Commenti a: Nucleare: Bersa-nì /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/ diretto da Oscar Giannino Sat, 25 Dec 2010 00:40:48 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Giuseppe Filipponi /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/comment-page-1/#comment-5484 Giuseppe Filipponi Mon, 08 Mar 2010 15:12:00 +0000 /?p=5313#comment-5484 Dal sito USA http://pronucleardemocrats.blogspot.com/ Nei paesi che - come gli Stati Uniti, la Francia, il Giappone, la Russia e altri - hanno sviluppato l’industria nucleare esistono ingenti ricadute occupazionali dirette. Tanto per citare alcuni esempi, nelle industrie nucleari, termo-meccaniche ed elettro-meccaniche degli Stati Uniti operano attualmente 52 mila ingegneri nucleari e circa 250 mila addetti specializzati. In Francia ogni reattore nucleare in funzione (ce ne sono 59) impiega circa 400 addetti, per un totale di circa 24.000 addetti. L’EDF ha più di 40 mila dipendenti, AREVA ha 75 mila dipendenti e nell’industria manifatturiera nucleare francese operano altri 40 mila addetti. La sola manutenzione degli impianti nucleari francesi impiega circa 30 mila addetti, in massima parte dipendenti di imprese esterne. In Italia negli anni Ottanta il comparto nucleare in senso stretto contava circa 45 mila addetti, mentre oggi non va oltre i 3.500: la differenza le dà la dimensione delle ricadute occupazionali dirette e dei posti di lavoro distrutti dalla rinuncia al nucleare. Ma ha poco senso parlare solo di posti di lavoro all’interno del comparto nucleare. Se infatti è vero che la ripresa dei programmi nucleari comporterà un sensibile incremento dei posti di lavoro nelle aziende del settore e nell’indotto, è altrettanto vero che la disponibilità di energia elettrica a basso costo (attualmente l’elettricità italiana è la più cara del mondo) migliorerà la performance di tutta l’economia nazionale, consentendo alle imprese nazionali di espandere le loro attività e di creare esse stesse nuovi posti di lavoro. Al contrario, l’alto costo dell’elettricità dovuto all’assenza di una componente nucleare sta oggi determinando la chiusura delle attività ad alta intensità elettrica, come ad esempio la siderurgia e l’industria dell’alluminio. È il caso di ricordare la vicenda emblematica dell’Alcoa, che sta chiudendo gli stabilimenti in Italia a causa del costo eccessivo dell’elettricità. Il nucleare è una fonte di energia pulita, non emette gas serra e non ha alcun impatto negativo sull’ambiente. Chi sostiene il contrario lo fa su basi ideologiche, non scientifiche. La radioattività rilasciata nell’ambiente da una centrale nucleare è pari a 1/25 della radioattività scaricata con le ceneri di un impianto a carbone di uguale potenza, ceneri che sono normalmente utilizzate per produrre materiale da costruzione e pavimentazioni stradali. I materiali radioattivi prodotti negli impianti nucleari sono in quantità estremamente limitata e sono tenuti interamente sotto controllo e la sicurezza delle centrali è assoluta. Non a caso, per la sua decisione a favore del nucleare, Obama ha dato giustificazioni essenzialmente ambientali, dichiarando di essere ben consapevole delle preoccupazioni degli ambientalisti, ma che su temi che toccano l’economia, la sicurezza energetica e il futuro del pianeta non è possibile accettare le vecchie contrapposizioni. Quanto al contributo che il nucleare può dare alla riduzione delle emissioni, visto che questo costituisce un cavallo di battaglia ambientalista, anche se eccessivamente drammatizzato, la componente principale della CO2 prodotta ogni anno in Italia proviene proprio dalla generazione elettrica (26%). Quando saranno in funzione, gli otto reattori previsti dal programma nucleare italiano eviteranno ogni anno l’immissione in atmosfera di 100 milioni di tonnellate di CO2, il che corrisponde a una riduzione del 20% delle emissioni complessive attuali (580 milioni di tonnellate) ovvero all’aver tolto dalle strade 20 milioni di automobili. Non ci sono altri mezzi per ottenere questi risultati. Dal sito USA http://pronucleardemocrats.blogspot.com/

