Commenti a: Liberismo e legalità /2010/07/16/liberismo-e-legalita/ diretto da Oscar Giannino Fri, 24 Dec 2010 21:42:01 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Francesco F. /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7923 Francesco F. Mon, 26 Jul 2010 16:33:05 +0000 /?p=6559#comment-7923 Completamente condivisibile, ed anzi, da condividere. Mi viene in mente un solo commento in conclusione di lettura: che spreco (e vergogna) che un governo che si professava liberale sia invece esempio eclatante di clientelismo e "statalismo amorale" , e che un altro aspetto cruciale della "rule of the law", l'enforceability, sia tutto tranne che migliorato.... Completamente condivisibile, ed anzi, da condividere.

Mi viene in mente un solo commento in conclusione di lettura: che spreco (e vergogna) che un governo che si professava liberale sia invece esempio eclatante di clientelismo e “statalismo amorale” , e che un altro aspetto cruciale della “rule of the law”, l’enforceability, sia tutto tranne che migliorato….

]]>
Di: dario /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7795 dario Tue, 20 Jul 2010 21:32:59 +0000 /?p=6559#comment-7795 ....la questione morale è figlia dello statalismo e ha come fratello il blocco della dinamica sociale. ….la questione morale è figlia dello statalismo e ha come fratello il blocco della
dinamica sociale.

]]>
Di: mario fuoricasa /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7749 mario fuoricasa Mon, 19 Jul 2010 11:40:31 +0000 /?p=6559#comment-7749 @Pietro64 Troppo semplice, troppo corretto, troppo scomodo per troppe persone. Piuttosto che darti ragione ti danno del smpliciotto e ridono alle tue spalle. O greggia mia che posi...... @Pietro64
Troppo semplice, troppo corretto, troppo scomodo per troppe persone.
Piuttosto che darti ragione ti danno del smpliciotto e ridono alle tue spalle. O greggia mia che posi……

]]>
Di: Pietro64 /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7744 Pietro64 Mon, 19 Jul 2010 10:03:57 +0000 /?p=6559#comment-7744 Nel suo corso di economia http://www.juandemariana.org/video/4555/lecciones/economia/220410/ il prof. Huerta de Soto afferma "La corruzione è il risultato diretto dell'intervento dello stato nell'economia. Siccome il destino della nostra vita, del nostro benessere, dipende dal timbro di un funzionario o di un burocrate, siamo costretti a impegnare i nostri sforzi e i nostri ingegni per cercare di influire quanto più possibile sulle decisioni del responsabile di turno che ci deve concedere la licenza, il permesso, che ci deve assumere, fare un favore, etc etc... L'intervento dello stato in economia attrae e genera inevitabilmente ogni sorta di corruzione. Al contrario, in un libero mercato, dove la presenza dello stato è minima, e non ci sono funzionari da corrompere, i responsabili di un'azienda hanno tutti gli incentivi per evitare comportamenti di questo tipo. Il libero mercato favorisce infatti l'onestà, la correttezza dei comportamenti, dai quali dipende la buona reputazione di ciascun imprenditore in continua concorrenza con gli altri partecipanti al processo di mercato." Se non ci fossero stati gli incentivi per l'eolico non ci sarebbe stato lo scandalo e avremmo pagato meno tasse. Nel suo corso di economia http://www.juandemariana.org/video/4555/lecciones/economia/220410/
il prof. Huerta de Soto afferma “La corruzione è il risultato diretto dell’intervento dello stato nell’economia. Siccome il destino della nostra vita, del nostro benessere, dipende dal timbro di un funzionario o di un burocrate, siamo costretti a impegnare i nostri sforzi e i nostri ingegni per cercare di influire quanto più possibile sulle decisioni del responsabile di turno che ci deve concedere la licenza, il permesso, che ci deve assumere, fare un favore, etc etc…
L’intervento dello stato in economia attrae e genera inevitabilmente ogni sorta di corruzione. Al contrario, in un libero mercato, dove la presenza dello stato è minima, e non ci sono funzionari da corrompere, i responsabili di un’azienda hanno tutti gli incentivi per evitare comportamenti di questo tipo. Il libero mercato favorisce infatti l’onestà, la correttezza dei comportamenti, dai quali dipende la buona reputazione di ciascun imprenditore in continua concorrenza con gli altri partecipanti al processo di mercato.”
Se non ci fossero stati gli incentivi per l’eolico non ci sarebbe stato lo scandalo e avremmo pagato meno tasse.

