Commenti a: Gli effetti perversi dell’Art.67 della Costituzione. Di Mario Unnia /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/ diretto da Oscar Giannino Thu, 18 Mar 2010 07:50:52 +0100 http://wordpress.org/?v=2.9.1 hourly 1 Di: stragatto /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/comment-page-1/#comment-5386 stragatto Tue, 02 Mar 2010 14:41:21 +0000 /?p=5228#comment-5386 Mi dispiace ma mi permetto di dissentire. L'art. 67 va visto in funzione del sistema elettorale previsto dai Costituenti, ben diverso da quello attuale. i Costituenti avevano in mente un Parlamento concepito secondo il criterio della rappresentanza, eletto quindi col voto di preferenza e senza sbarramenti e premi di maggioranza. L'idea era che il Parlamento fosse un campione statistico del Paese (per questo motivo la Costituzione prevede un numero così elevato di parlamentari, liberi come liberi dovrebbero essere i cittadini). E' chiaro che una volta modificato l'impianto elettorale, con i parlamentari ridotti a truppe cammellate delle rispettive segreterie, l'art.67 possa risultare inadeguato. Ma la colpa non è dell'art.67: è semmai di leggi elettorali di dubbia costituzionalità. Mi dispiace ma mi permetto di dissentire.
L’art. 67 va visto in funzione del sistema elettorale previsto dai Costituenti, ben diverso da quello attuale. i Costituenti avevano in mente un Parlamento concepito secondo il criterio della rappresentanza, eletto quindi col voto di preferenza e senza sbarramenti e premi di maggioranza. L’idea era che il Parlamento fosse un campione statistico del Paese (per questo motivo la Costituzione prevede un numero così elevato di parlamentari, liberi come liberi dovrebbero essere i cittadini).
E’ chiaro che una volta modificato l’impianto elettorale, con i parlamentari ridotti a truppe cammellate delle rispettive segreterie, l’art.67 possa risultare inadeguato. Ma la colpa non è dell’art.67: è semmai di leggi elettorali di dubbia costituzionalità.

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Di: Massimo Guido Conte /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/comment-page-1/#comment-5374 Massimo Guido Conte Mon, 01 Mar 2010 19:15:34 +0000 /?p=5228#comment-5374 "Quando ci lamentiano dello strapotere e dell’irresponsabilità della partitocrazia dovremmo ricordare che questo strapotere è ‘sancito’ in Costituzione.." Ci lamentiamo del potere della partitocrazia mica di quello della "deputatocrazia". I Partiti ne uscirebbero rafforzati da un'eventuale abolizione dell'art.67. A quel punto che ne sarebbe del deputato estromesso dal Partito ? No. Abolite la Costituzione, nel senso di modificarla ma che il deputato risponda agli elettori alla fine del mandato. “Quando ci lamentiano dello strapotere e dell’irresponsabilità della partitocrazia dovremmo ricordare che questo strapotere è ‘sancito’ in Costituzione..”
Ci lamentiamo del potere della partitocrazia mica di quello della “deputatocrazia”. I Partiti ne uscirebbero rafforzati da un’eventuale abolizione dell’art.67. A quel punto che ne sarebbe del deputato estromesso dal Partito ? No.
Abolite la Costituzione, nel senso di modificarla ma che il deputato risponda agli elettori alla fine del mandato.

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Di: Paolo_PD /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/comment-page-1/#comment-5241 Paolo_PD Mon, 22 Feb 2010 13:15:06 +0000 /?p=5228#comment-5241 Un po' sibillina la osservazione. Quello che non entra dalla porta principale lo facciamo entrare da quella di servizio (leggasi globalismo). sarebbe solo sufficiente scrivere una cosa del genere: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione e l'interesse dei suoi deleganti esercitando le funzioni ad esso delegate" Un po’ sibillina la osservazione.
Quello che non entra dalla porta principale lo facciamo entrare da quella di servizio (leggasi globalismo).

