Il contratto collettivo di lavoro, prevedendo un trattamento minimo uniforme per tutti i lavoratori della categoria interessata, impedisce la concorrenza al ribasso tra gli stessi. La tariffa professionale minima ha la stessa funzione.
C’è qualche ragione obiettiva, che tutti possano condividere, per cui non si obietti al contratto collettivo e si obietti alla tariffa minima? Badate bene che le tariffe degli avvocati sono a scaglioni: per prestazioni di modesto valore, sono piuttosto basse (ciò che costituiva un incentivo a moltiplicare le prestazioni, specialmente quando la disciplina del processo civile ne lasciava il governo agli avvocati: si potevano moltiplicare le memorie scritte e le udienze, attraverso la pratica dei rinvii; oggi non è più possibile); solo per affari di valore rilevante crescono in misura sensibile, mentre per quelli più elevati permettono di conseguire compensi di centinaia di migliaia di euro (ma sono pochi gli avvocati che riescono ad ottenerli).
Il prezzo del pane comune è ancora amministrato, mi pare. Quadri e dirigenti, in genere, hanno sindacati e contratti collettivi.