Commenti a: L’Italia “riti e miti” non ha il passo di Marchionne /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/ diretto da Oscar Giannino Wed, 28 Jul 2010 10:29:42 +0200 http://wordpress.org/?v=2.9.2 hourly 1 Di: armando /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7970 armando Wed, 28 Jul 2010 08:18:16 +0000 /?p=6621#comment-7970 @gianpiero l italia e un paese ingovernabile sia per la struttura della costituzione sia per il fatto che chiunque proponga modifiche grandi o piccole basate sulla realta o sul buon senso viene soffocato dalle persone che ne vengono toccate marchionne sta cercando di farlo anche se mosso dal suo interesse @gianpiero l italia e un paese ingovernabile sia per la struttura della costituzione sia per il fatto che chiunque proponga modifiche grandi o piccole basate sulla realta o sul buon senso viene soffocato dalle persone che ne vengono toccate
marchionne sta cercando di farlo anche se mosso dal suo interesse

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Di: gianpiero /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7968 gianpiero Wed, 28 Jul 2010 05:55:46 +0000 /?p=6621#comment-7968 @armando: certo, ma rendere effettivi i termini di pagamento presuppone un sistema legislativo/giudiziario che funzioni e non offra a nessuno alcuna scappatoia. In un paese civile i contratti devono essere rispettati, la giustizia efficiente ed efficace, la classe dirigente onesta e rispettabile, la corruzione al minimo fisiologico ... ok, ok ... dove sono il cappellaio matto e il bianconoglio ?!?! @armando: certo, ma rendere effettivi i termini di pagamento presuppone un sistema legislativo/giudiziario che funzioni e non offra a nessuno alcuna scappatoia.

In un paese civile i contratti devono essere rispettati, la giustizia efficiente ed efficace, la classe dirigente onesta e rispettabile, la corruzione al minimo fisiologico … ok, ok … dove sono il cappellaio matto e il bianconoglio ?!?!

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Di: armando /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7962 armando Tue, 27 Jul 2010 20:06:54 +0000 /?p=6621#comment-7962 @giampiero il problema non sono i termini di pagamento ma il fatto che la giustizia italiana offre mille scappatoie a chi non paga affatto @giampiero il problema non sono i termini di pagamento ma il fatto che la giustizia italiana offre mille scappatoie a chi non paga affatto

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Di: gianpiero /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7954 gianpiero Tue, 27 Jul 2010 16:58:44 +0000 /?p=6621#comment-7954 ... butto li un'altra idea per una leggina semplice semplice: pagamenti obbligatori per tutti a 60gg (come in germania credo), salvo MIGLIOR accordo fra le parti (meno di 60gg) ... magari le banche potrebbero storcere il naso, ecchissenefrega. Questa semplice regoletta oltre tutelare le PMI, ridarebbe fiato all'economia, aumentando di fatto la massa circolante, con buona pace dei monetaristi. La pratica dello sconto fatture tornerebbe ad avere un ruolo fondamentale nel creare capitali a brevissimo da investire e non quello di poter pagare fornitori e stipendi generando il pericoloso gap tra uscite ed incassi che sta alla base della mostruosa crisi di liquidità in cui versano le PMI costrette, da un sistema distorto e non regolamentato, a far da banca alle grandi imprese e alla P.A. … butto li un’altra idea per una leggina semplice semplice: pagamenti obbligatori per tutti a 60gg (come in germania credo), salvo MIGLIOR accordo fra le parti (meno di 60gg) … magari le banche potrebbero storcere il naso, ecchissenefrega.

Questa semplice regoletta oltre tutelare le PMI, ridarebbe fiato all’economia, aumentando di fatto la massa circolante, con buona pace dei monetaristi.

La pratica dello sconto fatture tornerebbe ad avere un ruolo fondamentale nel creare capitali a brevissimo da investire e non quello di poter pagare fornitori e stipendi generando il pericoloso gap tra uscite ed incassi che sta alla base della mostruosa crisi di liquidità in cui versano le PMI costrette, da un sistema distorto e non regolamentato, a far da banca alle grandi imprese e alla P.A.

