Commenti a: La disdetta di Federmeccanica, il bando Fiom a me /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/ diretto da Oscar Giannino Fri, 24 Dec 2010 00:30:31 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Riccardo /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-9300 Riccardo Fri, 08 Oct 2010 19:46:38 +0000 /?p=6972#comment-9300 Nn so come iniziare Prof. Giannino, io la sento sempre alla mattina e l'ho seguita anche stasera a otto e mezzo sulla Fiat. La Fiat è giusto che si confronti con il mercato che chiede di comportarsi come si comporta, ma ci deve essere un limite rispetto al lavoro degli operai: sui turni, pause, tempistica. Nn si può pensare che il mercato da solo tiri il freno a mano.. per cosa dei diritti ... risponderà sciocchezze i diritti, ma si cosa sarà mai questa fissa degli operai .... Sarebbe un ottimo ministro dello sviluppo .. seriamente Nn so come iniziare Prof. Giannino, io la sento sempre alla mattina e l’ho seguita anche stasera a otto e mezzo sulla Fiat.
La Fiat è giusto che si confronti con il mercato che chiede di comportarsi come si comporta, ma ci deve essere un limite rispetto al lavoro degli operai: sui turni, pause, tempistica. Nn si può pensare che il mercato da solo tiri il freno a mano.. per cosa dei diritti … risponderà sciocchezze i diritti, ma si cosa sarà mai questa fissa degli operai ….

Sarebbe un ottimo ministro dello sviluppo .. seriamente

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Di: stefano tagliavini /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-8923 stefano tagliavini Sun, 12 Sep 2010 16:26:45 +0000 /?p=6972#comment-8923 <a href="#comment-8910" rel="nofollow">@firmino </a> Nella CGIL degli anni settanta c'era anche Guido Rossa! @firmino
Nella CGIL degli anni settanta c’era anche Guido Rossa!

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Di: nicola maria tommasini /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-8915 nicola maria tommasini Sat, 11 Sep 2010 08:55:47 +0000 /?p=6972#comment-8915 Sono un piccolo imprenditore che sta lottando per poter produrre su 3 turni. SI, nella crisi c'è domanda di nicchia. Abbiamo una montagna di problemi. Viva Marchionne. Sono un piccolo imprenditore che sta lottando per poter produrre su 3 turni. SI, nella crisi c’è domanda di nicchia. Abbiamo una montagna di problemi. Viva Marchionne.

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Di: firmino /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-8910 firmino Fri, 10 Sep 2010 19:48:29 +0000 /?p=6972#comment-8910 nella prima metà degli anni settanta, sulla "Notte", notissimo(allora) quotidiano, dopo che era stato siglato il rinnovo contrattuale delle industrie chimiche, un articolo citava l'esempio di una piccola fabbrica di materie plastiche dell'hinterland milanese con 50 dipendenti(donne) di cui 49 non erano iscritte a nessun sindacato, mentre invece la 50ma era iscritta alla Cgil.Bene, se dopo vari scioperi e balle varie i lavoratori italiani erano riusciti grazie? al sindacato ad ottenere un aumento salariale, le dipendenti della fabbrica di cui sopra, rispetto agli altri prendevano già molto di più. Al che la dipendente iscritta al sindacato lo fece presente al sindacato stesso mostrandogli la busta paga. La risposta della Cgil fù quella di indire immediatamente uno sciopero con picchettaggio davanti alla fabbrica aspettando l'uscita del personale aposrofandole poi con gli epiteti che potete ben immaginare, tipo putt...a, zocc...a ecc. Tutto ciò per dire che questa è la Cgil! Mediatet gente, Meditate nella prima metà degli anni settanta, sulla “Notte”, notissimo(allora) quotidiano, dopo che era stato siglato il rinnovo contrattuale delle industrie chimiche, un articolo citava l’esempio di una piccola fabbrica di materie plastiche dell’hinterland milanese con 50 dipendenti(donne) di cui 49 non erano iscritte a nessun sindacato, mentre invece la 50ma era iscritta alla Cgil.Bene, se dopo vari scioperi e balle varie i lavoratori italiani erano riusciti grazie? al sindacato ad ottenere un aumento salariale, le dipendenti della fabbrica di cui sopra, rispetto agli altri prendevano già molto di più.
Al che la dipendente iscritta al sindacato lo fece presente al sindacato stesso mostrandogli la busta paga.
La risposta della Cgil fù quella di indire immediatamente uno sciopero con picchettaggio davanti alla fabbrica aspettando l’uscita del personale aposrofandole poi con gli epiteti che potete ben immaginare, tipo putt…a, zocc…a ecc.
Tutto ciò per dire che questa è la Cgil!
Mediatet gente, Meditate

