna dovrebbe e potrebbe contribuire a ripristinare tranquillità nel mondo monetario e finanziario dell’Unione europea adottando da subito l’euro come moneta nazionale al posto della lira sterlina. E’ il minimo che la Gran Bretagna dovrebbe e potrebbe fare in questo momento della storia per ricambiare il grande favore ricevuto dai partner europei mediante il salvataggio delle banche irlandesi nelle quali la finanza inglese è fortemente impegnata ed esposta.
E’ la scelta che rafforzerebbe l’Unione monetaria strutturata intorno all’euro e darebbe vigore e tranquillità alla stessa economia britannica, fiaccata anch’essa, forse più delle altre, dalla crisi finanziaria ed economica in atto.
L’adozione dell’euro da parte della Gran Bretagna sarebbe un messaggio incontrovertibile al mondo della finanza internazionale ed un grande monito alle forze agguerrite della speculazione.
Indubbiamente la rinuncia alla sterlina sarebbe un grosso sacrificio per l’orgoglioso popolo inglese che da sempre ha fatto della propria moneta un punto di forza ed autonomia ed un momento identificativo di una intera e prestigiosa comunità.
Le peculiarità inglesi ed i punti di forza acclarati nei campi della finanza e del commercio internazionale avrebbero modo ed occasione di perpetuarsi ed esplicare comunque tutte le loro potenzialità.
Il cambio della sterlina con l’euro negli ultimi due anni ha oscillato tra 1,1 e 1,2 euro per sterlina, evidenziando una sostanziale stabilità. L’ultimo valore registrato al 3 dicembre 2010 è pari a 1,1773 euro per una sterlina (0,894 sterline per un euro). Il valore medio del cambio registrato nei ultimi due anni può essere considerato, insieme agli altri elementi di valutazione, una base ragionevole ai fini della unificazione tra le due monete.
Alberto Quadrio Curzio, nel suo articolo “L’Irlanda fa paura ma l’Unione ha un modo per aiutarla” pubblicato sul n. 48 (24 novembre 2010) del settimanale Economy, sostiene tra l’altro: “Se chi ha responsabilità politiche ed economiche manda messaggi sbagliati, la speculazione si butta e la situazione può diventare ingestibile anche se è oggettivamente governabile. Innanzitutto Eurolandia ha adesso un potente strumento per fronteggiare queste crisi: lo European financial stability facility (Efsf) dotato di 750 miliardi di euro. Per attivare l’intervento ci vuole un po’ di tempo per valutare la misura dello stesso e le condizioni che lo Stato soccorso dovrà rispettare. Ma questo non cambia la forza dello strumento e della sua deterrenza”.
Considerazioni queste da condividere senza alcun dubbio.
L’adozione dell’Euro da parte della Gran Bretagna rafforzerebbe in maniera inequivocabile l’Unione intorno ad una moneta unica e solida e moltiplicherebbe il potenziale dell’European financial stability facility.

Sàntolo Cannavale
http://www.santolocannavale.it

Grafico cambio sterlina/Euro negli ultimi 5 anni.
Dal sito internet: it/finance.yahoo.com

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Di: luigi caimi /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10487 luigi caimi Tue, 30 Nov 2010 19:03:47 +0000 /?p=7656#comment-10487 Premesso che quanto segue esula dall'argomento del blog, Le scrivo per esprimerLe la mia piu' profonda stima. La seguo su radio 24 e condivido pressoche' sempre le Sue analisi sui problemi economici. Tuttavia devono esprimere qualche riserva in merito ai sistematici attacchi sul sistema fiscale in senso lato ( livello impositivo, ottusita' del fisco, Equitalia ecc.ecc). Riserva non perche' non condivida le Sue critiche ma in quanto, come Lei ben sa, il livello delle tasse dipende dalla spesa ( corrente e per investimenti). Martellare sistematicamente il sistema impositivo , a mio avviso, non porta a nulla. Il problema principale dell'Italia e' la scellerata spesa pubblica che e' la vera causa dell'elevato livello di tassazione. E' su questa tematica che dovrebbe Lei dovrebbe concentrare quotidianmente le Sue indubbie qualita' di analisi e critica. Premesso che quanto segue esula dall’argomento del blog, Le scrivo per esprimerLe la mia piu’ profonda stima. La seguo su radio 24 e condivido pressoche’ sempre le Sue analisi sui problemi economici. Tuttavia devono esprimere qualche riserva in merito ai sistematici attacchi sul sistema fiscale in senso lato ( livello impositivo, ottusita’ del fisco, Equitalia ecc.ecc). Riserva non perche’ non condivida le Sue critiche ma in quanto, come Lei ben sa, il livello delle tasse dipende dalla spesa ( corrente e per investimenti). Martellare sistematicamente il sistema impositivo , a mio avviso, non porta a nulla. Il problema principale dell’Italia e’ la scellerata spesa pubblica che e’ la vera causa dell’elevato livello di tassazione. E’ su questa tematica che dovrebbe Lei dovrebbe concentrare quotidianmente le Sue indubbie qualita’ di analisi e critica.