Nei paesi che – come gli Stati Uniti, la Francia, il Giappone, la Russia e altri – hanno sviluppato l’industria nucleare esistono ingenti ricadute occupazionali dirette. Tanto per citare alcuni esempi, nelle industrie nucleari, termo-meccaniche ed elettro-meccaniche degli Stati Uniti operano attualmente 52 mila ingegneri nucleari e circa 250 mila addetti specializzati. In Francia ogni reattore nucleare in funzione (ce ne sono 59) impiega circa 400 addetti, per un totale di circa 24.000 addetti. L’EDF ha più di 40 mila dipendenti, AREVA ha 75 mila dipendenti e nell’industria manifatturiera nucleare francese operano altri 40 mila addetti. La sola manutenzione degli impianti nucleari francesi impiega circa 30 mila addetti, in massima parte dipendenti di imprese esterne.
In Italia negli anni Ottanta il comparto nucleare in senso stretto contava circa 45 mila addetti, mentre oggi non va oltre i 3.500: la differenza le dà la dimensione delle ricadute occupazionali dirette e dei posti di lavoro distrutti dalla rinuncia al nucleare.
Ma ha poco senso parlare solo di posti di lavoro all’interno del comparto nucleare. Se infatti è vero che la ripresa dei programmi nucleari comporterà un sensibile incremento dei posti di lavoro nelle aziende del settore e nell’indotto, è altrettanto vero che la disponibilità di energia elettrica a basso costo (attualmente l’elettricità italiana è la più cara del mondo) migliorerà la performance di tutta l’economia nazionale, consentendo alle imprese nazionali di espandere le loro attività e di creare esse stesse nuovi posti di lavoro.
Al contrario, l’alto costo dell’elettricità dovuto all’assenza di una componente nucleare sta oggi determinando la chiusura delle attività ad alta intensità elettrica, come ad esempio la siderurgia e l’industria dell’alluminio. È il caso di ricordare la vicenda emblematica dell’Alcoa, che sta chiudendo gli stabilimenti in Italia a causa del costo eccessivo dell’elettricità.
Il nucleare è una fonte di energia pulita, non emette gas serra e non ha alcun impatto negativo sull’ambiente. Chi sostiene il contrario lo fa su basi ideologiche, non scientifiche. La radioattività rilasciata nell’ambiente da una centrale nucleare è pari a 1/25 della radioattività scaricata con le ceneri di un impianto a carbone di uguale potenza, ceneri che sono normalmente utilizzate per produrre materiale da costruzione e pavimentazioni stradali. I materiali radioattivi prodotti negli impianti nucleari sono in quantità estremamente limitata e sono tenuti interamente sotto controllo e la sicurezza delle centrali è assoluta.
Non a caso, per la sua decisione a favore del nucleare, Obama ha dato giustificazioni essenzialmente ambientali, dichiarando di essere ben consapevole delle preoccupazioni degli ambientalisti, ma che su temi che toccano l’economia, la sicurezza energetica e il futuro del pianeta non è possibile accettare le vecchie contrapposizioni.
Quanto al contributo che il nucleare può dare alla riduzione delle emissioni, visto che questo costituisce un cavallo di battaglia ambientalista, anche se eccessivamente drammatizzato, la componente principale della CO2 prodotta ogni anno in Italia proviene proprio dalla generazione elettrica (26%). Quando saranno in funzione, gli otto reattori previsti dal programma nucleare italiano eviteranno ogni anno l’immissione in atmosfera di 100 milioni di tonnellate di CO2, il che corrisponde a una riduzione del 20% delle emissioni complessive attuali (580 milioni di tonnellate) ovvero all’aver tolto dalle strade 20 milioni di automobili. Non ci sono altri mezzi per ottenere questi risultati.

