Commenti a: RAI: il monopolio mai abolito – Daniele Venanzi /2010/10/22/rai-il-monopolio-mai-abolito-daniele-venanzi/ diretto da Oscar Giannino Sun, 02 Jan 2011 09:52:13 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Anton /2010/10/22/rai-il-monopolio-mai-abolito-daniele-venanzi/comment-page-1/#comment-9929 Anton Tue, 09 Nov 2010 12:51:16 +0000 /?p=7355#comment-9929 Molti dei programmi RAI sono un sofisticato strumento di distruzione di massa delle intelligenze e di annichilimento del libero arbitrio delle persone. I soliti giullari e buffoni di corte ora si dedicano ad aiutare il pubblico a guardare dal buco della serratura i piu' tristi ed angoscianti delitti inanellando interminabili trasmissioni ove si costruiscono le piu' disparate teorie ed ipotesi basate sul niente. utilizzando in dose massiccia i FORSE, SE, PERO', CHISSA', consulenti a pagamento e gionalistine alle prime armi. Vergogna Anton Molti dei programmi RAI sono un sofisticato strumento di distruzione di massa delle intelligenze e di annichilimento del libero arbitrio delle persone.
I soliti giullari e buffoni di corte ora si dedicano ad aiutare il pubblico a guardare dal buco della serratura i piu’ tristi ed angoscianti delitti inanellando interminabili trasmissioni ove si costruiscono le piu’ disparate teorie ed ipotesi basate sul niente. utilizzando in dose massiccia i FORSE, SE, PERO’, CHISSA’, consulenti a pagamento e gionalistine alle prime armi.
Vergogna
Anton

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Di: Piero /2010/10/22/rai-il-monopolio-mai-abolito-daniele-venanzi/comment-page-1/#comment-9726 Piero Wed, 27 Oct 2010 17:56:45 +0000 /?p=7355#comment-9726 come sarebbe bello se la stragrande maggioranza dei commentatori filoSilviani non facesse finta di dimenticarsi che : * è giusto privatizzare xrchè carozzone costosissimo (fra un annetto rischia default) * è in mano alla politica (sono fornitori della rai il cognato di Fini.. la moglie di Bocchino... la Endemol del Berlusca... Tarek amiconissimo africano nonchè aiutante italiano del suddetto Silviuccio) * ma x aprire il mercato bisogna concedere le frequenze a diversi concorrenti * mentre il suo amico Silviuccio (LO SANNO TUTTI GLI ADDETTI AI LAVORI) ha assegnato praticamente tutte le Frequenze Digitali Terrestri a sè stesso.. ai suoi amici.. ai suoi fornitori.. eccetera eccetara.. Ma sino a che il Controllore/Orientatore diretto/indiretto del 80% del Sistema Televisivo UNA SOLA Persona tutto questo non avverrà mai.. xrchè Esso somma ai tradizionali interessi dei politici dei partiti (GRAVE DANNO) anche rilevantissimo interessi economici in EVIDENTE conflitto di parte (GRAVISSIMISSIMO DANNO)... LA MERA ABOLIZIONE UNILATERALE SENZA APERTURA DEL MERCATO SAREBBE NON UNA LIBERALIZZAZIONE CONDIVISIBILE... MA L'ENNESIMO REGALO SEMPRE AL SOLITO TIZIO.. E QUESTO LEI LO SA BENISSIMO :) :) :) come sarebbe bello se la stragrande maggioranza dei commentatori filoSilviani non facesse finta di dimenticarsi che :
* è giusto privatizzare xrchè carozzone costosissimo (fra un annetto rischia default)
* è in mano alla politica (sono fornitori della rai il cognato di Fini.. la moglie di Bocchino… la Endemol del Berlusca… Tarek amiconissimo africano nonchè aiutante italiano del suddetto Silviuccio)
* ma x aprire il mercato bisogna concedere le frequenze a diversi concorrenti
* mentre il suo amico Silviuccio (LO SANNO TUTTI GLI ADDETTI AI LAVORI) ha assegnato praticamente tutte le Frequenze Digitali Terrestri a sè stesso.. ai suoi amici.. ai suoi fornitori.. eccetera eccetara..
Ma sino a che il Controllore/Orientatore diretto/indiretto del 80% del Sistema Televisivo UNA SOLA Persona tutto questo non avverrà mai.. xrchè Esso somma ai tradizionali interessi dei politici dei partiti (GRAVE DANNO) anche rilevantissimo interessi economici in EVIDENTE conflitto di parte (GRAVISSIMISSIMO DANNO)…

LA MERA ABOLIZIONE UNILATERALE SENZA APERTURA DEL MERCATO SAREBBE NON UNA LIBERALIZZAZIONE CONDIVISIBILE… MA L’ENNESIMO REGALO SEMPRE AL SOLITO TIZIO.. E QUESTO LEI LO SA BENISSIMO :) :)
:)

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Di: antonio /2010/10/22/rai-il-monopolio-mai-abolito-daniele-venanzi/comment-page-1/#comment-9591 antonio Sun, 24 Oct 2010 10:59:19 +0000 /?p=7355#comment-9591 il problema Rai si chiama Mediaset. il problema Rai si chiama Mediaset.