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Di: Giorgio Scheggi /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10455 Giorgio Scheggi Mon, 29 Nov 2010 14:31:32 +0000 /?p=7656#comment-10455 Egr. Dott. Giannino, non ci sarà mai nulla e nessuno che la possano distogliere dalla torre d'avorio del suo frizzante, pungente, autocompiacente liberismo e tuttavia, avendo tre minuti di tempo nella mia pausa pranzo, tenterò di fargliene perdere tre anche a lei.. E' curioso ascoltare voi che v'atteggiate a gran borghesi ma, alla prova, non ce la fate quasi mai. Lei, in particolare, non ce la fa mai. Lei è nella curva sud, come quelli che vanno in piazza e le fanno orrore, siete meno arruffati, sbercianti, avete il cravattino e state tutto il tempo ad aggiungere qualcosa al vostro abbigliamento e alla vostra acconciatura che non vi faccia confondere con la massa, ma ciò non vi salva dall'esser, par loro, dei fanatici. Per me, va bene, beninteso. Sorrido ogni volta che vi immagino lì ad organizzare il vostro pensiero tutti tesi a non essere confusi con quegl'altri, che orrore! L'altro giorno, la ringrazio, mi ha fatto scompisciare dal ridere. E' riuscito a paragonare il colpo mortale inferto dall'incuria alla "casa dei gladiatori" di Pompei, a quei ragazzi che hanno srotolato striscioni su qualche monumento.Ma allora, dice il portavoce della curva liberista, "tutta questa attenzione per il nostro patrimonio culturale dov'è, adesso?". Imperdibile. Ossequi. Giorgio Egr. Dott. Giannino,
non ci sarà mai nulla e nessuno che la possano distogliere dalla torre d’avorio del suo frizzante, pungente, autocompiacente liberismo e tuttavia, avendo tre minuti di tempo nella mia pausa pranzo, tenterò di fargliene perdere tre anche a lei.. E’ curioso ascoltare voi che v’atteggiate a gran borghesi ma, alla prova, non ce la fate quasi mai. Lei, in particolare, non ce la fa mai. Lei è nella curva sud, come quelli che vanno in piazza e le fanno orrore, siete meno arruffati, sbercianti, avete il cravattino e state tutto il tempo ad aggiungere qualcosa al vostro abbigliamento e alla vostra acconciatura che non vi faccia confondere con la massa, ma ciò non vi salva dall’esser, par loro, dei fanatici. Per me, va bene, beninteso. Sorrido ogni volta che vi immagino lì ad organizzare il vostro pensiero tutti tesi a non essere confusi con quegl’altri, che orrore!
L’altro giorno, la ringrazio, mi ha fatto scompisciare dal ridere. E’ riuscito a paragonare il colpo mortale inferto dall’incuria alla “casa dei gladiatori” di Pompei, a quei ragazzi che hanno srotolato striscioni su qualche monumento.Ma allora, dice il portavoce della curva liberista, “tutta questa attenzione per il nostro patrimonio culturale dov’è, adesso?”. Imperdibile.
Ossequi.
Giorgio

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Di: Paolo Angeleri /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10450 Paolo Angeleri Mon, 29 Nov 2010 11:27:38 +0000 /?p=7656#comment-10450 Sono, come spesso accade d'accordissimo con lei, vorrei sottolineare che se fossi un cittadino irlandese non sacrificherei neanche un centesimo del mio reddito (volevo ricordare che il reddito pro capite irlandese è il secondo in europa dopo quello lussemburghese) per il salvataggio non tanto dell'Irlanda come paese ma questo è il salvataggio dell'euro, una moneta che non dovrebbe esistere. Come possono due stati, uno che paga il 3% su un debito decennale e l'altro che paga oltre il 6%, avere la stessa politica monetaria e avere una moneta che ha lo stesso valore e la stessa inflazione? Sono, come spesso accade d’accordissimo con lei, vorrei sottolineare che se fossi un cittadino irlandese non sacrificherei neanche un centesimo del mio reddito (volevo ricordare che il reddito pro capite irlandese è il secondo in europa dopo quello lussemburghese) per il salvataggio non tanto dell’Irlanda come paese ma questo è il salvataggio dell’euro, una moneta che non dovrebbe esistere. Come possono due stati, uno che paga il 3% su un debito decennale e l’altro che paga oltre il 6%, avere la stessa politica monetaria e avere una moneta che ha lo stesso valore e la stessa inflazione?