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Di: Pastore Sardo /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7943 Pastore Sardo Tue, 27 Jul 2010 13:33:40 +0000 /?p=6621#comment-7943 <a href="#comment-7879" rel="nofollow">@gianpiero</a> E pensare che basterebbero poche regole serie, una su tutte: rispetto dell’automia privata nell’erogazione di enormi premi in stock options ai propri manager, ma con il vincolo a 10 anni sulla negoziabilità dei medesimi … vuoi tanti soldi, va bene, li prenderai fra 10 anni e per prenderli sarai obbligato a ragionare e operare sul medio lungo termine e non sul brevissimo. Scommettiamo che ci saranno meno operazioni finanziarie (leggi acquisizioni e spinoff) e più investimenti per creare valore reale e duraturo ?! Sull'articolo "La Finanza2 non è astratta", ho fatto un commento analogo, a voglia a parlare di mercato o fare grandi teorie su chi investe soldi o sui manager. Quando non ci sono delle semplici regole o queste non vengono applicate uniformemente alla fine vince la solita pratica della speculazione e sfruttamento ai danni di chi non è tutelato. @gianpiero
E pensare che basterebbero poche regole serie, una su tutte: rispetto dell’automia privata nell’erogazione di enormi premi in stock options ai propri manager, ma con il vincolo a 10 anni sulla negoziabilità dei medesimi … vuoi tanti soldi, va bene, li prenderai fra 10 anni e per prenderli sarai obbligato a ragionare e operare sul medio lungo termine e non sul brevissimo. Scommettiamo che ci saranno meno operazioni finanziarie (leggi acquisizioni e spinoff) e più investimenti per creare valore reale e duraturo ?!

Sull’articolo “La Finanza2 non è astratta”, ho fatto un commento analogo, a voglia a parlare di mercato o fare grandi teorie su chi investe soldi o sui manager.
Quando non ci sono delle semplici regole o queste non vengono applicate uniformemente alla fine vince la solita pratica della speculazione e sfruttamento ai danni di chi non è tutelato.

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Di: gianpiero /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7929 gianpiero Tue, 27 Jul 2010 09:50:12 +0000 /?p=6621#comment-7929 @caber: si hai ragione, nell'accezione moderna del termine, purtroppo le due figure non coincidono piu, e ribadisco il putroppo in virtù di quello che ho scritto. Chi non rischia di suo, non sente la responsabilità la responsabilità sociale che la figura dell'imprenditore riveste, ma forse sono io che ho una visione romantica e decisamente superata di un modo di fare impresa che non esiste più ... e quindi via, tutti a kragujevac ad aprire imprese, ristoranti, hotel, bar, per almeno 10 anni zona franca, soldi a gogo, e tasse pari a niente ...poi quando sarà finita la festa arriverà un'altra kragujevac da sfruttare ed un altro governo pronto a finanziare una nuova delocalizzazione ... già, ma non era il manager che voleva affrancare l'azienda dal giogo della politica?! @caber: si hai ragione, nell’accezione moderna del termine, purtroppo le due figure non coincidono piu, e ribadisco il putroppo in virtù di quello che ho scritto. Chi non rischia di suo, non sente la responsabilità la responsabilità sociale che la figura dell’imprenditore riveste, ma forse sono io che ho una visione romantica e decisamente superata di un modo di fare impresa che non esiste più … e quindi via, tutti a kragujevac ad aprire imprese, ristoranti, hotel, bar, per almeno 10 anni zona franca, soldi a gogo, e tasse pari a niente …poi quando sarà finita la festa arriverà un’altra kragujevac da sfruttare ed un altro governo pronto a finanziare una nuova delocalizzazione … già, ma non era il manager che voleva affrancare l’azienda dal giogo della politica?!

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Di: Caber /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7927 Caber Tue, 27 Jul 2010 06:21:05 +0000 /?p=6621#comment-7927 @ gianpiero imprenditore è il massimo decisore aziendale, colui che effettivamente fa impresa e decide dove allocare le risorse. chi "ci mette i soldi" è un finanziatore, un azionista, una banca. ma questo non fa di lui un imprenditore. in italia i due ruoli spesso coincidono, come è tipico delle PMI, ma non è una regola generale @ gianpiero
imprenditore è il massimo decisore aziendale, colui che effettivamente fa impresa e decide dove allocare le risorse.

chi “ci mette i soldi” è un finanziatore, un azionista, una banca. ma questo non fa di lui un imprenditore.

in italia i due ruoli spesso coincidono, come è tipico delle PMI, ma non è una regola generale

