Commenti a: Liberalizzazioni: bene anche i Radicali e bentornata Emma /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/ diretto da Oscar Giannino Tue, 12 Jul 2011 14:57:46 +0200 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.4 Di: Gilla /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7850 Gilla Thu, 22 Jul 2010 19:59:44 +0000 /?p=6348#comment-7850 Inoltre secondo me la scelta del software libero in qualche modo porterebbe un beneficio anche economico in senso monetario, di denaro vero e proprio- oltre ovviamente agli aspetti che dice Luca: non sono una gran matematica ma penso ai costi degli aggiornamenti. Voglio dire: tutti i prodotti di monopolio hanno un costo. Non so quanti computer ha la pubblica amministrazione italiana, ma immagino tanti: 1 computer, 1 aggiornamento- +aggiornamenti, 1 costo, che moltiplicato per "tanto" mi sa che come risultato è "TANTO". http://www.softwarelibero.it/portale/legislazione.shtml http://www.fainotizia.it/2010/07/05/il-software-libero-ha-bisogno-di-scelte-radicali Inoltre secondo me la scelta del software libero in qualche modo porterebbe un beneficio anche economico in senso monetario, di denaro vero e proprio- oltre ovviamente agli aspetti che dice Luca: non sono una gran matematica ma penso ai costi degli aggiornamenti.

Voglio dire: tutti i prodotti di monopolio hanno un costo. Non so quanti computer ha la pubblica amministrazione italiana, ma immagino tanti: 1 computer, 1 aggiornamento- +aggiornamenti, 1 costo, che moltiplicato per “tanto” mi sa che come risultato è “TANTO”.

http://www.softwarelibero.it/portale/legislazione.shtml

http://www.fainotizia.it/2010/07/05/il-software-libero-ha-bisogno-di-scelte-radicali

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Di: Luca Nicotra /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7444 Luca Nicotra Tue, 29 Jun 2010 14:55:48 +0000 /?p=6348#comment-7444 Ciao Carlo. Sono Luca Nicotra, segretario dell'associazione Agorà Digitale, ed ho collaborato all'elaborazione dell'emendamento sul software libero. Hai ragione, non c'è nessun risparmio automatico. Ma sulla questione in parte ti ha già risposto Mario. Evidentemente mettere le diverse soluzioni sullo stesso piano non è sufficiente, e molte amministrazioni dovrebbero quindi essere spinte a porsi il problema e giustificare le loro scelte alternative. Ma il motivo principale per investire in software libero è quello di liberalizzare il mercato del software. Internet non ci sarebbe senza il software libero. Cosi' come molte altre imprese di successo nel mondo digitale. Il software libero è un commons, che consente innovazione senza dover chiedere permesso. E' per questo il settore pubblico (pa locali, sanità, etc.) dovrebbe investirvi preferenzialmente i quasi 3 miliardi l'anno che investe nel settore IT e che costituisce circa il 15% del mercato. Se ti interessa ne parlo oggi in un post: http://www.lucanicotra.org/emendamento-software-libero. Ciao Carlo. Sono Luca Nicotra, segretario dell’associazione Agorà Digitale, ed ho collaborato all’elaborazione dell’emendamento sul software libero.

Hai ragione, non c’è nessun risparmio automatico. Ma sulla questione in parte ti ha già risposto Mario. Evidentemente mettere le diverse soluzioni sullo stesso piano non è sufficiente, e molte amministrazioni dovrebbero quindi essere spinte a porsi il problema e giustificare le loro scelte alternative.

Ma il motivo principale per investire in software libero è quello di liberalizzare il mercato del software. Internet non ci sarebbe senza il software libero. Cosi’ come molte altre imprese di successo nel mondo digitale.

Il software libero è un commons, che consente innovazione senza dover chiedere permesso. E’ per questo il settore pubblico (pa locali, sanità, etc.) dovrebbe investirvi preferenzialmente i quasi 3 miliardi l’anno che investe nel settore IT e che costituisce circa il 15% del mercato.

Se ti interessa ne parlo oggi in un post: http://www.lucanicotra.org/emendamento-software-libero.

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Di: Massimo74 /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7423 Massimo74 Mon, 28 Jun 2010 09:04:14 +0000 /?p=6348#comment-7423 <a href="#comment-7414" rel="nofollow">@giovanna</a> Diciamo piu che altro che sono la forza politica meno statalista. @giovanna
Diciamo piu che altro che sono la forza politica meno statalista.

