L’idea di un nuovo SME con paesi senza debito può avere un qualche senso… per un po’, anche perché permette di calibrare l’economia con spesa pubblica (visto che il debito è basso). Viene comunque un momento in cui il cambio “ombra” è talmente fuori da quello praticato per cui un attacco speculativo diventa “obbligatorio”. Senza debito pubblico il punto di rottura si allontana sicuramente fino a diventare magari politicamente insignificante, comunque non è una soluzione.
Chiaramente, lo sai, l’Europa ora ha un problema fiscale, per cui si parla di mondi ideali.
Con riferimento alla microeconomia però ti farei notare una cosa: il tasso di cambio è un prezzo come qualsiasi altro. Un cambio fisso o amministrato è un prezzo fisso o amministrato, non di mercato, quindi non riflette scarsità e valore del bene (in questo caso la valuta). A livello micro se imponi un prezzo esogenamente alteri il vincolo di bilancio degli operatori quindi imponi un paniere di acquisto che è ottimale secondo un criterio politico ma non è ottimale rispetto ai fondamentali. E la non ottimalità comporta sub-ottimalità delle dinamiche di crescita. Aggeggiare sul tasso di cambio (e con questo non dico che non lo stiano già facendo, perché tramite i currency swap hanno già fatto di tutto) amplia questa distorsione.
]]>purtroppo, anche la R&S nei settori TLC e microprocessori è già stata praticamente spostata in Asia (vedi NSN di Cinisello Balsamo)… qui in Europa siamo rimasti solo noi utOnti di PC e cellulari
Mirco Romanato :@Francesco ZanardiL’economia non va male perché si delocalizza, si delocalizza perché l’economia va male
questa me la incornicio sopra il letto
]]>io temo che i “risultati” dell’euro siano dovuti ad un effettivo moral hazard fiscale; nessuno ha mai pensato che gli altri paesi l’avrebbero lasciato fallire.
]]>Più Tasse = Meno Occupati e Meno Ricchezza Prodotta
Qui, però, tutti vogliono lo stato sociale e vivere alle spalle degli altri. Non è strano che poi vada tutto male.
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