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Di: MassimoF. /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-8902 MassimoF. Fri, 10 Sep 2010 12:35:26 +0000 /?p=6972#comment-8902 Caro Stefano, che tutti devano pagare le tasse è un principio sul quale concordo perfettamente, ma l'unico modo per diminuire l'evasione è diminuire le tasse e le spese. Le spese perchè tutti gli eventuali extra introiti dovuti alla lotta all'evasione fiscale verranno mangiati dalla spesa pubblica, che continua ad aumentare, senza considerare il debito cumulato da ripagare. Le tasse, perchè la curva di Laffer non lascia il minimo scampo ( e su questo non mi dilungo , tanto sò che è inutile). Sul principio della progressività , sarà anche scritto sulla costituzione , ma allora è semplicemente un'altra delle cose da cambiare della nostra carta. Se per esempio le tasse sono per tutti al 20% , se uno guadagna 1000 euro paga 200 euro di tasse. Se uno guadagna 1.000.000 di euro , paga 200.000 euro di tasse. Il ricco paga più del povero. Invece, con la tassazione progressiva come è ora,lei applica una vera e propria discriminazione umana . La legge stabilisce di fatto che gli italiani non sono uguali e le leggi da applicarsi a loro sono diverse. Robert Nozick, pace all'anima sua ,il primo a far notare questo , aveva perfettamente ragione. Tutti gli stati socialdemocratici come il nostro, sono in realtà falsamente democratici e per nulla liberali. Ogni provvedimento teso a superare le discriminazioni sociali costituitesi in un quadro di regole dato, sarà sempre lesivo dei basilari diritti umani, a partire da quello che ogni persona è proprietaria dei frutti del proprio lavoro. Caro Stefano, che tutti devano pagare le tasse è un principio sul quale concordo perfettamente, ma l’unico modo per diminuire l’evasione è diminuire le tasse e le spese. Le spese perchè tutti gli eventuali extra introiti dovuti alla lotta all’evasione fiscale verranno mangiati dalla spesa pubblica, che continua ad aumentare, senza considerare il debito cumulato da ripagare. Le tasse, perchè la curva di Laffer non lascia il minimo scampo ( e su questo non mi dilungo , tanto sò che è inutile). Sul principio della progressività , sarà anche scritto sulla costituzione , ma allora è semplicemente un’altra delle cose da cambiare della nostra carta. Se per esempio le tasse sono per tutti al 20% , se uno guadagna 1000 euro paga 200 euro di tasse. Se uno guadagna 1.000.000 di euro , paga 200.000 euro di tasse. Il ricco paga più del povero. Invece, con la tassazione progressiva come è ora,lei applica una vera e propria discriminazione umana . La legge stabilisce di fatto che gli italiani non sono uguali e le leggi da applicarsi a loro sono diverse. Robert Nozick, pace all’anima sua ,il primo a far notare questo , aveva perfettamente ragione. Tutti gli stati socialdemocratici come il nostro, sono in realtà falsamente democratici e per nulla liberali. Ogni provvedimento teso a superare le discriminazioni sociali costituitesi in un quadro di regole dato, sarà sempre lesivo dei basilari diritti umani, a partire da quello che ogni persona è proprietaria dei frutti del proprio lavoro.

