Commenti a: Il paradosso italiano /2010/10/05/il-paradosso-italiano/ diretto da Oscar Giannino Fri, 24 Dec 2010 09:18:48 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: marco ottenga /2010/10/05/il-paradosso-italiano/comment-page-1/#comment-9407 marco ottenga Thu, 14 Oct 2010 09:14:51 +0000 /?p=7212#comment-9407 Non sono molto d'accordo, coerentemente dovremmo assumere come un mistero della fede l'ottima salute delle industrie automobilistiche tedesche quando invece, loro, hanno sempre investito in kompetenz anziche in bassi salari, ottenendo quindi dai loro clienti prezzi elevati per una qualita e servizio eccellenti. Purtroppo questo mistero ci ha fatto spendere una quindicina di punti di PIL (portando il nostro debito a un 118 abbondante contro un risicato 104 di fine governo Prodi) per casse integrazione (tra ordinarie, straordinarie e in deroga) che hanno fatto sopravvivere gli zombie economici del nostro sistema industriale (coloro che non hanno alcuna ragione per esistere: sottocapitalizzati, sottostrutturati, privi di idee e processi innovativi, con addetti sovente volonterosi ma non eccellenti). Questa scelta ha semplicemente rimandato le scelte vendendo il futuro dei dipendenti (serie possibilita di impiego ben remunerato per gli anni futuri) per un piatto di lenticchie (cassa e lavoro nero). Marchionne lo sa e fa il proprio ruolo, lo pagano bene perche lo sa fare. Credo che per serieta si dovrebbe dire che Confindustria e sindacati sono due strutture inventate a Torino oltre un secolo fa e che oggi dovrebbero essere sostituite da organizzazioni settoriali indipendenti e reciprocamente concorrenti (altro che farle consociarre nei consigli di amministrazione dei fondi pensione di settore, dove i tromati si incontrano alle spalle dei lavoratori INVITATI a non utilizzare risorse professionali come le assicurazioni). Il framework di base dovrebbe essere unicamente legislativo, dove si prevedono tutele sui sessi, sulle razze, sulle disabilita', in modo che chi fa leggi del cavolo non viene rivotato, o viene votato chi e' piu' o meno sensibile in funzione dei cicli; poi generalmente, quando alcune tutele vengono date (da Clinton) Bush magari non osa toglierle. Lo stesso quando sindacati forti ottengono tutele, queste cogli anni entrano anche nei settori piu deboli GRADUALMENTE e depurate degli inevitabili eccessi tollerati nei cicli altamente favorevoli. Sono convinto che se assumiamo che la terra trema, questo e' per tutti, lavoratori e imprenditori, pensatori e legislatori. Non sono molto d’accordo, coerentemente dovremmo assumere come un mistero della fede l’ottima salute delle industrie automobilistiche tedesche quando invece, loro, hanno sempre investito in kompetenz anziche in bassi salari, ottenendo quindi dai loro clienti prezzi elevati per una qualita e servizio eccellenti.
Purtroppo questo mistero ci ha fatto spendere una quindicina di punti di PIL (portando il nostro debito a un 118 abbondante contro un risicato 104 di fine governo Prodi) per casse integrazione (tra ordinarie, straordinarie e in deroga) che hanno fatto sopravvivere gli zombie economici del nostro sistema industriale (coloro che non hanno alcuna ragione per esistere: sottocapitalizzati, sottostrutturati, privi di idee e processi innovativi, con addetti sovente volonterosi ma non eccellenti). Questa scelta ha semplicemente rimandato le scelte vendendo il futuro dei dipendenti (serie possibilita di impiego ben remunerato per gli anni futuri) per un piatto di lenticchie (cassa e lavoro nero). Marchionne lo sa e fa il proprio ruolo, lo pagano bene perche lo sa fare.
Credo che per serieta si dovrebbe dire che Confindustria e sindacati sono due strutture inventate a Torino oltre un secolo fa e che oggi dovrebbero essere sostituite da organizzazioni settoriali indipendenti e reciprocamente concorrenti (altro che farle consociarre nei consigli di amministrazione dei fondi pensione di settore, dove i tromati si incontrano alle spalle dei lavoratori INVITATI a non utilizzare risorse professionali come le assicurazioni).
Il framework di base dovrebbe essere unicamente legislativo, dove si prevedono tutele sui sessi, sulle razze, sulle disabilita’, in modo che chi fa leggi del cavolo non viene rivotato, o viene votato chi e’ piu’ o meno sensibile in funzione dei cicli; poi generalmente, quando alcune tutele vengono date (da Clinton) Bush magari non osa toglierle. Lo stesso quando sindacati forti ottengono tutele, queste cogli anni entrano anche nei settori piu deboli GRADUALMENTE e depurate degli inevitabili eccessi tollerati nei cicli altamente favorevoli.
Sono convinto che se assumiamo che la terra trema, questo e’ per tutti, lavoratori e imprenditori, pensatori e legislatori.

