A mio avviso questo tipo di ricerche se da un lato ha valenza statistica dei costi che subisce una nazione dall’altra non indica vie meno costose o alternative (sicuramente non era lo scopo della ricerca) di fronte alla catastrofe che stava emergendo.
Catastrofe dai costi immensi, rattoppata e non risolta. Rischio sistemico sempre in agguato.
Nazionalizzazioni, abbassamento dei tassi non sono serviti per la risoluzione, solo pezze per rammendare i buchi, rischiando ogni successivo istante.
Allora il problema TBTF non sembra risiedere nel nucleo del sistema finanziario bensì nella legislazione e regolamentazione finanziaria. Una legislazione americana sposata dall’Europa della moneta unica, che ha permesso al sistema bancario finanziario di costruire una piramide rovesciata in leva finanziaria.
E la stessa legislazione svegliandosi o forse preoccupata dall’immenso inganno messo in atto in un certo momento ha trovato i proseliti puristi che volevano la pratica di valutazione mtm.
Inutile dire che la cima rovesciata della piramide durante il crollo ha divorato ricchezze esistenti e non. Per le non hanno provveduto i singoli stati mettendo le mani nelle tasche dei cittadini presenti e futuri.
D’altra parte come si è potuto pensare che solo la finanza potesse essere il motore di crescita di una o più nazioni? Perché le politiche fiscali hanno portato intere nazioni a delocalizzare quella che era la loro produzione industriale? Dove pensavano tutti insieme di andare?
Se la colpa è del sistema finanziario significa che minore non è la colpa delle nazioni e delle loro scelte. Trattasi di un’interazione ben consolidata nel tempo con vedute miopi dell’ambiente circostante.
Ancora oggi, con tutte le difficoltà esistenti sia umane che materiali esiste un presidente non tanto preoccupato della sua moneta che si deprezza giorno dopo giorno ma di quando il gregge tornerà a consumare per sollevare l’economia. http://news.ino.com/headlines/?newsid=68967079726902
Così si fa indirettamente pace anche con la Cina.
Preghiamo solo che la piramide uno abbia ulteriori frane se no l’umanità vivrà una schiavitù informatica dai risvolti sconosciuti.
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