Sarebbe un ottimo ministro dello sviluppo .. seriamente
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stefano tagliavini :
@Beppe
1) Quello che lei dice è vero, ma [...]
2) Io voglio solo capire se c’è differenza tra investire nella propria azienda [...] e chi investe ad esempio nel mercato immobiliare o anche in quello mobiliare comprando a dieci e sperando di vendere a 20.
3) Vivere con 1000 euro al mese o anche meno non è possibile.
4) Da questa crisi è aumentato il divario tra ricchi e poveri
5) Di queste cose non ne sento parlare da nessuno, si parla solo di riduzione delle tasse
Stefano, avevo detto di voler portare solo un piccolo esempio, poiché non ho nè il tempo, nè l’inclinazione missionaria di convincerla che sbaglia su tutta la linea.
Io mi accontenterei della sua risposta 1), ma le voglio telegraficamente rispondere anche a qualche altro punto.
2) Non dovrebbe esserci differenza morale: chiunque il soldi li dovrebbe investire dove rendono di più. Se i politicanti non introducessero con tassazioni idiote degli incentivi distorti, il mercato porterebbe le case a rendere molto meno delle fabbriche, con spostamento degli investimenti sulle attività produttive (sto semplificando per seguire il suo esempio di dicotomia immobiliare/produttivo).
I piccoli imprenditori come me, che buttano tutto nella fabbrichetta a dispetto dei risultati, sono in media dei poveri illusi, ognuno dei quali (me compreso) scommette contro ogni evidenza di essere più bravo degli altri e di riuscire in qualche modo a far quadrare i conti seguendo la passione.
3) Si sbaglia. Io e il mio socio lo facciamo da anni, pagandoci circa 800 al mese. Però abbiamo la soddisfazione di dare 1000 euro con tutti i contributi, tasse e tfr ai nostri dipendenti.
4) Questo mi pare più che altro uno slogan. La maggior parte delle persone in Europa non ha perso il lavoro e ha mantenuto il reddito, mentre una parte piuttosto alta dei ricchi ha perso dal 30% in su.
Per affermare una cosa simile sarebbe perlomeno necessario definire ricchi e poveri e poi portare qualche cifra a sostegno.
5) Se si riferisce all’Italia in generale, spero che scherzi. Se invece si riferisce a Chicago Blog, vorrei capire che fastidio le dà. In un’assordante unanimità di luoghi comuni sulla bellezza delle tasse, ecc. ecc. un piccolo blog che cerca di argomentare il contrario (e pure con qualche argomento valido, come lei stesso ammette…), mi pare possa solo essere il benvenuto. Non le piace la pluralità?
stefano tagliavini :
@MassimoF.
Comparto delle ceramiche tra Reggio Emilia e Modena, alcune aziende hanno chiuso, altre hanno proseguito la produzione, secondo lei hanno investito nel settore immobiliare o nella ricerca, nell’innovazione e nelle risorse umane?
Solo un piccolo esempio che mi pare illustri bene quanto la realtà sia, allo stesso tempo, più semplice e più complessa di quanto tu creda.
Per alcune delle aziende, potresti banalmente considerare la casualità di avere 1-2 grossi clienti che falliscono o sopravvivono. In questi casi è una roulette: se sei fortunato ne esci vivo, altrimenti chiudi, a prescindere dalle tue strategie d’investimento.
Ma questo è il meno. La cosa paradossale è che subito prima del crollo c’era stato il picco di produzione industriale a cui molte aziende avevano reagito con gli investimenti che auspichi tu, per aumentare la produzione. Quegli investimenti erano quasi sempre stati fatti a debito, contando sul fatto che il mercato tirava per pagare le rate dei mutui.
Altre aziende invece non avevano investito nulla per varie ragioni…magari erano vecchie e vivacchiavano senza ambizioni, oppure contavano semplicemente di far fronte alle maggiori richieste del mercato aumentando gli straordinari o prendendo lavoratori temporanei, invece che innovare i processi, oppure venivano da cali progressivi di vendite pur in mercati positivi che le avevano lasciate con un eccesso di capacità (e quindi potenzialmente moribonde…).
Prova a domandarti quali sono state quelle più colpite dalla crisi.
Già, molte delle aziende che sono fallite erano quelle che avevano investito di più in ricerca, innovazione e risorse umane…strano il mondo, eh?