Commenti a: Il Fatto e gli aiuti indiretti /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/ diretto da Oscar Giannino Thu, 15 Apr 2010 17:25:32 +0200 http://wordpress.org/?v=2.9.2 hourly 1 Di: paolone /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5963 paolone Sat, 10 Apr 2010 22:53:17 +0000 /?p=5623#comment-5963 se al Fatto si sono alterati allora Facci ha colpito nel segno, complimenti se al Fatto si sono alterati allora Facci ha colpito nel segno, complimenti

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Di: pietro /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5951 pietro Fri, 09 Apr 2010 19:27:45 +0000 /?p=5623#comment-5951 Vorrei ben vedere che a Libero facciano baccano contro la mucca degli aiuti pubblici, anche perchè è il quotidiano che riceve più soldi di tutti. Capisco che su Libero c'è gente che scrive articoli di fuoco contro il Canone Rai e poi prende un lauto stipendio da vicedirettore dalla Rai stessa, ma chi scrive articoli contro la Casta dei sindacati, contro i fannulloni e i parassiti e poi vive di aiuti statali come un qualsiasi lavoratore socialmente utile palermitano è un parassita come tanti altri. Chi lavora e produce ricchezza per poi vederla sprecata in questo modo si irrita leggermente. <a href="#comment-5936" rel="nofollow">@Filippo Facci </a> Vorrei ben vedere che a Libero facciano baccano contro la mucca degli aiuti pubblici, anche perchè è il quotidiano che riceve più soldi di tutti.
Capisco che su Libero c’è gente che scrive articoli di fuoco contro il Canone Rai e poi prende un lauto stipendio da vicedirettore dalla Rai stessa, ma chi scrive articoli contro la Casta dei sindacati, contro i fannulloni e i parassiti e poi vive di aiuti statali come un qualsiasi lavoratore socialmente utile palermitano è un parassita come tanti altri.
Chi lavora e produce ricchezza per poi vederla sprecata in questo modo si irrita leggermente.
@Filippo Facci

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Di: Giovanni Boggero /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5949 Giovanni Boggero Fri, 09 Apr 2010 17:35:58 +0000 /?p=5623#comment-5949 <a href="#comment-5948" rel="nofollow">@Liutprando</a> Guardi, il meccanismo delle tariffe postali ammetto sia una strana partita di giro, che più che uno sgravio fiscale è una riduzione arbitraria del costo del servizio, essendo in soldoni le tariffe dei normali prezzi di mercato. Io l'avevo invece concepita come una sorta di imposizione più mite. L'agevolazione IVA al 4% per gli editori potrebbe al riguardo rappresentare un esempio più calzante di ciò che penso sulla distinzione tra aiuti diretti ed aiuti indiretti. Cordialmente, gb @Liutprando
Guardi, il meccanismo delle tariffe postali ammetto sia una strana partita di giro, che più che uno sgravio fiscale è una riduzione arbitraria del costo del servizio, essendo in soldoni le tariffe dei normali prezzi di mercato.
Io l’avevo invece concepita come una sorta di imposizione più mite.
L’agevolazione IVA al 4% per gli editori potrebbe al riguardo rappresentare un esempio più calzante di ciò che penso sulla distinzione tra aiuti diretti ed aiuti indiretti. Cordialmente, gb

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Di: Liutprando /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5948 Liutprando Fri, 09 Apr 2010 17:10:50 +0000 /?p=5623#comment-5948 @Giovanni Boggero Sono d'accordo che qualsiasi aiuto di Stato, che non sia preordinato ad uno scopo - gli Incas facevano scorte alimentari durante le stagioni abbondanti, per riconsegnarli ai coltivatori in periodi di scarsi raccolti - siano molto pericolosi, sia a breve che a lungo termine. Sottraggono risorse alle imprese sane, riducendone la crescita e la maturazione, per distribuirle ad aziende malate a cui sarebbe meglio dare l'estrema unzione. In questo senso non riesco a rallegrarmi pensando agli sgravi fiscali, diciamolo pure, politicamente mirati. La persa competitività delle imprese italiane ha come causa questa pessima abitudine italica. Penso che anche lei sia d'accordo. @Giovanni Boggero
Sono d’accordo che qualsiasi aiuto di Stato, che non sia preordinato ad uno scopo – gli Incas facevano scorte alimentari durante le stagioni abbondanti, per riconsegnarli ai coltivatori in periodi di scarsi raccolti – siano molto pericolosi, sia a breve che a lungo termine.
Sottraggono risorse alle imprese sane, riducendone la crescita e la maturazione, per distribuirle ad aziende malate a cui sarebbe meglio dare l’estrema unzione. In questo senso non riesco a rallegrarmi pensando agli sgravi fiscali, diciamolo pure, politicamente mirati.

La persa competitività delle imprese italiane ha come causa questa pessima abitudine italica. Penso che anche lei sia d’accordo.