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Di: marco /2010/10/22/rai-il-monopolio-mai-abolito-daniele-venanzi/comment-page-1/#comment-9587 marco Sat, 23 Oct 2010 20:04:17 +0000 /?p=7355#comment-9587 La RAI fonda le proprie ragioni per esigere il canone sulla quantita di giornalisti e tecnici mantenuti a nostro carico, la lottizzazione e una pillola avvelenata che si sono dati i politici come valvola di sfogo alle loro clientele e polizza assicurativa (idiota) per una certa attenzione del raccomandato verso il suo padrino. Ma la ciliegina viene da Bettino che si e finanziato una emittenza privata, non fidandosi di quella lottizzata. Colla scomparsa del padrino il picciotto ha utilizzato lo strumento per fini personali, ed e' il primo a temere la cancellazione del canone: sarebbe un massacro la concorrenza tre reti contro tre, i bilanci ne soffrirebbero e l'immagine pure. Meglio addormentare il cane pubblico con una ricca dotazione di entrate, condizionare la struttura tutta con qualche pedina spregiudicata, lasciando che inefficienza, conformismo e lotte intestine consumino tutte le risorse loro messe a disposizione. Che ci possiamo fare? nemmeno le direttive europee che spediscono Fede nello spazio ascoltiamo, tanto a pagare c'e sempre pantalone. Per cortesia non scomodiamo liberismo e mercantilismo, quando guano e' di letame bisogna parlare. La RAI fonda le proprie ragioni per esigere il canone sulla quantita di giornalisti e tecnici mantenuti a nostro carico, la lottizzazione e una pillola avvelenata che si sono dati i politici come valvola di sfogo alle loro clientele e polizza assicurativa (idiota) per una certa attenzione del raccomandato verso il suo padrino.
Ma la ciliegina viene da Bettino che si e finanziato una emittenza privata, non fidandosi di quella lottizzata. Colla scomparsa del padrino il picciotto ha utilizzato lo strumento per fini personali, ed e’ il primo a temere la cancellazione del canone: sarebbe un massacro la concorrenza tre reti contro tre, i bilanci ne soffrirebbero e l’immagine pure.
Meglio addormentare il cane pubblico con una ricca dotazione di entrate, condizionare la struttura tutta con qualche pedina spregiudicata, lasciando che inefficienza, conformismo e lotte intestine consumino tutte le risorse loro messe a disposizione.
Che ci possiamo fare? nemmeno le direttive europee che spediscono Fede nello spazio ascoltiamo, tanto a pagare c’e sempre pantalone.
Per cortesia non scomodiamo liberismo e mercantilismo, quando guano e’ di letame bisogna parlare.

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Di: Michele Penzani /2010/10/22/rai-il-monopolio-mai-abolito-daniele-venanzi/comment-page-1/#comment-9575 Michele Penzani Sat, 23 Oct 2010 09:29:14 +0000 /?p=7355#comment-9575 @Sergio: l'inizio della programmazione dei programmi televisivi inizia il 3 gennaio 1954: dal '38 bisogna annotare, tra le "piccole" cose se sono successe: 10.07.1943 sbarco degli alleati; 25.07.1943 destituzione di Mussolini ad opera del neo Governo Badoglio (che dichiara altresì il continuo della guerra a fianco della Germania); 27.07.1943 scioglimento del PNF; (pausa di 2-3 anni ufficiali di guerra civile) 18.06.1946 la Corte di Cassazione (12 Magistrati contro 7 tra cui il Presidente), dichiara la vittoria della Repubblica; 46-48, periodo in cui le forze politiche dei "padri costituenti" creano, anche in molteplici ed elevati momenti di tensione sociale, quello che sarà poi l'equilibrio partitico del regime parlamentare italiano (mettiamoci come data simbolica l'attentato a Togliatti il 18.07.1948): ...Arrivando al 03.01.1954, giorno il cui iniziano ufficialmente le programmazioni televisive della RAI, credo che di acqua sotto i ponti per cambiare il primo dei R.D.L. da Lei citati (gli altri mi risulta piuttosto difficile riuscire a metterli in un insieme attinente al canone RAI) ne sia passata... ...Mi sembra altresì corretto ricordare che l'utilizzo delle onde radio, come strumento di comunicazione di massa, avviene negli anni '20 e che la diffusione del mezzo, in Italia, la si debba proprio al ministro delle Poste Costanzo Ciano del 1° Governo Mussolini. ...Per quanto concerne l'utilizzo del mezzo di comunicazione di massa, dalla data del suo avvento fino alla fine della cosiddetta "televisione fanfaniana", è accezione comune che il suo ruolo, come la radio, era riconducibile al solo scopo informativo, in un'ottica di formazione culturale e di identità nazionale in funzione della modesta realtà socio-economica dell'epoca. @Sergio: l’inizio della programmazione dei programmi televisivi inizia il 3 gennaio 1954: dal ’38 bisogna annotare, tra le “piccole” cose se sono successe:
10.07.1943 sbarco degli alleati;
25.07.1943 destituzione di Mussolini ad opera del neo Governo Badoglio (che dichiara altresì il continuo della guerra a fianco della Germania);
27.07.1943 scioglimento del PNF;