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Di: stefano tagliavini /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-8899 stefano tagliavini Fri, 10 Sep 2010 10:18:28 +0000 /?p=6972#comment-8899 <a href="#comment-8898" rel="nofollow">@Beppe </a> Per quanto rigurarda la sua azienda le faccio i miei personalissimi complimenti credo che lei e il suo socio siate un esempio. Le tasse non vanno contemplate e non sono belle, ma ci sono persone che guadagnano molto di più di lei che fanno dell'evasione fiscale un asse portante della loro politica economica, chiamiamola così oppure persone che dichiarano al fisco molto poco e risultano porprietari di beni di lusso. Quando si parla i tasse bisogna distingure le due cose. Girare con la ferrari o con la jaguar, avere villa in città, al mare, imbarcazione e quant'altro non è un delitto e non deve essere motivo di odio, ma il nostro sistema fiscale ha dei pncipi che andrebbero applicati, tipo la progressività e l'evasione non è cosa da furbi. Certo per lei che cerca di mandare avanti la sua azienda garantendo ai suoi dipendenti salari decorosi, le tasse sono un ostacolo come per tanti suoi colleghi oltre a dover combattere con il mercato e la concorrenza del lavoro in nero. Ma il punto è che non tutti gli evasori lo sono guadagnando poco e che la lotta contro il sommerso non viene fatta. Le regole si possono cambiare ma democraticamente e nel rispetto della dignità delle persone. Per quanto attiene alla pluralità nulla da dire e nulla da dire su questo blog. Ho solidarizzato con Giannino senza se e senza ma per il fatto che la FIOM non partecipa ai suoi programmi, il confronto è linfa vitale della democrazia, ma un po' di obiettività ci dev'essere per tutti a cominciare da me e soprattutto la condivsione di alcuni punti fondamentali, quali regole e principi che per illustri esperti di economia il loro venir meno è stata la causa della grave crisi economica. Concludo dicendo che il libero dibattito non può portare alle provocazioni, come ho letto in questo blog è davvero sconcertante paragonare la pratica legale che io ho fatto, con otto ore di catena di montaggio. @Beppe
Per quanto rigurarda la sua azienda le faccio i miei personalissimi complimenti credo che lei e il suo socio siate un esempio. Le tasse non vanno contemplate e non sono belle, ma ci sono persone che guadagnano molto di più di lei che fanno dell’evasione fiscale un asse portante della loro politica economica, chiamiamola così oppure persone che dichiarano al fisco molto poco e risultano porprietari di beni di lusso. Quando si parla i tasse bisogna distingure le due cose. Girare con la ferrari o con la jaguar, avere villa in città, al mare, imbarcazione e quant’altro non è un delitto e non deve essere motivo di odio, ma il nostro sistema fiscale ha dei pncipi che andrebbero applicati, tipo la progressività e l’evasione non è cosa da furbi. Certo per lei che cerca di mandare avanti la sua azienda garantendo ai suoi dipendenti salari decorosi, le tasse sono un ostacolo come per tanti suoi colleghi oltre a dover combattere con il mercato e la concorrenza del lavoro in nero. Ma il punto è che non tutti gli evasori lo sono guadagnando poco e che la lotta contro il sommerso non viene fatta. Le regole si possono cambiare ma democraticamente e nel rispetto della dignità delle persone. Per quanto attiene alla pluralità nulla da dire e nulla da dire su questo blog. Ho solidarizzato con Giannino senza se e senza ma per il fatto che la FIOM non partecipa ai suoi programmi, il confronto è linfa vitale della democrazia, ma un po’ di obiettività ci dev’essere per tutti a cominciare da me e soprattutto la condivsione di alcuni punti fondamentali, quali regole e principi che per illustri esperti di economia il loro venir meno è stata la causa della grave crisi economica. Concludo dicendo che il libero dibattito non può portare alle provocazioni, come ho letto in questo blog è davvero sconcertante paragonare la pratica legale che io ho fatto, con otto ore di catena di montaggio.

