E’ uno spunto di rilfessione davvero molto importante. Nella Costituzione italiana si celano molti di questi paradossi para-liberali. Gli articoli sulla libertà del pensiero sono arzigogolati in maniera molto poco chiara, anche li è presente il famigerato “limite del decoro pubblico”.
Quale giudice può definire cosa è decoroso oppure no?
I quadri di Caravaggio secoli fa erano considerati indecorosi, oggi sono considerati capolavori.
Ma poi per piacere, facciamo moralismi su queste cose quando il linguaggio televisivo è sceso a un livello senza precedenti.
Ultimo spunto e provocazione che voglio lasciare riguarda una recente proposta avanzata (per ora solo in maniera sloganistica) dal presidente della Camera Fini: inserire nell’ordinamento giuridico italiano il reato di negazionismo.
Tralasciando che le norme per colpire eventuali “negazionisti” i giudici le hanno già volendo (Ex. apologia di genocidio), e non volendo assolutamente mettere in discussione la veridicità dell’ Olocausto, quello che mi domando è: Se impediamo preconcettualmente agli Scienziati Storici di fare ricerca storica, quante chance ha la “verità” di essere scritta nei libri di storia?
Come qualcuno ha giustamente già osservato, potremmo a questo punto parlare dell’istituzione di un “Ministero della Verità”
]]>