La persa competitività delle imprese italiane ha come causa questa pessima abitudine italica. Penso che anche lei sia d’accordo.
]]>Mi dispiace, ma temo che Lei abbia equivocato il mio pensiero. Non ho scritto da nessuna parte che “l’editoria sia meritevole di maggiore attenzione”. Ho solo scritto che la tendenza a considerare gli sgravi fiscali- che a mio modesto parere sono oggettivamente sempre distorsivi- come un aiuto di Stato è molto pericolosa. Dovremmo piuttosto rallegrarci del fatto che qualcuno paghi meno imposte. Tanto più che qualsiasi taglio fiscale è a suo modo sempre poco equo e discriminatorio, dal momento che non riguarda mai la generalità dei contribuenti.
]]>Onestamente mi sfugge il motivo oggettivo per cui l’editoria sia meritevole di maggior attenzione rispetto ad altri reparti.
Si può girare la frittata a piacere, ma se il punto è che ad alcuni è permesso di scroccare alla comunità, il ritorno di questo privilegio deve essere un utile collettivo. Non certo la remunerazione stratosferica ed ingiustificata di certi personaggi.
Mi viene in mente Mieli, ma credo sia in buona compagnia.