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Di: Beppe /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-8898 Beppe Fri, 10 Sep 2010 09:52:57 +0000 /?p=6972#comment-8898 <blockquote cite="#commentbody-8896"> <strong><a href="#comment-8896" rel="nofollow">stefano tagliavini</a> :</strong> <a href="#comment-8893" rel="nofollow">@Beppe </a> 1) Quello che lei dice è vero, ma [...] 2) Io voglio solo capire se c’è differenza tra investire nella propria azienda [...] e chi investe ad esempio nel mercato immobiliare o anche in quello mobiliare comprando a dieci e sperando di vendere a 20. 3) Vivere con 1000 euro al mese o anche meno non è possibile. 4) Da questa crisi è aumentato il divario tra ricchi e poveri 5) Di queste cose non ne sento parlare da nessuno, si parla solo di riduzione delle tasse </blockquote> Stefano, avevo detto di voler portare solo un piccolo esempio, poiché non ho nè il tempo, nè l'inclinazione missionaria di convincerla che sbaglia su tutta la linea. Io mi accontenterei della sua risposta 1), ma le voglio telegraficamente rispondere anche a qualche altro punto. 2) Non dovrebbe esserci differenza morale: chiunque il soldi li dovrebbe investire dove rendono di più. Se i politicanti non introducessero con tassazioni idiote degli incentivi distorti, il mercato porterebbe le case a rendere molto meno delle fabbriche, con spostamento degli investimenti sulle attività produttive (sto semplificando per seguire il suo esempio di dicotomia immobiliare/produttivo). I piccoli imprenditori come me, che buttano tutto nella fabbrichetta a dispetto dei risultati, sono in media dei poveri illusi, ognuno dei quali (me compreso) scommette contro ogni evidenza di essere più bravo degli altri e di riuscire in qualche modo a far quadrare i conti seguendo la passione. 3) Si sbaglia. Io e il mio socio lo facciamo da anni, pagandoci circa 800 al mese. Però abbiamo la soddisfazione di dare 1000 euro con tutti i contributi, tasse e tfr ai nostri dipendenti. 4) Questo mi pare più che altro uno slogan. La maggior parte delle persone in Europa non ha perso il lavoro e ha mantenuto il reddito, mentre una parte piuttosto alta dei ricchi ha perso dal 30% in su. Per affermare una cosa simile sarebbe perlomeno necessario definire ricchi e poveri e poi portare qualche cifra a sostegno. 5) Se si riferisce all'Italia in generale, spero che scherzi. Se invece si riferisce a Chicago Blog, vorrei capire che fastidio le dà. In un'assordante unanimità di luoghi comuni sulla bellezza delle tasse, ecc. ecc. un piccolo blog che cerca di argomentare il contrario (e pure con qualche argomento valido, come lei stesso ammette...), mi pare possa solo essere il benvenuto. Non le piace la pluralità?

stefano tagliavini :
@Beppe
1) Quello che lei dice è vero, ma [...]

2) Io voglio solo capire se c’è differenza tra investire nella propria azienda [...] e chi investe ad esempio nel mercato immobiliare o anche in quello mobiliare comprando a dieci e sperando di vendere a 20.

3) Vivere con 1000 euro al mese o anche meno non è possibile.

4) Da questa crisi è aumentato il divario tra ricchi e poveri

5) Di queste cose non ne sento parlare da nessuno, si parla solo di riduzione delle tasse

