Commenti a: Per fermare le lancette dell’orologio, tagliamo la spesa. di Vito Tanzi /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/ diretto da Oscar Giannino Fri, 24 Dec 2010 12:57:49 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Michele Bendazzoli /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-10045 Michele Bendazzoli Mon, 15 Nov 2010 12:01:04 +0000 /?p=7544#comment-10045 <a href="#comment-10024" rel="nofollow">@Claudio Tolomeo</a> <blockquote cite="#commentbody-9978"> <strong><a href="#comment-9978" rel="nofollow">Carlo Stagnaro</a> :</strong> Caro Michele, la tua critica mi sembra ingenerosa, per due ragioni: una specifica, l’altra generale. Quella specifica si riferisce alla natura di questo articolo: si tratta semplicemente di una breve testimonianza di Vito Tanzi in merito a uno strumento che IBL ha creato, l’orologio del debito, con l’unico obiettivo di ricordare a tutti, compresi quelli che non sono “del mestiere”, perché la spesa pubblica non può aumentare. (Se anche tu vuoi scrivere qualcosa per noi, la pubblichiamo molto volentieri, non c’è neanche bisogno di dirlo). </blockquote> Non era certamente mia intenzione criticare questa iniziativa che anzi ho apprezzato molto per la sua capacità di mettere a nudo il vero problema che ci affligge: il mostruoso debito pubblico che ci grava sulle spalle. Ti ringrazio anzi, se questa era l'impressione che ho dato, di avermi dato la possibilità di precisare in merito. <blockquote cite="#commentbody-9978"> La questione generale, però, mi sta più a cuore. Non credo Tanzi abbia bisogno di pentirsi, data la natura della sua esperienza al governo. Tanzi non è stato un “believer” che si è convertito: è stato un tecnico che ha creduto di (e provato a) poter dare un contributo esattamente nella direzione da te indicata, e non c’è riuscito. Tant’è che si è dimesso dopo appena due anni. Qui trovi un racconto delle esperienze maturate in quel periodo che è, mi pare, sufficientemente esplicito: <a href="http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/33_Tanzi.pdf" rel="nofollow">http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/33_Tanzi.pdf</a> . Lo dico perché mi pare che Tanzi le sue responsabilità se le sia già prese, e non ha lesinato, allora e dopo, critiche alla gestione allegra delle finanze pubbliche. Ci ha provato, e non ci è riuscito. Ha apertamente e pubblicamente discusso questo e altri aspetti. Non vedo cosa si possa pretendere di più, sul piano umano. </blockquote> Anche qui, lungi da me criticare persone come Vito Tanzi che anzi stimo e ammiro oltre che per la sua coerenza, proprio per la sua indistruttibile fiducia nella possibilità di cambiare le cose, la mia riflessione voleva semplicemente essere uno sfogo di sentimenti che ho lentamente maturato. Se vuoi anche il fatto che una persona irreprensibile come Tanzi sia stato costretto, "per coerenza", a dimettersi, è un'ulteriore prova dell'irriformabilità di questo sistema e che viene a supporto di quanto ho scritto. Di natura sono sempre stato ottimista, ma di fronte alla lapalissiana e continuamente ripetuta dimostrazione dell'incapacità del sistema politico italiano di fare la benché minima riforma che vada nella direzione giusta, non vi è che da prendere atto della situazione da basso impero che si è venuta a creare: siamo a bordo del Titanic, l'orchestra continuerà a suonare fino alla fine, fino alla fine ci sarà qualcuno che cercherà di mettere sull''avviso il capitano che la nave corre il rischio di sbattere contro un iceberg, ma ciononostante, la nave affonderà comunque. E a questo punto, vista la nave, abbiate pazienza se dico: finalmente. Meglio essere costretto a nuotare in mezzo a un mare gelido dopo un naufragio, che essere costretto a a guardare l'indegno balletto di chi, nonostante tutto, continua a far festa. @Claudio Tolomeo

Carlo Stagnaro :
Caro Michele, la tua critica mi sembra ingenerosa, per due ragioni: una specifica, l’altra generale. Quella specifica si riferisce alla natura di questo articolo: si tratta semplicemente di una breve testimonianza di Vito Tanzi in merito a uno strumento che IBL ha creato, l’orologio del debito, con l’unico obiettivo di ricordare a tutti, compresi quelli che non sono “del mestiere”, perché la spesa pubblica non può aumentare. (Se anche tu vuoi scrivere qualcosa per noi, la pubblichiamo molto volentieri, non c’è neanche bisogno di dirlo).