sarebbe solo sufficiente scrivere una cosa del genere: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione e l’interesse dei suoi deleganti esercitando le funzioni ad esso delegate”

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Di: Pier /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/comment-page-1/#comment-5225 Pier Sun, 21 Feb 2010 18:26:47 +0000 /?p=5228#comment-5225 Il modello anglosassone di rappresentanza e' molto difficile da trasferire in Italia. Da noi il vincolo morale con i propri elettori, che dovrebbe richiedere le dimissioni, non esiste . Del resto la Costituzione approva i salti della quaglia ed io sono d'accordo con il professore. La decadenza dovrebbe essere automatica . Egli dice anche che i partiti hanno dato cattiva prova ed è vero. Però esiste un problema sottovalutato, i soldini - denari e quanto contano deputati e senatori, eletti per un partito, nella gestione dei medesimi (soldini -denari ) ? Siccome i soldini-denari sono alla base di tutto, un partito dopo la fase iniziale per accedere al Parlamento, da poter fare con fondi privati o personali, in base all'art. 18 della Costituzione, dovrebbe essere gestito solo ed unicamente dai parlamentari eletti, siano essi uno o cento, in base ad una legge sui partiti ben definita. Poi attraverso un delegato che ne risponde ai colleghi i quali però dovrebbero essere responsabili in toto con lui verso lo stato,gestire il tutto siano essi finanziamenti, rimborsi elettorali, regalie, lasciti, eredità, immobili, tutto. L'interesse per una buona gestione sarebbe comune , anche per la loro rieleggibilià e l'attuazione vera dei programmi. Invece ora non sono responsabili di nulla. Oscuri personaggi o padri padroni, gestiscono tutta la finanza. Qualora un parlamentare volesse lasciare chi lo ha eletto, come da costituzione potrebbe farlo ma senza poter entrare in un altro partito fino alle successive elezioni, ma costringere alla decadenza sarebbe più giusto. Nessun partito presente in Parlamento dovrebbe operare in deficit, in rosso, o con aperture di credito. Tutti i rendiconti finanziari dei partiti, dettagliati, dovrebbero essere pubblici ed in caso di scioglimento di un partito, tutti i beni, compresa la cassa, dovrebbero tornare allo Stato, non come quelli del PNF andati....... Vergogne come quelle dei partiti-patrimonio, DC, PCI, PSI, PSDI ecc. non dovrebbero ripetersi, pagati dagli Italiani con finanziamenti, pubblici, privati e proventi di corruzione sono andati ad arricchire, non si sa o si sa bene chi, apparati, gruppi, gruppetti, partitini .Per il PCI poi PDS e DS è ancora aperta la lotta, fra i vecchi " mai stati comunisti ", D'Alema,Veltroni,Fassino che ora con Bersani hanno "normalizzato" il PD , per i beni non conferiti da questi ed invece si da Rutelli e C. della Margherita. Dimenticando che sono soldi nostri e che questi dovrebbero essere gestiti solo ed unicamente da Parlamentari. Così a mio avviso, si eviterebbe anche la nuova vergogna, vedi IDV- Di Pietro e la sua "fondazione personale" ed il mistero PDL , Forza Italia, AN e C. Oltre che sulla teoria/Costituzione ed astratti principi dovremmo misurarci maggiormente anche sulla pratica. Provate a pensarci. Pier Il modello anglosassone di rappresentanza e’ molto difficile da trasferire in Italia.
Da noi il vincolo morale con i propri elettori, che dovrebbe richiedere le dimissioni, non esiste . Del resto la Costituzione approva i salti della quaglia ed io sono d’accordo con il professore. La decadenza dovrebbe essere automatica .
Egli dice anche che i partiti hanno dato cattiva prova ed è vero.
Però esiste un problema sottovalutato, i soldini – denari e quanto contano deputati e senatori, eletti per un partito, nella gestione dei medesimi (soldini -denari ) ?
Siccome i soldini-denari sono alla base di tutto, un partito dopo la fase iniziale per accedere al Parlamento, da poter fare con fondi privati o personali, in base all’art. 18 della Costituzione, dovrebbe essere gestito solo ed unicamente dai parlamentari eletti, siano essi uno o cento, in base ad una legge sui partiti ben definita.
Poi attraverso un delegato che ne risponde ai colleghi i quali però dovrebbero essere responsabili in toto con lui verso lo stato,gestire il tutto siano essi finanziamenti, rimborsi elettorali, regalie, lasciti, eredità, immobili, tutto.
L’interesse per una buona gestione sarebbe comune , anche per la loro rieleggibilià e l’attuazione vera dei programmi.
Invece ora non sono responsabili di nulla. Oscuri personaggi o padri padroni, gestiscono tutta la finanza.
Qualora un parlamentare volesse lasciare chi lo ha eletto, come da costituzione potrebbe farlo ma senza poter entrare in un altro partito fino alle successive elezioni, ma costringere alla decadenza sarebbe più giusto.
Nessun partito presente in Parlamento dovrebbe operare in deficit, in rosso, o con aperture di credito. Tutti i rendiconti finanziari dei partiti, dettagliati, dovrebbero essere pubblici ed in caso di scioglimento di un partito, tutti i beni, compresa la cassa, dovrebbero tornare allo Stato, non come quelli del PNF andati…….
Vergogne come quelle dei partiti-patrimonio, DC, PCI, PSI, PSDI ecc.
non dovrebbero ripetersi, pagati dagli Italiani con finanziamenti, pubblici, privati e proventi di corruzione sono andati ad arricchire, non si sa o si sa bene chi, apparati, gruppi, gruppetti, partitini .Per il PCI poi PDS e DS è ancora aperta la lotta, fra i vecchi ” mai stati comunisti “, D’Alema,Veltroni,Fassino che ora con Bersani hanno “normalizzato” il PD , per i beni non conferiti da questi ed invece si da Rutelli e C. della Margherita.
Dimenticando che sono soldi nostri e che questi dovrebbero essere gestiti solo ed unicamente da Parlamentari.
Così a mio avviso, si eviterebbe anche la nuova vergogna, vedi IDV- Di Pietro e la sua “fondazione personale” ed il mistero PDL , Forza Italia, AN e C.
Oltre che sulla teoria/Costituzione ed astratti principi dovremmo misurarci maggiormente anche sulla pratica.
Provate a pensarci.
Pier

