Per un socialista non è accettabile che un pezzo di pane arrivi a costare sopra le nostre possibilità, se tutti facciamo bene perché dovrebbe succedere si chiede. Ma se c’è una carestia? Se c’è una crisi? I nostri sforzi e sacrifici sarebbero vani e quello che sarebbe giusto non è quello che accade: la legge fisica del mercato che lega il prezzo all’offerta e alla domanda, non è una cosa giusta o sbagliata in sé: è come la legge di gravità: non è che se uno cade da un ponte, la gravità è una cosa cattiva, se invece scivola dolcemente giù da uno scivolo è buona. I fiumi si possono arginare, ma non si può invertire il senso.
]]>Testi:
- LIVI BACCI, Massimo: “Storia minima della popolazione del mondo”; Il Mulino; Bologna; 2005; pagg. 125 e segg.
- PONTING, Clive: “A New Green History of the World”; Vintage Books, London; 2007; Cap. 4
- DIAMOND, Jared: “The Worst Mistake In The History Of The Human Race”; http://www.environnement.ens.fr/perso/claessen/agriculture/mistake_jared_diamond.pdf
Beh, la scarsità dei beni posizionali è diversa da quella dei beni economici standard: Robinson percepisce la scarsità naturale (economica) appena arrivato sull’isola, ma inizia a percepire quella dei beni posizionali solo con l’arrivo di Friday.
Condivido con il fatto che l’invidia non sia necessariamente da deprecare, e infatti io non l’ho fatto. Ma mi concentrerei sul fatto che la sua esistenza porta a scelte other-regarding piuttosto che self-regarding à la Smith (come gran parte della letteratura economica assume); ciò qualche effetto, per forza, sull’efficienza nel senso di Pareto lo produce.
Sul competere per eccellere, se vuoi, hai già fatto un’assunzione: cioè che si competa per l’eccellenza. E in questo caso è ovvio che la società ci guadagna, seppure i perdenti continuano – loro malgrado – ad avere qualche disagio.
Però si può competere anche per altre posizione: es. il boss del quartiere, il capo di Cosa Nostra, il killer più sanguinario, il politico con più tessere comprate, il terrorista più infallibile, ecc. Tutte concorrenza che ti sfido a dimostrare portino vantaggi alla totalità della società.
Detto altrimenti, non penso che si possano esprimere giudizi conclusivi sulla concorrenza posizionale, semplicemente perchè ‘it depends’; ma di certo se uno vince l’altro, per definizione, perde. E ciò non è per forza un male.
]]>Per quel che riguarda l’invidia non sono tanto ottimista.
Jahvé su 10 comandamenti che diede a Mosè ne dedicò 2 a condannare l’invidia (1 onnicomprensivo per la religione ebraica).
Temo che l’invidia sia una componente difficilmente eliminabile dalla psiche dell’ homo sapiens, tuttavia sicuramente non ne è un fattore costituente, perché esistono rari esemplari di esseri umani privi di questo sentimento. Oggi la neurologia sta dimostrando con i neuroni specchio la base anatomica dell’empatia, speriamo che si possa arrivare a identificare l’invidia come una patologia curabile, qualunque ne sia stata la filogenesi. Nascerebbe l’ homo magnanimus, un’altra specie!
Non sto solo scherzando, la prima grande conquista della civiltà: il fuoco, non fu opera dell’Homo sapiens, ma (circa mezzo milione di anni fa) dell’Homo erectus.
Siamo di passaggio, e a piedi, non in treno!
E se in realtà tutto il parlare di socialismo non fosse che solo un grosso schema di risk sharing? Tutti uguali a un livello minimo così non rischiamo di migliorare ma neppure di cadere.
In tal caso niente vieta ai singoli di associarsi e creare i propri meccanismi di risk sharing; perché devono obbligare anche me che voglio rischiare sia di finire in mezzo a una strada che di ottenere molto di più di questo “tiepido” futuro (come diceva funari)?
Se non potessimo sognare il paradiso, l’inferno non avrebbe alcun potere. Se non potessimo ambire al meglio saremmo ancora nelle caverne.
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NM :“…ma tutto ciò attiene ad un altro campo e non riguarda, sotto l’aspetto puramente logico, la libertà di scelta”: vero, ma è il campo della vita umana degna di essere vissuta. Non è importante? Lo lasciamo ai socialisti?Circa i cattivi capitalisti: può darsi che le robuste braccia non le abbiano schiavizzate (nel senso formale del termine), ma che dire delle agili braccine? Libere anche loro?
http://en.wikipedia.org/wiki/Child_labour#Historical
Non è per fare polemica, ma per invocare una visione più realistica e disincantata della storia, giusto per non ridursi a ricostruzioni idealizzate di tipo sovietico all’incontrario.
Preferiamo i bambini soldato, o gli adolescenti che si facevano reclutare per un tozzo di pane durante il feudalesimo ?
Ti rispondo con una riflessione che mi è venuta in mente facendo scalo a Dubai. Se facciamo una fotografia statica vediamo a un estremo dei ricchi sceicchi e all’altro commessi e operai immigrati dall’Asia a 400$ il mese (più un discreto ceto medio). Siamo anche liberi di pensare che ciò sia ingiusto. Però se avessimo tra le mani una foto di quel fazzoletto di terra due secoli fa troveremo al più una tribù di beduini e qualche porto male attrezzato. Oggi bene o male centinaia di migliaia di persone abitano un fazzoletto di deserto godendo di un benessere superiore a quello di qualsiasi capo tribù di una volta. Lo stesso possiamo dire di Shangai, ma anche di molte metropoli americane – e anche di tanti capoluoghi italianim se vogliamo dirla tutta. I processi generatori di ricchezza e di capitale attirano gli ultimi e i diseredati che cercano di partecipare, “di salire sul treno”. E’ inevitabile, specie se il sistema è inclusivo nei confronti dell’immigrazione, vedere notevoli dispariti in un contesto dinamico in crescita. Per gli ultimi è più importante la direzione e l’intensità del movimento, che la loro posizione relativa e comparata all’istante “t”.