Non era certamente mia intenzione criticare questa iniziativa che anzi ho apprezzato molto per la sua capacità di mettere a nudo il vero problema che ci affligge: il mostruoso debito pubblico che ci grava sulle spalle. Ti ringrazio anzi, se questa era l’impressione che ho dato, di avermi dato la possibilità di precisare in merito.

La questione generale, però, mi sta più a cuore. Non credo Tanzi abbia bisogno di pentirsi, data la natura della sua esperienza al governo. Tanzi non è stato un “believer” che si è convertito: è stato un tecnico che ha creduto di (e provato a) poter dare un contributo esattamente nella direzione da te indicata, e non c’è riuscito. Tant’è che si è dimesso dopo appena due anni. Qui trovi un racconto delle esperienze maturate in quel periodo che è, mi pare, sufficientemente esplicito: http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/33_Tanzi.pdf . Lo dico perché mi pare che Tanzi le sue responsabilità se le sia già prese, e non ha lesinato, allora e dopo, critiche alla gestione allegra delle finanze pubbliche. Ci ha provato, e non ci è riuscito. Ha apertamente e pubblicamente discusso questo e altri aspetti. Non vedo cosa si possa pretendere di più, sul piano umano.

Anche qui, lungi da me criticare persone come Vito Tanzi che anzi stimo e ammiro oltre che per la sua coerenza, proprio per la sua indistruttibile fiducia nella possibilità di cambiare le cose, la mia riflessione voleva semplicemente essere uno sfogo di sentimenti che ho lentamente maturato. Se vuoi anche il fatto che una persona irreprensibile come Tanzi sia stato costretto, “per coerenza”, a dimettersi, è un’ulteriore prova dell’irriformabilità di questo sistema e che viene a supporto di quanto ho scritto.
Di natura sono sempre stato ottimista, ma di fronte alla lapalissiana e continuamente ripetuta dimostrazione dell’incapacità del sistema politico italiano di fare la benché minima riforma che vada nella direzione giusta, non vi è che da prendere atto della situazione da basso impero che si è venuta a creare: siamo a bordo del Titanic, l’orchestra continuerà a suonare fino alla fine, fino alla fine ci sarà qualcuno che cercherà di mettere sull”avviso il capitano che la nave corre il rischio di sbattere contro un iceberg, ma ciononostante, la nave affonderà comunque. E a questo punto, vista la nave, abbiate pazienza se dico: finalmente. Meglio essere costretto a nuotare in mezzo a un mare gelido dopo un naufragio, che essere costretto a a guardare l’indegno balletto di chi, nonostante tutto, continua a far festa.

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Di: Michele Bendazzoli /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-10044 Michele Bendazzoli Mon, 15 Nov 2010 11:37:16 +0000 /?p=7544#comment-10044 <a href="#comment-10024" rel="nofollow">@Claudio Tolomeo</a> Concordo anch'io con quanto aggiunto da Tolomeo a ciò che ho scritto. Purtroppo infatti, neanch'io credo più alla capacità e credibilità dei dirigenti leghisti. Meglio l'annessione alla Svizzera, nazione che ha dimostrato meglio delle altre di riuscire ad opporsi al grande leviatano, che una brutta copia della Serenissima Repubblica. @Claudio Tolomeo

Concordo anch’io con quanto aggiunto da Tolomeo a ciò che ho scritto. Purtroppo infatti, neanch’io credo più alla capacità e credibilità dei dirigenti leghisti.
Meglio l’annessione alla Svizzera, nazione che ha dimostrato meglio delle altre di riuscire ad opporsi al grande leviatano, che una brutta copia della Serenissima Repubblica.