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Di: Luigi Buccelletti /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/comment-page-1/#comment-5219 Luigi Buccelletti Sat, 20 Feb 2010 18:16:52 +0000 /?p=5228#comment-5219 Da tempo sono arrivato alle stesse conclusioni che così bene espone il prof. Unnia. Non vedo cosa c’entrino in questo discorso la globalizzazione , le entità sovranazionali e tanto meno la Comune di Parigi. Come mio contributo alla riflessione vorrei proporre una provocazione: perchè non prevedere anche il voto palese (non segreto) legato ad un impegno da parte del votato di rispettare il programma per il quale è stato eletto? Sono temi molto complessi e difficili, ma che è necessario affrontare per migliorare la nostra giovane e malintesa democrazia. Da tempo sono arrivato alle stesse conclusioni che così bene espone il prof. Unnia.
Non vedo cosa c’entrino in questo discorso la globalizzazione , le entità sovranazionali e tanto meno la Comune di Parigi.
Come mio contributo alla riflessione vorrei proporre una provocazione: perchè non prevedere anche il voto palese (non segreto) legato ad un impegno da parte del votato di rispettare il programma per il quale è stato eletto?
Sono temi molto complessi e difficili, ma che è necessario affrontare per migliorare la nostra giovane e malintesa democrazia.