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Di: Max James Blair /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7902 Max James Blair Sun, 25 Jul 2010 18:05:36 +0000 /?p=6621#comment-7902 Tutto è precipitato con l'entrata della Cina. Ma chi ha obbligato il WT a questo? come si può far entrare in una cerchia di stati che hanno quasi tutti le stesse regole (più o meno) e che fanno commercio ad un certo livello di costi di lavoro e poi far partecipare uno stato dalle enormi potenzialità sottocosto senza garanzie sulla qualità di produzione e senza tenere conto della diversità di materiali di composizione con i quali forniscono il mercato? era evidente che non si poteva far concorrenza a questi livelli così bassi. Le speculazioni finanziarie poi hanno fatto il resto. La gente subisce la crisi e con i pochi soldi deve tenere i conti in regola sul filo del rasoio. Questo acuisce la domanda di prodotti anche di infima qualità ma di eguale costo. E così il cane si morde la coda. Non c'è domanda interna. I prodotti italiani vanno all'estero per le medesime ragioni e ciò umilia l'eventuale possibile ripresa che avrebbe potuto farsi strada qualora queste condizioni non ci fossero state. Non si capisce perchè il governo che dovrebbe appunto governare il paese si getta nella mischia di litigi politici con trovate del 10% di tagli sui loro stipendi, (ridicolo), invece che stimolare la crescita con abbassamenti di imposte o altro, (esempio: pagare 350€ circa per un'auto usata di 3000€ incide più del 10% sul costo, chi glielo fa fare ad acquistare dell'usato? allora si preferisce magari comprare un'auto nuova a 15mila € che incide molto meno). Volete che la gente richieda fatture e scontrini?? fate in modo che sia motivata: i costi si scarichino sulle tasse. Volete che la gente paghi le tasse?? imponete delle sanzioni terribili in caso si trovasse un evasore e poi chiedetevi, (se le tasse fossero ridicole), se qualcuno rischierebbe multe astronomiche per non pagare una cretinata. Le tasse?? ma quali tasse? siamo tassati su ciò che compriamo, su ciò che guadagnamo e poi ci impongono l'iva sulle tasse. Si va in pensione e si paga le tasse sulla pensione! Ridicolo ed incredibile: si lavora una vita per poter andare in pensione, si versano premi ad un Ente fine a sè stesso, premi che pagati a compagnie private con gli stessi costi ci darebbero pensioni assolutamente favorevoli e di ben altre cifre e poi una volta in pensione dobbiamo pagare tasse anche sulla pensione! Ma arrivati alla soglia della "tranquillità" del nostro resto di vita, non più produttivi si dovrebbe pensare a noi stessi come persone che finalmente possono essere sereni dopo una vita di affanni. troppo semplice: chi ha avuto la fortuna di fare, che sò, il Presidente di Cassazione, o il Generale di carriera, ecc. o altra professione dove si ha avuto il "merito" e sopratutto la fortuna di poterlo fare e quindi di avere stipendi, possibilità di ulteriori entrate, legami commerciali e/o finanziari, insomma economici che aprono porte a cui i normali cittadini non hanno accesso, bene, dicevo, chi ha avuto questa possibilità, (non possiamo fare tutti i generali), ha già potuto mettere via tutto quello di cui hanno bisogno, in termini di denaro e immobili, senza contare la loro generosa pensione. Ma una volta che si è in pensione si dovrebbe entrare in una fase diversa da quella in cui si è stati. E' la fase del godimento dei frutti dei propri sforzi e fatiche. Una volta in pensione ci accorgiamo che abbiamo tutti uno stomaco. Lo stomaco è lo stesso per tutti. Tutti mangiamo a pranzo e a cena. Una volta che si percepisce una pensione dignitosa perchè prendere di più se abbiamo avuto gran parte della vita che ci ha dato la possibilità di mettere da parte di più degli altri? Quando con la posizione di cui hai goduto sei riuscito acomprare la tua casa, magari anche per i tuoi figli, magari anche la tua terza casa, in montagna e al mare, e percepisci una buona pensione, di cos'altro hai ancora bisogno?? e dunque finchè ragioneremo solo in un verso e direzione unica (noi stessi), non potremo fare passi avanti. Questa politica è superata da un pezzo e nessuno se ne accorge tanto è preso dal suo quartierino. Tutto è precipitato con l’entrata della Cina. Ma chi ha obbligato il WT a questo? come si può far entrare in una cerchia di stati che hanno quasi tutti le stesse regole (più o meno) e che fanno commercio ad un certo livello di costi di lavoro e poi far partecipare uno stato dalle enormi potenzialità sottocosto senza garanzie sulla qualità di produzione e senza tenere conto della diversità di materiali di composizione con i quali forniscono il mercato? era evidente che non si poteva far concorrenza a questi livelli così bassi. Le speculazioni finanziarie poi hanno fatto il resto. La gente subisce la crisi e con i pochi soldi deve tenere i conti in regola sul filo del rasoio. Questo acuisce la domanda di prodotti anche di infima qualità ma di eguale costo. E così il cane si morde la coda. Non c’è domanda interna. I prodotti italiani vanno all’estero per le medesime ragioni e ciò umilia l’eventuale possibile ripresa che avrebbe potuto farsi strada qualora queste condizioni non ci fossero state. Non si capisce perchè il governo che dovrebbe appunto governare il paese si getta nella mischia di litigi politici con trovate del 10% di tagli sui loro stipendi, (ridicolo), invece che stimolare la crescita con abbassamenti di imposte o altro, (esempio: pagare 350€ circa per un’auto usata di 3000€ incide più del 10% sul costo, chi glielo fa fare ad acquistare dell’usato? allora si preferisce magari comprare un’auto nuova a 15mila € che incide molto meno). Volete che la gente richieda fatture e scontrini?? fate in modo che sia motivata: i costi si scarichino sulle tasse. Volete che la gente paghi le tasse?? imponete delle sanzioni terribili in caso si trovasse un evasore e poi chiedetevi, (se le tasse fossero ridicole), se qualcuno rischierebbe multe astronomiche per non pagare una cretinata. Le tasse?? ma quali tasse? siamo tassati su ciò che compriamo, su ciò che guadagnamo e poi ci impongono l’iva sulle tasse. Si va in pensione e si paga le tasse sulla pensione! Ridicolo ed incredibile: si lavora una vita per poter andare in pensione, si versano premi ad un Ente fine a sè stesso, premi che pagati a compagnie private con gli stessi costi ci darebbero pensioni assolutamente favorevoli e di ben altre cifre e poi una volta in pensione dobbiamo pagare tasse anche sulla pensione! Ma arrivati alla soglia della “tranquillità” del nostro resto di vita, non più produttivi si dovrebbe pensare a noi stessi come persone che finalmente possono essere sereni dopo una vita di affanni. troppo semplice: chi ha avuto la fortuna di fare, che sò, il Presidente di Cassazione, o il Generale di carriera, ecc. o altra professione dove si ha avuto il “merito” e sopratutto la fortuna di poterlo fare e quindi di avere stipendi, possibilità di ulteriori entrate, legami commerciali e/o finanziari, insomma economici che aprono porte a cui i normali cittadini non hanno accesso, bene, dicevo, chi ha avuto questa possibilità, (non possiamo fare tutti i generali), ha già potuto mettere via tutto quello di cui hanno bisogno, in termini di denaro e immobili, senza contare la loro generosa pensione. Ma una volta che si è in pensione si dovrebbe entrare in una fase diversa da quella in cui si è stati. E’ la fase del godimento dei frutti dei propri sforzi e fatiche. Una volta in pensione ci accorgiamo che abbiamo tutti uno stomaco. Lo stomaco è lo stesso per tutti. Tutti mangiamo a pranzo e a cena. Una volta che si percepisce una pensione dignitosa perchè prendere di più se abbiamo avuto gran parte della vita che ci ha dato la possibilità di mettere da parte di più degli altri? Quando con la posizione di cui hai goduto sei riuscito acomprare la tua casa, magari anche per i tuoi figli, magari anche la tua terza casa, in montagna e al mare, e percepisci una buona pensione, di cos’altro hai ancora bisogno?? e dunque finchè ragioneremo solo in un verso e direzione unica (noi stessi), non potremo fare passi avanti. Questa politica è superata da un pezzo e nessuno se ne accorge tanto è preso dal suo quartierino.

