Da qualche tempo gli Istituti Bancari e le finanziarie operanti in Italia utilizzano le centrali rischi a tutela del rischio. Giusto atteggiamento se condito dal classico e ormai introvabile “ buon senso “. In effetti in tali centrali affluiscono i dati su rapporti contrattuali e pre-contrattuali che riguardano mutui, finanziamenti vari, prestiti personali e credito al consumo. Le banche forniscono tali dati con sistematicità e chiarezza onde consentire al sistema del credito una valutazione più approfondita sul richiedente il finanziamento. Come sempre in Italia un sistema di dati nato per un fine di tutela,viene con sovrapposizioni varie utilizzato nel modo peggiore con gravi riflessi sulla vita delle persone e sull’intero sistema economico. L’afflusso di dati , a volte non riconducibile al fine previsto dal legislatore, riguardanti ad esempio richieste non accolte, rinunzie al finanziamento, limitano l’accesso al credito per migliaia di persone. La presenza in centrale rischi di una richiesta non accolta, dovuta a scelte operative e strategiche quali un target di clientela non previsto, determina per automatismo un diniego anche da parte di altri Istituti. Considerando poi che il sistema creditizio si avvale di uffici accentrati per la gestione del credito , i cosiddetti crediti intermediati, lontani e chiusi al territorio, la presenza in centrale rischi di una richiesta non accolta, comporta sempre un ulteriore diniego.
Altri dati, ininfluenti sulla correttezza del rapporto, quali morosità di qualche giorno, o anche di mesi e poi sanate comportano un atteggiamento negativo da parte delle banche. Come un cittadino possa spiegare che il dato nasce magari per motivi derivanti da semplici dimenticanze, lontananza per motivi familiari etc. diventa impossibile. La prima spiegazione data al direttore della propria banca ottiene la classica risposta che ormai tali decisioni vengono prese dai già citati crediti intermediati. Pertanto e di fatto si viene esclusi dal circuito del credito. Il buon senso non esiste più, chi decide è un sistema operativo che griglia maldestramente le richieste dei cittadini. Accade allora che si neghi un mutuo per la sola presenza di una rata dimenticata di 18.00 euro. Capacità di rimborso in linea con la richiesta, congruità dell’immobile diventano niente di fronte alla maledettissima rata del classico materasso venduto in TV. E’ proprio vero che un crine di cavallo sul binario è capace di fermare il pendolino Milano-Roma. In banca oramai si filtrano i moscerini e si ingoiano i cammelli così come sempre accaduto nelle civiltà sclerotizzate in tutti i tempi e luoghi del pianeta.
Inutile il richiamo dell’autority al cosiddetto principio di proporzionalità. Tale principio previsto all’art. 9 della 675/96 prevede che il criterio da seguire per la segnalazione delle morosità, deve essere tendenzialmente uniformato in chiave di maggior tutela dei consumatori. Di fatto la norma prevede l’inserimento dei dati tenendo conto della reale intensità e gravità degli inadempimenti sia sul piano economico che temporale. Il tutto per non creare pregiudizi ingiustificati ai diritti di accesso al credito da parte dei consumatori.
Il richiamo dell’autority riguarda inoltre l’immediata cancellazione di dati acquisiti in fase pre-contrattuale qualora non si concretizzi la richiesta ed infine per i tempi di conservazione dei dati.
Nonostante le precisazioni sopra riportate a tutt’oggi né il principio di proporzionalità né tanto meno il buon senso risultano applicati.
Cosa possa fare il consumatore è lasciato alla fortuna, alle conoscenze nel mondo del credito o al fenomeno dell’usura. Questo paese si trascina da sempre una burocrazia stantia e poco pragmatica con nefaste influenze sociologiche ed economiche. Quando mai il buon senso e la praticità consentiranno di avere un sistema bancario e finanziario all’altezza dei tempi? Qualche tempo o più generazioni? La speranza è d’obbligo!