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Di: Alessandro Puzielli /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10438 Alessandro Puzielli Sun, 28 Nov 2010 18:13:36 +0000 /?p=7656#comment-10438 Tempo fa avevo letto un'intervista dell'ambasciatore ONU Francesco Paolo Fulci in cui egli diceva che buona parte della forza dell'Italia in diplomazia derivava dall'allinearsi non tanto con i Paesi grossi ma con quelli medio-piccoli, in modo da limitare la forza degli Stati maggiori. I nostri "amati" politici non riescono a fare lo stesso con la Francia e Germania con le loro imposizioni fiscali a tutto il continente? O pensano che la Francia ripagherà il favore fatto loro da Tremonti qualche anno fa? O che i Tedeschi non faranno pesare il loro potere su di noi perchè amano la terra dei limoni di goethiana memoria? Tempo fa avevo letto un’intervista dell’ambasciatore ONU Francesco Paolo Fulci in cui egli diceva che buona parte della forza dell’Italia in diplomazia derivava dall’allinearsi non tanto con i Paesi grossi ma con quelli medio-piccoli, in modo da limitare la forza degli Stati maggiori.
I nostri “amati” politici non riescono a fare lo stesso con la Francia e Germania con le loro imposizioni fiscali a tutto il continente? O pensano che la Francia ripagherà il favore fatto loro da Tremonti qualche anno fa? O che i Tedeschi non faranno pesare il loro potere su di noi perchè amano la terra dei limoni di goethiana memoria?

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Di: Backdoor /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10430 Backdoor Sun, 28 Nov 2010 09:40:00 +0000 /?p=7656#comment-10430 Nei giorni precedenti l'intervento in Germania di Ben Bernanke, si dibatteva sul QE2, sulla sua efficacia attesa e su quella 'latente' (favorire la discesa del dollaro). Tra i tanti critici e scontenti dell'agire della Fed, oltre alla Cina, anche Trichet, il quale arrivava quasi ad puntare il dito contro il collega americano: "Non va bene, Ben, non è corretto. Tu favorisci la moneta Usa mentre io che posso fare, considerando che questi (i politici europei) manco parlano la stessa lingua (la mia)?" E in tutto questo, anche se non solamente per questo, il dollaro perde molto terreno con l'euro di nuovo ad un passo non così lontano da 1,50. Adesso il cambio è più prossimo a 1,30 e quindi mi domando cosa sia successo nel frattempo (naturalmente se su questo blog ne avete già parlato, allora oblio), considerando che una moneta 'debole' per un'economia che vuole crescere di export (verso Cindia, Brazil ed emergenti vari) è un optional quasi irrunciabile. No? Osservo (anche se sono consapevole che la realtà viene costruita più che osservata, e che se sono vere le conseguenze di una cosa allora è vera la cosa stessa) che nel frattempo si è alzato il volume sul 'debt threat' come lo titola cnbc.com: "Oh mamma, gli stati europei sono nell'impossibilità di rifinanziarsi, hanno coefficienti e ratio davvero disastrati, come se California e Michigan non fossero già tecnicamente in default (parlo davvero così alla mia cara mamma; eheh)". Il tutto proprio mentre le tensioni sul cambio col dollaro sono sfavorevoli all'euro. E giù a scendere. Quindi, la mia tesi: la Fed ha nel suo statuto l'opportunità di quante QE vuole e quant'altro per aiutare il cambio e l'economia usa; la BCE non può nulla se non bearsi dei compensi che riceve (ironico). E allora "come possiamo fare per contrastare gli Usa nella guerra dei cambi, pur non possedendo alcuna arma convenzionale? Usando armi non convenzionali, come ad esempio, soffiare noi stessi sul fuoco della fine dell'euro". In una settimana in cui tutti parlano di complotti (quando un tempo erano derisi, adesso sono tutti al governo?), sono certo sarà più facile tollerare il mio livello di paranoia. Nei giorni precedenti l’intervento in Germania di Ben Bernanke, si dibatteva sul QE2, sulla sua efficacia attesa e su quella ‘latente’ (favorire la discesa del dollaro). Tra i tanti critici e scontenti dell’agire della Fed, oltre alla Cina, anche Trichet, il quale arrivava quasi ad puntare il dito contro il collega americano: “Non va bene, Ben, non è corretto. Tu favorisci la moneta Usa mentre io che posso fare, considerando che questi (i politici europei) manco parlano la stessa lingua (la mia)?” E in tutto questo, anche se non solamente per questo, il dollaro perde molto terreno con l’euro di nuovo ad un passo non così lontano da 1,50.

