Commenti a: Quante pecche, nella riforma finanziaria USA
/2010/06/29/quante-pecche-nella-riforma-finanziaria-usa/
diretto da Oscar GianninoFri, 24 Dec 2010 16:11:27 +0100hourly1http://wordpress.org/?v=3.0.1Di: michele penzani
/2010/06/29/quante-pecche-nella-riforma-finanziaria-usa/comment-page-1/#comment-7455
michele penzaniWed, 30 Jun 2010 09:03:10 +0000/?p=6402#comment-7455@Eonia: complimenti.@Eonia: complimenti.
]]>Di: eonia
/2010/06/29/quante-pecche-nella-riforma-finanziaria-usa/comment-page-1/#comment-7452
eoniaWed, 30 Jun 2010 00:34:05 +0000/?p=6402#comment-7452La riforma bancaria ormai serve poco o niente per salvare o per regolare ciò che né salvabile né regolabile lo è più. Un orpello di regolamentazione serve a poco quando non solo la presidenza ha gonfiato il debito per i suoi capricci, sperperando il denaro nei più disparati programmi nello stato dell’unione ma quando il capo supremo della moneta dichiara che la riserva frazionaria serve a nulla e quando i tassi vengono schiacciati a botte del 10% giornalmente.
Per come la vedo io, che non pretendo alcuna ragione, è meglio che la regione europea abbia preso le distanze dai programmi americani in sede di G-20. Una gestione del denaro così fallimentare come è stata svolta e si svolge con la presidenza Obama è difficile riscontrarla in altri momenti di recessione.
Il problema non sono proprio i derivati ma il modo in cui si gestisce il denaro. Si crea dal nulla e si veicola nel sistema creditizio che opta per depositarlo presso la banca centrale mentre dovrebbe scorrere nell’economia reale. Il credito per le carte di debito ha costi a doppia cifra. Proprietari che possono pagare i loro mutui optano per il default strategico sui loro mutui alimentando la spirale del ribasso immobiliare. Se qe deve essere almeno si acquistassero e si assegnassero le case a chi il denaro non lo ha ma ha bisogno di una abitazione.
Una politica alla deriva di tali proporzioni è difficile governarla ma ancor più difficile è accettare lezioni ex cattedra.
Per quanto concerne Draghi e BRI forse lo sgarbo diventa irrilevante.
Si è deciso che ciascuno deve fare quello che crede più opportuno senza soffocare la ripresa. Linguaggio diplomatico che mette tutti d’accordo in quanto tutti hanno ragione
Ogni giorno sotto i nostri occhi sta morendo qualcosa ad iniziare dal vocabolo globalizzazione.
.La riforma bancaria ormai serve poco o niente per salvare o per regolare ciò che né salvabile né regolabile lo è più. Un orpello di regolamentazione serve a poco quando non solo la presidenza ha gonfiato il debito per i suoi capricci, sperperando il denaro nei più disparati programmi nello stato dell’unione ma quando il capo supremo della moneta dichiara che la riserva frazionaria serve a nulla e quando i tassi vengono schiacciati a botte del 10% giornalmente.
Per come la vedo io, che non pretendo alcuna ragione, è meglio che la regione europea abbia preso le distanze dai programmi americani in sede di G-20. Una gestione del denaro così fallimentare come è stata svolta e si svolge con la presidenza Obama è difficile riscontrarla in altri momenti di recessione.
Il problema non sono proprio i derivati ma il modo in cui si gestisce il denaro. Si crea dal nulla e si veicola nel sistema creditizio che opta per depositarlo presso la banca centrale mentre dovrebbe scorrere nell’economia reale. Il credito per le carte di debito ha costi a doppia cifra. Proprietari che possono pagare i loro mutui optano per il default strategico sui loro mutui alimentando la spirale del ribasso immobiliare. Se qe deve essere almeno si acquistassero e si assegnassero le case a chi il denaro non lo ha ma ha bisogno di una abitazione.
Una politica alla deriva di tali proporzioni è difficile governarla ma ancor più difficile è accettare lezioni ex cattedra.
Per quanto concerne Draghi e BRI forse lo sgarbo diventa irrilevante.
Si è deciso che ciascuno deve fare quello che crede più opportuno senza soffocare la ripresa. Linguaggio diplomatico che mette tutti d’accordo in quanto tutti hanno ragione
Ogni giorno sotto i nostri occhi sta morendo qualcosa ad iniziare dal vocabolo globalizzazione.
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]]>Di: michele penzani
/2010/06/29/quante-pecche-nella-riforma-finanziaria-usa/comment-page-1/#comment-7451
michele penzaniTue, 29 Jun 2010 20:06:09 +0000/?p=6402#comment-7451...La riforma rischia di essere dannosa se si formasse ancora un corridoio ove far passare capitali di chi, nelle altre aree, formalmente fa apparire di "turarsi il naso".…La riforma rischia di essere dannosa se si formasse ancora un corridoio ove far passare capitali di chi, nelle altre aree, formalmente fa apparire di “turarsi il naso”.
]]>Di: John Christian Falkenberg
/2010/06/29/quante-pecche-nella-riforma-finanziaria-usa/comment-page-1/#comment-7447
John Christian FalkenbergTue, 29 Jun 2010 18:26:53 +0000/?p=6402#comment-7447La riforma rischia di essere, soprattutto, dannosa dove non è inutile. Ricordiamoci che Lehman Brothers non era una banca commerciale e non è mai stata toccata quindi dalla cosiddetta "deregolamentazione". Il blitz che trasformò in banche Goldman e Morgan Stanley sarebbe stato possibile sotto qualunque giurisdizione, i loro problemi sarebbero cresciuti ed esplosi sia nel vecchio ordinamento che nel nuovo - e probabilmente anche nel vecchissimo, ossia pre-Glass repeal.La riforma rischia di essere, soprattutto, dannosa dove non è inutile. Ricordiamoci che Lehman Brothers non era una banca commerciale e non è mai stata toccata quindi dalla cosiddetta “deregolamentazione”. Il blitz che trasformò in banche Goldman e Morgan Stanley sarebbe stato possibile sotto qualunque giurisdizione, i loro problemi sarebbero cresciuti ed esplosi sia nel vecchio ordinamento che nel nuovo – e probabilmente anche nel vecchissimo, ossia pre-Glass repeal.
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