Oggi sono un libero professionista e quotidianamente ingaggio autentiche battaglie a difesa dei miei clienti e credimi….incoccio quotidianamente una realtà bancaria non all’altezza dei tempi. Le banche spesso dimenticano il loro vero ruolo di ” volano economico ” ed i risultati si vedono…eccome se si vedono!
e
]]>grazie x il tuo contributo.. che in parte non condivido.. ed in parte sì..
senza giri di parole : le filiali facevano credito ai meritevoli ed agli amici piccoli di periferia.. le centrali facevano credito ai meritevoli ed ai grossi amici nazionali/internazionali.. con l’accentramento il cluster dei piccoli amici (about attendibilità bilanci in Italia dopo semidepenalizzazione fortemente contrastato da Confindustria stendiamo un velo pietoso) se l’è presa in quel p….. mentre x i grandi tipo Zal… tutto continua come prima.. certo che questo in un paese caratterizzato da una forte imprenditorialità diffusa labour intensive ha effetti negativi non secondari..
non stò dicendo che sia giusto o sbagliato.. sto dicendo che è così..
Quale motivo impedisca alle grandi banche di riutilizzare un simile modello è un mistero..Una perfetta conoscenza del territorio e del mercato locale permette di fare buon credito e di ridurre i rischi! Perchè? E’ semplice ….La banca territoriale eroga credito sulla base di due tipi di informazioni, quella che si desume dai bilanci delle imprese e su cui si basa il modello di Basilea 2 , ed altre non formali ma altrettanto importanti e raccolte nel territorio. In particolare chi valuta il merito creditizio nel territorio ha dalla sua una miriade di informazioni quali la morale del richiedente, eventuali altri redditi non documentati, immobili non presenti nel bilancio aziendale e comunque riconducibili alla persona fisica che amministra l’azienda, percezioni positive o negative che provengono da rivoli di informazioni che il mercato trasmette, conoscenza di ambiti parentali etc.etc
Ovviamente un simile sistema comporta costi superiori e minore redditività . A fronte di un simile svantaggio bisogna però riconoscere che il rischio credito diminuisce notevolmente. Alcuni esponenti del mondo creditizio si sforzano di convincermi del contrario affermando che a partire dal momento in cui le decisioni sul merito creditizio sono state accentrate i rischi sono diminuiti e le sofferenze calate. Il tutto perché i livelli superiori non possono che decidere sulla base di dati aggregati, consolidati, inoppugnabili e sulla base di sole valutazioni oggettive. Sfugge loro che questi grandi valutatori, bocconiani, grandi manager presenti nei comitati crediti , sono e restano gli stessi che hanno sbattuto il naso con Parmalat, Cirio e numerosi altri grandi nomi. Grandi valutatori del merito creditizio, attenti analisti, supervisori di bilancio eppure….hanno preso per buono un documento falso che attestava un deposito di 3 Miliardi di euro in capo alla Parmalat ….Sarebbe bastata una semplice telefonata per ottenere conferma sul documento presso la banca depositaria per smascherare il tutto…Sia chiaro che a dispetto di tutto questi signori sono rimasti al loro posto.. . A ben vedere se i rischi assunti con questi gruppi fossero stati frazionati in una miriade di piccole e medie imprese sicuramente ne avrebbe beneficiato l’intero sistema economico.
]]>about Banca del Sud.. chiunque ci proverà.. Cooperativa o Statale o Merchant Bank mista o qualunque altra cosa farà nel lungo una brutta fine.. non è pessimismo.. è che sino a che il Sud non si libererà da una “diffusissima” (anche se x fortuna non totalitaria) mentalità familistica mai nulla potrà cambiare.. la Cultura viene senza dubbio “prima” della tecnicalità.. qualunque strumento è in mano agli uomini.. sono loro che ne segneranno fallimento o successo..
PS: Faissola dice che il rischio inesigibilità delle banche Italiane è al massimo, e probabilmente è vero, ma dovrebbe pure spiegare come mai i Grandi Amici Stra-Indebitati senza merito di credito continuano ad essere ri-finanziati x evitare che fallendo trascinino giù anche le banche (Za….) .. mentre il Piccolo credito polverizzato che anche statisticamente ha meno probabilità di far boom viene razionato..
]]>Non so che dire.
PS: comunque credo anche io che Cameron vincerà. Non darei nessun valore particolare a ciò. E’ la volgia di cambiare (giusta).
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