Quando ho scoperto la scuola austriaca e il Ludwig von Mises Institute, tre settimane fa, mi sono chiesta come mai potessi, diciamo, andare tanto d’accordo con una scuola di pensiero che avevo ignorato fino ad allora.
Il fatto è che io sono laureata in Agraria e mi occupo di economia e politica agricola da undici anni.
Gli economisti agrari perlopiù sono laureati in Agraria, il che vuol dire che hanno studiato, oltre all’economia, anche la matematica, la fisica, la chimica e la biologia, per non dir nulla delle materie tecniche. La nostra facoltà è fatta così.
Io, poi, per educazione non scolastica, cerco di osservare la realtà per quello che è e di usare il metodo più opportuno.
Immagino sia per questo che il pensiero austriaco mi pareva in qualche modo familiare. Del resto, quando si tratta di osservare la realtà, noi “contadini” siamo privilegiati rispetto a chiunque.
Adesso sono curiosa di capire come la scuola austriaca guarda al settore agricolo e alle sue peculiarità.
Condivido la speranza per l’estinzione del metodo fisico nelle scienze sociali.
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