La pensiamo allo stesso modo: Non è questione di posto fisso o di lavoro autonomo. La questione è un sistema che dia la possibilità di esprimersi e realizzarsi attraverso il lavoro che si sceglie in libertà. Di qualunque tipo esso sia.
]]>bingo.. intanto la realtà è indipendente dai proclami.. catturo qualche consenso.. picchio un pò la confindustria che mi ha girato i suoi giornali contro.. ma quasi tutti ci siam cascati.. pure io
PS: però ricordiamoci che la Confindustria è come la Cei.. se la legano al dito.. possono far anche finta lì x lì di far la pace… ma alla lunga gliela faran pagare..
]]>La priorita’ e’ secondo me informare i nostri coetanei del fatto che sindacati-Confindustria-politica-Vaticano hanno creato e modellato un mondo del lavoro in Italia atto a FREGARCI TUTTO O QUASI TUTTO.
Bisogna spiegare ai nostri coetanei, soprattutto ai comunisti (di sinistra e del Pdl) che questa marea di pensionati che va in pensione a 50 anni (come il matematico Piergiorgio Odifreddi) passera’ i prossimi 50 anni a VIVERE SULLE NOSTRE SPALLE, e lo Stato sequestrera’ meta’ del nostro stipendio ogni mese per mantenere questo tipo di parassiti…
Non ci vuole un patto intergenerazionale secondo me, ci vuole una presa di coscienza dei giovani e poi uno SCONTRO GENERAZIONALE, rigorosamente nonviolento e Gandhiano, nel quale tutti insieme dobbiamo dire ai nostri genitori e ai nostri nonni: “Avete finito di rubarci i nostri soldi?”.
Ci vuole presa di coscienza: la maggior parte dei ragazzi in Italia non sa neanche cosa sia il debito pubblico!
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