In linea di principio non si può che concordare. E’ poi vero che con i “se” non si fa nulla. Ma se FIAT dicesse basta ai quattrini pubblici, è plausibile ipotizzare che riuscirebbe ad operare e per giunta nel Mezzogiorno come logica d’impresa vorrebbe?
Nella puntata di 9 in punto che lei ha dedicato al tema, ho ascoltato il sindaco di Termini affermare all’incirca “secondo noi FIAT può andare oltre 1 milione di auto prodotte in Italia” Aggiungendo qualcosa circa le convenienze offerte da Regione Sicilia e Stato.
Al Sig. Carlo, faccio osservare che ha ragione! Il libro dell’Ing. Garuzzo si riferisce alla gestione Romiti prima e Romiti-Cantarella poi, autori del bluff indegno di Alfa-Lancia e dell’ingannevole tema della qualità totale. A chiacchiere. Dopo di loro, la FIAT non è stata più in grado di investire per creare un brand di auto di alta qualità.
Quanto alle vetture piccole, i segmenti A,B,C, esse sono il futuro e possono ben essere profittevoli. In una cornice adeguata.
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