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Di: bill /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/comment-page-1/#comment-5483 bill Mon, 08 Mar 2010 15:06:22 +0000 /?p=5313#comment-5483 Non è questione di serietà, ma proprio di palle. E se permettete, ogni giorno che passa Bersani, come d'altronde i suoi imbarazzanti predecessori, dimostra di non averle. Il perchè è molto semplice: è semplicemente terrorizzato dalla prospettiva di perdere un'ulteriore fetta di elettorato (sinistrorso). Questi elettori sono ancora legati alle tante scemenze che la sinistra ha fatto e detto dagli anni 70 ad oggi, sono fondamentalmente reazionari e conservatori, e sono corteggiati da chi oggi (leggi Di Pietro) usa quella demagogia fatta di luogocomunismo che, da sempre, ha su di loro un effetto incantatorio. Ecco perchè Bersani non ha il coraggio di scegliere; ma mica solo sul nucleare, bensì su qualsiasi argomento che preveda una presa di posizione netta e inequivocabile. Non è questione di serietà, ma proprio di palle. E se permettete, ogni giorno che passa Bersani, come d’altronde i suoi imbarazzanti predecessori, dimostra di non averle. Il perchè è molto semplice: è semplicemente terrorizzato dalla prospettiva di perdere un’ulteriore fetta di elettorato (sinistrorso). Questi elettori sono ancora legati alle tante scemenze che la sinistra ha fatto e detto dagli anni 70 ad oggi, sono fondamentalmente reazionari e conservatori, e sono corteggiati da chi oggi (leggi Di Pietro) usa quella demagogia fatta di luogocomunismo che, da sempre, ha su di loro un effetto incantatorio.
Ecco perchè Bersani non ha il coraggio di scegliere; ma mica solo sul nucleare, bensì su qualsiasi argomento che preveda una presa di posizione netta e inequivocabile.

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Di: romak /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/comment-page-1/#comment-5482 romak Mon, 08 Mar 2010 14:20:53 +0000 /?p=5313#comment-5482 ahah, ho visto solo ora il bersa-nì! ahah, ho visto solo ora il bersa-nì!

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Di: romak /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/comment-page-1/#comment-5481 romak Mon, 08 Mar 2010 14:11:51 +0000 /?p=5313#comment-5481 @Carlo & Roberto Tenzi la campagna elettorale perenne è uno dei bastoni tra le ruote (già pessime) alla politica di questo paese. Detto questo, concordo col fatto che sia importantissimo prendere una decisione chiara, Carlo, da parte di Bersani (che io come te penso abbia fatto veramente grandi cose; ad esempio le liberalizzazioni, purtroppo lasciate a metà forse perché, credo, rischiavano di dare una svolta seria al paese...), ma è difficile dire (che secondo me è quello che ha in testa Bersani) di non essere contro al nucleare, ma totalmente contro il modo di affrontarlo dell'attuale governo (sto semplificando, scusate), senza essere scambiati per contrari-disfattisti (da quelli favorevoli all'atomo) o favorevoli-pazzi (da quelli sfavorevoli), sia per gli elettori che per gli elettori dei partiti "alleati". Detto questo, ripeto, sono d'accordo con te, sbaglia comunque al 100% a non esporsi più chiaramente (le sfumature di una questione, per me, non giustificano un errore di comportamento). @Carlo & Roberto Tenzi
la campagna elettorale perenne è uno dei bastoni tra le ruote (già pessime) alla politica di questo paese.
Detto questo, concordo col fatto che sia importantissimo prendere una decisione chiara, Carlo, da parte di Bersani (che io come te penso abbia fatto veramente grandi cose; ad esempio le liberalizzazioni, purtroppo lasciate a metà forse perché, credo, rischiavano di dare una svolta seria al paese…), ma è difficile dire (che secondo me è quello che ha in testa Bersani) di non essere contro al nucleare, ma totalmente contro il modo di affrontarlo dell’attuale governo (sto semplificando, scusate), senza essere scambiati per contrari-disfattisti (da quelli favorevoli all’atomo) o favorevoli-pazzi (da quelli sfavorevoli), sia per gli elettori che per gli elettori dei partiti “alleati”.
Detto questo, ripeto, sono d’accordo con te, sbaglia comunque al 100% a non esporsi più chiaramente (le sfumature di una questione, per me, non giustificano un errore di comportamento).