]]>
Di: marianusc /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7712 marianusc Sat, 17 Jul 2010 19:19:44 +0000 /?p=6559#comment-7712 Sono perfettamente d'accordo con il suo punto di vista. Ho solo un obiezione: non crede che poche norme non possano essere abbastanza chiare per regolamentare in modo obbiettivo ogni aspetto del problema? La realtà è molto complessa, ed i casi particolari per ogni questione potrebbero lasciare al giudice grandissima discrezionalità, quella discrezionalità che è uno dei problemi fondamentali della corruzione, come lei ha giustamente sottolineato. Approfondendo la questione "poche regole chiare" potrebbe essere un obbiettivo di difficile realizzazione, indendendo per chiare "sufficienti a rendere il più possibile oggettiva la valutazione di ogni aspetto del problema oggetto della norma". Fermo restando che sono perfettamente consapevole di come in Italia la regolamentazione sia inutilmente complessa, ridondante e confusa. Ma spontaneamente tendo ad affrontare gli argomenti in generale, in termini di principi primi. Sono perfettamente d’accordo con il suo punto di vista.

Ho solo un obiezione: non crede che poche norme non possano essere abbastanza chiare per regolamentare in modo obbiettivo ogni aspetto del problema?
La realtà è molto complessa, ed i casi particolari per ogni questione potrebbero lasciare al giudice grandissima discrezionalità, quella discrezionalità che è uno dei problemi fondamentali della corruzione, come lei ha giustamente sottolineato.

Approfondendo la questione “poche regole chiare” potrebbe essere un obbiettivo di difficile realizzazione, indendendo per chiare “sufficienti a rendere il più possibile oggettiva la valutazione di ogni aspetto del problema oggetto della norma”.

Fermo restando che sono perfettamente consapevole di come in Italia la regolamentazione sia inutilmente complessa, ridondante e confusa. Ma spontaneamente tendo ad affrontare gli argomenti in generale, in termini di principi primi.

]]>
Di: Lucio Scudiero /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7710 Lucio Scudiero Sat, 17 Jul 2010 11:22:29 +0000 /?p=6559#comment-7710 Gran bel pezzo. Ma la mafia, purtroppo, è anche nel business del pane http://www.libertiamo.it/2009/12/15/saviano-e-un-eroe-civile-ma-sul-libero-mercato-sbaglia/ Gran bel pezzo. Ma la mafia, purtroppo, è anche nel business del pane http://www.libertiamo.it/2009/12/15/saviano-e-un-eroe-civile-ma-sul-libero-mercato-sbaglia/

