L’argomento dell’articolo di Pirani da lei principalmente contestato riguarda l’impatto ambientale connesso alla realizzazione degli impianti eolici.
Ora, pur ammettendo esso non costituisca il problema più significativo nell’ambito di quella sciagurata politica energetica che sostiene talune fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, biomasse, idrogeno), nondimeno si tratta di una questione di grande rilevanza.
È, tuttavia, opportuno osservare preliminarmente che la difesa del paesaggio riflette un’ulteriore, importante esigenza sociale (in specie, quelle estetica ed architettonica), pur diversa rispetto a quella (Pirani) relativa all’eco-compatibilità ed a quella economica; e a tale proposito non si vede per quale ragione solo alcune e non altre, tra le citate esigenze, debbano venire considerate, quasi che riconoscerne una implichi l’accantonamento delle restanti.
Il punto, però, è un altro.
Infatti, corre in particolare l’obbligo di precisare che il primo tema (l’eco-compatibilità) deve essere imprescindibilmente inquadrato in un’ottica ambientale comparativa avente, tra il resto, ad oggetto l’impatto riferibile al numero delle infrastrutture che è necessario costruire: è innegabile che l’effetto deturpante di una centrale nucleare non sia inferiore a quello di un pala eolica (anzi…); ma mi pare altrettanto evidente che, a parità di energia elettrica prodotta, il numero di reattori risulta enormemente più basso rispetto a quello di pale eoliche (o pannelli fotovoltaici). Ed è questo, a mio avviso, il fulcro insito al ragionamento di Pirani.
Saluti.
Michele
]]>L’idea di installare gli impianti eolici in mare deriva dalla crescente difficoltà di installarne sulla terraferma.
]]>affermazione risibile. Repubblica e’ speculare al Giornale berlusconiano quando si tratta di difendere CDB e non si tira indietro quando c’e’ da armarsi e diffondere veline, se gli input arrivano da ambienti amici. Entrambi rappresentano egregiamente lo scadimento dell’informazione in Italia.
Complimenti come al solito a Carlo Stagnaro per l’articolo.
Guardi che i giornalisti “militarizzati” e “velinari” scrivono su Il Giornale e non su La Repubblica, se la sua osservazione si riferisce al quotidiano dove scrive Pirani.
Apprezzo cmq la sua sottile ironia.
]]>In sostanza solo una parte dei sussidi va effettivamente a incentivare le rinnovabili, mentre il resto va a finanziare la spesa degli enti locali, per fini più o meno commendevoli.
Nel migliore dei casi si tratta di un sistema poco efficiente e poco trasparente, nel peggiore lascia scoperto il fianco ad abusi.
]]>