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Di: spago /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7421 spago Mon, 28 Jun 2010 06:56:56 +0000 /?p=6348#comment-7421 Sull'uso del software open source non c'è un motivo di convenienza semplicemente economica. L'open source è inevitabilmente un software con maggiore interoperabilità e portabilità, è dunque più longevo e meno soggetto al problema dell'invecchiamento digitale (grande problema delle amministrazioni italiane). Un software proprietario invece è sempre e comunque maggiormente vincolato. L'importante è scegliere comunque software che aderiscano agli standard internazionali correnti e scegliere ciascuno dei softwares diversi Sull’uso del software open source non c’è un motivo di convenienza semplicemente economica. L’open source è inevitabilmente un software con maggiore interoperabilità e portabilità, è dunque più longevo e meno soggetto al problema dell’invecchiamento digitale (grande problema delle amministrazioni italiane). Un software proprietario invece è sempre e comunque maggiormente vincolato. L’importante è scegliere comunque software che aderiscano agli standard internazionali correnti e scegliere ciascuno dei softwares diversi

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Di: giovanna /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7414 giovanna Sun, 27 Jun 2010 18:09:42 +0000 /?p=6348#comment-7414 i radicali sono l'unica forza politica autenticamente liberale al momento disponibile su piazza. Dunque, nessuna sorpresa per queste proposte che, sicuramente perfettibili, rientrano in una consolidata tradizione di proposte liberali e liberiste e riportano a un impianto ideale solido i radicali sono l’unica forza politica autenticamente liberale al momento disponibile su piazza. Dunque, nessuna sorpresa per queste proposte che, sicuramente perfettibili, rientrano in una consolidata tradizione di proposte liberali e liberiste e riportano a un impianto ideale solido

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Di: Carlo Stagnaro /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7399 Carlo Stagnaro Sun, 27 Jun 2010 09:43:46 +0000 /?p=6348#comment-7399 Mario: Ti ringrazio molto dei chiarimenti e dei commenti. E ne approfitto per farti e farvi i complimenti per un pacchetto di proposte che, nella larga maggioranza dei casi, sono buone o molto buone, nella nostra prospettiva. Sulla proposta Pannella-Ichino-Cazzola, naturalmente, non posso che essere favorevole. Non l'avevo commentata perché non mi pareva facesse parte del pacchetto di emendamenti alla manovra presentato sul sito dei radicali, ma può essere stata una mia svista. Mi sembra un tentativo interessante di superare i limiti artificiosi - sia verso l'alto sia verso il basso - all'età pensionabile. Ma, in astratto, resto convinto che il problema vero sia il superamento dell'idea stessa di età pensionabile: anche se capisco che il boccone politicamente più indigesto sia quello di prendere sul serio, ed essere coerente con, i coefficienti di attualizzazione. Finché sarà un tabù politico quello di erogare rendite pensionistiche molto basse, dovremo necessariamente pensare in modo unidimensionale, avendo come unica leva a disposizione quella dell'età. Ed è ovvio che in un contesto di allungamento dell'età media, l'età del pensionamento non può che crescere e, in questo, la vostra proposta di alzarla a 65 anni è giusta e inevitabile (contrained, lo ripeto, dall'impossibilità politica di accettare pensioni molto basse). Sul software libero capisco la logica ma resto perplesso: spendere di più per un software proprietario, che tutti sanni usare fin dall'inizio e dunque non richiede alcuna forma di training (sia sotto forma di corsi, sia sotto forma di tempo perso nell'apprendimento) può comunque essere economicamente vantaggioso. E' ovvio che è difficile formalizzare il problema, e dunque qualunque soluzione - la preferenza per il software libero piuttosto che per quello proprietario - è facilmente criticabile. In bocca al lupo e grazie per il tuo intervento. Mario:
Ti ringrazio molto dei chiarimenti e dei commenti. E ne approfitto per farti e farvi i complimenti per un pacchetto di proposte che, nella larga maggioranza dei casi, sono buone o molto buone, nella nostra prospettiva.
Sulla proposta Pannella-Ichino-Cazzola, naturalmente, non posso che essere favorevole. Non l’avevo commentata perché non mi pareva facesse parte del pacchetto di emendamenti alla manovra presentato sul sito dei radicali, ma può essere stata una mia svista. Mi sembra un tentativo interessante di superare i limiti artificiosi – sia verso l’alto sia verso il basso – all’età pensionabile. Ma, in astratto, resto convinto che il problema vero sia il superamento dell’idea stessa di età pensionabile: anche se capisco che il boccone politicamente più indigesto sia quello di prendere sul serio, ed essere coerente con, i coefficienti di attualizzazione. Finché sarà un tabù politico quello di erogare rendite pensionistiche molto basse, dovremo necessariamente pensare in modo unidimensionale, avendo come unica leva a disposizione quella dell’età. Ed è ovvio che in un contesto di allungamento dell’età media, l’età del pensionamento non può che crescere e, in questo, la vostra proposta di alzarla a 65 anni è giusta e inevitabile (contrained, lo ripeto, dall’impossibilità politica di accettare pensioni molto basse).
Sul software libero capisco la logica ma resto perplesso: spendere di più per un software proprietario, che tutti sanni usare fin dall’inizio e dunque non richiede alcuna forma di training (sia sotto forma di corsi, sia sotto forma di tempo perso nell’apprendimento) può comunque essere economicamente vantaggioso. E’ ovvio che è difficile formalizzare il problema, e dunque qualunque soluzione – la preferenza per il software libero piuttosto che per quello proprietario – è facilmente criticabile.
In bocca al lupo e grazie per il tuo intervento.

