” LA GIUSTIZIA DISTRIBUTIVA NON VA ALL’UNIVERSITÀ
di Massimo Baldini e Enza Caruso 14.07.2010
La manovra prevede che nel triennio 2011-13 non vi saranno rinnovi contrattuali per tutti i dipendenti pubblici e, per il personale docente (istruzione e università), anche il blocco degli automatismi stipendiali legati all’anzianità di servizio. Quando si fanno tagli lineari su strutture retributive che progrediscono con l’anzianità si determinano effetti regressivi che ricadono sulle classi di stipendio più basse, determinando forti iniquità. Se invece si recuperasse il valore della capacità contributiva si potrebbero ripartire le perdite secondo proporzionalità. Meglio ancora, secondo progressività. … È evidente che il prezzo più elevato viene pagato dai ricercatori non confermati, per i quali la manovra assume un peso che va dal 26 per cento al 34 per cento sul reddito netto. Per tutti gli altri, la manovra penalizza maggiormente chi ha da pochi anni ha ottenuto una promozione e ha poca anzianità nel ruolo. … La struttura dei tagli è quindi regressiva: a parità di inquadramento (ricercatore, associato o ordinario) pagano di più in termini percentuali i giovani, che hanno minore anzianità. Se tuttavia si escludesse dalla manovra il blocco degli scatti, si recupererebbe equità e le perdite si livellerebbero tra il 10 e il 13 per cento per tutte le categorie dei docenti universitari..”
]]>L’Italia si deve basare totalmente sulla produttività interna perché non ha risorse naturali, e senza un governo la ripresa sarà dura. Ma non solo la ripresa, senza un governo forte, sano e stabile sarà molto difficile anche la crescita, lo sviluppo e l’occupazione.
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