Commenti a: Studiare per lavorare… o far lavorare /2010/09/29/studiare-per-lavorare-o-far-lavorare/ diretto da Oscar Giannino Fri, 24 Dec 2010 12:57:49 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Vito Foschi /2010/09/29/studiare-per-lavorare-o-far-lavorare/comment-page-1/#comment-9232 Vito Foschi Mon, 04 Oct 2010 12:43:17 +0000 /?p=7163#comment-9232 <a href="#comment-9202" rel="nofollow">@Roberto Bera </a> Caro Roberto non nascondo che la mia battuta sulla filosofia vuol essere un riconoscimento alla cultura filosofica. Sono anch'io convinto dell'utilità di un po' di filosofia anche in campo scientifico, sperando così di aver dei colleghi che abbiamo un minimo senso della realtà. @Roberto Bera Caro Roberto non nascondo che la mia battuta sulla filosofia vuol essere un riconoscimento alla cultura filosofica. Sono anch’io convinto dell’utilità di un po’ di filosofia anche in campo scientifico, sperando così di aver dei colleghi che abbiamo un minimo senso della realtà.

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Di: Roberto Bera /2010/09/29/studiare-per-lavorare-o-far-lavorare/comment-page-1/#comment-9202 Roberto Bera Thu, 30 Sep 2010 10:06:26 +0000 /?p=7163#comment-9202 Finalmente, su questo argomento (istruzione ed opportunità di lavoro) un articolo sensato !!!! Io, sebbene ormai anzianotto, sono laureato in informatica. Ad oggi avrei un guadagno maggiore se facessi il bidello. Ovviamente il maggiore aumente se si tiene conto anche dalla "volatilità" dei redditti. --- Il discorso sarebbe complesso (io sono per l'importanza della cultura "filosofica" anche in campo tecnico-scientifico) ma condivido, una corda non si tira. Nel clima italiano si premia solo la staticità e il conformismo. Finalmente, su questo argomento (istruzione ed opportunità di lavoro) un articolo sensato !!!!
Io, sebbene ormai anzianotto, sono laureato in informatica. Ad oggi avrei un guadagno maggiore se facessi il bidello. Ovviamente il maggiore aumente se si tiene conto anche dalla “volatilità” dei redditti.

Il discorso sarebbe complesso (io sono per l’importanza della cultura “filosofica” anche in campo tecnico-scientifico) ma condivido, una corda non si tira.
Nel clima italiano si premia solo la staticità e il conformismo.

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Di: diana /2010/09/29/studiare-per-lavorare-o-far-lavorare/comment-page-1/#comment-9185 diana Wed, 29 Sep 2010 15:51:55 +0000 /?p=7163#comment-9185 Partirei dall'ultimo paragrafo: dove sono in Italia le aziende che cercano i profili "istruiti"? Non sto parlando di laureati in giurisprudenza o scienza della comunicazione, corsi probabilmente troppo 'gettonati' negli ultimi anni, ma -per esempio- che fine hanno fatto le grandi aziende del settore TLC? Partirei dall’ultimo paragrafo: dove sono in Italia le aziende che cercano i profili “istruiti”?
Non sto parlando di laureati in giurisprudenza o scienza della comunicazione, corsi probabilmente troppo ‘gettonati’ negli ultimi anni, ma -per esempio- che fine hanno fatto le grandi aziende del settore TLC?

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Di: Vito Foschi /2010/09/29/studiare-per-lavorare-o-far-lavorare/comment-page-1/#comment-9184 Vito Foschi Wed, 29 Sep 2010 15:37:38 +0000 /?p=7163#comment-9184 Concordo pienamente. Da ingegnere informatico che lavora nel campo informatico posso dire solo una cosa: quasi tutto quello che ho studiato serve ben poco per il lavoro che sto facendo. Ormai una mia battuta tipica è: se avessi una laurea in filosofia avrei le stesse conoscenze utili datami dalla mia laurea in ingegneria per fare questo lavoro! C'è un abisso fra università e mondo del lavoro. Nelle statistiche ci sono i laureati che fanno un lavoro inerente al loro titolo di studio. Sarebbe interessante sapere quanta sia "vera" questa inerenza. Le leggi di mercato sono inesorabili. Operai specializzati non si trovano e guadagnano di più di un inutile ingegnere. Mi dispiace, ovviamente, per la situazione personale, ma non posso che riconoscere la giustezza di ciò. La cosa che trovo irritante è la società, dalle famiglie con il mito del figlio dottore ai media, che illudono tanti giovani con il mito della laurea, novello Santo Graal. Concordo pienamente. Da ingegnere informatico che lavora nel campo informatico posso dire solo una cosa: quasi tutto quello che ho studiato serve ben poco per il lavoro che sto facendo. Ormai una mia battuta tipica è: se avessi una laurea in filosofia avrei le stesse conoscenze utili datami dalla mia laurea in ingegneria per fare questo lavoro! C’è un abisso fra università e mondo del lavoro. Nelle statistiche ci sono i laureati che fanno un lavoro inerente al loro titolo di studio. Sarebbe interessante sapere quanta sia “vera” questa inerenza.
Le leggi di mercato sono inesorabili. Operai specializzati non si trovano e guadagnano di più di un inutile ingegnere. Mi dispiace, ovviamente, per la situazione personale, ma non posso che riconoscere la giustezza di ciò. La cosa che trovo irritante è la società, dalle famiglie con il mito del figlio dottore ai media, che illudono tanti giovani con il mito della laurea, novello Santo Graal.

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Di: Stefano2 /2010/09/29/studiare-per-lavorare-o-far-lavorare/comment-page-1/#comment-9177 Stefano2 Wed, 29 Sep 2010 11:24:54 +0000 /?p=7163#comment-9177 Sottoscrivo e condivido in toto. Io sono ingegnere meccanico e lavoro in una piccola realtà; so bene cosa voglia dire passare dall'approccio "artigianale" a quello avanzato/industriale, e quanto le generazioni precedenti oppongano quella che si potrebbe chiamare forza d'inerzia al cambiamento. Non fatico ad immaginare situazioni simili nel resto d'Italia. Sottoscrivo e condivido in toto.
Io sono ingegnere meccanico e lavoro in una piccola realtà; so bene cosa voglia dire passare dall’approccio “artigianale” a quello avanzato/industriale, e quanto le generazioni precedenti oppongano quella che si potrebbe chiamare forza d’inerzia al cambiamento.
Non fatico ad immaginare situazioni simili nel resto d’Italia.

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