Stefano, avevo detto di voler portare solo un piccolo esempio, poiché non ho nè il tempo, nè l’inclinazione missionaria di convincerla che sbaglia su tutta la linea.
Io mi accontenterei della sua risposta 1), ma le voglio telegraficamente rispondere anche a qualche altro punto.
2) Non dovrebbe esserci differenza morale: chiunque il soldi li dovrebbe investire dove rendono di più. Se i politicanti non introducessero con tassazioni idiote degli incentivi distorti, il mercato porterebbe le case a rendere molto meno delle fabbriche, con spostamento degli investimenti sulle attività produttive (sto semplificando per seguire il suo esempio di dicotomia immobiliare/produttivo).
I piccoli imprenditori come me, che buttano tutto nella fabbrichetta a dispetto dei risultati, sono in media dei poveri illusi, ognuno dei quali (me compreso) scommette contro ogni evidenza di essere più bravo degli altri e di riuscire in qualche modo a far quadrare i conti seguendo la passione.
3) Si sbaglia. Io e il mio socio lo facciamo da anni, pagandoci circa 800 al mese. Però abbiamo la soddisfazione di dare 1000 euro con tutti i contributi, tasse e tfr ai nostri dipendenti.
4) Questo mi pare più che altro uno slogan. La maggior parte delle persone in Europa non ha perso il lavoro e ha mantenuto il reddito, mentre una parte piuttosto alta dei ricchi ha perso dal 30% in su.
Per affermare una cosa simile sarebbe perlomeno necessario definire ricchi e poveri e poi portare qualche cifra a sostegno.
5) Se si riferisce all’Italia in generale, spero che scherzi. Se invece si riferisce a Chicago Blog, vorrei capire che fastidio le dà. In un’assordante unanimità di luoghi comuni sulla bellezza delle tasse, ecc. ecc. un piccolo blog che cerca di argomentare il contrario (e pure con qualche argomento valido, come lei stesso ammette…), mi pare possa solo essere il benvenuto. Non le piace la pluralità?

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Di: stefano tagliavini /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-8897 stefano tagliavini Fri, 10 Sep 2010 09:14:26 +0000 /?p=6972#comment-8897 <a href="#comment-8876" rel="nofollow">@errico </a> non voglio offenderla ma trovo offensivo per l'inteligenza delle persone paragonare la pratica legale che, per sua informazione ho fatto per tre anni, con otto ore in una catena di montaggio. Lei provi a lavorare in catena i montaggio poi ne riparliamo. Per quanto riguarda i praticanti degli studi notarili e legali debbo dire che la responsabilità è anche nostra, se invece di organizzare feste si pensasse a cambiare le cose e pretendere un pochino di rispetto forse sarebbe meglio. @errico
non voglio offenderla ma trovo offensivo per l’inteligenza delle persone paragonare la pratica legale che, per sua informazione ho fatto per tre anni, con otto ore in una catena di montaggio. Lei provi a lavorare in catena i montaggio poi ne riparliamo. Per quanto riguarda i praticanti degli studi notarili e legali debbo dire che la responsabilità è anche nostra, se invece di organizzare feste si pensasse a cambiare le cose e pretendere un pochino di rispetto forse sarebbe meglio.