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Di: Giovanni Boggero /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5945 Giovanni Boggero Fri, 09 Apr 2010 14:45:46 +0000 /?p=5623#comment-5945 <a href="#comment-5944" rel="nofollow">@Liutprando</a> Mi dispiace, ma temo che Lei abbia equivocato il mio pensiero. Non ho scritto da nessuna parte che "l'editoria sia meritevole di maggiore attenzione". Ho solo scritto che la tendenza a considerare gli sgravi fiscali- che a mio modesto parere sono oggettivamente sempre distorsivi- come un aiuto di Stato è molto pericolosa. Dovremmo piuttosto rallegrarci del fatto che qualcuno paghi meno imposte. Tanto più che qualsiasi taglio fiscale è a suo modo sempre poco equo e discriminatorio, dal momento che non riguarda mai la generalità dei contribuenti. @Liutprando

Mi dispiace, ma temo che Lei abbia equivocato il mio pensiero. Non ho scritto da nessuna parte che “l’editoria sia meritevole di maggiore attenzione”. Ho solo scritto che la tendenza a considerare gli sgravi fiscali- che a mio modesto parere sono oggettivamente sempre distorsivi- come un aiuto di Stato è molto pericolosa. Dovremmo piuttosto rallegrarci del fatto che qualcuno paghi meno imposte. Tanto più che qualsiasi taglio fiscale è a suo modo sempre poco equo e discriminatorio, dal momento che non riguarda mai la generalità dei contribuenti.

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Di: Liutprando /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5944 Liutprando Fri, 09 Apr 2010 14:08:20 +0000 /?p=5623#comment-5944 "Non però, a mio parere, il fatto in sè che i quotidiani abbiano agevolazioni fiscali". Onestamente mi sfugge il motivo oggettivo per cui l'editoria sia meritevole di maggior attenzione rispetto ad altri reparti. Si può girare la frittata a piacere, ma se il punto è che ad alcuni è permesso di scroccare alla comunità, il ritorno di questo privilegio deve essere un utile collettivo. Non certo la remunerazione stratosferica ed ingiustificata di certi personaggi. Mi viene in mente Mieli, ma credo sia in buona compagnia. “Non però, a mio parere, il fatto in sè che i quotidiani abbiano agevolazioni fiscali”.

Onestamente mi sfugge il motivo oggettivo per cui l’editoria sia meritevole di maggior attenzione rispetto ad altri reparti.
Si può girare la frittata a piacere, ma se il punto è che ad alcuni è permesso di scroccare alla comunità, il ritorno di questo privilegio deve essere un utile collettivo. Non certo la remunerazione stratosferica ed ingiustificata di certi personaggi.
Mi viene in mente Mieli, ma credo sia in buona compagnia.

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Di: Giovanni Boggero /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5941 Giovanni Boggero Fri, 09 Apr 2010 08:58:24 +0000 /?p=5623#comment-5941 Non c'è dubbio. Il fatto che esista una strana partita di giro e che sia a carico dei contribuenti è disprezzabile. Non però, a mio parere, il fatto in sè che i quotidiani abbiano agevolazioni fiscali. Il mio ragionamento era più generale e verteva sulla differenza aiuti diretti ed indiretti. Non c’è dubbio. Il fatto che esista una strana partita di giro e che sia a carico dei contribuenti è disprezzabile. Non però, a mio parere, il fatto in sè che i quotidiani abbiano agevolazioni fiscali. Il mio ragionamento era più generale e verteva sulla differenza aiuti diretti ed indiretti.

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Di: lakesidecapital /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5940 lakesidecapital Fri, 09 Apr 2010 08:06:14 +0000 /?p=5623#comment-5940 Mi pare di capire che il meccanismo di quanto scritto da Facci sia: sconto applicato dalle Poste sulla spedizione di quotidiani; rimborso da parte dello Stato a Poste Italiane della differenza tra normale tariffa e tariffa agevolata. Dunque di fatto i contribuenti pagano, loro malgrado, una parte dei costi di spedizione dei quotidiani. Senza questo contributo, le case editrici dovrebbero pagare di tasca propria la normale tariffa postale, e quindi verosimilmente aumentare i prezzi o ridurre i costi o ridurre i margini. Dunque tecnicamente anche il Fatto ha un sostegno a carico dei contribuenti. A prescindere da qualsiasi valutazione in materia, in effetti è ingannevole il loro dirsi "a costo zero" per i contribuenti. <a href="#comment-5936" rel="nofollow">@Filippo Facci</a> Mi pare di capire che il meccanismo di quanto scritto da Facci sia: sconto applicato dalle Poste sulla spedizione di quotidiani; rimborso da parte dello Stato a Poste Italiane della differenza tra normale tariffa e tariffa agevolata.
Dunque di fatto i contribuenti pagano, loro malgrado, una parte dei costi di spedizione dei quotidiani. Senza questo contributo, le case editrici dovrebbero pagare di tasca propria la normale tariffa postale, e quindi verosimilmente aumentare i prezzi o ridurre i costi o ridurre i margini. Dunque tecnicamente anche il Fatto ha un sostegno a carico dei contribuenti.
A prescindere da qualsiasi valutazione in materia, in effetti è ingannevole il loro dirsi “a costo zero” per i contribuenti.