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Di: roberto savastano /2010/10/05/il-paradosso-italiano/comment-page-1/#comment-9285 roberto savastano Thu, 07 Oct 2010 18:50:17 +0000 /?p=7212#comment-9285 come sostiene, non a torto, Francesco Giavazzi sulle pagine del Corsera, il miglior Ministro dello Sviluppo Economico sarebbe stato Antonio Catricalà, se solo l'esecutivo si fosse adoperato a dare seguito alle indicazioni dell'Antitrust. come sostiene, non a torto, Francesco Giavazzi sulle pagine del Corsera, il miglior Ministro dello Sviluppo Economico sarebbe stato Antonio Catricalà, se solo l’esecutivo si fosse adoperato a dare seguito alle indicazioni dell’Antitrust.

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Di: jimmomo /2010/10/05/il-paradosso-italiano/comment-page-1/#comment-9249 jimmomo Tue, 05 Oct 2010 15:53:58 +0000 /?p=7212#comment-9249 Il che non è un paradosso, semmai la dimostrazione che non serve proprio un Ministero dello Sviluppo economico. Di sicuro non serve come polo concertativo tra le parti sociali Il che non è un paradosso, semmai la dimostrazione che non serve proprio un Ministero dello Sviluppo economico. Di sicuro non serve come polo concertativo tra le parti sociali

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Di: paolo /2010/10/05/il-paradosso-italiano/comment-page-1/#comment-9247 paolo Tue, 05 Oct 2010 13:18:49 +0000 /?p=7212#comment-9247 Come al solito, sono le persone che fanno i ruoli e non viceversa. Se il ministro fosse stato Scajola (ma questo vale anche per Romani, se non in misura addirittura maggiore) il suo contributo sarebbe stato nullo. Inoltre, il peso di un Marchionne non è facilmente pareggiabile da nessun politrico attualmente sulla piazza. Quindi nessuno stupore sul fatto che, in sostanza, le cose che dovevano essere fatte sono state fatte. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. (a proposito di latino, chissà perchè oggi mi è venuto in mente Caligola che fece senatore il suo cavallo.... mah) Come al solito, sono le persone che fanno i ruoli e non viceversa. Se il ministro fosse stato Scajola (ma questo vale anche per Romani, se non in misura addirittura maggiore) il suo contributo sarebbe stato nullo. Inoltre, il peso di un Marchionne non è facilmente pareggiabile da nessun politrico attualmente sulla piazza. Quindi nessuno stupore sul fatto che, in sostanza, le cose che dovevano essere fatte sono state fatte. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. (a proposito di latino, chissà perchè oggi mi è venuto in mente Caligola che fece senatore il suo cavallo…. mah)

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Di: Andrea Giuricin /2010/10/05/il-paradosso-italiano/comment-page-1/#comment-9244 Andrea Giuricin Tue, 05 Oct 2010 10:15:10 +0000 /?p=7212#comment-9244 Concordo con entrambi i commenti. Vedo le elezioni avvicinarsi (magari mi sbaglio), ma la mancanza del ministro allo sviluppo economico forse è stato un bene per l'Italia in questo particolare caso. Si è deciso di andare allo scontro, senza passare troppo da camere di compensazione. E nello scontro il manager Marchionne ha dimostrato che è possibile fare cambiamenti in Italia. Comunque in Italia nulla è definitivo e quindi aspettiamo gli sviluppi. Concordo con entrambi i commenti.
Vedo le elezioni avvicinarsi (magari mi sbaglio), ma la mancanza del ministro allo sviluppo economico forse è stato un bene per l’Italia in questo particolare caso. Si è deciso di andare allo scontro, senza passare troppo da camere di compensazione. E nello scontro il manager Marchionne ha dimostrato che è possibile fare cambiamenti in Italia.
Comunque in Italia nulla è definitivo e quindi aspettiamo gli sviluppi.

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Di: Gulliver Nemo /2010/10/05/il-paradosso-italiano/comment-page-1/#comment-9242 Gulliver Nemo Tue, 05 Oct 2010 10:10:18 +0000 /?p=7212#comment-9242 Ottima analisi in chiave liberista dell'utilità di un Ministero per l'economia pianificata statalista. Offro un'altra breve lettura in chiave politica (di basso livello ma temo, verosimile) riguardo la nomina del nuovo Ministro per lo Sviluppo Economico: la poltrona per i Finiani non è più a disposizione, nè per Sarmi nè per Baldassarri! La festa è finta, si va al voto! Ottima analisi in chiave liberista dell’utilità di un Ministero per l’economia pianificata statalista. Offro un’altra breve lettura in chiave politica (di basso livello ma temo, verosimile) riguardo la nomina del nuovo Ministro per lo Sviluppo Economico: la poltrona per i Finiani non è più a disposizione, nè per Sarmi nè per Baldassarri! La festa è finta, si va al voto!

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Di: P. Tisbo /2010/10/05/il-paradosso-italiano/comment-page-1/#comment-9241 P. Tisbo Tue, 05 Oct 2010 10:07:16 +0000 /?p=7212#comment-9241 Io non lo vedo affatto come un paradosso, togliere politica all'impresa fa solo bene. Io non lo vedo affatto come un paradosso, togliere politica all’impresa fa solo bene.

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