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Di: stefano tagliavini /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-8896 stefano tagliavini Fri, 10 Sep 2010 09:03:57 +0000 /?p=6972#comment-8896 <a href="#comment-8893" rel="nofollow">@Beppe </a> Quello che lei dice è vero, ma in alcuni casi sono ci stati imprenditori falliti proprio per la mancanza di innovazione ed altri che invece sono sopravvissuti facendo ricerca e investimenti per produrre e non per creare solo ricchezza attraverso attività meramente speculative. Sene ha vglia e tempo segua la vicenda della Burani Fashion Group. Io voglio solo capire se c'è differenza tra investire nella propria azienda per avere prodotti sempe più competitivi e appetibili sul mercato, sia sotto il profilo dei prezzi che sotto il profilo della qualità e chi investe ad esempio nel mercato immobiliare o anche in quello mobiliare comprando a dieci e sperando di vendere a 20. Inoltre, se il problema è la tassazione, possiamo pure ridurla ma allora pongo un altro problema che riguarda migliaia di persone che percepiscono uno stipendio davvero esiguo con il quale fare fronte a tutte le spese che la vita quotidiana ci impone. Vivere con 1000 euro al mese o anche meno non è possibile. Da questa crisi è aumentato il divario tra ricchi e poveri, se si vuole ridurre la tassazione per rilanciare investimenti e consumi bisogna anche redistribuire i redditi. Redditi che negli ultimi dieci anni non sono cresciuti nè negli USA nè in Italia o se vogliamo sono cresciuti poco. Sia chiaro io non ho alcun odio per chi è ricco ma chi è povero non ha meno diritti e le tasse vanno pagate da tutti, diminuendole se possibile, ma questo sarebbe implicito se la fedeltà fiscale fosse più estesa, così come occorre ridurre il lavoro nero. Di queste cose non ne sento parlare da nessuno, si parla solo di riduzione delle tasse come se ci fosse la certezza che a fronte di una riduzione della pressione fiscale certe categorie che evadono rientrerebbero nei ranghi della fedeltà fiscale, di costo del lavoro e produttività. Cose importanti ci mancherebbe e spesso supportate da indubbie ragioni ma si omette di considere che esistono decine di migliaia di precari che sono stati abbindolati con la scusa che il mercato flessibile avrebbe favorito l'ingresso nel mondo del lavoro, mantenendo questa situazione di precarietà come situazione del tutto normale e stabile, creando impossibilità di costruire un futuro e soprattutto interrompendo un trend che dalla fine della seconda guerra mondiale vedeva le nuove generazioni stare meglio di quelle precedenti. Inoltre i recentissimi tagli alla spesa pubblica destinata agli enti locali, avrà l'effetto di tagliare drasticamente i servizi sociali e le misure di sostegno per le famiglie in difficoltà. A loro cosa rispondiamo? Che se non riescono a pagare le bollette della luce accendano una candela? @Beppe
Quello che lei dice è vero, ma in alcuni casi sono ci stati imprenditori falliti proprio per la mancanza di innovazione ed altri che invece sono sopravvissuti facendo ricerca e investimenti per produrre e non per creare solo ricchezza attraverso attività meramente speculative. Sene ha vglia e tempo segua la vicenda della Burani Fashion Group. Io voglio solo capire se c’è differenza tra investire nella propria azienda per avere prodotti sempe più competitivi e appetibili sul mercato, sia sotto il profilo dei prezzi che sotto il profilo della qualità e chi investe ad esempio nel mercato immobiliare o anche in quello mobiliare comprando a dieci e sperando di vendere a 20. Inoltre, se il problema è la tassazione, possiamo pure ridurla ma allora pongo un altro problema che riguarda migliaia di persone che percepiscono uno stipendio davvero esiguo con il quale fare fronte a tutte le spese che la vita quotidiana ci impone. Vivere con 1000 euro al mese o anche meno non è possibile. Da questa crisi è aumentato il divario tra ricchi e poveri, se si vuole ridurre la tassazione per rilanciare investimenti e consumi bisogna anche redistribuire i redditi. Redditi che negli ultimi dieci anni non sono cresciuti nè negli USA nè in Italia o se vogliamo sono cresciuti poco. Sia chiaro io non ho alcun odio per chi è ricco ma chi è povero non ha meno diritti e le tasse vanno pagate da tutti, diminuendole se possibile, ma questo sarebbe implicito se la fedeltà fiscale fosse più estesa, così come occorre ridurre il lavoro nero. Di queste cose non ne sento parlare da nessuno, si parla solo di riduzione delle tasse come se ci fosse la certezza che a fronte di una riduzione della pressione fiscale certe categorie che evadono rientrerebbero nei ranghi della fedeltà fiscale, di costo del lavoro e produttività. Cose importanti ci mancherebbe e spesso supportate da indubbie ragioni ma si omette di considere che esistono decine di migliaia di precari che sono stati abbindolati con la scusa che il mercato flessibile avrebbe favorito l’ingresso nel mondo del lavoro, mantenendo questa situazione di precarietà come situazione del tutto normale e stabile, creando impossibilità di costruire un futuro e soprattutto interrompendo un trend che dalla fine della seconda guerra mondiale vedeva le nuove generazioni stare meglio di quelle precedenti. Inoltre i recentissimi tagli alla spesa pubblica destinata agli enti locali, avrà l’effetto di tagliare drasticamente i servizi sociali e le misure di sostegno per le famiglie in difficoltà. A loro cosa rispondiamo? Che se non riescono a pagare le bollette della luce accendano una candela?