@Filippo Facci

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Di: Filippo Facci /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5936 Filippo Facci Fri, 09 Apr 2010 01:30:38 +0000 /?p=5623#comment-5936 il banale dettaglio da me reso noto (i contributi indiretti presi da Il Fatto) hanno spinto gli amici del quotidiano di Padellaro a rendere noto ciò che invece era stranoto a tutti: che Libero, come altri quotidiani, percepisce lauti contributi diretti per l'editoria. A parte il dettaglio che Libero sopravviverebbe anche senza aiuti, non era un segreto. Ne parlò Report sin dal 2006. Nessuno lo negava o se ne vergogna, mi pare. Nessuno, a Libero o altrove, ha mai fatto un baccano d'inferno contro i finanziamenti diretti o indiretti, quelli più onerosi per il contribuente e contro i quali Beppe Grillo e compagnia chiesero un referendum abrogativo. Non è su Libero che scrivono certi cerebrolesi che da anni dicono cazzate tipo «siamo noi che vi manteniamo» rivolto ai giornalisti. Non è Libero, e neppure l'Unità, e neppure Avvenire, ad aver deciso di riportare, sotto la testata, che non riceve «alcun finanziamento pubblico». Libero non ha mai tuonato, mi pare, contro le agevolazioni che riceve. Così' come nessuno ha mai obbligato il Fatto ad accedere al finanziamento - pardon - al «contributo indiretto» che lo Stato rimborsa alle Poste. Non è obbligatorio fruire del rimborso, basterebbe cioè spedire la copia con un bel francobollo. E' il Fatto che ne sta facendo una tragedia: ma basterebbe che aggiungesse, sotto la testata, che non percepisce contributi «diretti». Che il Fatto beneficiasse di contributi indiretti a quanto pare non lo sapeva nessuno o quasi, e io l'ho scritto: ecco tutto. Per il resto: se ritengono che le agevolazioni sulle spedizioni postali non siano paragonabili ai finanziamenti diretti, che dire: lo dicano a Beppe Grillo, ai grillini, ai travaglini, a loro stessi. Cordialità. il banale dettaglio da me reso noto (i contributi indiretti presi da Il Fatto) hanno spinto gli amici del quotidiano di Padellaro a rendere noto ciò che invece era stranoto a tutti: che Libero, come altri quotidiani, percepisce lauti contributi diretti per l’editoria. A parte il dettaglio che Libero sopravviverebbe anche senza aiuti, non era un segreto. Ne parlò Report sin dal 2006. Nessuno lo negava o se ne vergogna, mi pare. Nessuno, a Libero o altrove, ha mai fatto un baccano d’inferno contro i finanziamenti diretti o indiretti, quelli più onerosi per il contribuente e contro i quali Beppe Grillo e compagnia chiesero un referendum abrogativo. Non è su Libero che scrivono certi cerebrolesi che da anni dicono cazzate tipo «siamo noi che vi manteniamo» rivolto ai giornalisti. Non è Libero, e neppure l’Unità, e neppure Avvenire, ad aver deciso di riportare, sotto la testata, che non riceve «alcun finanziamento pubblico». Libero non ha mai tuonato, mi pare, contro le agevolazioni che riceve. Così’ come nessuno ha mai obbligato il Fatto ad accedere al finanziamento – pardon – al «contributo indiretto» che lo Stato rimborsa alle Poste. Non è obbligatorio fruire del rimborso, basterebbe cioè spedire la copia con un bel francobollo. E’ il Fatto che ne sta facendo una tragedia: ma basterebbe che aggiungesse, sotto la testata, che non percepisce contributi «diretti». Che il Fatto beneficiasse di contributi indiretti a quanto pare non lo sapeva nessuno o quasi, e io l’ho scritto: ecco tutto. Per il resto: se ritengono che le agevolazioni sulle spedizioni postali non siano paragonabili ai finanziamenti diretti, che dire: lo dicano a Beppe Grillo, ai grillini, ai travaglini, a loro stessi. Cordialità.

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Di: pietro /2010/04/08/il-fatto-e-gli-aiuti-indiretti/comment-page-1/#comment-5934 pietro Thu, 08 Apr 2010 19:13:57 +0000 /?p=5623#comment-5934 Ma poi se si considera che Libero in base a questi dati http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2007/stampa.html ha incassato quasi 8 milioni di euro di AIUTI DIRETTI, non mi sembra molto serio criticare uno sgravio fiscale di 300mila euro. Il punto è che quotidiani come Libero, La Padania, L'Avvenire, L'Unità e altri che sopravvivono SOLO grazie agli aiuti pubblici sono dei parasssiti che dovrebbero sparire dalla faccia della terra. Ma poi se si considera che Libero in base a questi dati
http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2007/stampa.html
ha incassato quasi 8 milioni di euro di AIUTI DIRETTI, non mi sembra molto serio criticare uno sgravio fiscale di 300mila euro.
Il punto è che quotidiani come Libero, La Padania, L’Avvenire, L’Unità e altri che sopravvivono SOLO grazie agli aiuti pubblici sono dei parasssiti che dovrebbero sparire dalla faccia della terra.

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