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Di: Carlo Stagnaro /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/comment-page-1/#comment-5474 Carlo Stagnaro Sun, 07 Mar 2010 18:22:46 +0000 /?p=5313#comment-5474 @ Ornella Trojani: Non sono Giannino. Che naturalmente non necessariamente condivide quello sche scrivo. Ciò detto, a me pare che Bersani sia, o almeno sia stato, persona seria. Tireremo le somme al termine del suo mandato. @ Roberti Renzi: Temo che avremo la stessa (non) risposta, visto che qui si vota ogni sei mesi... @ Lucio: Mi sta bene che il Pd sia contro "questo" nucleare, se intende il modo in cui il governo sta conducendo la sua strategia. Il problema è che, dalle dichiarazioni "ufficiali", non si capisce se il Pd sia contrario a "questo" nucleare o al nucleare tout court. @ Marianusc: Se il Pd dicesse no, lo ripeto, sarebbe una posizione legittima. Il problema è che non dice né no, né sì. @ Ornella Trojani: Non sono Giannino. Che naturalmente non necessariamente condivide quello sche scrivo. Ciò detto, a me pare che Bersani sia, o almeno sia stato, persona seria. Tireremo le somme al termine del suo mandato.
@ Roberti Renzi: Temo che avremo la stessa (non) risposta, visto che qui si vota ogni sei mesi…
@ Lucio: Mi sta bene che il Pd sia contro “questo” nucleare, se intende il modo in cui il governo sta conducendo la sua strategia. Il problema è che, dalle dichiarazioni “ufficiali”, non si capisce se il Pd sia contrario a “questo” nucleare o al nucleare tout court.
@ Marianusc: Se il Pd dicesse no, lo ripeto, sarebbe una posizione legittima. Il problema è che non dice né no, né sì.

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Di: marianusc /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/comment-page-1/#comment-5464 marianusc Sat, 06 Mar 2010 22:56:38 +0000 /?p=5313#comment-5464 il PD dice no per motivazioni politiche, per non perdere i voti di una certa sinistra, tra ex verdi e fan di grillo e Di Pietro. E' uno come tanti problemi che il centro-sinistra dovrà con decisione affrontare anche con conseguenze dolorose, per non far arrivare i nodi al pettine quando sarà troppo tardi. il PD dice no per motivazioni politiche, per non perdere i voti di una certa sinistra, tra ex verdi e fan di grillo e Di Pietro.
E’ uno come tanti problemi che il centro-sinistra dovrà con decisione affrontare anche con conseguenze dolorose, per non far arrivare i nodi al pettine quando sarà troppo tardi.

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Di: Lucio /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/comment-page-1/#comment-5463 Lucio Sat, 06 Mar 2010 17:15:50 +0000 /?p=5313#comment-5463 questo articolo mi pare arrivare fuori tempo massimo. durante le primarie del PD a Bersani è stato rinfacciata più volte la sua posizione ambigua, ma alla fine il PD una posizione chiara l'ha presa. ed è per un NO deciso a questo piano per il nucleare. basta leggere l'unità epr trovare molti articoli che confermano. uno a caso: http://www.unita.it/news/93809/bersani_sul_nucleare_non_daremo_alcuna_tregua questo articolo mi pare arrivare fuori tempo massimo. durante le primarie del PD a Bersani è stato rinfacciata più volte la sua posizione ambigua, ma alla fine il PD una posizione chiara l’ha presa. ed è per un NO deciso a questo piano per il nucleare.
basta leggere l’unità epr trovare molti articoli che confermano.
uno a caso: http://www.unita.it/news/93809/bersani_sul_nucleare_non_daremo_alcuna_tregua

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Di: Roberto Renzi /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/comment-page-1/#comment-5462 Roberto Renzi Sat, 06 Mar 2010 16:16:31 +0000 /?p=5313#comment-5462 Proviamo a richiederglielo dopo le elezioni...... Proviamo a richiederglielo dopo le elezioni……

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Di: Ornella Trojani /2010/03/06/nucleare-bersa-ni/comment-page-1/#comment-5461 Ornella Trojani Sat, 06 Mar 2010 16:09:53 +0000 /?p=5313#comment-5461 "Bersani, che ha le palle,... " Davvero? La posizione di O. Giannino è sempre chiarissima su qualsiasi punto (a proposito: Grazie per il coraggio dimostrato in "Nove in punto"), ma quando parla Bersani mi pare di essere scema. “Bersani, che ha le palle,… ”
Davvero?
La posizione di O. Giannino è sempre chiarissima su qualsiasi punto (a proposito: Grazie per il coraggio dimostrato in “Nove in punto”), ma quando parla Bersani mi pare di essere scema.

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