]]>
Di: Alessandro Rossi /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7707 Alessandro Rossi Fri, 16 Jul 2010 16:30:57 +0000 /?p=6559#comment-7707 Analisi perfetta. Il problema però resta perché se la soluzione sono meno leggi è al Legislatore che possiamo rivolgerci per trovarla? Il pensiero libertario cerca di ovviare a questo circolo vizioso sostenendo che poiché il sistema è irriformabile dall'interno, vale a dire con strumenti legislativi, è solo dall'esterno che si può cercare di esercitare azioni di cambiamento: disobbedienza civile, secessione, privatopie. Io ho qualche perplessità sull'efficacia e sulla realizzabilità di tali azioni e vedo più concrete possibilità di realizzazione nelle indicazioni del liberalismo classico vale a dire nel recupero del senso autentico della legge tolta alla completa disponibilità/discrezionalità del Legislatore e reintegrata, bottom up, nel suo ruolo di strumento condiviso per la soluzione delle controversie. Solo se la legge ritorna ad essere a mia disposizione c'è qualche possibilità in più che mi senta incentivato a rispettarla. Si tratta quindi, impresa non facile, di spuntare le unghie al diritto pubblico troppo esposto ad interessi privati e lobbistici e recuperare il ruolo effettivamente pubblico del diritto privato. In altre parole più Leoni e meno Kelsen. Analisi perfetta. Il problema però resta perché se la soluzione sono meno leggi è al Legislatore che possiamo rivolgerci per trovarla? Il pensiero libertario cerca di ovviare a questo circolo vizioso sostenendo che poiché il sistema è irriformabile dall’interno, vale a dire con strumenti legislativi, è solo dall’esterno che si può cercare di esercitare azioni di cambiamento: disobbedienza civile, secessione, privatopie. Io ho qualche perplessità sull’efficacia e sulla realizzabilità di tali azioni e vedo più concrete possibilità di realizzazione nelle indicazioni del liberalismo classico vale a dire nel recupero del senso autentico della legge tolta alla completa disponibilità/discrezionalità del Legislatore e reintegrata, bottom up, nel suo ruolo di strumento condiviso per la soluzione delle controversie. Solo se la legge ritorna ad essere a mia disposizione c’è qualche possibilità in più che mi senta incentivato a rispettarla. Si tratta quindi, impresa non facile, di spuntare le unghie al diritto pubblico troppo esposto ad interessi privati e lobbistici e recuperare il ruolo effettivamente pubblico del diritto privato. In altre parole più Leoni e meno Kelsen.

]]>
Di: nicola /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7701 nicola Fri, 16 Jul 2010 14:16:19 +0000 /?p=6559#comment-7701 interessante l'unico punto che non viene chiarito è perchè ci siano così tante leggi e così tanto confuse forse perchè così è più facile diffondere la corruzione? è un pò il cane che si morde la coda forse il punto è semplicemente che c'è tanta corruzione.... perchè ci sono tanti corrotti/corruttori :) interessante

l’unico punto che non viene chiarito è perchè ci siano così tante leggi e così tanto confuse

forse perchè così è più facile diffondere la corruzione?

è un pò il cane che si morde la coda

forse il punto è semplicemente che c’è tanta corruzione…. perchè ci sono tanti corrotti/corruttori :)