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Di: Claudio Tolomeo /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-10024 Claudio Tolomeo Sun, 14 Nov 2010 17:18:07 +0000 /?p=7544#comment-10024 <a href="#comment-9967" rel="nofollow">@Mauro </a> Concordo pienamente col Sig. Bendazzoli. La secessione delle principali regioni del Nord (Piemonte, Lombardia e tri-Veneto), creerebbe uno stato piccolo ma ricchissimo di tessuto produttivo, agricoltura, risorse turistiche e beni culturali, capace di ridurre drasticamente in pochi anni la sua quota di debito pubblico. Condivido anche sulla ineluttabilità che cio' possa accadere, fosse anche attraverso un periodo di sangue, sudore e lacrime. La classe dirigente di questo nuovo stato dovrebbe pero' essere capace di affrancarsi totalmente dalle pessime abitudini acquisite, dal dopoguerra in avanti, nella pessima "vecchia" Italia. A questo proposito non scommetterei un centesimo sulla capacità delle "cariatidi" politiche che eventualmente sopravivessero alla secessione del Nord (Bossi, Berlusconi e loro seguaci), di saper governare meglio il nuovo stato. Meglio sarebbe se spuntassero nuovi soggetti politici e nuovi leader, capaci di imparare come si governa dai nosti vicini svizzeri. E allora, ecco la ulteriore allettante ipotesi: perche' invece che alla secessione, non puntare alla annessione delle regioni del Nord alla Svizzera stessa ? Forse gli svizzeri potrebbero essere interessati... @Mauro
Concordo pienamente col Sig. Bendazzoli.
La secessione delle principali regioni del Nord (Piemonte, Lombardia e tri-Veneto), creerebbe uno stato piccolo ma ricchissimo di tessuto produttivo, agricoltura, risorse turistiche e beni culturali, capace di ridurre drasticamente in pochi anni la sua quota di debito pubblico.
Condivido anche sulla ineluttabilità che cio’ possa accadere, fosse anche attraverso un periodo di sangue, sudore e lacrime.
La classe dirigente di questo nuovo stato dovrebbe pero’ essere capace di affrancarsi totalmente dalle pessime abitudini acquisite, dal dopoguerra in avanti, nella pessima “vecchia” Italia.
A questo proposito non scommetterei un centesimo sulla capacità delle “cariatidi” politiche che eventualmente sopravivessero alla secessione del Nord (Bossi, Berlusconi e loro seguaci), di saper governare meglio il nuovo stato.
Meglio sarebbe se spuntassero nuovi soggetti politici e nuovi leader, capaci di imparare come si governa dai nosti vicini svizzeri.
E allora, ecco la ulteriore allettante ipotesi: perche’ invece che alla secessione, non puntare alla annessione delle regioni del Nord alla Svizzera stessa ?
Forse gli svizzeri potrebbero essere interessati…

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Di: Sergio /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-10016 Sergio Sun, 14 Nov 2010 08:59:04 +0000 /?p=7544#comment-10016 Qualcuno propone di fare un versamento a fondo perduto per ridurre il debito dello stato. Secondo me potrebbe anche essere possibile ma solo dopo che si siano date concrete garanzie che tali soldi non verrebbero utilizzati per ulteriori sperperi. Sarebbe necessario anche ottenere PRIMA una drastica riduzione degli sperperi. Cosa sono gli sperperi ? Mi sono reso conto recentemente che una certa parte della popolazione italiana lavora pochi mesi all' anno, regolarmente, e per il resto dell' anno lavora in nero percependo l'indennità di disoccupazione ( che pare sia molto superiore alla pensione minima ). Non credo che il fine dell' indennità di disoccupazione sia questo e ritengo che questo sia un esempio di sperpero. Come risolvere questo problema senza nulla togliere a quelli che effettivamente hanno bisogno ? Forse basterebbe utilizzare tale manodopera, nei limiti di quanto versato, per lavori di pubblica utilità effettivamente svolti. Forse qualcuno con buona volontà riuscirebbe pure a trovare stabile occupazione nelle aziende del ramo. E' vero che molti politici, esaurito il mandato, conservano alcune facilitazioni tipo uffici, collaboratori od altro pagati dallo Stato ? Quanto sopra oltre la pensione ? Forse non è molto giusto. Quanti ce ne sono di questi sperperi ? Penso che molti, anche non estremamente ricchi, sarebbero disponibili a versare una somma a fondo perduto per vedere finalmente riemergere la nostra bella Italia ma a certe precise condizioni. Grazie dell'ospitalità. Sergio Qualcuno propone di fare un versamento a fondo perduto per ridurre il debito dello stato. Secondo me potrebbe anche essere possibile ma solo dopo che si siano date concrete garanzie che tali soldi non verrebbero utilizzati per ulteriori sperperi. Sarebbe necessario anche ottenere PRIMA una drastica riduzione degli sperperi. Cosa sono gli sperperi ? Mi sono reso conto recentemente che una certa parte della popolazione italiana lavora pochi mesi all’ anno, regolarmente, e per il resto dell’ anno lavora in nero percependo l’indennità di disoccupazione ( che pare sia molto superiore alla pensione minima ). Non credo che il fine dell’ indennità di disoccupazione sia questo e ritengo che questo sia un esempio di sperpero. Come risolvere questo problema senza nulla togliere a quelli che effettivamente hanno bisogno ? Forse basterebbe utilizzare tale manodopera, nei limiti di quanto versato, per lavori di pubblica utilità effettivamente svolti. Forse qualcuno con buona volontà riuscirebbe pure a trovare stabile occupazione nelle aziende del ramo.
E’ vero che molti politici, esaurito il mandato, conservano alcune facilitazioni tipo uffici, collaboratori od altro pagati dallo Stato ? Quanto sopra oltre la pensione ?
Forse non è molto giusto. Quanti ce ne sono di questi sperperi ? Penso che molti, anche non estremamente ricchi, sarebbero disponibili a versare una somma a fondo perduto per vedere finalmente riemergere la nostra bella Italia ma a certe precise condizioni.
Grazie dell’ospitalità.
Sergio

