Sono però convinto che sia possibile costruire una teoria completamente isomorfa (cioè equivalente) a quella austriaca che sia comprensibile a chiunque senza perdersi nei meandri della teoria del capitale e del processo di mercato:
1. Quando la abnca centrale interviene socializza i costi degli investimenti.
2. Quando la banca centrale interviene sistematicamente crea automaticamente moral hazard (anche senza bailout: basta la politica dei tassi, visto che sposta i costi dagli investitori agli obbligazionisti e ai detentori di moneta).
3. Il mercato reagisce come sa a questa riduzione dei costi: aumenta la produzione.
4. Il moral hazard però aumenta il rischio sistemico, e la cosa è nascosta dalle politiche anticicliche, finché dura.
5. Quando la politica monetaria perde efficacia, il castello crolla.
Questa è la storia macroeconomica americana degli ultimi 25 anni almeno. L’attuale crisi è figlia di tutte le politiche discrezionali anticicliche degli ultimi 22 anni (a partire dal 1987). I mercati hanno reagito efficientemente rispetto agli incentivi, cioè prendendo decisioni idiote.
La cosa preoccupante di questa mia interpretazione è che in 300 anni di teoria economica sono il primo a pensarci. Penso che vincerò il Nobel per questo commento sul blog.