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Di: Luigi Buccelletti /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/comment-page-1/#comment-5216 Luigi Buccelletti Sat, 20 Feb 2010 12:58:01 +0000 /?p=5228#comment-5216 Da tempo sono arrivato alle stesse conclusioni che così bene espone il prof. Unnia. Non vedo cosa c'entrino in questo discorso la globalizzazione , le entità sovranazionali e tanto meno la Comune di Parigi. Come mio contributo alla riflessione vorrei proporre una provocazione: perchè non prevedere anche il voto palese (non segreto) legato ad un impegno da parte del votato di rispettare il programma per il quale è stato eletto? Sono temi molto complessi e difficili, ma che è necessario affrontare per migliorare la nostra "democrazia". Temo però che fra qualche decennio la maggioranza islamica in Italia ed in Europa ci risolverà ogni problema: saremo dhimmi! Da tempo sono arrivato alle stesse conclusioni che così bene espone il prof. Unnia.
Non vedo cosa c’entrino in questo discorso la globalizzazione , le entità sovranazionali e tanto meno la Comune di Parigi.
Come mio contributo alla riflessione vorrei proporre una provocazione: perchè non prevedere anche il voto palese (non segreto) legato ad un impegno da parte del votato di rispettare il programma per il quale è stato eletto?
Sono temi molto complessi e difficili, ma che è necessario affrontare per migliorare la nostra “democrazia”.
Temo però che fra qualche decennio la maggioranza islamica in Italia ed in Europa ci risolverà ogni problema: saremo dhimmi!

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Di: Francesco Morosini /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/comment-page-1/#comment-5215 Francesco Morosini Sat, 20 Feb 2010 11:36:06 +0000 /?p=5228#comment-5215 Il Prof unnia, di fatto, recupera l'assemblearismo sessantottino che, in compagnia di Lenin, l'aveva a morte con l'idea di rappresentanza liberale il cui fondamento è proprio sull'assenza del cosiddetto "mandato imperativo"; e che, tra l'altro, è ormai uno dei pochi argini a difesa del deputato dalle decisioni del partito come anche dalle lobbies di collegio elettorale. Non sarà allora che il Chicago blog si metterà a proporre la Comune di Parigi come modello di democrazia liberale? Il Prof unnia, di fatto, recupera l’assemblearismo sessantottino che, in compagnia di Lenin, l’aveva a morte con l’idea di rappresentanza liberale il cui fondamento è proprio sull’assenza del cosiddetto “mandato imperativo”; e che, tra l’altro, è ormai uno dei pochi argini a difesa del deputato dalle decisioni del partito come anche dalle lobbies di collegio elettorale. Non sarà allora che il Chicago blog si metterà a proporre la Comune di Parigi come modello di democrazia liberale?

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Di: italiano /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/comment-page-1/#comment-5213 italiano Sat, 20 Feb 2010 06:32:56 +0000 /?p=5228#comment-5213 È la globalizzazione e le entità sovranazionali ad essere anticostituzionali. E spero che chi le sostiene oggi un domani sarà fucilato per alto tradimento. È la globalizzazione e le entità sovranazionali ad essere anticostituzionali. E spero che chi le sostiene oggi un domani sarà fucilato per alto tradimento.

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Di: dave /2010/02/19/gli-effetti-perversi-dellart-67-della-costituzione-di-mario-unnia/comment-page-1/#comment-5208 dave Fri, 19 Feb 2010 19:10:33 +0000 /?p=5228#comment-5208 Come risposta a quest'articolo ed alla sua ultima domanda, basterebbe leggere la prima lettera con risposta pubblicata sul libro "Le nuove stanze" d'Indro Montanelli, in cui un lettore del Corriere della Sera chiede allo scrittore toscano perche' la costituizione non preveda una regola contro il "cambio di casacca". Come risposta a quest’articolo ed alla sua ultima domanda, basterebbe leggere la prima lettera con risposta pubblicata sul libro “Le nuove stanze” d’Indro Montanelli, in cui un lettore del Corriere della Sera chiede allo scrittore toscano perche’ la costituizione non preveda una regola contro il “cambio di casacca”.

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