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Di: enricodesimone@fastwebnet.it /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-9995 [email protected] Sat, 13 Nov 2010 11:51:28 +0000 /?p=7544#comment-9995 L'inadempienza degli stati equivale a tassazione straordinaria non generalizzata, le nazioni restano perche' le patate si continuano a coltivare e la componente estera equivale a fallimento di impresa concordabile o meno cfr Argentina L’inadempienza degli stati equivale a tassazione straordinaria non generalizzata, le nazioni restano perche’ le patate si continuano a coltivare e la componente estera equivale a fallimento di impresa concordabile o meno cfr Argentina

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Di: stefano /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-9986 stefano Sat, 13 Nov 2010 02:20:12 +0000 /?p=7544#comment-9986 <a href="#comment-9973" rel="nofollow">@Francesco F.</a> esatto, laprobabilità è bassina. Tu credi forse che a me piacerebbe vedere azzerata la ricchezza italiana? O che la visione di ammazzamenti vari, che siano in stile BR o tutti contro tutti, mi renderebbe felice? Magari si potesse raddrizzare la rotta. Il problema è che questi sanno dove stiamo andando, arraffano quello che possono finché possono e poi chi s'è visto s'è visto. E non credo affatto che Berlusconi sia il problema maggiore. Certo, non ha fatto quello per cui è stato eletto, potremmo mandare via questo esecutivo e sostituirlo con uno "tecnico" simpaticamente in mano, che ne so, a Montezemolo, per esempio. Uno che di meritocrazia se ne intende (a parole) e di sprechi anche (Italia '90). Ed è lì che scalpita, visto che la FIAT l'ha messo alla porta, la Ferrari deve lasciarla a breve, e alla Juve è appena il caso che non si faccia più vedere. Gli resta solo la politica: possa Dio allontanare dall'Italia quest'altra jattura. Il problema, dunque, non è Silvietto, sono le mezze cartucce come ritengo sia Fini, o i furbacchioni come penso siano Prodi e Casini. In più Berlusconi è ricco di suo, mi risulta. Gli altri stanno ancora combattendo per avere privilegi e ricchezze. L'unica vera soluzione l'ha indicata Giannino: Tea Party anche in Italia. E mandiamo a casa questi politicanti di professione, capaci solamente di fare i parassiti. Non è vero che non si riesce a far qualcosa dal basso, io ho qui vicino un fulgido esempio di azione efficace dal basso. @Francesco F.
esatto, laprobabilità è bassina. Tu credi forse che a me piacerebbe vedere azzerata la ricchezza italiana? O che la visione di ammazzamenti vari, che siano in stile BR o tutti contro tutti, mi renderebbe felice?
Magari si potesse raddrizzare la rotta. Il problema è che questi sanno dove stiamo andando, arraffano quello che possono finché possono e poi chi s’è visto s’è visto. E non credo affatto che Berlusconi sia il problema maggiore.
Certo, non ha fatto quello per cui è stato eletto, potremmo mandare via questo esecutivo e sostituirlo con uno “tecnico” simpaticamente in mano, che ne so, a Montezemolo, per esempio.
Uno che di meritocrazia se ne intende (a parole) e di sprechi anche (Italia ’90). Ed è lì che scalpita, visto che la FIAT l’ha messo alla porta, la Ferrari deve lasciarla a breve, e alla Juve è appena il caso che non si faccia più vedere. Gli resta solo la politica: possa Dio allontanare dall’Italia quest’altra jattura.
Il problema, dunque, non è Silvietto, sono le mezze cartucce come ritengo sia Fini, o i furbacchioni come penso siano Prodi e Casini.
In più Berlusconi è ricco di suo, mi risulta.
Gli altri stanno ancora combattendo per avere privilegi e ricchezze.
L’unica vera soluzione l’ha indicata Giannino: Tea Party anche in Italia. E mandiamo a casa questi politicanti di professione, capaci solamente di fare i parassiti.
Non è vero che non si riesce a far qualcosa dal basso, io ho qui vicino un fulgido esempio di azione efficace dal basso.

