Per quanto riguarda il furto fiscale di cui sopra (Tagliavini), vorrei chiedere: chiedere la valanga di soldi attuale ai cittadini per un corrispettivo di “servizzi” (con 2 z) da incubo come quelli che ci propala il nostro amorevole Stato, non è un furto? Tutti i soldi che paghiamo a cosa servono, se non ad aiutare i politici professionali a comprarsi la casetta in Canadà? Sul resto, caro Stefano, possiamo anche essere d’accordo. Sulle tasse no.
Bisogna che ti metta in testa che lo Stato non è un entità superiore, ma una sovrastruttura sociale che anche, ma non solo, attraverso una tassazione oncologicamente pervasiva, ha consentito ai suoi burocrati (elettivi o meno) di toglierci parecchie libertà. Lo Stato, se non è al tuo servizio, ti rende suo schiavo. E credimi, se uno sostiene che le tasse sono bellissime, è probabile che le stia solo contemplando.
Bankitalia non è di proprietà privata e non ha un “pacchetto azionario”. Non esistono “azioni” della Banca d’ Italia, ma solo “quote” (che sono ben altra cosa). Non è un caso se Bankitalia è un ente di diritto pubblico (non privato), se è il Primo Ministro (non un ente privato che detenga la maggioranza delle quote) a deciderne il Governatore ed altri membri del Direttorio, se gli utili di esercizio vengano distribuiti per la maggior parte allo Stato italiano (anzichè in base alla quantità di quote possedute) etc. Non esiste quindi alcun conflitto di interessi nel controllo del sistema bancario, perchè i detentori delle quote della banca centrale di fatto non hanno alcun potere decisionale (al contrario di quanto avverrebbe con i detentori delle azioni di una società privata).
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