Commenti a: Più forte Scaroni /2010/03/02/piu-forte-scaroni/ diretto da Oscar Giannino Fri, 24 Dec 2010 16:11:27 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: stefano /2010/03/02/piu-forte-scaroni/comment-page-1/#comment-6574 stefano Wed, 26 May 2010 15:47:16 +0000 /?p=5291#comment-6574 forse quello che Colitti intendeva è che l'Eni senza il business delle infrastrutture del gas, perde una fetta sostanziale del suo DNA di utility favore di una "one off" monetaria che crea il presupposto per un dividendo sostanzioso per gli azionisti, ma che non sottointende alcuna scelta di investimento industriale. Infatti, dopo tale scorporo l'Eni risulterebbe più piccola, con un business più ciclico, con meno flessibilità finanziaria (è un plus notevole a livello finanziario avere un cuscino di cash flow stabile e sicuro come quello garantito da SRG). Ma soprattutto, perchè rinunciare all'integrazione verticale? Ceduto il TAG a CDP, ceduta una quota di Greenstream ai libici, ceduta Transitgas e Tenp, ceduta la Italgas a SRG, ceduti alcuni giacimenti gas a Gasplus, cedendo infine la quota di controllo di SRG al mercato quali sono i benefici per l'industria italiana, per i consumatori e per gli azionisti Eni che tengono Eni in portafoglio? Grazie. forse quello che Colitti intendeva è che l’Eni senza il business delle infrastrutture del gas, perde una fetta sostanziale del suo DNA di utility favore di una “one off” monetaria che crea il presupposto per un dividendo sostanzioso per gli azionisti, ma che non sottointende alcuna scelta di investimento industriale. Infatti, dopo tale scorporo l’Eni risulterebbe più piccola, con un business più ciclico, con meno flessibilità finanziaria (è un plus notevole a livello finanziario avere un cuscino di cash flow stabile e sicuro come quello garantito da SRG). Ma soprattutto, perchè rinunciare all’integrazione verticale? Ceduto il TAG a CDP, ceduta una quota di Greenstream ai libici, ceduta Transitgas e Tenp, ceduta la Italgas a SRG, ceduti alcuni giacimenti gas a Gasplus, cedendo infine la quota di controllo di SRG al mercato quali sono i benefici per l’industria italiana, per i consumatori e per gli azionisti Eni che tengono Eni in portafoglio?
Grazie.

]]>
Di: Carlo Stagnaro /2010/03/02/piu-forte-scaroni/comment-page-1/#comment-5436 Carlo Stagnaro Fri, 05 Mar 2010 10:06:31 +0000 /?p=5291#comment-5436 Colitti scrive che "quello che io considero lo sfascio dell'azienda" non produrrà maggiori dividendi ("quando mai imprese più piccole hanno dato dividendi maggiori e più stabili di quelle grandi?"). Al contrario, "le società che propongono questo genere di operazioni fanno un sacco di soldi preparando le nuove entità ad entrare in Borsa a tutto vantaggio della miriade di consulenti, operatori finanziari, garanti che fluttuano intorno a questi piani di smembramento". Poiché Knight-Vinke non è un advisor, ma ha in mano un pacchetto del valore di circa un miliardo di euro, se ne deve dedurre che, per procacciare consulenze a terzi, secondo Colitti il fondo è disposto a percepire meno dividendi in futuro. Cioè, è uno speculatore fesso. A proposito del pezzo di Vernole: appunto. Colitti scrive che “quello che io considero lo sfascio dell’azienda” non produrrà maggiori dividendi (“quando mai imprese più piccole hanno dato dividendi maggiori e più stabili di quelle grandi?”). Al contrario, “le società che propongono questo genere di operazioni fanno un sacco di soldi preparando le nuove entità ad entrare in Borsa a tutto vantaggio della miriade di consulenti, operatori finanziari, garanti che fluttuano intorno a questi piani di smembramento”. Poiché Knight-Vinke non è un advisor, ma ha in mano un pacchetto del valore di circa un miliardo di euro, se ne deve dedurre che, per procacciare consulenze a terzi, secondo Colitti il fondo è disposto a percepire meno dividendi in futuro. Cioè, è uno speculatore fesso.
A proposito del pezzo di Vernole: appunto.

]]>
Di: Daniele /2010/03/02/piu-forte-scaroni/comment-page-1/#comment-5428 Daniele Thu, 04 Mar 2010 19:42:13 +0000 /?p=5291#comment-5428 Mi pare che due articoli citati siano stati evidentemente fraintesi. Colitti sul "Sole 24 Ore" non dà dello "speculatore fesso" al fondo Knight-Vinke, ma afferma che, essendo ENI un asset strategico dell'Italia, la questione non va valutata solo dal punto di vista della speculazione borsistica ma anche degl'interessi strategici nazionali, e l'opinione di Colitti - molto più condivisibile di quella di Stagnaro, a mio parere - è che lo scorporo della rete indebolirà l'ENI come agente della politica estera italiana. Il secondo articolo, quello di Vernole sul sito di "Eurasia", sostiene che la campagna del fondo americano sarebbe ispirata dal governo degli USA - non da un fantomatico "Stato Imperialista delle Multinazionali" - e mirante ad indebolire la capacità d'azione dell'ENI in un momento in cui diverse sue scelte scontentato Washington. Mi pare che due articoli citati siano stati evidentemente fraintesi.
Colitti sul “Sole 24 Ore” non dà dello “speculatore fesso” al fondo Knight-Vinke, ma afferma che, essendo ENI un asset strategico dell’Italia, la questione non va valutata solo dal punto di vista della speculazione borsistica ma anche degl’interessi strategici nazionali, e l’opinione di Colitti – molto più condivisibile di quella di Stagnaro, a mio parere – è che lo scorporo della rete indebolirà l’ENI come agente della politica estera italiana.
Il secondo articolo, quello di Vernole sul sito di “Eurasia”, sostiene che la campagna del fondo americano sarebbe ispirata dal governo degli USA – non da un fantomatico “Stato Imperialista delle Multinazionali” – e mirante ad indebolire la capacità d’azione dell’ENI in un momento in cui diverse sue scelte scontentato Washington.

]]>