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Di: Carlo Stagnaro /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7398 Carlo Stagnaro Sun, 27 Jun 2010 09:36:14 +0000 /?p=6348#comment-7398 @Focus Liberale: Grazie della segnalazione sui prezzi dei libri, ho provveduto a correggere il testo. Bene così! @Riccardo: è strano, ma tutte le volte che si parla di grandi riforme, qualcuno invoca la politica dei piccoli passi, mentre quando si propongono piccoli passi qualcun altro invoca le grandi riforme. Io credo che servano entrambe le cose, e quando vedo proposte - siano esse piccoli passi o grandi riforme - che vanno nella direzione giusta, non mi faccio problemi a dirlo e, per quel poco che posso, sono felice di sostenerle. Sul valore legale del titolo di studio, mi sembra che tutte le risposte necessarie siano emerse direttamente nei commenti. Sui referendum radicali (e leghisti) degli anni '90, stendiamo un velo pietoso. E' stata una grande speranza ed è stata completamente disattesa a causa dell'enorme impegno del nostro disgraziato ceto politico, di destra e di sinistra, nello smantellarne i risultati. E' anche per questo, forse, che gli elettori hanno perso fiducia nello strumento referendario: doveva essere un mezzo di controllo e pressione sui politici, e i politici l'hanno completamente neutralizzato. Chi crede nella democrazia, dalla vicenda referendaria dagli anni Novanta in poi può trarre una serie di lezioni su come i rappresentanti "democraticamente" eletti possono impedire ai cittadini di esercitare la propria sovranità. @Focus Liberale: Grazie della segnalazione sui prezzi dei libri, ho provveduto a correggere il testo. Bene così!
@Riccardo: è strano, ma tutte le volte che si parla di grandi riforme, qualcuno invoca la politica dei piccoli passi, mentre quando si propongono piccoli passi qualcun altro invoca le grandi riforme. Io credo che servano entrambe le cose, e quando vedo proposte – siano esse piccoli passi o grandi riforme – che vanno nella direzione giusta, non mi faccio problemi a dirlo e, per quel poco che posso, sono felice di sostenerle.
Sul valore legale del titolo di studio, mi sembra che tutte le risposte necessarie siano emerse direttamente nei commenti. Sui referendum radicali (e leghisti) degli anni ’90, stendiamo un velo pietoso. E’ stata una grande speranza ed è stata completamente disattesa a causa dell’enorme impegno del nostro disgraziato ceto politico, di destra e di sinistra, nello smantellarne i risultati. E’ anche per questo, forse, che gli elettori hanno perso fiducia nello strumento referendario: doveva essere un mezzo di controllo e pressione sui politici, e i politici l’hanno completamente neutralizzato. Chi crede nella democrazia, dalla vicenda referendaria dagli anni Novanta in poi può trarre una serie di lezioni su come i rappresentanti “democraticamente” eletti possono impedire ai cittadini di esercitare la propria sovranità.

