sul rapporto tra cristianesimo e liberalismo Novak e Tosato dicono il contrario di quanto riporti; il quandro deve essere molto composito. Tra l’altro Darwin è stato influenzato da Smith, pare, e non il contrario, però non è che in economia sopravviva il migliore (à la Darwin), bensì viene eliminato il non adatto.
]]>Quanto alle critiche sempre risorgenti, in ambito cristiano, non tanto o non solo al pensiero di Smith, quanto al mercato in genere, si tratta dell’eterna lotta dei “cattolici razionalisti” contro i sostenitori del primato della libertà e della volontarietà della fede. L’economia non c’entra: è una disputa tutta teologica.
]]>Sì per me di liberale c’è veramente poco. Dire che gli USA sono “più” liberali della Svezia non so quanto sia vero al momento, gli USA stanno veramente recuperando molto e certo non solo a causa del Moro di Washington. Ma dire “io di più” “io di meno” è un po’ sciocco, dai. Ma vuoi dirmi che l’Italia è un Paese liberale? Un Paese dove il Comune impone al barbiere di non aprire di lunedì? Dai che non ci credi nemmeno tu che stai nel paese della Fiat, dai…
Sugli aiuti USA non so che dirti, ma essendo gli USA il maggior contribuente del FMI e avendo il FMI buttato soldi (male quanto vuoi) qua e là per “salvare” i poveri, forse forse andrebbe fatto un conto complessivo, non credi?
Cmq il miglior piano Marshall per l’Asia è stato permettere loro di lavorare per noi ciccioni, così in pochi anni hanno raddoppiato l’alimentazione. C’è tanta strada da fare ancora, tanti morti di fame nelle campagne (ma prima erano di più) ma il mondo non finisce nel 2012 (smetti di guardare Voyager!).