tonino segau :
Intanto un incentivo che probabilmente ci metterebbe tutti d’accordo sarebbe rivedere verso l’alto tutti i limiti di velocità. Che però non si può fare. Nella nuova bibbia paternal-ecologista-statalista è peccato. Ma anche la medicina paternal-sperperatrice-statalista lo sconsiglia vivamente, ritenendo che i riflessi del suddito guidatore siano molto più lenti di quelli del suddito elettore.
Forse se uscissimo da questo complesso del “non si può fare”, perchè per la suddetta bibbia è peccato, potremmo combinare qualcosa.
A mio parere siamo noi che riconosciamo alla suddetta bibbia l’autorità di dire che “non si può”.
Quando, in realtà, la suddetta bibbia sarebbe di per sè un indice per capire che è giusto fare il contrario.
Di voci per smentire le fesserie che vanno per la maggiore sulla questione praticamente non se ne sentono, nonostante il cittadino medio, senza troppi condizionamenti a senso unico, col fischio che vorrebbe i 130.
Per esempio, i “tecnici” del ministero che dicono che neanche i 150 vanno bene, perchè le autostrade 50 anni fa sono state progettate per i 140, senza tenere conto di quanto siano cambiati i veicoli che percorrono tali autostrade e di quanto scadano nel ridicolo appigliandosi a soli 10 km/h, sono nient’altro che una massa di ignoranti che dovrebbero dedicarsi all’agricoltura o alla pastorizia.
Potrebbero anche soddisfare le loro manie paternal-ecologiste, con uno stile di vita più in armonia con la natura.
Peccato anche che le strade che lo stato si arroga il diritto di (non) costruire – e che poi alle volte, quando decide, lo dia in concessione poco cambia – siano la più efficacie misura di concorrenza sleale nei confronti dell’automobile.
E anche mutuare le norme sull’applicabilità del codice della strada dalla Gran Bretagna, non sarebbe una cattiva idea. Certo, è evidente la tendenza tutta all’opposto a cui ci hanno abituato governi passati e recenti. Di questo passo, un giorno qualcuno si sveglierà e proporrà di rubricare l’eccesso di velocità in sé nel codice penale: un comma aggiuntivo (con tanto di annessa circostanza aggravante) al tentato omicidio, magari.
]]>oscar giannino :Carlo: sugli incentivi siamo d’accordo. ma è iL fisco cioè lo Stato, a dover graduare e decidere qual è il servizio di mobilità privato “giusto” e “sbagliato”? e che dire allora, se imbocchiamo questa via, dell’immobilizzazione di quote troppo elevate – rispetto alla media Ocse – del proprio reddito disponibile in acquisti immobiliari, alla radice del fatto che siamo il paese con la più alta percentuale di famiglie proprietarie? e perché non adottare l’idea che gli italiani spendono troppo in alimentari, rispetto al proprio fabbisogno calorico? io preferisco che sia la persona e la famiglia, non lo Stato,a decidere liberamente del proprio reddito disponibile e patrimonio, il più possibile senza distorsioni…. anche perchpè l’esternalità negativa del traffico mi pare che lo Stato se la foraggi più che ampiamente, guardando le cifre…. per dire con la tassa di proprietà sugli autoveicoli che rescinde dal loro uso, mentre io sarei allora per un chip incorporatro nell’auto che permette il pay as you go, visto che non sono del tutto sprovvisto di nozioni sulle tasse pigouviane… parliamone liberamente, si accettano ovviamente tutti i punti di vista
d’accordissimo con oscar ! e con davide per il chip, non mi piacciono troppi controlli……
cmq chi dice l’auto può essere sostituita dai trasporti collettivi dimostra senza dubbio una mentalità decisamente poco incline ad ascoltare le ragioni degli altri o come dice davide sostenere un obbligo per tutti di usare solo il mezzo pubblico è senza dubbio l’espressione più chiara di una mentalità statocentrica che farebbe di questo mondo solo una grossa prigione ( e vediamo che cosa mi risponderà carlo, sn già pronto all’eventualità!)
]]>