PS il mio cognome è originario delle Marche ma la nostra famiglia è in Veneto dal ‘700.
]]>Rispondendo ai punti da te sollevati:
1 – quel nessuno ha dimenticato ricorda la memoria elefantiaca dei popoli balcanici, ma ho l’impressione che non gradirai un simile accostamento
2 – credi davvero che tutto quello che viene da un Paese arabo sia sinonimo di Bin Laden e che tutto ciò che viene dalla Russia sia Made in mafia russa? In tal caso devo stimare l’apertura mentale di quelli che all’estero comprano prodotti italiani, perchè se facessero accostamenti analoghi ai tuoi la nostra economia sarebbe fallita da non so quanto tempo… Inoltre mi chiedo cosa ci faccia su un sito che tratta di libero mercato, un leghista dalla mentalità autarchico-protezionistica come te.
3 – qui dimostri anche la tua ignoranza storica: forse non sai che all’epoca dell’Impero Austro Ungarico sapevate fare solo una cosa, la stessa che fate oggi. Lamentarvi. All’epoca la ladrona era Vienna, ora Roma. Passano i secoli, ma la vostra atavica ricerca di un nemico contro cui scagliarvi resta quella.
E prima di salutarti, ti ricordo che in tutto il Nord tuttora i veneti vengono tuttora definiti “i terroni del nord”, anche dai tuoi cari politici padani. Contento tu di votarli…
]]>Gli aiutini statali hanno preso la direzione della Fiat e di innumerrevoli attività sparse in tutta Italia,falsando il mercato per svariate ragioni.
]]>La verità è che sono d’accordo con te.
La contraddizione di fondo c’è e non possiamo eluderla.
Se avessimo creduto nel mercato avremmo dovuto anche fare in modo di commerciare seguendo regole precise e UGUALI per tutti.
Dal momento che non è stato così, perchè ce ne siamo sbattuti della democrazia in Cina e di altre cosine trascurabili (penso ai Pil a doppia cifra basati sul debito), ma anzi continuiamo con Tafazzi dandoci sempre più regole, allora è giunto il momento di giocare duro, senza ipocrisie, avendo il coraggio di fare cose un po’ stravaganti.
Sulla Fiat resta un fatto. E’ SCANDALOSO avere come interlocutore la famiglia Agnelli.
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