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Di: Carlo Stagnaro /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-9978 Carlo Stagnaro Fri, 12 Nov 2010 18:33:58 +0000 /?p=7544#comment-9978 Caro Michele, la tua critica mi sembra ingenerosa, per due ragioni: una specifica, l'altra generale. Quella specifica si riferisce alla natura di questo articolo: si tratta semplicemente di una breve testimonianza di Vito Tanzi in merito a uno strumento che IBL ha creato, l'orologio del debito, con l'unico obiettivo di ricordare a tutti, compresi quelli che non sono "del mestiere", perché la spesa pubblica non può aumentare. (Se anche tu vuoi scrivere qualcosa per noi, la pubblichiamo molto volentieri, non c'è neanche bisogno di dirlo). La questione generale, però, mi sta più a cuore. Non credo Tanzi abbia bisogno di pentirsi, data la natura della sua esperienza al governo. Tanzi non è stato un "believer" che si è convertito: è stato un tecnico che ha creduto di (e provato a) poter dare un contributo esattamente nella direzione da te indicata, e non c'è riuscito. Tant'è che si è dimesso dopo appena due anni. Qui trovi un racconto delle esperienze maturate in quel periodo che è, mi pare, sufficientemente esplicito: http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/33_Tanzi.pdf . Lo dico perché mi pare che Tanzi le sue responsabilità se le sia già prese, e non ha lesinato, allora e dopo, critiche alla gestione allegra delle finanze pubbliche. Ci ha provato, e non ci è riuscito. Ha apertamente e pubblicamente discusso questo e altri aspetti. Non vedo cosa si possa pretendere di più, sul piano umano. Caro Michele, la tua critica mi sembra ingenerosa, per due ragioni: una specifica, l’altra generale. Quella specifica si riferisce alla natura di questo articolo: si tratta semplicemente di una breve testimonianza di Vito Tanzi in merito a uno strumento che IBL ha creato, l’orologio del debito, con l’unico obiettivo di ricordare a tutti, compresi quelli che non sono “del mestiere”, perché la spesa pubblica non può aumentare. (Se anche tu vuoi scrivere qualcosa per noi, la pubblichiamo molto volentieri, non c’è neanche bisogno di dirlo). La questione generale, però, mi sta più a cuore. Non credo Tanzi abbia bisogno di pentirsi, data la natura della sua esperienza al governo. Tanzi non è stato un “believer” che si è convertito: è stato un tecnico che ha creduto di (e provato a) poter dare un contributo esattamente nella direzione da te indicata, e non c’è riuscito. Tant’è che si è dimesso dopo appena due anni. Qui trovi un racconto delle esperienze maturate in quel periodo che è, mi pare, sufficientemente esplicito: http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/33_Tanzi.pdf . Lo dico perché mi pare che Tanzi le sue responsabilità se le sia già prese, e non ha lesinato, allora e dopo, critiche alla gestione allegra delle finanze pubbliche. Ci ha provato, e non ci è riuscito. Ha apertamente e pubblicamente discusso questo e altri aspetti. Non vedo cosa si possa pretendere di più, sul piano umano.

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Di: Giorgio Resca Cacciari /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-9977 Giorgio Resca Cacciari Fri, 12 Nov 2010 17:33:51 +0000 /?p=7544#comment-9977 Il debito pubblico e più in generale il risanamento dell'intero apparato pubblico, non potrà avvenire per via democratica. Non conosco alcuna forza politica che sia disposta a suicidarsi per il bene della Nazione. Il debito pubblico e più in generale il risanamento dell’intero apparato pubblico, non potrà avvenire per via democratica. Non conosco alcuna forza politica che sia disposta a suicidarsi per il bene della Nazione.

