Non parlavo di cospirazione, perchè sono consapevole del fatto che non esistano ancora i progressi di cui parlavo e non mi risulta neppure che ci siano studi primordiali che abbiano come obbietivo specifico la produzione di energia nei termini in cui l’ho esposta.
Quello che volevo dire è che c’è il background per puntare a quell’obbiettivo, e basterebbe finanziarlo adeguatamente vista l’importanza che potrebbero avere forti avanzamenti in quegli ambiti.
E magari di questo ne sono parzialmente consapevoli anche quei 27 ministri dell’ambiente.
Sono d’accordo con Carlo Stagnaro che se fosse una tattica politica per il prossimo appuntamento di Copenhagen sarebbe senza senso.
]]>E’ dello sporco statalismo inutile.
]]>è il singolo che deve fare…non il potere!
]]>Per quanto riguarda la rivoluzione ipotizzata da marianusc, non mi risulta che il passaggio dal cavallo all’auto abbia subito freni per via della maggiore importanza che dette ai produttori di petrolio. Se solo fosse aperta l’opportunità di una fonte di energia a rendimento elevato e pulita, i privati, nonché gli Stati, farebbero a gara per accaparrarsela, in quanto sicuramente riequilibrerebbe la situazione geopolitica, a causa della quale oggi siamo dipendenti da una risorsa per lo più presente in paesi politicamente instabili.
Il problema vero è che, in una situazione di crisi, si tende sempre a ritornare al classico, perché i rischi d’investimento sono molto maggiori. E al momento, a parte il nucleare, non vedo fonti di energia abbastanza collaudate da poter prendere il posto del termoelettrico.
Da scenziato la mia impressione è che le tecniche di produzione energetica siano vicine ad un salto epocale, basta poco affinchè la manipolazione della materia ai livelli atomici porti a processi produttivi dal rendimento inimmaginabile e dalle emissioni nocive nulle.
E’ a portata una rivoluzione incredibile se solo si finanziasse adeguatamente la ricerca in questi campi (altro che carbone pulito), il problema è che fa paura perchè non si sa a cosa potrebbe portare lo sconvolgimento geopolico a cui porterebbe.
]]>