Adesso il cambio è più prossimo a 1,30 e quindi mi domando cosa sia successo nel frattempo (naturalmente se su questo blog ne avete già parlato, allora oblio), considerando che una moneta ‘debole’ per un’economia che vuole crescere di export (verso Cindia, Brazil ed emergenti vari) è un optional quasi irrunciabile. No?

Osservo (anche se sono consapevole che la realtà viene costruita più che osservata, e che se sono vere le conseguenze di una cosa allora è vera la cosa stessa) che nel frattempo si è alzato il volume sul ‘debt threat’ come lo titola cnbc.com: “Oh mamma, gli stati europei sono nell’impossibilità di rifinanziarsi, hanno coefficienti e ratio davvero disastrati, come se California e Michigan non fossero già tecnicamente in default (parlo davvero così alla mia cara mamma; eheh)”. Il tutto proprio mentre le tensioni sul cambio col dollaro sono sfavorevoli all’euro. E giù a scendere.

Quindi, la mia tesi: la Fed ha nel suo statuto l’opportunità di quante QE vuole e quant’altro per aiutare il cambio e l’economia usa; la BCE non può nulla se non bearsi dei compensi che riceve (ironico). E allora “come possiamo fare per contrastare gli Usa nella guerra dei cambi, pur non possedendo alcuna arma convenzionale? Usando armi non convenzionali, come ad esempio, soffiare noi stessi sul fuoco della fine dell’euro”.

In una settimana in cui tutti parlano di complotti (quando un tempo erano derisi, adesso sono tutti al governo?), sono certo sarà più facile tollerare il mio livello di paranoia.

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Di: marco ottenga /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10427 marco ottenga Sat, 27 Nov 2010 21:57:53 +0000 /?p=7656#comment-10427 Umoristico veder giudicare a turno Tedeschi e Irlandesi come bifolchi inesperti dell'arte del governo. Al mercato delle figurine partirei da una base di cambio uno a dieci : un politico irlandese/tedesco a loro scelta dieci dei nostri a nostra scelta. Alla fine dello scambio secondo me abbiamo gia risolto la meta del nostro problema. Guardiamo con quanta prosopopea i veneti dopo 30 anni di iniezioni di proteine,Rrumor proconsole democristiano, e truffe su quote latte, pretendono di imporre il loro modello come vincente. Cosa devrebbee dire allora un teutonico westfalico?? o un ex DDR che in 10 anni e diventato perfettamente integrato e produce la Pheton come uno di Hannover? (al triplo di stipendio di un Campano). E un Irlandese con un debito pubblico al 65% di PIL dopo la recessione ed interventi sulle banche? Bisognerebbe far loro i complimenti perche conoscono il significato della meritocrazia e del suo valore! tutto qui. By the way, se il suggerimento di Giannino venisse colto, i paesi a rischio espulsione sappiate che sono 1-Grecia, 2-Portogallo, 3-Italia, 4-Ungheria, 5-Spagna Umoristico veder giudicare a turno Tedeschi e Irlandesi come bifolchi inesperti dell’arte del governo. Al mercato delle figurine partirei da una base di cambio uno a dieci : un politico irlandese/tedesco a loro scelta dieci dei nostri a nostra scelta. Alla fine dello scambio secondo me abbiamo gia risolto la meta del nostro problema.
Guardiamo con quanta prosopopea i veneti dopo 30 anni di iniezioni di proteine,Rrumor proconsole democristiano, e truffe su quote latte, pretendono di imporre il loro modello come vincente. Cosa devrebbee dire allora un teutonico westfalico?? o un ex DDR che in 10 anni e diventato perfettamente integrato e produce la Pheton come uno di Hannover? (al triplo di stipendio di un Campano). E un Irlandese con un debito pubblico al 65% di PIL dopo la recessione ed interventi sulle banche?
Bisognerebbe far loro i complimenti perche conoscono il significato della meritocrazia e del suo valore! tutto qui.
By the way, se il suggerimento di Giannino venisse colto, i paesi a rischio espulsione sappiate che sono
1-Grecia, 2-Portogallo, 3-Italia, 4-Ungheria, 5-Spagna

