@ microalfa
Lei dice: bisogna tenere fermo lo sguardo all’orizzonte dei principi, e poi fare il possibile. Sono perfettamente d’accordo. Non ho nulla da obiettare: per me il libertarismo è questo. Non è certo la negazione dei problemi e della realtà. Il guaio è che certo liberalismo addomesticato scivola nel pragmatismo, e finisce per pensare che i principi non esistano o comunque siano d’ostacolo.
Per la stessa ragione per cui avversa le logiche ordinarie della politica estera il libertarismo avversa la tassazione e la regolamentazione. E’ la difesa del principio che esistono diritti naturali inviolabili e che quindi non è possibile – nel regno della politica (programmazione economica, guerra o altro) – adottare criteri diversi da quelli che reggono le relazioni tra privati.
Poi si può rigettare l’idea che gli uomini abbiano diritti, e muoversi di conseguenza. Ma a quel punto diventa difficile opporre solidi argomenti – ad esempio – di fronte al welfare State.
Detto questo, l’intervento in Iraq è stato un fallimento e non si sarebbe mai dovuto farlo (quello in Afghanistan era inevitabile: non si possono lasciare terroristi in pace ad allenarsi nelle basi). Gli USA hanno troppi soldati e nel lungo termine questo è incompatibile con la loro egemonia economica. Obama sta continuando la politica di Bush, e direi che la cosa non è meno insostenibile dell’isolazionismo di Paul (tanto per fare un esempio sull’isolazionismo: se il Medio Oriente diventa terreno di caccia di Russia e Cina, come farebbe l’Europa a trovare energia? E se l’Europa diventasse un clientes della Russia, gli USA sarebbero al sicuro, tagliati fuori da tutti i mercati mondiali dall’imperialismo altrui?)
]]>Purtroppo lo Stato ha bisogno di soldi e controlla la moneta per poterseli procurare, e quindi finché ci sarà lo statalismo il gold standard sarà un’impossibilità: chi fa le leggi fa l’economia, in un certo senso, e chi decide sul corso forzoso fa la moneta.
Il gold standard così come esistì negli USA fino al 1913, anno di fondazione della Fed, faceva un po’ schifo: le banche erano impossibilitate a crescere dalle regolamentazioni sul branch banking, e siccome erano piccole ogni tot anni morivano come le mosche. Inoltre, ogni tot anni gli stati o il governo federale decidevano di sospendere pagamenti e impedire che le banche fallissero, così nessuno imparava mai a non fare casino con la moneta. Come se non bastasse, c’erano movimenti populisti che reclamavano l’inflazione e creavano regime uncertainty: dapprima i greenbakcs con la guerra civile, e poi il movimento per la monetizzazione dell’argento per il resto del XIX secolo.
Storicamente, gli USA hanno sempre avuto una moneta mediocre. Ma mai così mediocre come negli anni ‘20, negli anni ‘70 e negli ultimi 20 anni.
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