]]>
Di: stefano tagliavini /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7694 stefano tagliavini Fri, 16 Jul 2010 10:13:58 +0000 /?p=6559#comment-7694 Tangentopoli due o la continuazione di una tangentopoli mai finita? In entrambe le ipotesi ci sono le stesse matrici politiche e culturali ma un elemento di novità lo si può cogliere, senza troppa fatica e senza eccessive indagini scientifiche. Si dice che nella prima tangentopoli si rubava per il partito, mentre in questa nuova stagione di corruzione si ruba per se stessi. Mi domando: è più grave la prima o la seconda? Mio padre ha sempre lavorato per guadagnarsi da vivere, per comprarsi abiti, casa e automobile. Ha fatto sacrifici e sostenuto responsabilità non inidfferenti mentre trasportava quotidianamente centinaia di persona sugli autobus. Nessuno gli ha mai regalato alcun chè in cambio di qualche cosa. La politica che ruba con la scusa di rubare per se stessa è affllitta da un tumore, diverso, forse, rispetto al male che la colpisce adesso, ma in entrambi i casi siamo di fronte a mali molto pericolosi. Il secondo è figlio del primo, dell'occasione persa negli anni novanta di ricambiare la propria classe dirigente, di stabilire nuove regole e un nuovo patto sociale con gli elettori, basato su valori e sull'etica. Abbiamo pensato che cambiare sistema elettorale e fare passare per nuovo quello che era già vecchio, potesse farci fare un salto di qualità verso le democrazie più evolute e verso uno stato sociale più giusto. Non è avvenuto nulla di tutto questo. Abbiamo problemi economici molto seri, un debito pubblico che ci opprime e ci impedisce di programmare il futuro, un paese diviso in due parti economicamente e socialmente parlando. Una classe dirigente inadatta a governarci, le nostre libertà messe in pericolo ma quello che più preoccupa è l'apatia che avvolge la nostra opinione pubblica, sempe più anestetizzata e inacapace di reagire. Il declino del nostro paese sembra inesorabile: pessimismo forse? Probabile, ma all'orizzonte non vedo la voglia e la capacità di fare una rivoluzione pacifica per cambiare pacificamente le cose con determinazione e convinzione. Spero di sbagliarmi, lo spero vivamente ma provo tanta preoccupazione e tristezza ci manca solo la paura. Tangentopoli due o la continuazione di una tangentopoli mai finita? In entrambe le ipotesi ci sono le stesse matrici politiche e culturali ma un elemento di novità lo si può cogliere, senza troppa fatica e senza eccessive indagini scientifiche. Si dice che nella prima tangentopoli si rubava per il partito, mentre in questa nuova stagione di corruzione si ruba per se stessi. Mi domando: è più grave la prima o la seconda? Mio padre ha sempre lavorato per guadagnarsi da vivere, per comprarsi abiti, casa e automobile. Ha fatto sacrifici e sostenuto responsabilità non inidfferenti mentre trasportava quotidianamente centinaia di persona sugli autobus. Nessuno gli ha mai regalato alcun chè in cambio di qualche cosa. La politica che ruba con la scusa di rubare per se stessa è affllitta da un tumore, diverso, forse, rispetto al male che la colpisce adesso, ma in entrambi i casi siamo di fronte a mali molto pericolosi. Il secondo è figlio del primo, dell’occasione persa negli anni novanta di ricambiare la propria classe dirigente, di stabilire nuove regole e un nuovo patto sociale con gli elettori, basato su valori e sull’etica. Abbiamo pensato che cambiare sistema elettorale e fare passare per nuovo quello che era già vecchio, potesse farci fare un salto di qualità verso le democrazie più evolute e verso uno stato sociale più giusto. Non è avvenuto nulla di tutto questo. Abbiamo problemi economici molto seri, un debito pubblico che ci opprime e ci impedisce di programmare il futuro, un paese diviso in due parti economicamente e socialmente parlando. Una classe dirigente inadatta a governarci, le nostre libertà messe in pericolo ma quello che più preoccupa è l’apatia che avvolge la nostra opinione pubblica, sempe più anestetizzata e inacapace di reagire. Il declino del nostro paese sembra inesorabile: pessimismo forse? Probabile, ma all’orizzonte non vedo la voglia e la capacità di fare una rivoluzione pacifica per cambiare pacificamente le cose con determinazione e convinzione. Spero di sbagliarmi, lo spero vivamente ma provo tanta preoccupazione e tristezza ci manca solo la paura.

]]>
Di: mik /2010/07/16/liberismo-e-legalita/comment-page-1/#comment-7693 mik Fri, 16 Jul 2010 10:13:34 +0000 /?p=6559#comment-7693 Bella trattazione. Uno dei problemi in Italia è che per risolvere i problemi invece di risolvere i problemi si scrivono leggi su un pezzo di carta, anche se sono leggi che o per mancanza di risorse, o perché semplicemente sono troppe, tanto non verranno mai controllate. E non solo a livello di stato, anche a livello di condominio... C'è un problema? Mettiamo un bel cartello! Ma non disperiamo, abbiamo un grande ministro della semplificazione legislativa che ha già bruciato 300.000 leggi (ma non ne avevamo tipo 50.000??!?). Chissà che non riesca a far togliere qualche cartello dall'androne del mio palazzo... Anzi no, mettiamo un bel cartello: "Vietato appendere nuovi cartelli" Bella trattazione. Uno dei problemi in Italia è che per risolvere i problemi invece di risolvere i problemi si scrivono leggi su un pezzo di carta, anche se sono leggi che o per mancanza di risorse, o perché semplicemente sono troppe, tanto non verranno mai controllate. E non solo a livello di stato, anche a livello di condominio… C’è un problema? Mettiamo un bel cartello!
Ma non disperiamo, abbiamo un grande ministro della semplificazione legislativa che ha già bruciato 300.000 leggi (ma non ne avevamo tipo 50.000??!?). Chissà che non riesca a far togliere qualche cartello dall’androne del mio palazzo… Anzi no, mettiamo un bel cartello: “Vietato appendere nuovi cartelli”

]]>