Anche per le altre imposte si potrebbe dire che il lavoratore ne vedrà prima o poi i frutti, sotto forma di strade, giovani formati dalla Scuola, moralità resa cristallina dall’operato di giudici e FdO e altre chimere, tipo la pensione che i baby-boomers vedranno solo col binocolo.
]]>Mi spiego con un esempio: se vado al bar, pago un caffè 1 euro. Questo euro comprende l’IVA a mio carico, ma non comprende forse anche l’IVA a carico del barista (quella che lui paga quando va a comprarsi gli zucchini per cena), l’IRPEF e l’INPS che versa a fronte del suo 740, la TARSU (generalmente iperbolica, per gli esercizi pubblici), oltre al prezzo del caffè (e di iVA, IRPEF e INPS pagati dal grossista di caffè) e l’elettricità (e le relative le addizionali locali), senza contare le imposte pagate sull’affitto dal padrone dei muri?
Se la tassazione è recursiva, la sua incidenza reale non andrebbe moltiplicata per 1,5, raggiungendo quindi il 90%?
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