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Di: Giacomo /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10373 Giacomo Thu, 25 Nov 2010 20:54:25 +0000 /?p=7656#comment-10373 Faccio questa semplice riflessione: l'origine di tutti i mali è la politica monateria espansiva della FED negli ultimi 10 anni. Quand'è che lo strumento monetario potrà tornare nelle mani dello stato e quindi nelle mani della politica? Quando inizierà la politica a fare ciò per cui esiste, cioè governare l'economia ,i popoli e gli Stati invece di rimendiare i danni commessi da altri( FED, BCE,FMI)? Credo che vada ridiscusso la natura stessa dello strumento( la moneta) e di chi lo gestisce di fatto( il sistema finanziario internazionale). Il caso irlandese potrebbe fare scuola: Il sistema bancario(indipendente ) crea il danno, lo Stato di diritto ( il governo irlandese) si accolla tale danno e non può far altro che scaricarlo dove può ( sui cittadini e contribuenti). Dov'è in questo caso il mercato? dov'è l'etica della responsabilità fondamento stesso del mercato? Faccio questa semplice riflessione: l’origine di tutti i mali è la politica monateria espansiva della FED negli ultimi 10 anni. Quand’è che lo strumento monetario potrà tornare nelle mani dello stato e quindi nelle mani della politica?
Quando inizierà la politica a fare ciò per cui esiste, cioè governare l’economia ,i popoli e gli Stati invece di rimendiare i danni commessi da altri( FED, BCE,FMI)?
Credo che vada ridiscusso la natura stessa dello strumento( la moneta) e di chi lo gestisce di fatto( il sistema finanziario internazionale).
Il caso irlandese potrebbe fare scuola: Il sistema bancario(indipendente ) crea il danno, lo Stato di diritto ( il governo irlandese) si accolla tale danno e non può far altro che scaricarlo dove può ( sui cittadini e contribuenti).
Dov’è in questo caso il mercato? dov’è l’etica della responsabilità fondamento stesso del mercato?

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Di: Maurizio /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10372 Maurizio Thu, 25 Nov 2010 19:43:55 +0000 /?p=7656#comment-10372 Buonasera Dott. Giannino. Ho ascoltato la sua trasmissione di oggi sulla riforma universitaria. Ero in auto, in missione, a scanso di equivoci fannulloneschi. Concordo con il ricercatore di Milano. La protesta è corporativa. Ma questi dove vivono. La maggioranza degli attuali RU è entrata ancora con la legge 382/80, non ha mai fatto concorsi, non si sono mai sottoposti a nessuna valutazione come diceva la legge. Ricordano la legge solo per la didattica integrativa. Che se la ricordino anche per la verifica scientifica dei loro programmi di ricerca demandata al titolare della materia. Oggi i giovani ricercatori sono tutti "scienziati". Il mio "barone" a suo tempo mi obbligava a leggere tutte le riviste del settore, ad aggiornarmi e di questo faceva verifica. Buonasera Dott. Giannino.
Ho ascoltato la sua trasmissione di oggi sulla riforma universitaria. Ero in auto, in missione, a scanso di equivoci fannulloneschi. Concordo con il ricercatore di Milano. La protesta è corporativa. Ma questi dove vivono. La maggioranza degli attuali RU è entrata ancora con la legge 382/80, non ha mai fatto concorsi, non si sono mai sottoposti a nessuna valutazione come diceva la legge. Ricordano la legge solo per la didattica integrativa. Che se la ricordino anche per la verifica scientifica dei loro programmi di ricerca demandata al titolare della materia. Oggi i giovani ricercatori sono tutti “scienziati”. Il mio “barone” a suo tempo mi obbligava a leggere tutte le riviste del settore, ad aggiornarmi e di questo faceva verifica.

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Di: Marco Borriello /2010/11/22/fossi-irlandese-viva-la-sterlina/comment-page-1/#comment-10363 Marco Borriello Thu, 25 Nov 2010 10:08:30 +0000 /?p=7656#comment-10363 Sono pienamente d'accordo ! Mi domando se però questa situazione che genera l'idebolimento dell'euro è il vero obiettivo della Merkel che ha bisogno di esportare come l'Italia del resto. Per quanto riguarda l'Italia il partito trasversale della Spesa sta facendo quello che vediamo tutti per far crollare il governo che con Tremonti sta facendo solo quello che può fare cioè poco per smantellare questo stato assistenzialista pieno di parassiti. Sono pienamente d’accordo ! Mi domando se però questa situazione che genera l’idebolimento dell’euro è il vero obiettivo della Merkel che ha bisogno di esportare come l’Italia del resto. Per quanto riguarda l’Italia il partito trasversale della Spesa sta facendo quello che vediamo tutti per far crollare il governo che con Tremonti sta facendo solo quello che può fare cioè poco per smantellare questo stato assistenzialista pieno di parassiti.

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