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Di: rosario /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7396 rosario Sun, 27 Jun 2010 09:28:01 +0000 /?p=6348#comment-7396 Complimenti per il tuo blog Complimenti per il tuo blog

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Di: Ruggero /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7388 Ruggero Sat, 26 Jun 2010 08:48:12 +0000 /?p=6348#comment-7388 da ex elettore radicale (oramai non voto dal lontano 2002) mi pare poca roba ... soprattutto non mi convince l'abolizione dell'inail: ne seguirebbe un progressivo aumento dell'assucurazione contro gli infortuni come avvenuto per il mercato auto!!! da ex elettore radicale (oramai non voto dal lontano 2002) mi pare poca roba … soprattutto non mi convince l’abolizione dell’inail: ne seguirebbe un progressivo aumento dell’assucurazione contro gli infortuni come avvenuto per il mercato auto!!!

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Di: mario staderini /2010/06/23/liberalizzazioni-bene-anche-i-radicali-e-bentornata-emma/comment-page-1/#comment-7379 mario staderini Fri, 25 Jun 2010 17:35:05 +0000 /?p=6348#comment-7379 Innanzitutto grazie a Carlo Stagnaro e a voi tutti per l'attenzione alle nostre proposte, che necessariamente hanno scontato il fatto di essere tentativi di correzione di una manovra, non la "nostra manovra". Ha esattamente ragione piccola patria, riforme liberali in questo Paese ce ne potevano essere molte gia 15 anni fa, con i pacchetti di referendum che abbiamo presentato negli anni 90 e sinanche nel 2000, quando Berlusconi li defini' "comunisti" e disse che li avrebbe fatti lui una volta al Governo. s'è visto.... C'era l'abrogazione del monopolio inail, del monopolio pubblico del servizio sanitario, quelli sul mercato del lavoro, sulle trattenute sindacali, sulla giustizia, sul finanziamento pubblico, sino anche all'abrogazione del sostituto d'imposta. oggi il referendum l'hanno vietato, passerebbero solo quelli permessi dal regime. speriamo di recuperare alla vita pubblica italiana questo strumento. Sulle pensioni manca pero la proposta di legge Pannella-Ichino-Cazzola per la prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i limiti legali di età http://www.radicali.it/view.php?id=145320 quanto al softuare libero, non c'è un obbligo per la PA ma una indicazione di preferenza: se si vuole utilizzare uno proprietario, lo si puo fare ma lo si deve motivare. La ragione è proprio economica, verso il prodotto meno costoso. Ogni anno province e comuni spendono circa 30 milioni di euro per Office, e le amministrazioni statali quasi il doppio. è evidente che non c'è una scelta basata sulle necessità ma si tratta di spese fatte per default. Sul resto, beh, c'è da approfondire e gli spunti del IBL sono sempre un tesoro per noi radicali. a presto Mario Innanzitutto grazie a Carlo Stagnaro e a voi tutti per l’attenzione alle nostre proposte, che necessariamente hanno scontato il fatto di essere tentativi di correzione di una manovra, non la “nostra manovra”.

Ha esattamente ragione piccola patria, riforme liberali in questo Paese ce ne potevano essere molte gia 15 anni fa, con i pacchetti di referendum che abbiamo presentato negli anni 90 e sinanche nel 2000, quando Berlusconi li defini’ “comunisti” e disse che li avrebbe fatti lui una volta al Governo. s’è visto….
C’era l’abrogazione del monopolio inail, del monopolio pubblico del servizio sanitario, quelli sul mercato del lavoro, sulle trattenute sindacali, sulla giustizia, sul finanziamento pubblico, sino anche all’abrogazione del sostituto d’imposta.

oggi il referendum l’hanno vietato, passerebbero solo quelli permessi dal regime.
speriamo di recuperare alla vita pubblica italiana questo strumento.

Sulle pensioni manca pero la proposta di legge Pannella-Ichino-Cazzola per la prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i limiti legali di età

http://www.radicali.it/view.php?id=145320
quanto al softuare libero, non c’è un obbligo per la PA ma una indicazione di preferenza: se si vuole utilizzare uno proprietario, lo si puo fare ma lo si deve motivare.
La ragione è proprio economica, verso il prodotto meno costoso. Ogni anno province e comuni spendono circa 30 milioni di euro per Office, e le amministrazioni statali quasi il doppio.
è evidente che non c’è una scelta basata sulle necessità ma si tratta di spese fatte per default.

Sul resto, beh, c’è da approfondire e gli spunti del IBL sono sempre un tesoro per noi radicali.

a presto

Mario

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