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Di: pietro /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7901 pietro Sun, 25 Jul 2010 18:03:04 +0000 /?p=6621#comment-7901 Scusate il problema è semplice fateci vivere con 500 euro al mese come in serbia in polonia in cina o inqualunque altro posto dove gli operai sono pagati così, e io saro felice di andare a lavorare per 500 euro al mese Scusate il problema è semplice fateci vivere con 500 euro al mese come in serbia in polonia in cina o inqualunque altro posto dove gli operai sono pagati così, e io saro felice di andare a lavorare per 500 euro al mese

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Di: dario /2010/07/22/litalia-riti-e-miti-non-ha-il-passo-di-marchionne/comment-page-1/#comment-7898 dario Sun, 25 Jul 2010 12:08:55 +0000 /?p=6621#comment-7898 Scusate il problema non è la fiat e le decisioni di Marchionne, ma il contesto di sistema in cui queste decisioni maturano e si cercano di attuare. Il sistema, o meglio il non sistema, è l'Italia dove una politica di programmazione industriale è sempre stata latitante. L'unica cosa del genere che mi viene in mente è la nazionalizzazione dell'Enel,ma solo perchè venne decisa dal parlamento di allora, perchè invece, lo stesso, "si dimenticò" di pianificare, inseme agli industriali, che cosa fare, per il vantaggio di tutti, di quelle disponibilità aggiuntive che il sistema produttivo aveva così messo a disposizione. ...Forse quella doveva essere anche la ragione per provvedimento. Scusate il problema non è la fiat e le decisioni di Marchionne, ma il contesto di sistema in cui queste decisioni maturano e si cercano di attuare.
Il sistema, o meglio il non sistema, è l’Italia dove una politica di programmazione industriale è sempre stata latitante.
L’unica cosa del genere che mi viene in mente è la nazionalizzazione dell’Enel,ma solo perchè venne decisa dal parlamento di allora, perchè invece, lo stesso, “si dimenticò” di pianificare, inseme agli industriali, che cosa fare, per il vantaggio di tutti, di quelle disponibilità aggiuntive che il sistema produttivo aveva così messo a disposizione.
…Forse quella doveva essere anche la ragione per provvedimento.

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