Non confondiamo le questioni:
1. il legame tra finanza ed economia reale non c’entra nulla con la Cina: se c’è disallineamento è perché tra le due ci si mettono di mezzo le banche centrali che fanno crescere la finanza a dismisura indipendentemente dall’economia reale. Non è colpa dei cinesi se abbiamo delle banche centrali poco serie, e se la Fed è un’arma di distruzione economica di massa che in meno di un secolo ha prodotto ben tre disastri sistemici.
2. il dumping sociale non esiste: chi non ha capitale produce usando forza-lavoro, chi ha capitale può permettersi salari maggiori. I giapponesi producevano cose low-cost quando erano poveri e poi si sono arricchiti; idem per gli italiani. Chiudere le frontiere alle merci cinesi significa far pagare al consumatore italiano le merci più di quanto costerebbero, il tutto per finanziare industrie italiane che sono inefficienti, visto che se lo fossero non avrebbero problemi a reggere la concorrenza. Se dobbiamo difendere la produzione di archibugi perché non sappiamo fare i missili, probabilmente abbiamo un problema che non dipende certo dal fatto che all’estero c’è ancora chi produce archibugi. Il mio ragionamento di cui sopra dimostra che il commercio internazionale è sempre merce contro merce (o merce contro credito), e quindi è sempre una questione di specializzazione relativa. Vogliamo fare i cinesi dell’Europa e produrre t-shirt? Facciamolo: sprechiamo risorse perché abbiamo una struttura economica simile al Bangladesh e manteniamola. Ma dubito che i tedeschi saranno così scemi da pagare le t-shirt il triplo per fare un piacere a noi. Una politica protezionistica a livello europeo significa che tutti i consumatori europei verrebbero tassati per sovvenzionare la nostra produzione di merci da paese del terzo mondo, quando con un po’ di serietà potremmo rimuovere gli ostacoli interni che impediscono alla nostra economia di crescere, che non dipendono dai cinesi, ma dal governo, dai sindacati, eccetera.
3. che c’entrano i laogai? se anche in Cina le merci cadessero come la manna dal cielo, il ragionamento economico non verrebbe modificato: conviene comprare t-shirt cadute dal cielo a basso prezzo o togliere risorse potenzialmente utili per produrre cose più importanti per continuare ridicolamente a produrre t-shirt come se fossimo una repubblica delle banane? L’apoteosi del dumping sociale è Babbo Natale, che immagino che regalando giocattoli crei disastri sociali immensi. non ho mai visto un argomento secondo cui il protezionismo anticinese (e contro i nostri consumatori) migliorerebbe le condizioni di vita dei cinesi: anzi, la teoria economica dimostra che peggiorerebbe le condizioni economiche nostre e loro. Se poi si ritiene che il protezionismo faccia diventare la Cina una democrazia mi si spieghi come.
Sul soccombere per la competizione sleale ripeto che è un problema che non esiste: è logicamente inconsistente. Un paese così economicamente debole da non poter stare sui mercati internazionali non muore per eccesso di importazioni, per il semplice fatto che non può comparle: muore di autarchia.
Negli ultimi venti anni le condizioni di vita dei cinesi sono notevolmente migliorate, come di tutti in Estremo Oriente e anche in Europa Orientale e in alcuni paesi occidentali come l’Irlanda e la Spagna, al di là delle scemenze finanziarie indotte dall’euro. Se l’Italia è un paese in declino è perché abbiamo Tremonti (e Padoa Schioppa, o chi per loro…), non perché ci sono i laogai dall’altra parte del mondo. La nostra politica è il nostro problema, e l’attuale governo non sa cosa fare, o non ha intenzione di farlo o comunque non fa nulla per arginare i problemi strutturali di questo paese. Berlusconi è stato un fallimento totale negli ultimi 15 anni di impegno politico: non ha portato in porto nulla di buono (come del resto la Sinistra) e non ha affrontato nessun problema con serietà (idem per l’opposizione). Solo due decenni persi a cercare capri espiatori anziché a prendersi delle responsabilità. Ma, si sa, responsabilità e politica formano un ossimoro. Più che dai cinesi dovremmo proteggerci dalla nostra classe politica, ma purtroppo non possiamo.
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