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Di: Anton /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-9975 Anton Fri, 12 Nov 2010 13:13:31 +0000 /?p=7544#comment-9975 Mauro, ammiro la Sua onesta' intellettuale e concordo con quanto ella ha scritto. Sono sempre piu' convinto che un graduale "DISIMPEGNO" dello Stato ove questo "impegno" non e' necessario ne' richiesto non possa che far bene al Paese, sopra tutto in una ottica di medio-lungo periodo che e', in definitiva, l'ottica alla quale dobbiamo guardare se vogliamo tentare di dare un futuro ai nostri figli. Bisognerebbe quindi FARE PRESTO ed avviare quelle riforme ineludibilI e che tutti sanno essere necessarie in questo Mondo nuovo ( e si parli piu' di destra, centro, sinistra, per favore, BASTA) ma che temo NESSUNO avra' il coraggio e la forza di attuare. www.segesufossetremonti.blogspot.com Grazie Anton Mauro, ammiro la Sua onesta’ intellettuale e concordo con quanto ella ha scritto.
Sono sempre piu’ convinto che un graduale “DISIMPEGNO” dello Stato ove questo “impegno” non e’ necessario ne’ richiesto non possa che far bene al Paese, sopra tutto in una ottica di medio-lungo periodo che e’, in definitiva, l’ottica alla quale dobbiamo guardare se vogliamo tentare di dare un futuro ai nostri figli.
Bisognerebbe quindi FARE PRESTO ed avviare quelle riforme ineludibilI e che tutti sanno essere necessarie in questo Mondo nuovo ( e si parli piu’ di destra, centro, sinistra, per favore, BASTA) ma che temo NESSUNO avra’ il coraggio e la forza di attuare.
http://www.segesufossetremonti.blogspot.com
Grazie
Anton

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Di: Francesco F. /2010/11/11/per-fermare-le-lancette-dellorologio-tagliamo-la-spesa-di-vito-tanzi/comment-page-1/#comment-9973 Francesco F. Fri, 12 Nov 2010 12:59:55 +0000 /?p=7544#comment-9973 Mi unisco a coro, ottime e chiare parole nel messaggio di Tanzi, ma pur sempre statement of principles. Credo sia evidente a chiunque che questa seconda repubblica abbia incistato i problemi storici della classe dirigente italiana, oltretutto inquinando gravemente la qualita' del dibattito pubblico (il personaggio con la maggior responsabilita' individuale in tutto questo mi sembra ancora piu' evidente). E' tragicomico che gli unici accenni di politiche di liberalizzazione e riduzione del corporativismo siano arrivati nella parentesi Prodi/Bersani... Mi sembra che la pre-condizione per qualsiasi cambiamento sia la rimozione del governo attuale, seguita da una coalizione con un' agenda anti-corporativista (dx o sx fa lo stesso). E credo sia cosi' urgente che varrebbe pure la pena di farlo nel contesto di turbolenza dei bond market (che tra l'altro gia' includono nel prezzo l'instabilita' del governo). Non so quale probabilita' assegnerei a soluzioni di questo tipo (bassina, temo), tuttavia mi sembra l'unica alternativa alla retoricA "doom and gloom" del "dobbiamo toccare il fondo", default dello stato, etc. Mi unisco a coro, ottime e chiare parole nel messaggio di Tanzi, ma pur sempre statement of principles. Credo sia evidente a chiunque che questa seconda repubblica abbia incistato i problemi storici della classe dirigente italiana, oltretutto inquinando gravemente la qualita’ del dibattito pubblico (il personaggio con la maggior responsabilita’ individuale in tutto questo mi sembra ancora piu’ evidente). E’ tragicomico che gli unici accenni di politiche di liberalizzazione e riduzione del corporativismo siano arrivati nella parentesi Prodi/Bersani…

Mi sembra che la pre-condizione per qualsiasi cambiamento sia la rimozione del governo attuale, seguita da una coalizione con un’ agenda anti-corporativista (dx o sx fa lo stesso). E credo sia cosi’ urgente che varrebbe pure la pena di farlo nel contesto di turbolenza dei bond market (che tra l’altro gia’ includono nel prezzo l’instabilita’ del governo).

Non so quale probabilita’ assegnerei a soluzioni di questo tipo (bassina, temo), tuttavia mi sembra l’unica alternativa alla retoricA “doom and gloom” del “dobbiamo toccare il fondo”, default dello stato, etc.

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