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Di: Beppe /2010/09/07/la-disdetta-di-federmeccanica-il-bando-fiom-a-me/comment-page-1/#comment-8893 Beppe Fri, 10 Sep 2010 08:13:28 +0000 /?p=6972#comment-8893 <blockquote cite="#commentbody-8870"> <strong><a href="#comment-8870" rel="nofollow">stefano tagliavini</a> :</strong> <a href="#comment-8866" rel="nofollow">@MassimoF. </a> Comparto delle ceramiche tra Reggio Emilia e Modena, alcune aziende hanno chiuso, altre hanno proseguito la produzione, secondo lei hanno investito nel settore immobiliare o nella ricerca, nell’innovazione e nelle risorse umane? </blockquote> Solo un piccolo esempio che mi pare illustri bene quanto la realtà sia, allo stesso tempo, più semplice e più complessa di quanto tu creda. Per alcune delle aziende, potresti banalmente considerare la casualità di avere 1-2 grossi clienti che falliscono o sopravvivono. In questi casi è una roulette: se sei fortunato ne esci vivo, altrimenti chiudi, a prescindere dalle tue strategie d'investimento. Ma questo è il meno. La cosa paradossale è che subito prima del crollo c'era stato il picco di produzione industriale a cui molte aziende avevano reagito con gli investimenti che auspichi tu, per aumentare la produzione. Quegli investimenti erano quasi sempre stati fatti a debito, contando sul fatto che il mercato tirava per pagare le rate dei mutui. Altre aziende invece non avevano investito nulla per varie ragioni...magari erano vecchie e vivacchiavano senza ambizioni, oppure contavano semplicemente di far fronte alle maggiori richieste del mercato aumentando gli straordinari o prendendo lavoratori temporanei, invece che innovare i processi, oppure venivano da cali progressivi di vendite pur in mercati positivi che le avevano lasciate con un eccesso di capacità (e quindi potenzialmente moribonde...). Prova a domandarti quali sono state quelle più colpite dalla crisi. Già, molte delle aziende che sono fallite erano quelle che avevano investito di più in ricerca, innovazione e risorse umane...strano il mondo, eh?

stefano tagliavini :
@MassimoF.
Comparto delle ceramiche tra Reggio Emilia e Modena, alcune aziende hanno chiuso, altre hanno proseguito la produzione, secondo lei hanno investito nel settore immobiliare o nella ricerca, nell’innovazione e nelle risorse umane?

Solo un piccolo esempio che mi pare illustri bene quanto la realtà sia, allo stesso tempo, più semplice e più complessa di quanto tu creda.
Per alcune delle aziende, potresti banalmente considerare la casualità di avere 1-2 grossi clienti che falliscono o sopravvivono. In questi casi è una roulette: se sei fortunato ne esci vivo, altrimenti chiudi, a prescindere dalle tue strategie d’investimento.
Ma questo è il meno. La cosa paradossale è che subito prima del crollo c’era stato il picco di produzione industriale a cui molte aziende avevano reagito con gli investimenti che auspichi tu, per aumentare la produzione. Quegli investimenti erano quasi sempre stati fatti a debito, contando sul fatto che il mercato tirava per pagare le rate dei mutui.
Altre aziende invece non avevano investito nulla per varie ragioni…magari erano vecchie e vivacchiavano senza ambizioni, oppure contavano semplicemente di far fronte alle maggiori richieste del mercato aumentando gli straordinari o prendendo lavoratori temporanei, invece che innovare i processi, oppure venivano da cali progressivi di vendite pur in mercati positivi che le avevano lasciate con un eccesso di capacità (e quindi potenzialmente moribonde…).
Prova a domandarti quali sono state quelle più colpite dalla crisi.
Già, molte delle aziende che sono fallite erano quelle che avevano investito di più in ricerca, innovazione e risorse umane…strano il mondo, eh?

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