(pausa di 2-3 anni ufficiali di guerra civile)

18.06.1946 la Corte di Cassazione (12 Magistrati contro 7 tra cui il Presidente), dichiara la vittoria della Repubblica;
46-48, periodo in cui le forze politiche dei “padri costituenti” creano, anche in molteplici ed elevati momenti di tensione sociale, quello che sarà poi l’equilibrio partitico del regime parlamentare italiano (mettiamoci come data simbolica l’attentato a Togliatti il 18.07.1948):
…Arrivando al 03.01.1954, giorno il cui iniziano ufficialmente le programmazioni televisive della RAI, credo che di acqua sotto i ponti per cambiare il primo dei R.D.L. da Lei citati (gli altri mi risulta piuttosto difficile riuscire a metterli in un insieme attinente al canone RAI) ne sia passata…

…Mi sembra altresì corretto ricordare che l’utilizzo delle onde radio, come strumento di comunicazione di massa, avviene negli anni ’20 e che la diffusione del mezzo, in Italia, la si debba proprio al ministro delle Poste Costanzo Ciano del 1° Governo Mussolini.
…Per quanto concerne l’utilizzo del mezzo di comunicazione di massa, dalla data del suo avvento fino alla fine della cosiddetta “televisione fanfaniana”, è accezione comune che il suo ruolo, come la radio, era riconducibile al solo scopo informativo, in un’ottica di formazione culturale e di identità nazionale in funzione della modesta realtà socio-economica dell’epoca.

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Di: Sergio De Prisco /2010/10/22/rai-il-monopolio-mai-abolito-daniele-venanzi/comment-page-1/#comment-9572 Sergio De Prisco Fri, 22 Oct 2010 21:18:22 +0000 /?p=7355#comment-9572 Forse non tutti sanno che la RAI fonda le sue pretese di pagamento del canone su una legge fascista ancora in vigore, il Regio Decreto Legge n. 246 del 21 febbraio 1938 “Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni”. Chi faccia una breve ricerca si rende conto di come il regio provvedimento sia stato solo il preludio di una lunga serie di provvedimenti di identica estrazione culturale emessi subito dopo. Eccoli in tutta la loro magnificenza: R.D.L. 21 febbraio 1938, Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni R.D.L. 5 settembre 1938, Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista R.D.L. 7 settembre 1938, Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri R.D.L. 23 settembre 1938, Istituzione di scuole elementari per fanciulli di razza ebraica R.D.L. 15 novembre 1938, Integrazione e coordinamento in testo unico delle norme già emanate per la difesa della razza nella Scuola Italiana R.D.L. 17 novembre 1938, Provvedimenti per la razza italiana Forse non tutti sanno che la RAI fonda le sue pretese di pagamento del canone su una legge fascista ancora in vigore, il Regio Decreto Legge n. 246 del 21 febbraio 1938 “Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni”.
Chi faccia una breve ricerca si rende conto di come il regio provvedimento sia stato solo il preludio di una lunga serie di provvedimenti di identica estrazione culturale emessi subito dopo.

Eccoli in tutta la loro magnificenza:

R.D.L. 21 febbraio 1938, Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni
R.D.L. 5 settembre 1938, Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista
R.D.L. 7 settembre 1938, Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri
R.D.L. 23 settembre 1938, Istituzione di scuole elementari per fanciulli di razza ebraica
R.D.L. 15 novembre 1938, Integrazione e coordinamento in testo unico delle norme già emanate per la difesa della razza nella Scuola Italiana
R.D.L. 17 novembre 1938, Provvedimenti per la razza italiana

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